
LE PAURE DEL POLIZIOTTO
Serie: LA VALLE DELLE LACRIME
- Episodio 1: IL BAMBINO DEL BURRONE
- Episodio 2: ELENA CABALLARIO
- Episodio 3: LE PAURE DEL POLIZIOTTO
- Episodio 4: IL VALICO DELL’ALBA
- Episodio 5: LA PRIGIONE AI PIEDI DEL MONTE
- Episodio 6: GIULIO CABALLARIO
- Episodio 7: NASCONDERSI IN UNA SPELONCA
- Episodio 8: IL DISEGNO
STAGIONE 1
CASERMA CARPAR, UFFICIO DEL COMMISSARIO
«Va bene, non si preoccupi. Quello che mi ha appena riferito è già utile alle indagini» commentò il commissario. Cercava di rassicurare Gregorio. Non voleva essere l’origine di ulteriori preoccupazioni o rimorsi. «Dirameremo immediatamente le ricerche di sua sorella nella valle. Sarà sicuramente qui, da qualche parte.»
«E la troveremo sana e salva. Vero commissario?!»
Cleros lanciò uno sguardo d’intesa al suo superiore sperando in tale modo di fargli comprendere cosa volesse dire con quella domanda implicita: meglio mentire, in quella situazione.
«Certo. Infatti sono convinto che non sia successo nulla alla signorina Caballario» si preoccupò di precisare. «Stia tranquillo: ritroveremo Elena e la riporteremo a casa.»
“A casa” pensò Gregorio, con un malcelato risolino sulla bocca. Per un attimo si chiese se sua sorella ce l’avesse per davvero una casa visto che compariva e scompariva per lunghi periodi senza dare spiegazioni. Non sapeva neanche se, nei periodi di assenza, venisse ospitata a casa dai genitori o soggiornasse da qualche altra parte. Ma quest’ultima idea venne subito meno. Conosceva bene Elena: lei, a differenza sua, non li odiava, ma provava un “semplice” ribrezzo nei loro confronti. Li telefonava, chiacchierava con loro, molto spesso si recava in quella che fu anche casa sua o, per meglio dire, il suo inferno, ma più di tanto non faceva. Gliel’aveva confidato lei stessa, qualche volta.
«Hai sentito il commissario cosa ha detto?»
La domanda di Cleros lo riportò in un attimo alla realtà. Non si era reso minimamente conto di essersi estraniato e di aver abbandonato la mente ad un vortice composto di pensieri e ricordi sulla propria famiglia. Sospirò profondamente. Gli occhi, ormai, non riuscivano neanche più a lacrimare tanto aveva pianto in quelle lunghe e dolorose ore.
«Sì, l’ho sentito. Certo» disse, inarcando leggermente gli angoli della bocca per creare uno stentato sorriso. Era grato al commissario, ma soprattutto a Cleros, per tutto ciò che stavano facendo, per le rassicurazioni, per le loro preoccupazioni. Per tutto. Ma non riusciva a dimostrarlo ottimamente in quel momento. Non ci riusciva.
«Posso vedere Enea ora?»
La domanda nacque spontanea. Senza neanche pensarci, le parole gli uscirono di bocca senza poterle bloccare. Cleros guardò dritto in faccia al suo capo: temeva quella domanda e si chiedeva se fosse un’ottima idea permettergli di vedere il corpicino del piccolo. Gregorio era già un ordigno di emozioni pronto a esplodere, sull’orlo di una crisi gravissima; mostrargli anche quell’orribile scena gli avrebbe causato soltanto altri turbamenti.
