
Il canto solitario della sirena
Serie: Le novelle della Luna: il canto solitario della Sirena
- Episodio 1: Il volo della farfalla e l’attesa del ragno (Capitolo speciale)
- Episodio 2: Brutti incontri (Capitolo Speciale)
- Episodio 3: Tradimenti (Capitolo speciale)
- Episodio 4: L’inizio della tragedia (Capitolo speciale)
- Episodio 5: Il canto solitario della sirena
- Episodio 6: Rivalità fraterne (Capitolo speciale)
- Episodio 7: De-Sideria
- Episodio 8: Peonia
- Episodio 9: Lume della speranza
- Episodio 10: “Il vero amore è scritto nel destino”
- Episodio 1: Fatalità
- Episodio 2: Lieto fine
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Era una serata in festa di Agosto, faceva parecchio caldo, le spiagge si erano affollate di gente, di luci, di fracasso, e di sporcizia, disturbando la quiete del mare. Onestamente a me quei tipi di feste lì non piacevano affatto, non tanto per la folla o altro, quanto per il chiasso che c’era. Credo perché tutti quei rumori mi ricordavano casa, a casa mia non c’era mai stato silenzio…
Fatto sta che, nonostante mi piacesse molto il mare di notte, quella sera stetti lontana. Anche perché il quindici Agosto c’era una ricorrenza, e avevo altro da fare. Erano le dieci passate, un po’ tardi, mi chiesi se ci fosse ancora un fioraio aperto, dubitai ma mi misi a cercare ugualmente.
Dopo un bel po’ che giravo a vuoto lo trovai, un minuscolo negozio di fiori e altre cianfrusaglie. Appena messo piede feci un cenno di cortesia col capo, la vecchia che era lì si voltò, mi squadrò dalla testa ai piedi, fece una smorfia di disgusto e tornò a fare qualcosa con ago e filo seduta nel suo angolino.
Ammetto che quella sera ero vestita parecchio appariscente, con un abito molto corto e scollato, per questo la vecchia mi aveva scambiato per gentaglia, e probabilmente anche per i miei capelli ossigenati, ma non ci rimasi male, ero abituata.
Mi avvicinai ai fiori e cercai un tulipano blu, i suoi fiori preferiti. Scelsi il più bello ed il più grande, lo presi e poi mi rivolsi alla vecchia “Quanto costa?”
Lei mi guardò con la coda dell’occhio e sbuffò “Mille lire”
“Mille lire?!” dissi io incredula, mille lire un fiore che potevo raccogliere in un giardino senza pagare una moneta e un po’ di carta colorata attorno! Pensai, poi scossi il capo e mi ricomposi subito, prendendo gli spicci dalla borsetta “Io ho cinquecento lire qui con me, potresti farmi un piacere? È urgente e non ho altra scelta” sperai di farle pietà, ma oramai la vecchia mi aveva condannato.
“Mille lire o niente” insistette lei, ma io provai ancora a farle cambiare idea “E se togliessi la carta attorno e prendessi solo il fiore? Dovresti farmi qualche sconto no?” anch’io stavo perdendo la pazienza, quindi abbandonai le buone maniere a quel punto.
La vecchia si voltò completamente verso di me, abbassò gli occhiali e disse con una smorfia “Ce le hai mille lire? Dammele e tieniti il fiore. Hai cinquecento lire? Posa il tulipano e cerca un altro fioraio” poi tutta soddisfatta per quella sua uscita tornò ai suoi affari.
Io annuì, e guardai il tulipano “Se ti do mille lire posso prendermi il fiore, ma per cinquecento lire non lo accetti” ripetei io, lei si voltò ancora verso di me, aspettando che concludessi “Cinquecento lire non vanno bene, allora se non ti dispiace non ti do neanche quelle e mi tengo il fiore!” mi misi a ridere, e cominciai subito a correre fuori.
