
L’eden perduto
Sono le 2 del mattino e l’illustrissimo Professor Adamo De Lumistris torna soddisfatto dall’ennesimo convegno che ha tenuto fuori città: “Derive trans-umaniste nella continuità narrativa della storiografia ucronica”.
Un successo confermato da tre fitte cascate di applausi che lui ha ricevuto con grande modestia con un inchino, assieme al cospicuo assegno.
L’ora è tarda e l’eroe torna stanco e soddisfatto dalla sua nobile impresa, orgoglioso della sua alta missione.
Con il ciuffo brizzolato lievemente fuori posto per il lungo viaggio ed un pezzo classico alla radio, torna a cavallo del suo fido destriero a benzina ruggendo pacatamente nel cuore della notte. I cavalli motore galoppano per spingere verso la via di casa questo moderno Ulisse, e trottano mentre il vicolo svolta delicatamente, per infine…
Il suo parcheggio. E’ occupato.
I Proci hanno occupato Itaca.
Disastro! Com’è possibile?! Le regole sociali sono forse venute meno? L’anarchia ha forse preso il sopravvento? Il lume della ragione ha infine abbandonato lo spirito dell’uomo!
I vicini dovrebbero ben sapere che quello è il SUO posto, calcolato e scelto dopo lunghe sperimentazioni per avere il tempo di riflettere sul senso del caffè, ma fermarsi prima di arrivare a derive cappuccinesche (il cui solo pensiero lo costringe a fulminee ritirate al bagno).
Ed ora? Che fare? Arrendersi al triste fato e proseguire il proprio viaggio in cerca di un Eden in cui posteggiare? Rimanere in attesa che un Godot notturno arrivi a spostare la propria auto?
Sono le 2 del mattino, pensa il Professore, tanto vale applicare la bassa ma molto pratica filosofia del “Chi cerca trova”.
E parte così per il suo esodo, seguendo una scia di fondoschiena metallici che brillano alla luce notturna dei fari, tristemente immobili e compatti nella loro formazione. Esisterà forse un’isola di salvezza, un porto sicuro dove potrà approdare questo stanco navigatore della notte? Le speranze si fanno fioche e l’ora sempre più tarda.
Ma può essere…? Lì in lontananza…? Oh, gioia degli occhi! Finalmente ecco una rientranza nel muro dei posti occupati, un’insenatura di parcheggio dove finalmente
PORCAPUTTANA UNA SMART! QUESTO E’ TROPPO!
MA NON C’E’ UN CAZZO DI PARCHEGGIO LIBERO STASERA?! SIGNORA BIANCHI STIA ZITTA, NON CI SI METTA PURE LEI CHE ALMENO E’ IN CASA SUA! ANCH’IO DOMANI LAVORO, CHE C’ENTRA?! AH SI? VAFFANCULO PURE A LEI, E BUONA NOTTE!
Sbuffa, accelera e sbuffa. Il mondo intero sembra aver parcheggiato nelle vicinanze sperando in un suo secondo comizio fuori programma (il professore è molto modesto), ma di questa folla neanche l’ombra. Solo i loro ingombranti veicoli.
Guida guida guida, gira gira gira, non un singolo posto. Prima nella strada, poi nel quartiere, gli sembra essere l’unico fuori posto nel deserto delle vuote strade dell’intera città. Ma in fondo non è sempre stato così? Riflette.
Si accosta a bordo strada e sfoga la sua frustrazione sul clacson, finendo per richiamare inavvertitamente l’attenzione di una giovane signorina che dagli abiti non sembra temere il freddo. Ha visto la macchina del professore passare già 3 volte. Il ciuffo blu della frangia sui capelli biondi ispira subito simpatia al nostro naufrago della strada, che non si aspetta incontri a quest’ora, in una notte così vuota.
“Ciao, cerchi compagnia caro?”
“Mi scusi, ho suonato per sbaglio. Sono in viaggio, in cerca di un senso a questa notte in cui pare ch’io non abbia più un posto nel mondo”.
“Ti capisco, anch’io sono indietro di qualche mese con l’affitto”.
“Non era quello che intendevo, ma è una buona metafora. Lei si intende di poesia?”
“Certi clienti chiedono di essere creativa con le parole, se intendi questo, caro. Spesso devo ricordare loro quanto sono stati cattivi”.
“Ah, di corrente Kantiana?” chiede ingenuo.
“L’ho imparato dalla vecchia Susy”.
“Ah, non conosco”.
“Grande donna, professionista dagli anni ‘60”.
“Ma dai…”.
“E come si tiene bene, dovrebbe vederla”.
“Un giorno forse. Devo trovare parcheggio ora, o stanotte non si dorme…”.
“Mi spiace. Sembri simpatico, ti posso accompagnare? Tanto non c’è l’ombra di un cliente stasera”.
“E la tua macchina? La lasci qui?”.
“Non la ho, mi sposto coi mezzi”.
“Oh, certo, ovvio… così risolve il problema del parcheggio… Oh, che maleducato! Salga su, avrà freddo!” Le apre la portiera e accende per lei il riscaldamento, ma quando gli siede accanto è lei a scaldarlo con un sorriso caldo come il cuore di una stella.
“Si figuri, grazie del pensiero. Piacere, mi chiamo Eva”.
“Io… Io… Ehm… E’ un po’ imbarazzante da dire, ma mi chiamo Adamo…”
“Davvero?”
“Davvero”.
Come il suo sorriso-stella lo scalda, la sua risata illumina l’interno dell’auto con la luce dell’alba.
“Beh, Adamo, dove mi porti allora?”
Il professore ci pensa. Forse il parcheggio non è poi così urgente, ha voglia di guidare.
Ricambia il sorriso al delizioso ciuffo azzurro seduto accanto a lui, illuminando a sua volta un poco l’abitacolo. “Troviamo il nostro angolo di Eden?”.
Mette in moto, entrambi ridono, e due fari tagliano il buio nel deserto freddo della città.
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Incontri inattesi… davvero delizioso questo racconto, e molto ben scritto.
Ti ringrazio, sono contento ti sia piaciuto!
Sono contento che ti siano piaciute queste parti!
“Spesso devo ricordare loro quanto sono stati cattivi”
Mi ha fatto ridere 😂
” una giovane signorina che dagli abiti non sembra temere il freddo”
Questo passaggio mi è piaciuto
“PORCAPUTTANA UNA SMART”
Un classico, anche solo per questo dovrebbero vietarle 😂
La parte della Smart è un classico, ho avuto però la mia rivincita potendo usare per qualche giorno anche io quel barattolo di macchina e ho goduto come un porco nel parcheggiare in modo da nascondere ancora di più la macchina!
Ah, ti costituisci come colpevole quindi! XD
Divertente. Ammiro l’ originalita` del tuo linguaggio e il ritmo narrativo che trascina e convince chi legge, come se la scena accadesse davanti ai suoi occhi. Con Adamo ed Eva hai forzato un po’ la mano sul tasto dell’ ironia, pero` bravo, comunque.
Ti ringrazio sia per i complimenti che per la critica. Sono contento che tu abbia trovato il linguaggio accattivante e rifletterò sull’osservazione riguardo a quella parte.
Bellissimo quando trova la Smart parcheggiata 🤣
L’abbiamo vissuto tutti quel momento XD
Simpatico questo librick
Ti ringrazio!