L’attrice giusta per il copione sbagliato
Serie: Dove inizia il coraggio
- Episodio 1: Non un uomo qualunque
- Episodio 2: Sarebbe solo la vita
- Episodio 3: Il Generale
- Episodio 4: L’attrice giusta per il copione sbagliato
STAGIONE 1
È difficile quando la persona di cui temi più il giudizio è anche il tuo supereroe di bambina, la tua Stella Polare, capace di farti sentire una principessa o mandarti in frantumi con uno sguardo.
Tocco lo stelo del calice, ma non lo sollevo, la voce mi esce più sottile di quanto vorrei. “Mi hai insegnato tu a rendermi indipendente e a non contare sui tuoi soldi.” Non è proprio così, visto che la mansarda in cui abito è sua e ho un autista a disposizione.
Il Generale allontana il piatto vuoto e si tampona la bocca con il tovagliolo. “A patto di non perdere di vista il tuo obiettivo, che non è vendere romanzi e servire cioccolata calda, ma laurearti con il massimo dei voti e meritarti un posto nella mia azienda.”
Peccato che il mio vero obiettivo non sarebbe questo.
Rita entra al momento giusto con una pirofila fumante, sparecchia e ci riempie i piatti di risotto agli scampi, il preferito di papà. L’espressione di lui si addolcisce, come succede spesso quando i loro sguardi si incrociano. Rita fa questo effetto, non c’è niente di romantico tra loro. Ho smesso da tempo di credere che possano mettersi insieme, un desiderio che ha iniziato a frullarmi in testa da piccola, quando ho visto per la prima volta in tv Una moglie per papà.
Tempo dopo, davanti a una puntata delle Winx e con un po’ di impazienza, avevo chiesto a mia nonna una magia per farli innamorare, visto che da soli non ci riuscivano. Erano perfetti l’uno per l’altra e in un colpo solo avrei guadagnato una mamma e Alessio come fratello. Ma mia nonna mi rispose che ci innamoriamo non delle persone ideali per noi, ma di quelle di cui abbiamo bisogno per crescere. Quella frase non l’ho capita allora e, forse, del tutto neanche ora.
Rimasti soli, papà si versa da bere e riprende a parlare con tono casuale. “Settimana prossima Domenico inizierà a lavorare per me.”
Mi irrigidisco, la forchetta rimane a mezz’aria. “Domenico chi?”
Il Generale mi guarda come se gli avessi appena chiesto la somma di due più due. “Il tuo amico.”
La bocca dello stomaco si chiude e arriva una leggera nausea. Definizione sbagliata, Domenico è stata la persona che per anni mi hanno costretta a frequentare, vista l’amicizia tra i nostri genitori, quello che mi ha dato il tormento durante l’infanzia con scherzi orribili e nell’adolescenza con commenti cattivi sul mio aspetto. Solo nominarlo mi fa venire l’orticaria e la voglia di gridare.
“Mi ha tirato un rospo in faccia quando eravamo piccoli, mi ha messo un topolino morto nel letto e la marmellata nei capelli. Non ci definirei proprio amici.”
Mio padre scrolla appena la testa. “Scherzi da bambini, era solo un modo per attirare la tua attenzione.” Prende uno scampo e gli toglie il guscio. “L’altro giorno quando ci siamo visti mi ha subito chiesto di te.”
Wow, mi sento proprio fortunata! Mi infilo in bocca una forchettata di risotto per evitare commenti caustici, anche se mi è passato l’appetito. Il Generale, invece, ha già svuotato il piatto.
“Sei stato tu a farlo tornare dall’Inghilterra?”
“No, aveva bisogno di cambiare aria.”
Non sono sicura di voler sapere perché. Di certo, il fatto che lavorerà in azienda è un motivo in più per non volerci andare. “Non è da te fare favoritismi e assumere il figlio di tuoi amici.” Mi stupisco io per prima di questa frase e lo sguardo con cui mi inchioda mio padre mi conferma che avrei dovuto evitarla.
“Domenico si è laureato con il massimo dei voti in una delle principali università d’Europa. È brillante e intelligente, avevo tutte le ragioni per volerlo con me.” I suoi occhi non si spostano di un millimetro, prende il calice e fa roteare il poco vino all’interno. “Voglio che torniate a frequentarvi.”
Il risotto mi va di traverso e una fitta mi prende lo stomaco. Frequentare Domenico? Se mi avesse chiesto di sposare domani uno sconosciuto avrei reagito meglio.
Tossisco e mi allungo verso il bicchiere dell’acqua. “Perchè?”
Non so se l’espressione del Generale sia più infastidita o sorpresa. “Hai bisogno di qualcuno accanto, un uomo con le palle ,non uno dei casi umani che attiri di solito. Sei un ente di beneficenza travestita da ragazza.”
Il cuore manca un battito e il pensiero corre a Maxim.
Mio padre non sa di lui e non dovrà mai scoprirlo.
Cerco di trovare un tono normale, ma la voce mi graffia la gola. “Solo perché ho sbagliato in passato non significa che devi impormi delle relazioni.”