L’anziana scattò in piedi e prese il suo bastone, mi urlò contro ogni bestemmia, chiamando aiuto. Mi dispiace per la signora, ma chi voleva esserci in quel vicolo a quell’ora della notte! Scoppiai a ridere vittoriosa, ma qualche metro dopo udii un minaccioso “Fermati subito!”. Io imprecai, accelerando il passo, scavalcai perfino un paio di muretti, ma venni raggiunta e gettata a terra.
Sentì un peso schiacciarmi e bloccarmi le mani. Mi fece poi voltare con la forza e lo vidi: era probabilmente un uomo dell’esercito poiché era grosso e minaccioso.
“Che hai rubato?” domandò lui, come immaginavo aveva una voce severa e profonda da incutere timore.
Io strizzai gli occhi poiché mi stava stringendo i polsi con forza, e risposi dolorante “Lo vuoi sapere? È sotto di me l’ho schiacciato! Controlla!” mi lamentai poiché il tulipano era sotto la mia schiena.
Lui controllò e inarcò un sopracciglio “Hai rubato dei fiori?” chiese incredulo, togliendosi di dosso. Mi offrì una mano per aiutarmi a rialzare, ed io la accettai volentieri.
Sbruffai tirando giù il vestito ed intanto mormoravo sarcastica “Si, ho rubato dei fiori. Costavano mille lire ma io avevo con me soltanto cinquecento lire. La vecchia non ne voleva sapere di farmi un misero sconto e io li ho rubati! Che fai ora, chiami la polizia? Oh! Una ragazza disgraziata ha cercato di rubare un tulipano! -Ahia!” improvvisamente sentii un colpo alla schiena, la vecchia ci aveva raggiunti e aveva cominciato a colpirmi ripetutamente con il suo bastone.
L’uomo si fece avanti per proteggermi e tentò di farla ragionare “Signora, per favore! Sono un poliziotto lasciate che risolva io la questione!” mi guardò male. Io serrai i denti, sperando di non essermi cacciata nei guai per essermi rivolta in quel modo ad uno sbirro.
“È una ladra! Una mascalzona! Quelle come lei sono buone solo a rubare i mariti e dovrebbero stare tutte in carcere!” urlò la vecchia contro di me, cominciando a colpire anche il poliziotto.
L’uomo si innervosì a sua volta, e le tirò via il bastone, poi però si ricompose subito e gliela consegnò spiegando “Signora, va tutto bene. La ragazzina non aveva abbastanza soldi e le servono urgentemente dei fiori. Ora pago tutto io, non vi preoccupate”. L’uomo accompagnò l’anziana nel suo negozio, io però dovetti attendere fuori poiché la vecchia, dopo avermi augurato ogni male, disse di non voler vedere mai più la mia brutta faccia. Stavo a braccia incrociate, poggiata contro la parete del negozio, dopo pochi minuti l’uomo uscì con un bellissimo mazzo di tulipani blu, con tanto di carta bianca attorno e fiocchi.
“Ecco, tieni” disse lui, consegnandomeli.
“Ti ringrazio di cuore! Io sono Sirena, lei è il signor?” chiesi io, prendendo il mazzo di fiori e sorridendogli. Che fortuna che ho avuto! E poi, ora che non ero più in quella situazione, notai che quel poliziotto era proprio un bell’uomo, l’avevo notato subito infatti che era uno da divisa. Era uno di quei tipi tutti composti, con braccia muscolose, vestito in maniera impeccabile, la mascella squadrata perfettamente liscia ed un taglio di capelli pettinato perfettamente di lato. Soprattutto, notai i suoi occhi di un verde particolare, simile a quello del mare.
“Puoi chiamarmi Elia, senza signore” precisò, mettendo le mani sui fianchi “Sirena non dovresti girare sola di notte, in questo periodo e per di più vestita in questo modo, fuori c’è un sacco di gentaglia e…” non continuò la frase, ma sapevo cosa volesse intendere. Ero consapevole di non avere un aspetto garbato: con i capelli biondi tinti, solitamente mi piaceva indossare abiti succinti, e mi truccavo parecchio rispetto alle altre ragazze della mia età. Sapevo di non passare inosservata ovunque andassi, e che probabilmente potevo dare l’impressione di essere una poco di buono. Ahimè probabilmente non avevano tutti i torti, ma ciò che mi rattristava era il fatto di essere trattata da tutti come se fossi un fantoccio.
