
L’inconscio e i suoi demoni
Notte. Profonda notte. Quel momento della notte in cui anche chi non deve e non può dormire lo farebbe davvero volentieri. Anche la luna sembra stanca e vorrebbe andare a coricarsi.
E proprio in quel momento Jeremy è nel sonno più profondo. Ma improvvisamente qualcosa lo turba. Qualcosa che non deve succedere sta iniziando ad accadere. Jeremy si sveglia. Ma non è tutto regolare. Non riesce a capire bene cosa o chi c’è nella stanza insieme a lui. E, se non abitasse da solo, potrebbe non preoccuparlo più di tanto. Ma lui abita da solo, ne è certo. O almeno lo era fino in quel momento.
Qualcosa di terribilmente inquietante sembra essergli vicino. Lo sente. Ma non riesce a capire ancora bene cosa sia. Non riesce a capire nemmeno se è sveglio o sta sognando. Sta vivendo uno stato di angoscia mai provato prima. E lo sta spaventando non poco. Eppure, lui di solito non è uno che si lascia prendere dal panico facilmente. Anzi, è quello che tranquillizza gli altri. Ma questa volta è tutto diverso.
Apre gli occhi, si guarda attorno. È nella sua camera da letto. Tutto ok. Però è l’unica cosa a posto. Vorrebbe alzarsi. Vorrebbe andare ad accendere la luce, anche se non è una cosa da lui. Non ce la fa. Strano. E anche spaventoso. Ora che ci fa caso, non riesce a muovere un singolo muscolo del suo corpo. Solo gli occhi è in grado di muovere. Esplora la stanza con uno sguardo veloce. In quel preciso istante si sente ghiacciare il sangue nelle vene. Vicino al letto, in piedi, una figura immensa sembra osservarlo.
Anche se non lo vede, sente su di sé uno sguardo pesantissimo provenire da quella figura. Ora è davvero terrorizzato. Vorrebbe scappare, urlare con tutto sé stesso. Ma non riesce a fare nemmeno quello. Non gli esce un filo di voce. Vorrebbe non guardare quella figura, ma si sente quasi obbligato a farlo. Una tortura psicologica e, sembra, a breve anche fisica. Non ha mai provato tanta paura in vita sua come in quel momento. Immobilizzato nel letto, si sente vicinissimo alla morte. È davvero così orribile morire? Ma la sua mente ora non ha tempo per farsi queste domande. Non ha tempo per pensare agli errori che ha fatto fin ora. E nemmeno rivivere i momenti più belli della vita. La sua mente è terrorizzata e basta.
Sta pensando che gli basterebbe nascondersi sotto le coperte. Almeno non vedrebbe più quel demone. Ma non riesce. Ci sta provando con tutta la sua forza a muovere una mano per tirare su il piumone. Impossibile. Si sente impotente. E lo è. Quella “cosa” adesso sembra pure avvicinarsi a lui ancora di più. Sembra voglia sopraffarlo più di quanto lo abbia già fatto. Il cuore galoppa. Sente la pressione del sangue aumentare nella testa e pulsare fino a fargli male. Un dolore insopportabile lo sta avvolgendo. Vuole piangere, ma non riesce a fare neanche quello. Il respiro è sempre più irregolare e veloce. Il sudore freddo gli ha bagnato tutto il corpo e le lenzuola. Sembra che tutto l’inferno si sia trasferito nel suo corpo.
Com’è potuto accedere, in un istante così breve, passare da un sonno tranquillo ad uno stato così allucinante e sofferente. A lui, un ragazzo tranquillo e buono come il pane. Cosa avrà mai fatto per meritarsi questo momento così terrificante.
Il corpo di Jeremy ormai è avvolto dal dolore. Immobile da fuori, lancinante dentro. Sente solo quello e desidera che sia finita. In un modo o nell’altro. La figura ormai è talmente vicina al suo viso che riesce persino a sentire quello che dovrebbe essere un respiro. Come nei peggiori film horror. Solo che ora Jeremy è nella realtà e sta accadendo proprio a lui. Il cuore sta per scoppiare da quanto forte batte. Sta per andare in iperventilazione. Con la mente si è arreso al suo destino. Rimane solo il corpo a combattere contro questa orribile fine. Una lotta cui il destino è ormai scritto e non capisce perché il suo corpo continua a lottare inutilmente, provocandogli questa disumana sofferenza. O forse non è neanche il corpo, ma quella creatura sembra avere il potere di tenerlo ancora in vita e divertirsi a vederlo da dentro così tormentato dal dolore.
Ormai è un’eternità che sta vivendo quella tortura inspiegabile. Non sa nemmeno se quello che prova è dolore o qualcosa che la medicina non ha ancora scoperto e spiegato. Buio totale davanti agli occhi. Solo freddo e terrore. Jeremy non riesce più a pensare o sentire qualcosa.
Quando sembra tutto finito, da lontano sente qualche debole rumore. Qualche suono a lui familiare. Ogni secondo si avvicina e lo sente più forte. Conosce quel suono, ne è certo, ma non sa da dove.
Finché improvvisamente scatta seduto sul letto. Una chiamata sul telefono cellulare nel cuore della notte. Lui è tutto sudato e ancora terrorizzato. Ma vivo. Riesce a muoversi, sente di nuovo il suo corpo. Senza dolore. Il telefono ha smesso di suonare. Non sa chi abbia chiamato e nemmeno importa adesso.
Non è certamente il primo incubo della sua vita, ma non capisce ancora bene cosa sia e come chiamare quello che ha appena vissuto. Troppo reale. Una cosa che può profondamente destabilizzare una persona.
Non si è mai sentito così spaventato e allo stesso tempo felice dopo un risveglio.
Jeremy ha appena vissuto una paralisi nel sonno. Mai lo dimenticherà.
Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Horror
Ciao Maxim, sensazione tremenda. Hai risvegliato in me alcuni ricordi: anch’io (cime tutti, credo) ho fatto dei sogni talmente realistici da generare il cosiddetto “dubbio iperbolico” in cui non si è certi se si sta vivendo un’esperienza reale oppure un sogno. Sensazione angosciante, davvero. Eppure spaventosamente bella.
Grazie per l’apprezzamento. Purtroppo le paralisi notturne spesso sono davvero tremende come esperienze.
A volte anche dopo il “risveglio” ci vuole qualche tempo per riprendersi completamente e realizzare cosa sia successo.
Ho rivisto molto di me in questo testo, sopratutto alcune sensazioni striscianti di ansia o angoscia che talvolta possono prendere, anche questo narrazione che utilizzi: un tempo debole con un suo prolungamento nel tempo forte che la segue, è coerente con la sensazione che descrivi tanto di cappello ciao
Grazie molte! In effetti il racconto parte da un’esperienza vissuta personalmente. Davvero brutta sensazione di impotenza.
E’ un tema interessante questo, trattarlo non è facile. Le paralisi nel sonno sono puro terrore, come la figura che si affianca e che fa domandare da dove provenga. Stanza? spazio? altradimensione?
Hai descritto bene la totale impotenza che si prova.
Grazie molte! Mi fa piacere che venga apprezzato il racconto
Non ho mai sofferto di questo disturbo, ma la tua descrizione è riuscita a trasmettermi la profonda angoscia che si innesca in chi ne è affetto. La realtà, a volte, ha manifestazioni che superano l’incubo
“Anche la luna sembra stanca e vorrebbe andare a coricarsi.”
Questo passaggio mi è piaciuto
Grazie davvero molto!