L’arrivo dei coloni terrestri

Serie: Una nuova Terra


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Sono trascorsi ormai due anni e Matthew vive su Nuova Terra con il Popolo Rotikawa. Egli confida a Trevor e Lura tutta la sua preoccupazione circa un'imminente colonizzazione del pianeta da parte della Terra.

Il 4 luglio 3005 l’enorme nave spaziale Sirius atterrò su Tiger 72. Essa aveva trasportato sul pianeta: quattro medici, tre scienziati ricercatori, duecento coloni attratti dall’opportunità di vivere, anche al costo di un duro lavoro, una nuova vita su un pianeta simile alla terra, situato a trentuno anni luce di distanza da questa, e duemila soldati. La Sirius sembrava, ora, avesse impiegato quasi la metà del tempo che aveva impiegato l’Aurora per raggiungere Tiger 72.

Trevor aveva affidato a Matthew l’arduo, per non dire impossibile, compito di tessere relazioni diplomatiche con le autorità dei coloni che si apprestavano a colonizzare Tiger 72. Il Generale Moore, aveva il comando operativo del “Progetto Nuova Terra”, con l’obiettivo categorico di trasformare il pianeta in una colonia terrestre. Era un uomo brutale, fiero di sé e dei propri muscoli, verso il quale Matthew nutrì sin dalla prima volta che lo aveva conosciuto una forte antipatia. Gli scienziati, con i quali aveva scambiato informazioni e conoscenze del pianeta, non avevano come lui la curiosità di conoscere e scoprire ma perseguivano solamente i loro meri obiettivi: anche solo sei mesi di ricerca su Tiger 72 avrebbero arricchito, più di ogni altra esperienza sulla Terra, i loro curricola. Non se la sentiva, tuttavia, di giudicarli. Non aveva ricoperto anche lui il loro stesso ruolo in quella che fu la Missione Aurora? Le cose, però, erano andate come dovevano andare, l’Aurora era disastrosamente precipitata su Nuova Terra e lui era stato l’unico membro di quell’equipaggio a salvarsi. Aveva scoperto l’esistenza di una popolazione che, oggi, una nuova missione, un nuovo progetto di più ampio respiro e conseguenze catastrofiche, aveva deciso di rendere schiava. Non si sentiva più un biologo, non si sentiva neanche un indigeno di questo assurdo e meraviglioso pianeta (infatti non lo era), ma perseguiva un solo ed unico obiettivo, cercare disperatamente un modo per salvare le usanze e i costumi, la dignità e la libertà del Popolo Rotikawa!

I rapporti tra i nuovi arrivati e la popolazione Rotikawa erano ormai degenerati verso “un punto di non ritorno”. I terrestri avevano costruito un loro villaggio, situato a pochi chilometri da Espero. Moore parlava di voler realizzare, addirittura, una rete ferroviaria per il trasporto di un minerale presente nel sottosuolo di Nuova Terra, il “Kolban”, in grado di ottimizzare il consumo di energia nei “chip” di nuovissima generazione. Tra gli obiettivi del Progetto Nuova Terra vi era anche quello volto a cercare di migliorare le basse rese produttive di colture quali frutta, cereali, lino e canapa, spostando tali coltivazioni in prossimità del lato caldo del pianeta, dove le piante avrebbero ricevuto dal sole (la Stella Epsilon) una maggiore quantità di irradiazione diretta. In quel punto del pianeta, tuttavia, sarebbe stato estremamente difficile vivere stanzialmente, a causa delle alte temperature e dell’elevata umidità dell’aria. Pertanto, sarebbero stati necessari lunghi viaggi per raggiungere tali coltivazioni e poter così svolgere, mediante “rover” equipaggiati di attrezzi agricoli, le necessarie operazioni colturali del momento.

