L’idea del bello

Serie: Diario di una donna perbene


Oggi sorseggiavo un caffè con Clara, mitigando le intemperie dell’inverno, in questa gelida prospettiva di stagione, quando all’improvviso mi getta nello sconforto: – Cos’è il bello? –

Squallidamente attonita, maledicendo la sua genialità paradossale e ingiusta talvolta, nella fissità di un camaleonte nell’atto del suo mimetizzarsi, vago mentalmente per aggrapparmi a qualsivoglia banalità verbale. Con naturale e flessuosa incidenza della voce esclamo:

“Ciò che piace in modo disinteressato!”

Dissimulazione.

Nella dissacrante maieutica postscolastica, avverto il pericolo di percorsi mentali iperuranici, poiché mi chiedo quale sia il fine del chiedere.

Percorro tutte le possibilità per poter conservare quella dignità che necessita ai mortali affetti da sindrome “tempo che passa” e filosoficamente le precludo il passo ad un’ulteriore imbarazzante domanda. Intanto mi dispongo: oggettivo o soggettivo, concettuale, armonico amplesso di forme o disequilibrio? La questione mi turba, oltremodo. La questione estetica non è tanto di chi osserva quanto nell’idea che si proietta sulle cose e intorno, in un chiaro conflitto tra l’apparenza ed il reale. La sindrome derivante dall’arte, il bello sentimentale ed il bello etico sono alternative inappaganti. Il bello è sufficientemente nella sua sostanza una totalità perfetta.

Oltrepasso il limite, dichiarandomi poco avvezza a simili disputationes.

“Blaise, vuoi evitare di rispondermi? ”

Intanto uno stuolo di donne in tubini sonoramente paillettati riflettono bellezza, una parvenza aurata di sofficità iperuranica, l’archetipo infiocchettato, mentre sparvieri maschi in doppiopetto decretano la fine del momento in onirici scenari di bellezza inaudita.

Corro in bagno per trovare risposta e vi vedo un disarmonico volto, devastato dall’insofferenza e con un consistente strato di fard per mascherare imperfezioni.

“Il bello…”

Con l’amaro in bocca ritorno e divago sul tempo e sulla possibilità che esso possa conferire bellezza.

Un attacco di shopping compulsivo mi tormenta per lenire la sofferenza.

Il tempo è antitesi dell’insieme o costruisce unità?

Ne riparliamo un’altra volta.

                                                                                                                                                            Con ironia

                                                                                                                                                              Blaise O

Serie: Diario di una donna perbene


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Discussioni

  1. Qualche anno fa ad un primo appuntamento galante mi fu posta una domanda simile al tuo inizio, chiedendomi cosa fosse per me la bellezza, lo so sono domande banali, ma per me e per chi mi rivolse la questione, era già il moto di un’inizio di stuzzicante seduzione, tutto questo per dirti che è molto interessante lo snodo riflessivo che fai su quale sia il fine di chiedere.
    Sul filo di queste domande, ampissime, trovo molto stimolante la tua serie.
    Ai prossimi episodi!