L’addestramento

Serie: The Flash Of Lightning


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: John, ribattezzato Heru dal Gran Sacerdote Amenemhat fa la conoscenza di Onnophris che lo convince ad addestrarsi con lui per non essere sopraffatto dagli uomini di Kek

Heru passò una notte pressoché insonne, cercò di comprendere la situazione, come aveva fatto ad arrivare lì? Perché Amenemhat e quella gente lo aspettavano? Perché Onnophris sembrava conoscerlo? Chi era Kek? Chi erano i viaggiatori? Perché la lancia di quella guardia non lo aveva trafitto? Troppe domande che non avevano risposta. Il mattino arrivò e il Grande Sacerdote bussò alla sua porta, invitando Heru a lavarsi ed a fare colazione, Onnophris lo stava attendendo al di là delle mura della città.

“Ma in quale città ci troviamo?” Chiese Heru

“Siamo a Tebe e questo è il tempio di Amon!”

“Tebe… E come ci sono arrivato qui?”

Amenemhat non seppe rispondere ed uscì. Heru tornò nella stanza dove avevano cenato era lì che poteva fare colazione, provò a stare leggero per potersi addestrare al meglio con Onnophris. Quell’uomo lo incuriosiva ed impauriva allo stesso tempo, quindi, uscì dalla città.

“Buongiorno Onnophris!” Disse, vedendo il suo mentore e ricordandosi di stare a distanza.

“Buongiorno, ma io per te sono Maestro.”

“Mi chiederai anche di fare 30 flessioni?”

Onnophris spinse di scatto la mano destra di fronte a sé e generò uno spostamento d’aria che fece saltare all’indietro Heru.

“Ok, Maestro! Ma prima di cominciare ho delle domande!”

“Ti concedo UNA domanda.”

“Come ho fatto ad arrivare qui ed in questo tempo?”

“Vuoi davvero che risponda a questa domanda?”

Heru ci pensò un attimo e disse “Effettivamente so come sono arrivato qui… Chi sono Kek ed i viaggiatori? E perché io sarei in pericolo?”

“Non mi sembra UNA domanda, ma va bene, ti risponderò. I viaggiatori sono quelli che, come te e me, hanno viaggiato nel tempo e nello spazio, ritrovandosi nel passato. Ognuno di noi, incluso Kek, è arrivato in un momento diverso della storia del nostro pianeta. Tutto sommato, potrebbero arrivare ancora nuovi viaggiatori, in futuro. Non sappiamo il come ed il perché ci siano questi viaggi. Kek è a capo di un esercito che cerca di dominare la Terra, ha arruolato diversi potenti viaggiatori e svariate migliaia di uomini.”

“E perché io sarei in pericolo?”

“I viaggiatori possiedono il Taqa, l’energia del proprio tempo e più a lungo rimangono nel passato più il Taqa cresce rendendoci più forti e più longevi. Nessun umano o arma umana può ucciderci, penso che tu te ne sia accorto (Amenemhat mi ha detto della lancia). Ma un viaggiatore sufficientemente potente può ucciderci. Con la morte, il Taka lascia il nostro corpo e si ridistribuisce nell’universo. Un viaggiatore che ne uccide un altro può assorbire parte del Taqa che lascia il cadave, inutile dire che se assorbi del Taqa diventi più potente. Più sei vicino al viaggiatore morto quando il Taqa lascia il suo corpo e più ne assorbi!”

“Qui-Quindi…”

“Se ti scoprissero potresti fare gola a qualcuno, sì. Profilo basso!”

“E tu, Maestro, perché mi aiuti?”

“Hai esaurito le tue domande! Ora apri quel baule.”

Heru era confuso ed incredulo, ma ubbidì. Nel baule c’erano una spada, un martello, uno scalpello e diversi blocchi di roccia calcarea. Heru fu attratto dalla spada e la sollevò.

“Quello è un Khopesh. Con la parte interna puoi bloccare le lame avversarie e sbilanciare il nemico, la lama è estremamente affilata. Arma molto efficace!” Disse Onnophris

Heru passò la lama sul palmo della sua mano sinistra e si convinse di quello che gli aveva detto il suo Maestro, le armi umane non potevano ferirlo e, probabilmente, neanche ucciderlo.

