L’esercito silenzioso
Serie: VIA LATTEA
- Episodio 1: Via Lattea
- Episodio 2: Orion
- Episodio 3: Terra
- Episodio 4: Amore
- Episodio 5: Terra^2
- Episodio 6: Interferenza quantica
- Episodio 7: Il punto di partenza
- Episodio 8: L’esercito silenzioso
STAGIONE 1
Camminavano per le vie di Shibuya in mezzo alla gente, agli uomini d’affari, agli impiegati, ai turisti e a tutto un cosmo di persone perse nei meandri della loro esistenza.
Aline: «Ieri sono riuscita a parlare con un manutentore che ne ha disattivata una. È stato difficile, perché ora i governi controllano anche il dark web in cerca di dissidenti. Questa persona sa che non può vantarsi del suo gesto».
«Perché l’ha fatto?»
«Per andare incontro più serenamente alla morte. È un buon motivo. Mi piacerebbe sapere quanti hanno fatto lo stesso. Potremmo arruolare un esercito di questo tipo: elettricisti, ingegneri, militari addetti ai controlli, informatici. Una squadra per ogni testata nucleare. Così se un giorno un capo di stato dovesse premere uno dei quei pulsanti, semplicemente non accadrà nulla.»
«Mi sembra una buona idea. La mia relazione è da cestinare, mi pare di capire.»
«Mi è piaciuto il passaggio in cui parli dell’arte, anche perché l’arte può essere un ottimo sistema di comunicazione in codice.»
«Quindi avremo bisogno anche di artisti nel nostro esercito.»
Erano così concentrate a non perdere nemmeno una parola della loro conversazione che non si erano nemmeno accorte che aveva iniziato a piovere.
Aurora: «Quanto ci vorrà ?»
«Lì sta il problema, non so se il tempo che abbiamo a disposizione sarà sufficiente. Bisogna capire, innanzitutto se verrà risolta l’escalation in atto in questo momento. Una nave militare è in arrivo da Orion, ma hanno ordine di intervenire solo in caso sia necessario per la nostra incolumità .»
Aurora si fermò e rivolse le palme delle mani verso l’alto quasi volesse raccogliere quell’acqua che cadeva dal cielo.
«La senti questa pioggia? Mi bagna e mi fa sentire viva. Lava via la polvere dall’anima. La mia vita appartiene a questo pianeta ormai, non voglio andarmene per nessun motivo. Non ho bisogno di protezione personale, chiedo un aiuto per tutte le forme di vita che abitano questo luogo, una speranza per tutte le persone che ho incontrato e che si meritano un’altra possibilità . Se un futuro non c’è, non ci sarà nemmeno per me. Non voglio tenerti legata al mio destino. Puoi tornare su Orion, e aiutarmi da là . Non sai quanto mi sento in colpa, per averti portato qui per una questione che a questo punto è personale.»
«Non ti ho seguita per lavoro, avrei potuto rifiutare l’incarico. Se resti, resto anch’io. Non c’è nessun motivo per cui tu debba sentirti in colpa, credimi. Abbiamo una nave militare in arrivo, cerchiamo solo di capire se possa essere utile.»
La avvolse nel suo abbraccio, corporeo stavolta.
«Ho capito che ti piace la pioggia, me che ne dici se andiamo a casa a mangiare del ramen caldo?»
Si incamminarono mentre ormai scendevano le ultime gocce.
«Ma, io veramente vorrei una pizza.»
«Ok, ordiniamo la pizza, ma solo se mi prometti di non lamentarti che non è buona come a Genova.»
«Perché? L’ho mai fatto?»
Serie: VIA LATTEA
- Episodio 1: Via Lattea
- Episodio 2: Orion
- Episodio 3: Terra
- Episodio 4: Amore
- Episodio 5: Terra^2
- Episodio 6: Interferenza quantica
- Episodio 7: Il punto di partenza
- Episodio 8: L’esercito silenzioso
Ciò che colpisce è la tua capacità di normalizzare situazioni intricate e contorte, una sorta di monito a ricordare che per quanto ci sforziamo di inerpicarci sui crinali delle gerarchie sociali, indossando gli abiti dei manager / magnati, alla fine rimaniamo sempre, nell’intimo, gli sciammanati che eravamo con i pantaloni corti e le ginocchia sbucciate. Mi compimento per la capacità di evocare un velo di nostalgia
Grazie, un po’ di nostalgia ci sta sempre bene
Ciao Marco, questo episodio mi ha colpito per la sua capacità di mescolare registri apparentemente distanti, creando un equilibrio delicato e sorprendente. Da un lato c’è la tensione quasi thriller di una cospirazione globale, dall’altro la dimensione intima e domestica di due persone che camminano sotto la pioggia e discutono di pizza.
E poi c’è il finale, che trovo particolarmente riuscito. Dopo un dialogo carico di temi universali (la morte, il futuro del pianeta, il sacrificio) il discorso scivola con leggerezza sulla pizza. Non è una caduta di tono, ma un’uscita di scena sapiente: l’umorismo sottile e il gioco di parole sulla presunta abitudine di Aurora a lamentarsi restituiscono calore e normalità . Bravo
Grazie, perché proprio lì era il mio dubbio: due obiettivi, scaricare la tensione e ricordare la loro umanità , senza cadere di tono. Non sapevo se ci sarei riuscito quando l’ho scritto
Mi piace come riesci a intrecciare momenti di riflessione profonda con momenti di leggerezza, creando un equilibrio tra la gravità della missione e la quotidianità delle relazioni umane.
La conversazione tra Aurora e Aline sulla missione e sulle scelte da fare diventa una riflessione sulla speranza, sul destino e sul valore delle azioni individuali in un contesto globale incerto. La loro intimità e il legame si rafforzano attraverso il contrasto tra i temi di guerra e distruzione e i piccoli momenti di vita quotidiana, come il desiderio di mangiare una pizza insieme sotto la pioggia.
Leggendoti, ho riflettuto sul fatto che la connessione umana può persistere anche nei momenti di incertezza e difficoltà . Molto bello.
Grazie Cristiana, ogni tuo commento è prezioso, anche perché tuo era il primo racconto che ho letto quando sono arrivato qui. In questo episodio sono stato particolarmente fortunato perché ho solo scelto un palcoscenico, al resto ci hanno pensato loro.
E’ davvero bello quando i personaggi si liberano di noi 🙂
La pioggia su Shibuya, le mani aperte di Aurora, il piano folle degli elettricisti che disinnescano il mondo, c’è dentro tutto, il grande e il piccolo. E poi chiudono con la pizza. Continuano ad essere irresistibili queste due.
Grazie veramente per il bel commento