L’Epilogo

Serie: Primavera a Ginevra


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Il segreto

Riassunto della puntata precedente: Maryam rivela a Faisal che il suo rifiuto di firmare il contratto prematrimoniale non nasceva dall’avidità: essendo cattolica per lei sarebbe stato un grave peccato, e non poteva spiegarglielo senza rischiare di essere denunciata in un Paese dove quella fede era perseguitata. Per questo fuggì. Lui, dapprima incredulo, comprende poco a poco la verità.

Faisal sentì ogni sua certezza crollare e ridursi in polvere. Per sette anni l’aveva odiata per proteggere il proprio orgoglio ferito. E invece lei stava solo cercando di sopravvivere a un mostro di cui lui faceva parte, senza nemmeno rendersene conto.

«Io… non avevo capito nulla», sussurrò, cercando le mani di lei sulla pietra della panchina. «Maryam, mio Dio. Se solo avessi immaginato. Non ho mai smesso di amarti. Ho frequentato altre donne, ho provato a rifarmi una vita qui in Europa, ma cercavo solo te. Ora siamo a Ginevra, in un Paese libero. Laggiù le cose non cambieranno, ma noi siamo già qui, al sicuro. Sposami. Sposami adesso. Niente contratti, niente avvocati, davanti al Dio che vuoi tu.»

Maryam guardò le mani di Faisal che stringevano le sue. Lasciò che lo facessero per qualche secondo, ricordando il calore che un tempo era stato il suo rifugio. Poi, piano, ritrasse le dita.

«È una proposta bellissima, Faisal. Davvero», disse, con un sorriso dolce ma fermo.

«Allora diciamo di sì. Ricominciamo da dove ci siamo interrotti.»

«No, Faisal. Non possiamo», rispose lei, scuotendo la testa. «Il tempo non si ferma per farci curare i rimpianti. Io ho dovuto scavare una galleria nel buio per fuggire da quel Paese. Lungo la strada, quando non avevo più nulla e non sapevo se avrei visto il domani, ho trovato qualcuno che mi ha teso la mano. Un uomo che ha conosciuto le mie ferite e le mie paure, e mi ha accolta così com’ero.»

Faisal sentì un freddo improvviso stringergli il petto. «Maryam, ti prego…»

«Sono felice, Faisal. Sono felicemente sposata. Mio marito mi aspetta a casa per cena.» Maryam si alzò dalla panchina e si sistemò la borsa sulla spalla. Lo guardò con una tenerezza pulita, quella che si riserva ai ricordi di un passato che non fa più male. «Sono contenta che ci siamo parlati. Spero che questo tolga anche a te il veleno che ti portavi dentro.»

Gli sfiorò la guancia con una carezza leggera, poi si voltò.

Faisal rimase seduto sulla panchina, da solo, a guardare la donna che aveva amato camminare verso la sua nuova vita. Libera, mentre lui restava lì con la verità e con il peso dei suoi inutili soldi.

FINE.

Serie: Primavera a Ginevra


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Discussioni

  1. Che dire? Triste. Hai messo le cose in modo che non ci fosse nessuna possibilità, né per Maryam né per Faisal, di cambiare alcunché. Letteralmente inchiodati a un destino inappellabile.

    1. Se con cambiare le cose intendi che non possono più recuperare il loro rapporto.. hai ragione da vendere! Però non è esatto dire che sono entrambi inchiodati al destino: Lei ha liberamente scelto di sposarsi, in che modo9 vedi questo come essere inchiodata? Tanto più che è felicemente sposata! quanto a lui invece: Ha appena imparato un’impofrtante lezione che gli servirà per il resto della sua vita perciò anche in questo caso.. non lo definirei inchioato ad un destino, con ciò che ne è venuto fuori, cabierà la sua vita in meglio. Almeno io ho scritto il raconto immaginandolo così il suo futuro non scritto (per me va benissimo l’epiloogo che gli ho dato, potente, risolutivo ed è inutile continuare.. un eventuale seguito anzi romperebbe le miriadi di possibilità che possiamo immaginare fissandole in na sola!)

  2. “tenerezza pulita, quella di un passato che non fa più male” quanta verità c’è in questa frase, e quanto sacrificio. Crescere e lasciare andare certi dolori, e amori, non è facile. implica una profonda trasformazione di sé stessi. Chissà se Faisal ora avrà la possibilità di ricominciare