“Oggi non ho nessuno qui con me” feci un sospiro, fingendo un po’ un tono triste, sapevo di convincerlo in quel modo. Devo dire che gli uomini li conosco tutti molto bene.
“Seguimi, ti accompagno io a casa allora” disse Elia a quel punto, facendomi un cenno con il capo di seguirlo.
Io, stando qualche passo dietro di lui sorrisi vittoriosa fra me e me, e dissi “In realtà dovrei fare una visita al cimitero prima…”. Si voltò dietro, guardò prima me e poi i fiori, ed allora comprese senza fare altre domande. Raggiungemmo la sua auto, Elia, come un gentiluomo, prese i fiori e li poggiò piano sui sedili posteriori. Poi aprì la portiera e mi porse la mano per aiutarmi. Io gentilmente lo ringraziai, e salii in auto. Mi colpì molto questo suo modo di fare tanto dolce e delicato, mi sentivo una bambolina. Elia mi intrigava un sacco, non potevo di certo farmi sfuggire l’occasione, mi sarebbe bastato anche solo un po’ di divertimento…
Serie: Le novelle della Luna: il canto solitario della Sirena
- Episodio 1: Fatalità
- Episodio 2: Lieto fine
Ho già notato che ami ambientare le tue storie prima del cambio monetario in euro. Nella scorsa serie era un’espediente per regalarci un pezzettino della tua protagonista adulta, fiera stilista di abiti da sposa. Concordo, per l’epoca in cui è ambientata la storia Sirena (ma non era la compagna di classe di Melissa? Quella che l’ha difesa dalle bullette che volevano in suo taccuino… ora si spiega tutto :D) è un po’ stravagante nei modi e nell’abbigliamento. Per fortuna molti preconcetti, ora, sono stati sdoganati
Innanzitutto grazie per il commento 😊 Si si Sirena e Melissa sono coetanee, soltanto che mentre la storia di Melissa è cominciata a settembre, quel di Sirena ad Agosto. Le novelle della Luna sono tutte ambientate grosso modo negli anni 80 in un paesino vicino al mare❤
Mi unisco al coro dei “mi piace”! Hai tratteggiato un bel personaggio con Sirena, se dovessi provare ad inquadrarla, direi che mi sembra una little un po’ brat ☺️.
Il fatto che volesse i tulipani per portarli al cimitero inoltre ci fa pensare ad una perdita importante che pur così giovane ha già subito.
Vado al prossimo episodio per scoprire qualcosa in più…
Grazie mille! Si, Sirena è parecchio stravagante per l’epoca in cui è ambientato😊
Io sono Sirena.
(mi immedesimo sempre in un personaggio leggendo)
E ho due gambe affusolate e due seni torniti. Anzichè una sola gamba pelosa le ho tutte e due, ma è una vezzosa singolarità che intrigherà sicuramente Elia.
E poi lo ha sempre detto anche Daga (la compagna di mamma), quando vuole ferirmi o più propriamente stimolarmi, che so essere voluttuosamente provocante.
Elia non sa cosa lo aspetta.
Piccola curiosità da lettore: come mai ci sono le lire in questa storia? In che anno è ambientata? 🙂
Negli anni ’80! 😁
una nuova storia, complimenti. La seguirò con interesse
Grazie!😄
Ok, le premesse per una Serie dalle tinte stuzzicanti ci sono tutte…aspetto il seguito! 🙂
Già 😁 grazie mille 😄
“Cinquecento lire non vanno bene, allora se non ti dispiace non ti do neanche quelle e mi tengo il fiore!” mi misi a ridere, e cominciai subito a correre fuori”
Ha fatto bene! 👏 😂
🤣🤣🤣
Si prospetta un’altra bellissima storia che mi terrà incollato al tuo profilo 😁
Ma grazie mille 🥺❤