L’amore di un fratello

Serie: Segreti e passioni


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Omicidi, inganni, amori, verità nascoste, ambientati nella frammentata campagna siciliana. Personaggi tormentati si confrontano con crimini intricati, mentre la tensione cresce in trame dense di colpi di scena e finali ambigui, dove giustizia e vendetta si intrecciano.

Ogni sabato mattina, il maresciallo Primo Maroni si recava nell’abitazione del fratello per annaffiare le piante e arieggiare le stanze. La casa, con il suo giardino curato e i suoi muri bianchi, gli piaceva. Non tanto per l’estetica, quanto per quello che rappresentava: la possibilità per Enea di avere un luogo tutto suo, un angolo di serenità a Borgobello. Primo si aggirava tra i cespugli di lavanda e gelsomino con una certa soddisfazione, ma c’era qualcosa che non gli sfuggiva.
Ogni volta che era in giardino gli sembrava di sentire uno sguardo addosso. La tenda della casa vicina, quella della signorina Fortuna, si scostava appena. Non era un movimento casuale e Primo lo sapeva bene. Il maresciallo aveva il fiuto per certe cose e quel gioco di tende gli suggeriva che la signorina Fortuna non guardava il giardino per ammirare i fiori.
Primo si appoggiò alla staccionata, scrutando la casa accanto con un mezzo sorriso. Non era stupido. Aveva capito che c’era qualcosa di tenero tra suo fratello e la signorina Fortuna. Era una sensazione che aveva coltivato osservando i piccoli dettagli. Quel tocco femminile che talvolta spuntava nella casa di Enea, un profumo che non era certo quello del fratello.
Primo si sedette su una delle sedie di vimini nel patio e annusò un fiore. Pensava a Enea, sempre così irrequieto, sempre alla ricerca di qualcosa che lo portava lontano da lui. Ma, ora che c’era una donna capace di tenerlo vicino, Primo non poteva permettere che il fratello scappasse di nuovo. Primo aveva già deciso. Avrebbe comprato la casa di via Vincenzo Monti. In quel modo, Enea non avrebbe più avuto scuse: né l’affitto né l’incertezza di un luogo non suo. E, soprattutto, sarebbe stato vicino alla signorina Fortuna. Sorrise tra sé, orgoglioso del piano che aveva architettato.
Primo prese appuntamento con i proprietari della casa, i signori Torregrossa, una coppia anziana che viveva in città. Si trovarono in un bar del centro, il “Caffè del Sole”. L’anziano Torregrossa, con un cappello di feltro calcato sulla testa, scrutava il maresciallo con curiosità.


«Maresciallo Maroni, ci dica: perché vuole acquistare la casa? Non pensa che suo fratello potrebbe preferire cercare qualcosa di suo?» chiese la signora Torregrossa, sorseggiando il caffè.

Primo sorrise. «Mio fratello è uno di quegli spiriti liberi che ha sempre bisogno di un motivo per restare. E quella casa be’, credo che sia il motivo giusto. Voglio che abbia un posto fisso, qualcosa che lo leghi a Borgobello. E, se devo essere sincero, credo che a quella casa sia legato più di quanto voglia ammettere.»

Il signor Torregrossa alzò un sopracciglio. «Capisco il suo punto di vista, maresciallo, ma deve sapere che la casa ha un certo valore. Non possiamo cederla a meno di una cifra ragionevole.»

Primo si sporse leggermente in avanti. «Una cifra ragionevole, dite? Bene, io sono pronto a chiudere subito. Ma sappiate che non state vendendo solo un immobile: state vendendo un futuro. Quella casa sarà il motivo per cui mio fratello si stabilirà a Borgobello.»

La signora Torregrossa guardò il marito. «Forse il maresciallo ha ragione. Non è solo una questione di soldi, è una questione di cuore. Anche se non capisco cosa ci sia di così speciale in quel piccolo paese. Già i miei suoceri lo lasciarono per la città.»

Primo approfittò del momento. «Esatto, signora. E per quanto riguarda il prezzo, non vi preoccupate. Sono disposto a pagare quanto serve, ma voglio concludere tutto in tempi brevi. Voglio fare questa sorpresa a mio fratello prima che torni dal suo viaggio. Be’, inoltre, Borgobello è davvero speciale, a tratti magica.»
Dopo qualche altra parola e un sorriso della signora Torregrossa, la trattativa si concluse. Primo strinse la mano del signor Torregrossa con una forza che rifletteva la sua determinazione. «Abbiamo un accordo, allora. Grazie per aver compreso l’importanza di questo gesto.»

Qualche giorno dopo, Primo si recò nuovamente nella casa del fratello, questa volta con una busta in mano. Era l’atto di proprietà. Entrò nello studio di Enea, un piccolo spazio pieno di libri polverosi e mappe antiche, e poggiò la busta sulla scrivania. «Ecco fatto, fratellino», mormorò, «adesso non hai più scuse.»


Le settimane passarono e Primo si occupò come sempre della casa. Ogni volta che annaffiava le piante o apriva le finestre, sentiva una strana soddisfazione. Immaginava già la faccia di Enea quando avrebbe scoperto la sorpresa.
Un pomeriggio di fine estate, Enea tornò a Borgobello. La polvere del viaggio era ancora sul suo zaino e gli occhi erano pieni di storie da raccontare. Salì le scale di via Vincenzo Monti con passo stanco ma soddisfatto.
Entrò in casa, sentendo subito l’odore familiare del legno antico e della lavanda. Quando raggiunse lo studio, notò la busta sulla scrivania. La aprì con curiosità e ciò che trovò lo lasciò senza parole.
L’atto di proprietà della casa, intestato a lui, con una piccola nota scritta a mano da Primo: “Adesso non puoi più scappare. Benvenuto a casa, fratello.”


Enea fissò la carta per un lungo momento, poi scoppiò a ridere. Ma era una risata nervosa, incredula. «Maledizione, Primo, questo non dovevi farlo», alzò lo sguardo al soffitto, scuotendo la testa, «me la pagherai cara, te lo prometto.» Ma, nonostante le parole, un sorriso spuntò sulle sue labbra.
Enea si sedette sulla sua poltrona osservando le pareti della casa. Sapeva che, in fondo, Primo aveva fatto la cosa giusta. Quella casa ora era davvero sua, un posto dove tornare, un punto fisso in un mondo che sembrava sempre in movimento.
Mentre il sole calava, Enea pensò a Camilla Fortuna. Forse Primo aveva ragione: quella casa era il legame che lo avrebbe tenuto vicino a ciò che contava davvero.
Con un sospiro, Enea si alzò e uscì in giardino. Il vento portava con sé il profumo delle ginestre. Guardando verso la casa accanto, notò una tenda che si muoveva. Sorrise, sapendo che il destino, con un po’ di aiuto da parte di suo fratello, aveva fatto la sua mossa.

Serie: Segreti e passioni


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Bellissimo questo episodio. Un altro tipo di amore, quello del fratello, che a suo modo cerca di fermare Enea, di dargli un posto sicuro. In fondo tutti i tipi di amori si somgiliano un pò nel modo che hanno di amare.