
L’avventura del marinaio Tom
1942
Una delle tante HMS aveva lasciato Malta per il largo.
Mar Mediterraneo.
Meglio il largo, che le profondità degli abissi.
Tom fumava la pipa e faceva attenzione a non spegnerla. Non doveva, le misure di sicurezza della Royal Navy gli imponevano di non fumare perché bastava una sola scintilla a far innescare un’esplosione, ma lui aveva questo piacere e per stare bene ne aveva bisogno. Fumava di nascosto senza che nessuno dell’equipaggio se ne accorgesse. I commilitoni avrebbero fatto la spia, gli ufficiali punito.
In pace con se stesso, si godeva la pipa quando suonò la sirena. In cielo erano sbucati dei biplani con le torte italiane.
Fascisti.
Tom nascose la pipa e corse alla mitragliera. L’HMS era piena di armi da fuoco, dalle mitragliere ai cannoni passando per le armi leggere come le pistole mitragliatrici. Per il momento serviva qualcosa di contraereo.
In posizione con i camerati, Tom aprì il fuoco.
Con le bocche da fuoco binate cercarono di abbattere i biplani i quali, smentendo l’inefficienza delle forze armate di Mussolini, erano abili a non farsi abbattere e, anzi, presero a compiere delle manovre come se cercassero un rettilineo in mare.
Quel che pendeva dalle loro carlinghe era più che chiaro a far capire a cosa servissero gli aeroplani e gli stessi oggetti.
Sganciarono i siluri i quali si schiaffarono tra le onde e filarono verso l’HMS come se fossero squali cucciolo a caccia di bagnanti adolescenti da sbranare.
L’HMS attivò le misure antisiluro e schivò i colpi per poi farli esplodere facendo innalzare colonne di spuma.
Tom continuò ad aprire il fuoco, ma se anche un paio di biplani finirono per essere abbattuti, un siluro arrivò a colpire l’imbarcazione.
Tutto tremò e la nave iniziò a inclinarsi di alcuni gradi. Tom non si illuse che erano destinati all’affondamento a meno di un’azione di salvataggio disperata o a patto che gli italiani li lasciassero in pace.
Possibilità remote.
La sirena suonò di nuovo, e stavolta si aggiunse un urlo:
«Abbandonare la nave».
I marinai corsero alle scialuppe e, mentre scendevano in acqua, Tom strinse i denti:
E se gli italiani ci avessero individuato a causa del fumo della mia pipa?
Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa
Siamo tornati alla storia passata, anche se non lontana. La nostra aviazione non era particolarmente numerosa ma sicuramente abile, anche se le azioni della marina sono state forse più famose. I ben noti “maiali” (i siluri a lenta corsa) della regia marina durante la seconda guerra mondiale, ad esempio, continuano ad attrarre l’attenzione e la curiosità dei giovanissimi, con le loro imprese piratesche… Bel racconto.
Ti ringrazio, Giancarlo!
“E se gli italiani ci avessero individuato a causa del fumo della mia pipa?”
Iperbolico, come dubbio. A quei tempi i motori delle navi generavano sicuramente assai più fumo di una pipa. Semmai, fosse stata notte, la brace nel fornello avrebbe generato un debole lucore rossastro che, da bassa quota, avrebbe forse potuto attrarre l’attenzione…
Già! Ho voluto essere apposta iperbolico