Lavoro
Serie: Servizio in camera
- Episodio 1: Passaparola
- Episodio 2: Lavoro
- Episodio 3: Tecnologia
- Episodio 4: Cellulari
- Episodio 5: Terapia
- Episodio 6: Amore
- Episodio 7: Resa
- Episodio 8: Risveglio
STAGIONE 1
Giro la chiave nella toppa, ed un profumo di gelsomino mi investe, riempiendomi le narici.
È un aroma delicato, elegante, raffinato.
Le mie clienti sono generalmente donne facoltose, ma questa mi da l’impressione di essere diversa dalle classiche ricche mogli trascurate e la musica che sento in sottofondo me lo fa intuire.
È seduta su una poltrona rivolta verso la basilica dei Santi Bonifacio e Alessio: una folta capigliatura nera spunta dallo schienale, la destra stringe un Martini bianco.
Questa ha classe. penso tra me; tra l’altro ho sempre amato il Martini, anche se stavolta sarò costretto a fare il rompicoglioni.
– Buonasera madame – mi avvicino a lei con la destra tesa; lei si alza volgendosi verso di me e portando il bicchiere alla sinistra.
Le stringo saldamente la mano e vedere una maschera che le copre quasi interamente il volto mi lascia contrariato.
– Piacere, Ryw – dico con noncuranza, per nascondere la mia sorpresa.
So che molte mie clienti ci tengono alla privacy, ma questa è la prima donna che trovo in camera con la maschera sul volto.
La guardo sorridente, lasciando intendere che non ho ancora udito il suo nome.
Per tutta risposta poggia il Martini sul tavolino a fianco della grande finestra e mi indica un foglio.
– Salve Ryw. Perdonami se mi presento a te mascherata, ma per questioni di riservatezza non posso mostrarmi in viso, ne tanto meno farti sentire la mia voce. Puoi chiamarmi “Crisalide” se ti fa piacere. Ho scelto questo nickname perché sto sbocciando ora in questo mondo. Conoscenze in comune mi hanno fornito il tuo contatto, garantendomi che sei una persona a modo.
Il resto della tua parcella, come da accordi, sarà tuo a fine sessione.
Qualora avessi bisogno di sapere qualcosa, chiedi pure, io scriverò la risposta.
Hai bisogno di qualcosa?
La cosa mi lascia perplesso, ma è un gioco che mi intriga, dunque sarò della partita.
Sono curioso di vedere come riuscirà a stare muta quando, legata come una vittima sacrificale, si contorcerà fra terribili tormenti.
Il mio ghigno beffardo e cattivo la intriga; sarò perfido più del solito. Lei porta la destra alla bocca per nascondere il suo sorriso e con la sinistra afferra nuovamente il bicchiere.
– No Crisalide, per favore – la interrompo io, prendendole con tutta la delicatezza che riesco a sfoderare, il bicchiere di mano – in sessione niente alcool o droghe.
Ride nuovamente strizzando l’occhio, in segno di assenso. Modalità spacca cazzo terminata.
– Non che avessi scelta, dolcezza – penso tra me, interrogandomi su che tipo di donna sia.
È quasi alta quanto me e indossa una vestaglia in seta scura di cui si libera non appena io poggio il suo bicchiere sul tavolo.
Il mio sguardo affascinato la eccita e ancheggiando sui vertiginosi tacchi rossi, si dirige verso il letto vestita solo di intimo nero. Lo stretto perizoma mostra i glutei sodi, ma non nasconde qualche smagliatura.
I seni, delle dimensioni di una coppa di champagne, mantengono la loro forma pur senza l’ausilio di ferretti: immagino si tratti di una donna tra i trenta e i quaranta che si mantiene in forma.
– Almeno non mi creperà tra le mani – penso, deciso a farle pentire di avermi “rovinato” i programmi.
Come avesse intuito i miei truci pensieri, la vedo prendere una ballgag bianca e mettersela da sola alla bocca, lasciandomi intendere che non ha nessuna intenzione di urlare mentre la torturerò: niente urla, niente safeword, nessun tipo di impedimento, ho carta bianca.
Guardo l’orologio: sono le 20 e 17 e noi abbiamo una camera al San Anselmo prenotata almeno fino a domani alle 11.00 e so che nessuno verrà ad interromperci.
Mi chiedo nuovamente se sia il caso di andarci pesante, ma ho appurato ormai da giorni che è inutile portare a casa ventimila euro al mese se poi non riesco a spenderne neppure due: non ho nemmeno il tempo per cambiare quella vecchia Peugeot 106, perciò sarò crudele oltremodo. È una novizia: cederà prima dell’alba e questo dannato passaparola finalmente terminerà, lasciandomi solo quelle clienti affezionate senza ulteriori complicazioni.