«Forse è meglio di no» gli disse l’amico, mettendogli una mano sulla gamba per tranquillizzarlo e facendogli un sorriso affettuoso. «Dovresti recarti al carcere di Monte Perto, chiedere numerosi permessi, attendere il lasciapassare per poi vedere il…», si interruppe. Anch’egli voleva evitare quelle parole. Non voleva dire che Enea fosse morto. Aveva paura di una sua reazione. Abbassò lo sguardo, serrando le labbra, poi proseguì. «…Enea. Io penso che tu debba-»
«Non mi interessa cosa pensi» lo interruppe bruscamente Gregorio. Lo guardò furiosamente, con gli occhi gonfi di sofferenza e l’animo distrutto. Era così addolorato che anche rompendogli le ossa una ad una non avrebbe sentito nulla. «Devo vedere Enea. Lo pretendo!», gridò, dando un pugno sulla scrivania con tutte le sue forze, facendo tremare i vari oggetti presenti su di essa, «e se non mi ci porti immediatamente, mi ci recherò ugualmente a piedi in quel maledettissimo carcere.»
Cleros non rispose, e lo stesso fece il commissario. Il suo amico lo comprendeva, capiva la sua reazione e non lo biasimava affatto.
«Va bene» rispose. «Ti ci porto.»
Gregorio si rivolse poi al commissario, scuro in volto e carico di rabbia.
«Lei mi deve promettere di ritrovare chi ha ucciso il mio Enea!» grugnì, la voce rotta dalla sofferenza. «Lo devo vedere in volto. Devo vedere in volto chi ha avuto il barbaro coraggio di fare del male a un bambino!»
Il poliziotto incrociava nervosamente le mani sulla scrivania. Desiderava tanto fumare una sigaretta in quel momento. Quel tipo di situazioni tendeva ad evitarle a priori, proprio per tale motivo: non era mai stato bravo con le parole e faticava non poco a mentire, abituato com’era a raccontare sempre la verità, anche se dolorosa. Quei modi di fare gentili e ossequiosi, resi necessari da simili circostanze, erano a lui sconosciuti poiché, nonostante tutto, non si era mai abituato a quella misteriosa sensazione: leggere negli occhi di parenti e amici delle vittime le angustie che, rovinosamente, pesavano sui loro cuori, gli provocavano gravi angosce. In cuor suo sentiva pulsare quei macigni psicologici e, alcune notti, si era svegliato con la fronte imperlata di sudore a causa degli incubi. Lui era un indagatore, amava dedicarsi unicamente alla scoperta della verità, ma ancora non si capacitava di tutto questo.
In particolar modo, uno dei suoi tanti incubi lo colpì specialmente: si trovava nel suo ufficio, come sempre, quando all’improvviso un gruppo di persone irruppe al suo interno gridando lamenti di dolore per l’uccisione di un proprio familiare. Le loro urla erano stridule e gli causavano un fastidio insopportabile alle orecchie finché, scosso da quell’immagine, vide quegli individui fissarlo, fermi dinanzi a lui, con occhi giudicanti, carichi di rabbia. I loro sguardi lo mettevano a disagio, inespressivi ma potentemente sferzanti, e lui non riusciva a proferire parola né a muoversi, come se incatenato alla sedia. Dopo essersi destato dal sonno di soprassalto, non riuscì più a dormire quella notte. Ne parlò col suo istruttore, uomo affabile e suo confidente di fiducia, capace di infondergli coraggio ogni qual volta ne avesse bisogno, come di redarguirlo violentemente in caso di errori insensati, chiedendogli da cosa fosse provocato quello stato angoscioso capace di privarlo del sonno, ricevendo una risposta che non diradò, tuttavia, la nebbia presente nella sua mente: ”sei sempre stato un uomo sensibile, non sei mai riuscito a creare un distacco tra te e le vittime. Devi tentare di creare una sorta di barriera.” E così cercò di fare, ma sentiva di non riuscirci. Sua madre, fin da piccolo, gli aveva insegnato a immedesimarsi in coloro che soffrono.
«Farò di tutto signor Caballario, non si preoccupi» glissò, alla fine, l’argomento. Doveva pur dare delle garanzie a quel poveretto, pensò.
Serie: LA VALLE DELLE LACRIME
- Episodio 1: IL BAMBINO DEL BURRONE
- Episodio 2: ELENA CABALLARIO
- Episodio 3: LE PAURE DEL POLIZIOTTO
- Episodio 4: IL VALICO DELL’ALBA
- Episodio 5: LA PRIGIONE AI PIEDI DEL MONTE
- Episodio 6: GIULIO CABALLARIO
- Episodio 7: NASCONDERSI IN UNA SPELONCA
- Episodio 8: IL DISEGNO
Il dolore di Gregorio è comprensibile e la sua reazione non solo è tutto giustificata, ma umana.