“Ora prendi scalpello e martello e riempi quei blocchi calcarei con il tuo nome. Ricopia questi geroglifici.” Mostrando una treccia di lino ed una bocca

“Sarebbe questo l’addestramento?”

“Si comincia dalle basi! Ci vediamo a pranzo.”

Heru guardò dentro il baule e quando risollevò gli occhi il Maestro non era più lì. Sbuffò e cominciò a scolpire il proprio nome, al primo colpo il blocco di pietra si sgretolò. Ne prese un altro, si sgretolò anche quello. Amenemhat lo guardava incuriosito nei pressi dell’entrata del tempio e si avvicinò.

“Mio Signore. Forse dovresti dosare la tua forza.” Disse, prendendo a fatica uno dei blocchi ed iniziando a scalpellare il nome di Heru con dei colpi che sembravano decisi e violenti.

“La fai facile tu, sei abituato a scalpellare, la tua mano sarà molto delicata…”

“No Heru, il punto è che io non riuscirei a spaccare quel blocco neanche con tutta la mia forza!”

Ci riprovò, il risultato fu lo stesso. Allora Heru prese lo scalpello e, parecchio innervosito, lo scagliò verso il deserto. Lo scalpello viaggiò in aria molto velocemente e per diversi secondi prima di essere perso di vista. John guardò la sua mano e iniziò a capire quello che gli aveva detto il suo Maestro, stava diventando più forte. Chiese ad Amenemhat di procurargli un altro scalpello e degli altri blocchi. Fece fatica a dosare la sua nuova forza, ma, alla fine, ci riuscì riusciva a scolpire nella pietra senza distruggerla al primo colpo. Poi che i disegni non assomigliassero per nulla ai geroglifici che doveva ricopiare aveva un’importanza secondaria.

Passò la mattinata a provare e riprovare, alla fine l’occhio e la mano si erano abituati e riuscì a scolpire delle serie di geroglifici più che accettabili.

“Signore, è ora di pranzo!” Disse Amenemhat

“Arrivo!”

Heru ripose il materiale nel baule, quando alzò gli occhi rivide, sempre a distanza, Onnophris che gli disse “Non buttare via gli scalpelli, qui sono un bene prezioso!” E gli lanciò lo scalpello che aveva recuperato in mezzo al deserto.

“A cosa è servito questo che tu chiami addestramento?”

“Veramente non lo hai capito?”

“A dosare la mia forza…”

“Certo, se dosi la tua forza non verrai facilmente scoperto dagli altri Viaggiatori. Nel pomeriggio proseguirai con Amenemhat. Ora vai pure a pranzo.”

“Grazie, Maestro.”

Heru rientrò nella sala da pranzo ed appena si sedette a tavola sentì un grande frastuono provenire dall’esterno. Corse fuori, ma non vide nulla e nessuno. Si rese conto di aver percorso diverse centinaia di metri in pochi secondi, quindi, decise di correre in mezzo al deserto e testare la sua velocità. Partì a razzo, ma dopo pochi secondi inciampò e cadde, strappandosi la tunica e sollevando un gran polverone, tra le risate generali dei Tebani. Rientrò nel tempio e Amenemhat gli diede una nuova tunica. A fine pranzo Heru si recò nello studio del Gran Sacerdote e gli chiese in cosa consistesse questo nuovo addestramento.

“Oggi parleremo di…” disse Amenemhat

“Parleremo?”

“Sì, devi imparare la nostra lingua. Altrimenti non potrai difenderti da Kek e dai suoi uomini.”

“E mi difenderò parlandogli?”

“Ti difenderai passando inosservato!”

“Ma perché vi fanno così paura? Il Maestro non può sconfiggere Kek?”

“Onnophris non può combattere Kek.”

“Ok, il Maestro è un bluff, forse dovrei farmi insegnare proprio da Kek!”

“O anche farti uccidere da Kek…”

“Anche quella è un’opzione, ma sarebbe sicuramente più veloce della morte che mi darai tu con le tue lezioni.” Disse Heru ridendo

“Adesso, dobbiamo iniziare, altrimenti Onnophris se la prenderà prima con me e poi con te!”

Serie: The Flash Of Lightning


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Sci-Fi

Discussioni

  1. “Sbuffò e cominciò a scolpire il proprio nome, al primo colpo il blocco di pietra si sgretolò. “
    Sai che mi è apparso in un lampo “metti la cera, togli la cera”?