
L’orrore di quella sera, l’illusione che ne segue
Serie: Carenze a fettine
- Episodio 1: Inizio
- Episodio 2: Di scatto dal letto
- Episodio 3: L’orrore di quella sera, l’illusione che ne segue
- Episodio 4: L’entrata in scena del mostro
- Episodio 5: Il giorno del Giudizio
- Episodio 6: L’incontro
- Episodio 7: Abbiamo qualcosa da imparare attraverso il disordine
- Episodio 8: Perché mi hai abbandonato?
- Episodio 9: L’interrogatorio
- Episodio 10: Lo strano incontro
- Episodio 1: La fuga
- Episodio 2: L’artista Cacchiari
- Episodio 3: La madre e lo sciamano
- Episodio 4: Il bacio infinito e la goccia santa
- Episodio 5: Se ti svegli altrove
- Episodio 6: Ho comprato i francobolli per il viaggio
- Episodio 7: Paranoia
- Episodio 8: Lo sciamano, la santa e un colpo al cuore
- Episodio 9: Il suicidio di Andrew Bateman
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Appena calata la sera prendo l’auto e mi dirigo verso casa sua. Penetro strisciando dalla sua finestra mentre lei stava dormendo come un angelo sul suo letto bianco e immacolato.
Sono lungo il corridoio buio con un impermeabile che striscia per terra. Sono attaccato al muro e cerco di origliare ogni singolo suono o rumore in modo da non farmi prendere alla sprovvista.
Adesso dovrebbe dormire profondamente, forse sta sognando di fare l’amore con qualcuno, sono geloso. Striscio lentamente lungo il muro del corridoio e cerco di avvicinarmi al suo letto che è luminoso come una stella nel buio. Dietro porto con me l’ascia affilatissima di stile vichingo. Ho faticato un po’ per trovare l’attrezzo adatto ma alla fine sono riuscito a farmela spedire direttamente a casa.
Ho deciso di farlo dopo la mezzanotte in modo da poter nascondere il corpo facilmente dopo averla uccisa. C’è qualche pipistrello in giro, ci sono sempre, sopra i lampioni o lontano, lontanissimo da ogni luce.
Se faccio ancora qualche passo ci sono. Ecco, io sono vicino alla luce più luminosa.
Sono ai suoi piedi, a quelli del letto e quelli delicati di lei, nudi e bianchi come la neve. Sta dormendo con indosso una vestaglia rossa trasparente.
I capelli biondi e ondulati incorniciano il suo viso, vedo la sua bocca rossa come un frutto che respira lentamente, semi aperta. E’ immersa nel sonno più profondo. Starà sognando degli angioletti o una casa nuova, magari sta sognando proprio me. È così dolce e tenera, amabile come una bimba piccola.
Soprattutto è così dannatamente indifesa.
Prendo l’ascia che reggo dietro con una mano e afferro il manico con entrambe, la alzo in alto a livello del lampadario che mi ritrovo sopra la testa, apro la bocca con un gesto di vittoria delle mani e in una larga e profonda risata di follia affondo il primo colpo proprio sulla sua testa e un mare di sangue schizza su tutte le pareti della stanza componendo una tela astratta di rosso vermiglio.
Poi continuo, affondando i colpi e ridendo come un pazzo, uno dopo l’altro, come se stessi zappando la terra.
Zaff, uno schizzo, zaff, un altro schizzo, zaff, uno schizzo enorme mi riempie anche la faccia mentre io invece rido e rido ancora più forte, affondando l’ascia sul corpo dilaniato. Il mio ghigno diventa un’interminabile espressione della follia che risuona fuori dalla casa senza che nessuno possa sentire nulla. Senza nessuno che possa salvare né lei né me.
Il sangue inizia a scorrere sotto il letto interminabile, s’innalza il suo livello dal pavimento come quello di un fiume che inizia a gonfiarsi durante una pioggia intensa e piano riempie tutta la camera come un bicchiere viene riempito di vino rosso e inizia a ribollire, a evaporare. A esplodere. E quando sento il colpo dell’esplosione ecco che spalanco gli occhi verso il soffitto.
Li apro.
Ho la fronte coperta di rivoli di sudore, con la maglietta completamente unta, gocciolante. Ho il fiato ansimante, mi manca l’aria, respiro affannosamente. Ed è lì che arriva, mi prende il panico che mi si disegna sul volto, inizio a urlare alla parete completamente bianca e immacolata che mi ritrovo improvvisamente davanti agli occhi.
Mi porto le mani al volto, sono pulite ma tremano.
Mi alzo e mi siedo sul cuscino ancora ansimante e mi metto a piangere come un bambino, singhiozzando.
È stato solo un altro dannato incubo.
Stavo sognando di uccidere lei.
Serie: Carenze a fettine
- Episodio 1: Inizio
- Episodio 2: Di scatto dal letto
- Episodio 3: L’orrore di quella sera, l’illusione che ne segue
- Episodio 4: L’entrata in scena del mostro
- Episodio 5: Il giorno del Giudizio
- Episodio 6: L’incontro
- Episodio 7: Abbiamo qualcosa da imparare attraverso il disordine
- Episodio 8: Perché mi hai abbandonato?
- Episodio 9: L’interrogatorio
- Episodio 10: Lo strano incontro
Leggendo questo testo ho pensato immediatamente ad American Psycho. Poi seguendo i tuoi passi a ritroso mi sono imbattuta nel cognome “Bateman”…
Sì mi sono ispirato dal film.
Ciao ❣️
Allora ammetto che questo non è propio il mio genere … cioè l’immagine del sogno descritto in questo episodio mi ha inquietata parecchio, però la bravura nella scrittura è proprio questa, creare delle immagini che ci fanno immaginare una scena e poi una storia; quindi hai raggiunto l’obiettivo.
Complimenti ❣️
Grazie!!!