L’anti-magia

«Vostro onore, è chiaro che si tratta tutto di un imbroglio. La magia non esiste».

«Imputato, voi negate che la vostra unità, che si afferma sia segreta, si sia macchiata di eccidi in Germania? Ci sono prove inconfutabili che i dragoni del reparto a cui appartenete sono acceduti in alcuni villaggi. In data primo marzo 1810 a Emilwicz, il 26 aprile 1810 a Strasser e il 3 maggio 1810 a Wulfdorn. Questi dragoni hanno ucciso tutti gli abitanti usando queste… strane sciabole».

«Non ho mai visto quelle armi, vostro onore!».

«È strano, perché una di queste l’avevate voi. So che le chiamate “Pappenheimer” e invece di essere usate come lame, sono accese da un’energia magica. Basta poi fare un fendente e l’energia lascia il metallo in forma di sfera che ha la stessa capacità letale di una palla di cannone rovente».

«Pura fantasia, vostro onore. Mi spiace».

«Il vostro reparto di dragoni ha combattuto anche in Spagna. Pure lì sono avvenuti degli eccidi. Ma non di guerriglieri, bensì di donne in odore di stregoneria. Il 3 settembre 1810 a Lesion, il 26 ottobre 1810 a Malarin e il primo novembre 1810 a San Asturias».

«Non so nulla, mi dispiace, vostro onore».

«Non mi irritate, imputato. Questi dragoni… questo reparto di cui eravate membro, si faceva chiamare “Anti-magia”. Alcune testimonianze affermano che il vostro compito era di stanare streghe, stregoni e maghi per poi ucciderli indiscriminatamente. Avete usato le Pappenheimer per distruggere tutto. Ditemi, chi ha inventato le Pappenheimer?».

«Spiacente, ma io non so nulla, vostro onore».

«Secondo alcune testimonianze le Pappenheimer sono state inventate e fabbricate da un’azienda corrotta di Parigi che le ha vendute a questo disonorevole reparto della Grande Armata. Si dice che voi vogliate uccidere tutti gli stregoni del mondo perché possono attentare all’esistenza della Francia, alla sua sicurezza e a quella dei sudditi dell’Imperatore».

«Non posso ripetermi, vostro onore».

«Va bene. Cancelliere, mettete agli atti che l’imputato non vuole essere d’aiuto. Che vergogna, voi che siete un dragone dell’imperatrice. Ma non credete di farcela a scampare alla condanna, le prove sono schiaccianti».

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