Dannato lavoro: mai avrei pensato che si insinuasse così profondamente nella mia vita.
Crisalide si stende sul letto, sinuosa come una gatta; aspetta trepidante che la immobilizzi al letto.
I suoi occhioni azzurri tradiscono eccitazione, nonché una certa età. Ha quarant’anni sicuramente. Probabilmente l’ennesima donna trascurata da un marito assente o indolente. Non so quale categoria sia peggiore.
Sono abituato a leggere gli occhi della gente.
Osservandola meglio deduco non porti le lenti a contatto.
Strano per una che vuole ossessivamente celare la sua identità.
Dev’esserci dell’altro.
Stringo la polsiera sinistra e noto un grande neo sulla sua spalla destra: è camuffato sotto un metro di fondotinta. Perché tanto impegno per nascondere quel neo?
Assicuro la corda che fissa la polsiera sinistra alla sponda superiore del letto e comincio a testarne la stabilità: sfioro delicatamente l’ascella sinistra esposta e lei si muove bruscamente senza poter però proteggere la parte offesa; mi guarda con profondo sgomento.
La ballgag attutisce perfettamente l’urlo: la sua voce non verrà riconosciuta, e io so di avere licenza di infierire su quel corpo da punire nel più crudele dei modi e senza dovermi curare delle sue lamentele.
Non se l’aspettava. Forse non credeva di essere così sensibile al solletico, o non credeva di provare una sensazione di tale impotenza e di incapacità di difendersi: l’eccitazione e le emozioni contraddittorie fanno accelerare i battiti del suo cuore; si sente in trappola e vulnerabile e io sento tutto il potere nelle mie mani.
La guardo serafico – non è nulla, fidati – non sto mentendo. Il peggio è ancora lontano.
Mi sposto sul suo addome, appena pronunciato: delle piccole smagliature celano degli addominali scolpiti ma ben nascosti; ho intenzione di disquisire con quella tartaruga e conto di farlo a breve. Infilo l’indice dentro il suo ombelico e la reazione della donna è fantastica.
Inarca la schiena, come a voler spingere fuori il mio indice, ma ci vuole ben altro per farmi desistere; poggia la schiena sul lenzuolo in raso e contrae gli addominali cercando di aiutarsi con la testa: la spinge in avanti, come a voler vedere cosa stia succedendo al suo ombelico. Ormai è evidente che comincia ad assaporare le mie crudeli lusinghe.
Mi soffermo qualche minuto, finché il suo viso, completamente paonazzo, non si distende in una risata liberatoria, soffocata dalla ballgag, il tutto, senza opporre alcuna resistenza.
La tartaruga canterà più tardi, penso, spostando la mia attenzione verso le sue costole.
Le afferro e stringo come un musicista afferrerebbe una fisarmonica, la sua reazione è la stessa: viso trafelato e la disperazione che si dipinge nei suoi occhi. Non le do tregua: d’altronde ha pagato per ottenere questo, e non sia mai si dica ch’ io non mi guadagni onestamente il pane.
Solo che, non di solo pane vive l’uomo.
Devo sconvolgerla, altrimenti mi ritroverò l’ennesima cliente che ruberà altre ore libere alla mia già fitta agenda.
L’esplorazione di quel genuino corpo continua e soffermandomi sulle mutandine mi accorgo che sono umide.
Comincio quindi a stringere l’interno coscia e la novizia salta come una molla. Sfioro ogni centimetro di pelle fino ad arrivare ai piedi e mi accorgo che è una fabbrica di solletico: ovunque la si sfiori, reagisce in maniera spontanea e incontrollata. Analizzare i piedi è per me una consuetudine, ma quando noto un callo sull’arco plantare, il mio cervello elabora qualcosa solo per lei, di atroce.
Mi accorgo subito che i suoi piedi sono molto sensibili, e i suoi strattoni più furibondi, ma non le presto molta attenzione.
Si pentirà a breve di questo incontro.
Devo avere un’espressione tremenda perché mi accorgo del cambio di ritmo nella sua respirazione, annaspa anche se sono fermo: gli spasmi del suo corpo indicano che trema al solo pensiero di ciò che potrei farle.
Sublime.
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“Ryw “
Come si pronuncia? 😃
Si pronuncia Ryu.
