L’ardire del tradimento

Serie: Viaggio verso Tsumaruru


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Tornado Six e la sua ciurma riprendo l'inseguimento alla ricerca di Bennaso

Norren si era sempre considerato un uomo di coraggio moderato, capace di resistere alle tempeste della vita con la stessa tenacia di una roccia battuta dal mare. Ma adesso era giunto il momento di fare quel passo in più, doveva osare per ottenere quello che più desiderava, doveva penetrare nel rifugio di Bennaso Grosso.

Norren avanzava a passi cauti, il cuore che gli martellava nel petto come un tamburo funebre.

Varcando la soglia del rifugio scavato nel nodoso legno, Norren avvertì una presenza opprimente. Gli occhi giallastri di Bennaso brillarono nell’oscurità  come quelli di un predatore. L’uomo era seduto sul trono intagliato nelle radici.

Bennaso alzò lo sguardo quando vide Norren entrare, le sue sopracciglia si inarcarono in una sorpresa gelida.

“Non mi aspettavo una visita,” ruggì Bennaso, la sua voce profonda come il rombo di un tuono lontano. “E certamente non da parte di un pirata. Come diavolo hai trovato questo posto, ragazzo?”

Norren si costrinse a mantenere la calma. Non era il momento per esitare, non adesso. Aveva seguito Bennaso attraverso la giungla, osservando, aspettando, proprio come un cacciatore che segue le tracce della sua preda. Ora che era lì, doveva giocare la sua carta con abilità .

“Ti ho inseguito” rispose Norren, la voce ferma. “Ho seguito le tue tracce per ore, attraverso la giungla, osservando ogni tuo movimento. Sapevo che non avrei avuto una seconda possibilità  di trovarti, così ho aspettato. Ho aspettato il momento giusto per avvicinarmi.”

Bennaso rise, un suono basso e gutturale che riecheggiò all’interno del suo rifugio fatto di radici e liane. “Inseguito, eh? Mi stupisci, ragazzino. Ma dimmi, qual è il vero motivo per cui sei qui? Ti ha mandato il tuo capitano in avanscoperta? Cosa speri di ottenere presentandoti nel covo del lupo?”

Norren respirò profondamente, sapendo che ogni parola successiva avrebbe potuto segnare il suo destino. “Tutto il contrario, non mi ha mandato proprio nessuno, ti ho inseguito di mia sponde. Sono qui per proporti un patto,” iniziò guardando Bennaso dritto negli occhi. “Voglio liberarmi del mio capitano, Tornado Six. Ho capito che con lui non realizzerò mai il mio sogno di girare il mondo e disegnarne la mappa. Lui è ossessionato da qualcosa che non riesco a capire. Il suo sguardo è vacuo, ambisce a qualcosa, dice di voler diventare l’Imperatore dei Mari, ma non è chiaro a cosa punti e cosa significhi. Questa sua ambizione distruggerà lui e la sua ciurma, ne sono più che sicuro. Io voglio solo esplorare, tracciare le rotte dimenticate. Se tu mi aiuti a liberarmi di Tornado Six, io ti sarò utile. Conosco i suoi piani, i suoi punti deboli”, mentì sui punti deboli, in realtà non ne era a conoscenza.

Bennaso socchiuse gli occhi, considerandolo con attenzione. “Perché non dovrei pensare che tu sia un traditore? Che non stai semplicemente cercando un nuovo padrone da servire?”

A quelle parole, qualcosa si mosse nell’ombra alle spalle di Bennaso. Norren riconobbe Roger. La bandiera fluttuava nell’aria come se fosse sostenuta da un vento spettrale, i suoi occhi cuciti si accesero di una luce malevola mentre la sua bocca si tendeva in un sinistro sorriso.

“Traditore!” sibilò Jolly Roger, la sua voce carica di veleno. “Norren, verme infido! Come osi voltare le spalle a Tornado Six? Lui ti darà la morte che meriti, traditore miserabile!”

