LE TRE NOTTI

Serie: La mia ombra


Se una notte vi capitasse qualcosa di assurdo, ma di così assurdo, da non riuscirci a credere nonostante la veridicità dei fatti, voi, riuscireste comunque a crederci?

Non prendetemi per folle, sto soltanto cercando delle risposte in grado di placare i miei dubbi, perché è esattamente quello che mi sto domandando da due giorni a questa parte, tre… contando anche oggi.

Onestamente, non mi ero mai posto il problema. Cioè, si, qualche volta magari può essere capitato. Sicuramente sarà successo di parlarne con degli amici tra una bevuta e l’altra, dopotutto si sa che in quei luoghi “rimbomban le filosofie”. Questi discorsi però, quando avvengono, sono appunto incoraggiati principalmente dai fumi dell’alcool… o dal fumo e basta. Non ci si pone mai realmente questo problema, perché pensiamo di non trovarci mai in una situazione del genere, che tutto sia esattamente così come ci appare ai nostri occhi, eppure ogni tanto, avvertiamo qualcosa che non và, sentiamo come una presenza esterna, che ci segue… che ci osserva… che ci parla…

“Come stai Kevin?” 

Fu la prima cosa che mi disse.

Il suo corpo era piccolo e fragile, la pelle bianca e sottile quasi ne mostrava le ossa per quel poco del suo corpo che si riusciva ad intravedere, essendo la strana figura, coperta quasi interamente da una lunga veste nera il cui cappuccio ne copriva gran parte del volto, impedendomi così di osservarne lo sguardo. Si potevano infatti a stento osservare i lunghi e scomposti capelli color pece che cadevano sin poco al di sotto delle secche e screpolate labbra, dal violaceo colore.

“Non mi riconosci Kevin?”

continuò la strana ed angosciante figura che, pur non ricevendo nuovamente risposta da me, si mosse in mia direzione di un passo alché mi girai, pronto per darmela a gambe.

Non feci in tempo a girarmi però, che questi mi era comparso nuovamente davanti. Questa volta, molto più vicino. Distava forse a meno di un metro da me.

“Verranno a prenderla tra tre giorni Kevin, la desiderano … dalla a me!”

Disse tendendomi la pallida e scheletrica mano, come per accarezzarmi il viso e, non appena lo sfiorò, scomparve nel nulla, disperdendosi in un fumo nero come l’oscurità.

Da allora, sono passati quasi tre giorni, ormai mancano pochi minuti alla mezzanotte. 

Serie: La mia ombra


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Discussioni

  1. “Da allora, sono passati quasi tre giorni, ormai mancano pochi minuti alla mezzanotte. “
    Questo passaggio mi è piaciuto molto, e chiude un racconto lasciando il desiderio di continuare nel prossimo. Corro a leggerlo!

  2. Bellissimo. Ho aperto il racconto colpita dall’illustrazione, pensando di voler “rinfrescare” la mente con qualcosa di leggero (non in senso dispregiativo, tutt’altro) alla Benni. Da ragazza divoravo i suoi libri, aprivano una finestra sul mondo mettendomi buon umore. Sono felice che la mia sensazione sia risultata coerente. Alla prossima puntata, oramai ti tengo d’occhio 😉