“Preferirei usare il verbo indirizzare.”
“Non cambia niente, papà.” Domenico può anche essere ricco, bello e di successo, ma è il peggiore degli stronzi e non vale un’unghia di Maxim. Solo che questo paragone non va bene neanche nella mia testa, è pericoloso e senza senso.
Rita annuncia la sua presenza con un colpo di tosse e si avvicina con un vassoio. “Posso servire l’orata?”
L’appetito è sparito del tutto, il mio stomaco è accartocciato come una pallina di stagnola e io vorrei solo raggiungere Alessio e chiedergli di riportarmi a casa. Dove, forse, c’è ancora Maxim.
È l’ultima persona al momento con cui dovrei parlare e poi, che cosa potrei dirgli? Scusami se mi sento attratta da te e mio padre preferirebbe vedermi sposata con uno sceicco pieno di mogli piuttosto che in tua compagnia? So già cosa leggerei nei suoi occhi, dispiacere e senso di colpa per non potermi ricambiare. Ne faccio volentieri a meno.
Rita mi sfiora la mano per togliermi il piatto e so che il gesto non è casuale, ma evito di incrociare il suo sguardo.
Alessio è in giardino a parlare con Elio, immagino di calcio, di cani o di piante, gli unici argomenti degni di nota per il nostro tuttofare. Vorrei raggiungerli, il mio contributo sarebbe scarso, ma almeno tornerai a respirare.
Secondo Ale, mi serve coraggio per realizzare i miei desideri, ma penso che non sia sufficiente. Dovrei essere un’altra e basta, senza il mio passato, le paure, l’assenza di mia madre.
Hanno scelto un’attrice sbagliata per interpretare Daria, non sarò mai all’altezza del copione scritto da mio padre.
Serie: Dove inizia il coraggio
- Episodio 1: Non un uomo qualunque
- Episodio 2: Sarebbe solo la vita
- Episodio 3: Il Generale
- Episodio 4: L’attrice giusta per il copione sbagliato
“Rita mi sfiora la mano per togliermi il piatto e so che il gesto non è casuale”
Mi hai fatto sentire tutta la fatica di Daria nel voler bene a qualcuno che, proprio perché è stato la sua Stella Polare, continua ad avere il potere di orientarla e ferirla. Mi ha colpita molto il modo in cui prova ancora a difendere suo padre persino mentre lui decide quale dovrebbe essere il suo futuro, il suo lavoro, perfino l’uomo da avere accanto (che rabbia!)
Il finale mi sembra racchiudere perfettamente il dolore di Daria che non teme soltanto di deludere suo padre, teme di non riuscire mai a diventare la persona che lui ha immaginato al posto suo.
“Hanno scelto un’attrice sbagliata per interpretare Daria, non sarò mai all’altezza del copione scritto da mio padre.”
Che peso su Daria. Mi è piaciuto il modo in cui il Generale fa passare come normale qualunque tipo di imposizione. Senza alzare la voce, senza gridare, senza scenate. Pochi sguardi, fermezza. Tutto fa capire che dietro c’è una vita passata a dominare la figlia anche mentalmente. E questa frase finale rende esplicito il problema. Chissà come troverà il modo di accettarsi.
“ci innamoriamo non delle persone ideali per noi, ma di quelle di cui abbiamo bisogno per crescere”
Uh che bella questa frase. E non sono le persone che ci fanno crescere, quelle ideali per noi? 😀
Ciao Melania, è sempre un piacere leggere le tue storie. Da poco ho letto un romanzo, pubblicato in Italia e in America, (non dico il titolo per evitare querele!) con dei dialoghi e una descrizione delle scene poco credibili. Tu meriteresti più di lei la pubblicazione. Brava continua su questa strada, io sarei di sicuro una tua lettrice.❤
Veramente inquietante il rapporto padre figlia qui descritto, mi ha fatto accapponare la pelle pensare di obbligare Daria a frequentare un uomo. Ora sono curiosa di conoscere questo infestante Domenico
Più che obbligare, il papà di Daria direbbe “indirizzare” sua figlia verso un uomo che ritiene giusto per lei.
Grazie per continuare a seguire questa storia e commentarla.
amo molto la trama che stai intessendo
Grazie di cuore Laura!
“ma di quelle di cui abbiamo bisogno per crescere.”
purtroppo è vero
❤️
“Peccato che il mio vero obiettivo non sarebbe questo”
difficile vivere col peso delle aspettative altrui
Difficile e sbagliato.
“Sei un ente di beneficenza travestita da ragazza.” Bellissima!😂
🤭
Certo che se uno dei miei genitori mi avesse detto “Voglio che torniate a frequentarvi”, starei ancora gridando “Io sono mia!”. Comunque, nell’elenco degli amori che servono per crescere ci metterei anche Maxim; il che, però, non significa che il bel musicista farebbe la felicità di Daria. Aspetto il prossimo capitolo!
Grazie Concetta per continuare a seguire questa storia🩷