L’elefante e la formica

Ingrano la terza marcia, prendo la rotonda a cinquanta all’ora senza usare le frecce, poi infilo la seconda uscita e ingrano prima la quarta, dopo la quinta. Vado velocissimo.

Dietro di me, i killer mi inseguono con delle Suzuki al cui confronto Valentino Rossi è nulla. Sono degli ottimi motociclisti, le guidano con una mano, l’altra stringe un MP5K e cercano di colpirmi.

Le raffiche incrinano i vetri, ma i calabroni metallici restano bloccati.

Sento la carrozzeria gemere con le pallottole che la rigano, ma io resisto, non vado in testa-coda. Se poi la gente attorno urla e spaventa chissene, io devo scappare.

Procedo per il rettilineo, me ne sbatto delle strisce pedonali, poi prendo una curva molto veloce; riesco a mantenere il controllo dell’automobile.

I motociclisti non mollano, mi stanno dietro. Quanti sono? Non ho un’idea precisa: forse sono sei, dubito di meno, ma che siano di più ci scommetto.

Continuano a sparare, poi senza che lo volessi mi ritrovo in una serie di svolte al cui confronto le mulattiere di montagna sono nulla.

Non mi piace. Se becco qualcuno faccio un frontale e, patente militare o meno, non sono esente dal rischio: la legge di Murphy insegna.

Procedo rapido, mando delle mute preghiere a san Patrizio, cerco di tenere duro.

Il cellulare suona.

È l’Entomologo.

«Ci sono, signore».

«Dove sei?».

«Ci vuole ancora un po’ per arrivare alla base, signore».

«Affrettati! Abbiamo bisogno dei dati che hai rubato».

«Ne sono sicuro, ma ci sono dei motociclisti che non sono d’accordo con noi».

«Eliminali».

Chiude la comunicazione.

È una parola: questa è una stupida Audi, non la macchina di 007 con i gadget.

Allora mi accorgo che un motociclista mi si è affiancato.

Lo guardo appena, il tempo di vedere che mi sta puntando addosso l’MP5K, e all’improvviso sterzo: con un colpo l’automobile picchia sulla Suzuki. Io sono l’elefante, lui la formica.

Sento un urlo e vedo il motociclista che cade.

“Bene” gioisco, ma poi mi sento deluso: dietro di me i motociclisti si sono moltiplicati. “Ma che è, uno stupido videogame?”. Accelero.

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

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