L’ultima scena

Serie: Operazione El Dorado Canyon


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: L'ultima scena. Sul serio

Eugenio continuò a muoversi come un folle girino. Lo stagno, il cielo di Tripoli. Mandava sberleffi ai libici che, come se fossero dei biologi che cercavano di acciuffarlo con le pinze, provavano ad abbatterlo.

Lui lo evitava.

Lo impediva.

Filò come una scheggia impazzita, ma se più in alto gli F111 e addirittura gli FA18A avevano qualcosa di meglio da usare dei cannoncini e delle mitragliere, a lui non rimaneva che quello. Il Vulcan.

Se mi colpissero, mica finirei come Daniele.

Se rinvenissero qualcosa, di me, si permise poi un sorriso.

Lui sfidava la morte con l’incoscienza di un neopatentato che violava il codice della strada.

Si considerava migliore, però.

I MiG libici si erano ormai stancati, la loro forza si era esaurita, a Gheddafi non rimaneva che la contraerea mentre lui stesso fuggiva, via radio si rincorrevano messaggi come:

«… è sopravvissuto al bombardamento…».

«… qualcuno l’ha avvertito…».

«… dicono sia stato Craxi…».

Eugenio non avrebbe fatto come Muzio Scevola a giurare che non fosse stato il leader socialista, preferì fare come Ponzio Pilato e fare il suo piccolo, sporco lavoro.

Fu in quel momento che imprecò.

Per poco, una perla di luce spenta non l’aveva colpito. Se non era stato disintegrato dall’impatto, era stato più per la distrazione dell’artigliere nemico che per una sua specifica abilità. Sempre che la fortuna non fosse considerata abilità.

Eugenio si impose di restare più attento, si era distratto, non fosse stato che l’artigliere aveva bevuto una tazzina di caffè in meno sarebbe morto. Il colpo, che fosse stato di cannoni o di mitragliatrice – missile terra-aria era da escludere: i libici sono troppo poveri –, sarebbe stato abbastanza da ucciderlo sul colpo. L’F104S neppure si sarebbe schiantato nel deserto, semmai sarebbe esploso in volo e la terra avrebbe accolto pochi frammenti, pochi resti del suo corpo, perlopiù brandelli di carne bruciati.

«Ritiriamoci» ordinò la Saratoga.

Gli Hornet e gli F111 si divisero. I primi si diressero verso nord, i secondi a ovest. Certo, Francia e Spagna non volevano che gli americani li sorvolassero durante quell’operazione.

Eugenio, indeciso, attese.

«Torna a Trapani-Birgi» gracchiò la radio.

«Agli ordini, signor colonnello». Anche se Gheddafi non era morto, si poteva dire che il gendarme del mondo aveva colpito. E aveva versato sangue.

Serie: Operazione El Dorado Canyon


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ci sarà una seconda stagione? Non posso dire che l’ argomento guerra mi entusiasmi, peró tu riesci ad alleggerire, a tratti, una serie di vicende belliche che stimolano la lettura. Un motivo in piú che mi ha coinvolto e mi ha spinto a leggere con interesse i dieci episodi di questa serie é l’ attualità degli eventi trattati. Negli anni di cui parli, in seguito a questi fatti, io e le mie compagne di scuola, liceali, tremavamo al pensiero che venisse bombardata la base NATO di Decimomannu. A pochi chilometri di distanza da casa nostra.