Cercavo un nick per forum a tema, ed essendo studente di geologia e appassionato da bambino di “Ryu il ragazzo delle caverne”, provai ad inserirlo: era gia in uso e allora modificai la U in W, anche per dargli un tono più particolare 😀
entro a gamba tesa: “non aver paura, mai! Corri, corri e vai che laggiù / risplende il sole per Ryu, Ryu, il grande Ryu!” 🙂
“Si pentirà a breve di questo incontro”
Ma sei che non sono mica così sicuro? 🙂
Battute a parte, complimenti: questo secondo episodio comincia a farci pregustare l’azione che seguirà, ed è scritto con estrema raffinatezza. Nonostante il tema, non si sconfina mai nel volgare, anzi, non ti ci avvicini nemmeno. E le descrizioni sono ben fatte. Apprezzo anche le imprecisioni come le smagliature, il neo, il callo.. rendono tutto più vivido e più reale.
Su questo, puoi star tranquillo: descrivo scene crude, talvolta crudeli e ciniche, che possono anche disturbare persone che non amano il genere bdsm, ma la volgarità spicciola e fine a se stessa non l’ho mai amata, nemmeno da ragazzino quando i miei compagni di classe rubavano riviste pornografiche all’edicolante (chiamato appunto “pornalaio” 😀 ).
Per me, ogni gesto ha un suo perché, è motivato, e deve dare un contributo attivo alla storia.
Ovviamente la mia editor ci ha messo del suo e ha reso le scene più “musicali” 😉
“si sente in trappola e vulnerabile e io sento tutto il potere nelle mie mani.”
❤️
“in sessione niente alcool o droghe”
Oh, là. Esatto.
eh, per noi persone accorte sembra scontato, ma io inorridisco ancora quando sento gente che prima di una sessione si era fumata il mondo, e/o era scolata litri di wiskey/vodka.
Qua ho volutamente puntualizzato la cosa, non tanto per fare il bacchettone, quanto la speranza che le nuove leve, leggendolo, capiscano l’importanza di restare sobri in frangenti così belli ma delicati.
Nulla da aggiungere, ineccepibile, totalmente d’accordo con te.
Ciò che intriga è la percezione di un disegno, di una trama come già detto. E credo sia il tuo target. Si vede l’ottimo lavoro dell’editor ma, come tu stesso hai spiegato nella tua prima risposta, vuoi un riscontro sui contenuti. Che poi è il senso dello scrivere. Non descrivere l’atto in sé ma ciò che sottende.
Dei tre episodi ho scelto questo perché molto equilibrato e ‘pulito’ nonostante si entri già nel vivo, e questo è molto apprezzabile. Voglio dire, trovare il giusto “mezzo” è complicato.
Nella mia modesta carriera di autore non professionale, mi sono imbarcato due, forse tre volte, a scrivere storie in cui il carnale fosse una delle colonne portanti. Attenzione: una ma mai la sola. E come hai detto tu, il lettore percepisce lo sforzo dall’altra parte di non lasciarsi andare, di ‘tenere le redini’. Il fatto che nel primo episodio, per esempio, tu abbia voluto dare un tratto forte di caratterizzazione del personaggio, soprattutto nel linguaggio, è una strada in quel frangente giusta ma da usare con parsimonia.
Il polso sta a te.
Se alla fine della serie avrai saputo fare questo, regalandoci una bella storia, allora avrai mantenuto fede al tuo impegno.
Vediamo se riesci a stupirci.
Ancora grazie per l’interazione costruttiva.
Spero più che altro che tutti i contenuti trattati (non sono incentrati esclusivamente sull’erotismo) catturino l’interesse tuo e degli altri lettori, così come ha fatto al prima parte.
È una piccola finestrella su una realtà poco conosciuta, che mi andava di mostrare con la lente d’ingrandimento.
Buona sera e buona lettura
Posso dire che, in un genere così inflazionato, leggere questa storia, che sa tanto di trama, è una bella sorpresa. Peraltro normalmente non apprezzo l’uso di un certo linguaggio, esclusivamente per mia indole stilistica, eccetto nei rari (così la vedo) casi in cui l’autore o autrice sia talmente in gamba da amalgamarli bene con il personaggio e lo sviluppo degli eventi. Questo è il caso.
Quindi ottima prova, scritta molto bene, intriga e incuriosisce tra mille testi del genere che, mi ripeto, certo non spiccano per originalità. Qui mi sembra ci sia tutta, anche per il sapiente coinvolgimento psicologico che ci dà quella profondità troppo spesso latente altrove.
Ti ringrazio per la recensione.
Felice che la storia ti intrighi.
Spero anche il proseguo piaccia altrettanto 😉
Attese soddisfatte 😉.
Ne sono felice 😉