Lo sciopero

Quando Jenny prese posto a tavola, pensò che finalmente era arrivato il momento di farsi una mangiata di quelle che avrebbe ricordato anche dopo qualche anno.

Aveva infatti digiunato per 4 giorni, in quanto era contrario al fatto che i tesserati del circolo tennis nel quale andava dovessero pagare la quota di iscrizione oltre il mensile.

Quando l’aveva detto al titolare costui aveva detto che gli dispiaceva che lui la prendesse così, ma comunque, avrebbe continuato a seguire la politica economica del circolo.

Con quella protesta non era riuscito ad impedire che si versasse la quota di iscrizione, ma se non altro adesso i distributori di bevande avevano anche quella al limone oltre a quelle alla fragola e al mango.

Messosi a tavola mangiò due chili di pasta Scotta, pasta che veniva esportata in ogni dove, tranne in nuova Zelanda perché il direttore aveva avuto una storia con una Neo Zelandese due anni prima che l’aveva lasciato per un agricoltore di mais in Manciuria. Successivamente mangiò tre bistecche al sangue di condor argentino, più due di manzo cileno e terminò il pranzo con una torta fragole e cocco, una ricetta inventata in Germania da Jhons Alfreds, noto cuoco di Monaco, conosciuto soprattutto per le sue trofie con spezie iberiche che gli erano valse il premio Canavacciuolo al festival della zucchina che si svolgeva ogni anno a Madrid in via Modric. Questa via era stata intitolata al cugino dell’ex pallone d’oro madridista, che era stato il primo a vincere il torneo di tennis ‘E. Butragueno’ nel 2009.

Finito di mangiare decise di andare a dormire, ma il suo sonno fu agitato. Mentre stava sognando che l’Italia arrivava in finale di coppa del mondo e perdeva a causa di un autogol al 90esimo in azione viziata da fuorigioco, iniziata con un fallo di mano, con la palla che non aveva varcato completamente la linea di porta, si svegliò e ricordò che il giorno dopo doveva andare dal commercialista a portare dei documenti circa l’autorizzazione allo sbarco nel suo paese delle zebre che aveva fatto importare dal Gabon.

Così piazzò la sveglia sulle 7 e ritorno’ a dormire, anche se alla premiazione della coppa del mondo, mentre il capitano dell’Inghilterra stava per alzare il trofeo, comparivano Pino Insegno e Pippo Baudo che pubblicizzavano l’aranciata di Puerto Rico, buona quasi come la Candy Cola.

Quando suonò la sveglia, si vestì, ma notò che aveva ricevuto un messaggio di posta. Così prese il cellulare e vide che il messaggio era proprio del commercialista che diceva che poteva anche andare nel pomeriggio in quanto quei documenti non sarebbero stati pronti che dalle 17. Poi, un altro messaggio di sua cognata diceva che la farmacia all’angolo della piazza aveva aumentato il prezzo delle caramelle alla fragola.

Lui non mangiava altro che quelle caramelle, in quanto esse curavano anche il mal di testa che gli era causato dal fatto che i suoi vicini giocavano spesso al calciobalilla e facevano molti rumori.

Così si recò in farmacia e iniziò a protestare circa l’aumento delle pastiglie di 50 centesimi.

‘E’ uno scandalo’ diceva alla signorina che serviva con guanti e camice ‘Se lo sapesse mio zio Alfred!’

Suo zio Alfred era un venditore di racchette da neve che era stato alcuni anni prima sindaco del paese, soprattutto grazie al fatto che aveva anni prima fatto il lavapiatti di Bossi ad una cena di gala.

Decise allora, andato a casa, di non mangiare più per 6 giorni.

Venutolo a sapere, il farmacista prima gli disse che non poteva farci nulla in quanto l’aumento era stato varato direttamente dalla casa produttrice, poi gli offrì un buono per due pizze nella pizzeria all’angoletto per scusarsi.

Lui però imperterrito continuò il suo digiuno fin quando al 6° giorno si recò nella pizzeria di Marcello e spese 57 euro in pizze, 37 in crocchette e 24 in bibite.

Marcello era molto contento quando lui digiunava perché una volta si e una volta no alla fine andava ad ingozzarsi da lui, ma quel giorno fece l’errore di fargli pagare l’acqua di benvenuto.

‘Non si possono tollerare simili cose!’ disse Jenny e iniziò a digiunare per altri 7 giorni per protesta.

Alla fine del 7° giorno andò al supermercato e spese 221 euro tra bibite, cioccolato, panini, pasta ecc.

Mentre stava tornando a casa vide però che sullo scontrino era stato segnato anche lo sprtiz che lui non aveva comprato, rimettendolo al suo posto in quanto aveva notato che era prossimo alla scadenza. Così tornò al supermercato per far notare la cosa e la cassiera gli disse che non poteva farci niente. Chiese allora di parlare col titolare:

‘Lo spritz non l’ho preso.’

‘Senta’ gli disse ‘Mi dispiace ma non posso far nulla…faccia piu’ attenzione quando porta al banco cose che poi decide di non acquistare.’

‘Non si può fare una cosa del genere…starò per 8 giorni senza mangiare per questo.’

‘Su non faccia così…’

‘Si, mi dispiace non si puo’ tollerare una cosa così…8 giorni…’

Ma in quel momento si accorse che le banane, che lui comprava ogni 2 giorni erano aumentate di 1 euro.

‘E di questo che mi dice?’

‘Ehm’ fece il direttore ‘Abbiamo cambiato ditta dalla quale ci approvvigioniamo.’

‘Ah, è così? E’ cosi’ che fate affari? Non mangerò per altri 4 giorni per questo!’

Ma girandosi vide che un filo elettrico in terra era scoperto.

‘E questo filo? Potrebbe farsi male qualcuno.’

‘Senta non si arrabbi.’

‘No, per questo non mangerò altri 6 giorni.’

‘E siamo a 18’ disse il direttore…

Guardandosi attorno notò che il macellaio aveva levato per un minuto il copricapo.

‘Ehi, e l’igiene dove la mettete? Per questo altri 6 giorni…’.

Poi notò che la Sbobba Cola era data in offerta, ma lui l’aveva pagata meno al supermercato all’angolo di via delle pere.

Così disse:

‘Ah, ecco…aumentate il prezzo delle cose e poi le mettete in offerta eh? Per questo digiunerò altri 14 giorni.’

Poi notò che il bancone del salumaio era incrinato e scheggiato.

30 giorni dopo

Il direttore del supermercato, il farmacista e il pizzaiolo si incontrarono in chiesa.

‘Peccato, se ne è andato il nostro miglior cliente’ disse il primo

‘Certo digiunare per un mese…’ fece il secondo

‘Credo fosse un po piu’ di un mese’ fece il terzo ‘solo che non ha retto.’

‘Si’  disse il direttore ‘era arrivato a 38 giorni prima che si accorgesse che lo yogurt era scaduto da 2 mesi.’

 

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