La situazione precipitò verso un’inevitabile guerra quando i terrestri, dando inizio alle prime estrazioni di “Kolban”, fecero saltare in aria alcune statue scolpite nei sassi, delle montagne di Kauramel, raffiguranti uomini che indicavano dischi volanti nel cielo, le cui illustrazioni erano riportate nel libro, “Il nuovo inizio”, che Matthew aveva letto e che veniva custodito nella biblioteca di Espero. Le montagne di Kauramel erano considerate, per alcuni Rotikawa, sacre e per tutti i Rotikawa rappresentavano il simbolo della loro cultura e civiltà. Tuttavia, non fu Trevor ad iniziare la guerra. Alcuni Rotikawa iniziarono a ribellarsi agli oltraggi e alle mire espansionistiche dei coloni, che non si sarebbero certo fermate, come già inteso, alla costruzione di un villaggio a ridosso di Espero. Un “giorno-notte” (una notte sulla Terra), dieci giovani Rotikawa riuscirono ad entrare nel villaggio terrestre di New Rome, così chiamato in onore di molti italiani che facevano parte del gruppo operativo del “Progetto Nuova Terra”, danneggiando e imbrattando, con tinture ottenute da alcune piante, le case dei coloni, senza, tuttavia, causare morti né feriti tra la popolazione terrestre. Uno di loro fu catturato dai coloni, ucciso dai soldati e legato ad un palo che venne piantato sul suolo alle porte di Espero: era il preludio alla guerra!

Il giorno seguente all’accadimento di questi fatti, Matthew si precipitò nel villaggio terrestre di New Rome chiedendo di parlare con il Generale Moore. La nave spaziale Sirius era stata adibita a quartier generale delle forze armate terrestri. Matthew chiese ad alcuni soldati di poter parlare con il il loro Generale. Il giovane biologo venne quindi accompagnato da Moore, che era seduto ad un tavolo, nella sala principale dell’enorme astronave intento ad esaminare alcuni fogli. «Mio caro biologo, il tempo delle relazioni diplomatiche è ormai terminato!» lo salutò Moore. «Prova ad ascoltarmi Moore. La guerra che ti appresti ad iniziare non sarà priva di conseguenze, neanche per i tuoi soldati e né tantomeno per i coloni» gli rispose Matthew «i Rotikawa non hanno scudi e lance come tu credi, e come io ho creduto che così fosse quando sono arrivato qui. Hanno armi moderne e potenti, del tutto paragonabili alle nostre, ovvero vostre! Le tengono nascoste in un posto segreto non accessibile a tutti loro, sotto la custodia di un guardiano, ma ogni Rotikawa, che abbia compiuto sedici anni di età, è in grado di usarle. Io le ho viste, e ti assicuro che ciò che ti ho appena detto è la verità» tacque per alcuni istanti per poi proseguire «inoltre, i Rotikawa non saranno i soli a combattere la tua guerra, altri popoli che vivono a nord oltre le montagne rocciose di Kauramel e a sud nella “Regione dei laghi”, verso i “Grandi Crateri”, si uniranno a loro.» «Mio caro biologo, tu stai farneticando e io sono stanco di stare ad ascoltare le tue idiozie! Come quando mi hai raccontato, appena noi siamo arrivati qui, che i tuoi amici che si fanno chiamare Rotikawa sarebbero i discendenti di una popolazione che viveva in una qualche isola sperduta sulla Terra, che dei “Signori del Cielo” trasferirono qui undici secoli fa con dei dischi volanti! Ora, sei venuto fin qua per raccontarmi altre stupidaggini, per dirmi che questa gente, che non ho ancora avuto modo di scoprire chi sia veramente, possiede armi che io non ho mai potuto vedere» infine, concluse «quanto all’esistenza di altri popoli alleati di questi Rotikawa, anche questa mi sembra un’altra delle tue stupide idiozie. Fammi il piacere, non farmelo ripetere ancora una volta, vattene da qui, le relazioni diplomatiche tra me e i tuoi patetici amici sono abbondantemente finite, terminate!» Moore scandì lentamente, all’unisono le sue ultime parole. «Sei uno stupido! Un borioso, infame stupido!» replicò Matthew. «Che cosa ci guadagnerai? Gloria, onore, soldi, gradi per la tua carriera? State per compiere gli stessi errori ed obbrobri che da sempre abbiamo perpetrato sulla terra, ora, anche qui, su questo pianeta! Già, per merito di quelli come te, il potere e le lobby si arricchiranno le tasche!» Erano ormai faccia a faccia l’uno contro l’altro, il sentimento di antipatia, ora, si era definitivamente trasformato in odio reciproco. «Sei patetico, attento a come parli, sono un soldato dell’esercito!» Matthew dette una spinta, con forza, a Moore che cadde dalla sedia. Il Generale si rialzò e si precipitò con veemenza sul giovane biologo sferrandogli un violento pugno sul volto. Matthew reagì sferrando un calcio in direzione del basso ventre di Moore. La lotta si concluse con Matthew disteso a terra, con un piede di Moore sopra la sua faccia. «Rankins, dove sei? Quando mi servi non ci sei mai» gridò Moore alla ricetrasmittente «vieni subito sulla Sirius e porta questo inutile essere umano, sotto il mio piede, via da qua!» Il Tenente Rankins, arrivò pochi minuti dopo. «Dove dovrei portarlo Generale?» «Fallo arrestare dallo Sceriffo per oltraggio ad un pubblico ufficiale, un soldato ….insomma, me!» «Ma non abbiamo, come dire, prigioni, qui su Nuova Terra!» rispose indugiando Rankins. «Santo Dio, Tenente, non abbiamo prigioni e perché non le abbiamo costruite? Devo pensare a tutto io qui? Consegnalo allo Sceriffo, digli che è in arresto e sotto la sua custodia!»