Norren si irrigidì, ma non distolse lo sguardo da Bennaso. “Non sono un traditore,” replicò, il tono carico di una determinazione che non aveva mai sentito così forte dentro di sé. “Voglio solo essere libero di seguire il mio sogno. Tornado Six non è l’uomo che mi condurrà  dove desidero andare. Con lui, sono destinato solo alla distruzione. E non sono qui per servirti, Bennaso. Sono qui per proporre un’alleanza, che avvantaggi entrambi.”

Jolly Roger continuava a insultare Norren, ma Bennaso alzò una mano per zittirlo. “Silenzio!” ruggì, e con un gesto brusco afferrò la bandiera e la gettò in un baule scuro, chiudendolo con un pesante catenaccio.

“Niente più parole inutili,” disse Bennaso, tornando a rivolgere la sua attenzione a Norren. “Devo ammettere, ragazzino, che c’è del coraggio in te, oltre a una punta di follia. Ma dimmi, cosa mi impedisce di ucciderti qui e ora, di usare le tue informazioni contro di lui e tornare indietro a ucciderlo?”

Norren non si fece scoraggiare. “Tu potresti benissimo farlo, certo. Ma io conosco i segreti di Tornado Six, segreti che potresti non essere in grado di scoprire da solo. E poi, se fossi morto, non avrebbe alcuna utilità . Vivo, posso esserti utile. E sono certo che una mente acuta come la tua sa riconoscere il valore di un buon alleato.”

Bennaso rimase in silenzio per un lungo momento, i suoi occhi che scrutavano Norren come se volessero penetrargli l’anima. Infine, annuì lentamente. “Hai un bel fegato, lo ammetto. Molti altri avrebbero tremato di fronte a me, ma tu sei qui, a negoziare la tua vita con una convinzione che rispetto.”

Norren si rilassò leggermente, ma non abbastanza da abbassare la guardia. “Allora, abbiamo un accordo?”

Bennaso sorrise, un sorriso che non prometteva nulla di buono. “Abbiamo un accordo,” disse, e il tono della sua voce era freddo come il ghiaccio. “Ma ricorda, Norren, un patto con me non è mai privo di conseguenze. Fallisci, e non ci sarà  un posto al mondo dove potrai nasconderti.”

Norren annuì, sapendo che le sue parole non erano una semplice minaccia, ma una promessa. “Non fallirò,” rispose con fermezza.

I due uscirono insieme dal rifugio, la giungla che li accolse con il suo silenzio inquietante. Ma non fecero molti passi prima di trovarsi di fronte a una scena che avrebbe fatto gelare il sangue nelle vene a chiunque.

Tornado Six era lì, la sua figura imponente stagliata contro la luce morente della luna. Accanto a lui, Hiko e Ahmmulahja, entrambi armati e pronti a combattere. Il sorriso sul volto del capitano pirata era quello di un predatore che aveva appena trovato la sua preda.

“Norren,” ringhiò Tornado Six, la sua voce carica di rabbia contenuta. “Pensavi davvero di poter tradire me e andartene così facilmente?”

Norren si irrigidì, il cuore che gli batteva all’impazzata. Aveva previsto molte cose, ma non questa. Si trovava ora di fronte a un pericolo ben più grande di quanto avesse immaginato.

Bennaso Grosso si fece avanti, il suo ghigno oscuro come la notte che calava. “Sembra che abbiamo degli ospiti inattesi,” disse con un tono beffardo. “Che cosa intendi fare, Tornado Six? Pensavi davvero di potermi affrontare nel cuore della mia terra?”

Il capitano pirata non rispose subito. I suoi occhi erano fissi su Norren, colmi di una furia glaciale. “Norren appartiene a me,” disse infine, la sua voce una lama affilata. “E chiunque cerchi di portarmelo via avrà  il mio odio eterno.”

Il silenzio che seguì fu pesante come una tomba appena sigillata. Norren sapeva che la battaglia era imminente, e non c’era via di fuga. Si trovava al centro di una tempesta che lui stesso aveva scatenato, e ora doveva affrontarne le conseguenze.

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