Hai presentato e approfondito il personaggio del commissario tramite gli incubi, non solo con le movenze e i dialoghi. Hai evitato gli “spiegoni di presentazione”… qualcuno sta migliorando? 😼
Ciao Mary, sì alla fine anche l reazione di Gregorio è normalissima, anzi…
Pensi che stia migliorando? Speriamo ahahah. A parte gli scherzi, grazie mille!!
La reazione di Gregorio è realistica e ben delineata. Interessante il cambio di inquadratura finale sul commissario e i suoi incubi, che lo umanizzano e danno profondità alla narrazione.
Ho finalmente trovato il tempo di leggere un altro episodio; non sono rimasta delusa. Adoro il tuo stile, rapido e dritto al punto, non annoia mai. A questo punto direi che mi tocca leggere il prossimo
Grazie mille Viola!!
Ci ho trovato dei tagli cinematografici in questa parte del racconto, efficaci.
Leggendoti, mi sono tornati alla mente i romanzi della Trilogia Baztán, stessa sospensione, ambientazioni molto simili e che pesano come macigni sulla vicenda. Storie famigliari che si intrecciano e la paura di ‘fare ritorno’. Mi piace molto il personaggio del commissario che stai delineando così bene, rivelando poco a poco i suoi lati oscuri. Davvero un racconto molto bello.
Grazie mille Cristiana!!
Episodio incentrato sul fattore introspettivo, ben gestito. Mi convince il tuo procedere a strati, senza fiondarti sempre nella direzione univoca delle azioni, delle tensioni, delle diramazioni degli eventi, ma dedicandoti a curare le sue parti nascoste attraverso i personaggi, in una prospettiva di procedimento verticale, relativa alla modalità e alla densità con cui condurre il filo narrativo e non solo alla varietà spasmodica degli accadimenti e della loro estensione. È un approccio che avverto molto vicino ai miei riferimenti e alle mie abitudini di scrittura. Ciò che accade avrà la sua importanza, a volte quanto ciò che non accade in modo troppo visibile. Un sentimento, una sensazione, una paura, anche solo un gesto fatto in un determinato frangente, sono un “fatto” che condizionerà inesorabilmente il crinale di azioni che la storia ci offrirà nella sua progressione superficiale. Nel tuo caso hai saputo condurre le dinamiche di questo terzo episodio partendo dal basso, dalle correnti tumultuose e segrete dei fondali, rendendo, a parer mio, più interessanti i colori e i riflessi della superficie visibile.
Ciao Luigi, grazie come sempre per le tue bellissime parole e le stupende analisi che mi offri!!!
Toccante la figura del poliziotto combattuto tra sentimenti e distacco professionale…molto bravo a renderla. Mi è venuto un sospetto riguardo dove possa essere Elena, ma forse vado di fantasia…staremo a vedere!
Grazie Dea. Volevo soffermarmi proprio sul poliziotto e il suo conflitto. Grazie ancora!! 😊❤️
Se non sbaglio appare adesso l’elemento dei genitori. Un indizio?
Ciao Francesco. Qualcosina sui genitori del protagonista l’ho fornito anche nei precedenti episodi, soprattutto nel primo. Solo con la sorella, di fatto, Gregorio ha buoni rapporti. Comunque, grazie tante per aver letto e commentato l’episodio come sempre!! Apprezzo tantissimo ❤️😊
Ho appena letto anche il terzo episodio e non vedo l’ora che esca il quarto 😍 Sei riuscito a creare la stessa suspense di Netflix quando, sul più bello, comunica che era l’ultimo episodio e che forse, un giorno, uscirà una nuova stagione (non farlo anche tu, ti prego😅🙏)
No non lo farò, tranquilla ahahah. Felice di leggere il tuo commento e il tuo apprezzamento per la serie!!! Gentilissima, ti ringrazio di vero cuore!! ❤️😊