Rankins ammanettò i polsi e le caviglie di Matthew, che non poteva così camminare ma solo trascinare i piedi, e lo consegnò a Rider, lo Sceriffo di New Rome.

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Discussioni

  1. @Kenji Albani, Il Mondo nuovo è un romanzo scritto da A. Huxley nel 1932. Ritorno al mondo nuovo è una sorta di appendice al Mondo nuovo scritta sempre da A. Huxley quasi trenta’anni dopo, nel 1958.

  2. Curioso che un appassionato di fantascienza alla Bradbury si cimenti (con risultati molto buoni, mi sembra) in un racconto di fantascienza “militare” e neo-colonialista. In effetti mi ricorda ben altri autori, fra i quali Robert Heinlein (Fanteria dello Spazio, o Space Troopers nella versione inglese), o Orson Scott Card (Ender’s Game), A.C. Clarke (Sabbie di Marte e Incontro con Rama) o, magari, James Corey (The Expanse). Scusa non volevo fare sfoggio ma elencare gli autori che questa serie mi ricorda per argomento. Lo stile invece, più ironico, mi ricorda un po’ certi episodi di Star Trek nella serie originaria, quella con il mitico Comandante William TIberius Kirk interpretato dal machissimo William Shatner.
    Comunque, godibilissima serie. Mi piace.

    1. Ciao, prima di tutto ti ringrazio per il tuo commento. Più che rileggo gli episodi e più temo di aver scritto qua e là alcune “baggianate” ma va beh, sono un dilettante allo sbaraglio e il tuo commento è incoraggiante! 🙂 grazie! In realtà, io ce la vedo in questa mia serie la distopia, come una visione negativa dell’umanità in una proiezione futura, una utopia negativa, appunto, distopia. Gli uomini hanno imparato tante cose ma devono imparare ancora la cosa più importante, l’amore per i propri simili. Ancora, continuiamo a compiere quegli stessi errori, orrori e obbrobri (guerre, olocausti ed altro), già compiuti nel corso della storia, in una storia ciclica che, purtroppo, si ripete, come nel passato, nel presente e in un futuro. Inoltre, la colonizzazione di un altro pianeta lascia intendere che la Terra stia ormai rischiando una apocalisse. Questa è la mia visione distopica di questa mia serie.

    2. Baggianate non ne ho viste a dire il vero, se troverò qualcosa che non mi convince proprio te la segnalerò, nella speranza di aiutarti a migliorare il contenuto. Sempre, ripeto, che ci sia qualcosa che non convince. E come facciamo sempre qui, se poi il commento non è corretto, semplicemente non si modifica nulla e amici come sempre! 🙂

  3. Mi hai smosso l’immaginazione.
    Mai sentito parlare della clipeologia? La scienza dell’ufologia attinente al passato. Visto che i Rotikawa nel passato si sono trasferiti su Nuova Terra, mi è venuta in mente questa disciplina…

    1. Allora, ho fatto della clipeologia ignorandone l’esistenza! 🙂 grazie dell’informazione!! A dire il vero, non sono neanche un appassionato di ufologia. Mi piace la fantascienza distopica (e solo quella di fantascienza), tra i romanzi classici di questo genere: Fahrenheit 451, di Ray Bradbury; Il Mondo Nuovo, e Ritorno al Mondo Nuovo di Aldous Huxley e 1984 di George Orwell.