L’Apocalisse nacque a Torino nel 2026, in Ottobre

Serie: La Frequenza di Alder Venn II


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Sulla Terra ci furono i primi segni e partirono da Torino. Alder già sapeva, basta leggere le pagine precedenti a tutto questo. Le persone erano disperate già da molti e molti anni, doveva soltanto accadere che la prima pietra fosse lanciata e poi non ci sarebbe stato più nessun ritorno.

Nella piazza che mi si aprì davanti c’era una folla immensa. Cercavano la pace o la guerra, una delle due. Forse non sapevano più distinguere l’una dall’altra.

Rimasi meravigliato dalla differenza tra quella Torino e quella che avevo conosciuto nella mia vita precedente. Fu allora che compresi di non trovarmi più nello stesso spazio, ma in una realtà diversa, una deviazione del mondo che avevo abitato fino a poco prima. Il pensiero, tuttavia, si dissolse rapidamente. A ogni passo attraverso quella folla enorme e agitata, i ricordi della mia precedente esistenza sbiadivano, come immagini lasciate troppo a lungo sotto la pioggia. Anche Alder, il ricordo di ciò che ero stato, cominciava a sfuggirmi.

La città stava andando a ferro e fuoco. Le persone urlavano, esauste, con la disperazione di chi ha esaurito ogni possibilità di speranza. Persino gli agenti di polizia, nascosti dietro gli scudi, avevano occhi tristi e compassionevoli. Dai loro volti scendevano lacrime nere, che cadevano sull’asfalto come petrolio.

Come il petrolio che ormai mancava.

Intorno a me percepivo qualcosa di ancora più inquietante della violenza. L’energia era scomparsa, o forse era precipitata al di sotto di ogni soglia immaginabile. Non riguardava soltanto le persone, le masse, le industrie e la produzione. Era qualcosa che investiva la mente e lo spirito, una sottrazione invisibile che sembrava aver svuotato il mondo dall’interno.

Da migliaia di anni, un vortice di galassie bianche avvolgeva la Terra, mantenendola in un equilibrio negativo. Quella condizione aveva corroso ogni livello dell’esistenza, fino a intaccare la coscienza stessa degli esseri umani.

La frequenza continuava a vibrare. Non si arrestava mai. Oscillava, impazziva, raggiungeva livelli che non avevo mai percepito prima. Era come se l’intero universo avesse smarrito il proprio ritmo e stesse cercando, disperatamente, una nuova misura.

Come poteva l’Italia essersi ridotta in quello stato nel 2026? Come poteva essere accaduto quasi all’improvviso, senza che nessuno sembrasse aver previsto il crollo?

La mia vita precedente era stata soltanto un preludio. I desideri, gli amori, la promessa di un’esistenza finalmente unita, libera dalla dualità: tutto sembrava appartenere a un disegno che non si era mai compiuto. La promessa non era stata mantenuta e Alder aveva già pagato il prezzo di quel fallimento.

Adesso, però, le cose erano peggiorate.

Oltre ai malati e agli storpi, mi trovavo davanti orde di persone completamente disperate. La loro sofferenza si propagava da Torino verso il resto d’Europa, attraversava i confini e raggiungeva numerosi Stati americani. Non era più una crisi locale, né una semplice successione di rivolte. L’intero mondo occidentale stava collassando su se stesso, come una struttura che avesse perso, nello stesso istante, ogni sostegno.

Erano gli ultimi giorni.

Io potevo soltanto osservare.

Nel Museo Egizio, il taccuino rosso era ancora custodito nella sua teca. Dall’alto, una crepa nel soffitto lasciava filtrare un raggio di luce che attraversava il vetro e si posava sulle pagine. Fu allora che le parole cominciarono ad apparire, tracciate da una luminosità innaturale, come se una mano invisibile stesse incidendo il destino direttamente sulla carta.

Le profezie degli ultimi giorni.

Non sapevo chi le stesse scrivendo, né se fossero un avvertimento o la cronaca di qualcosa che era già accaduto altrove. Sapevo soltanto che riguardavano il mondo in cui mi trovavo e che, in qualche modo, riguardavano anche me.

Cercai di ricordare la strada per tornare a casa.

Dopo qualche istante, la ricordai.

Il problema era che una casa, ancora, non l’avevo.

Continua...

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