
L’ultimo giallo dell’umanità
Il mondo finì nel silenzio.
Io ero l’ultimo sopravvissuto.
Poteva rimanere in vita il presidente degli Stati Uniti, l’uomo più ricco del mondo, un personaggio resistente a tutto, invece no, rimasi io, un semplice ispettore della Polizia di Stato che non ero nulla delle tre cose precedenti: con la pancetta, un po’ trasandato… ma un ottimo fiuto per le indagini.
Dovevo indagare.
Quando mi fui accertato di essere l’ultimo uomo sulla Terra, scoppiai a piangere. Che sorte mi aspettava? Magari di essere ucciso da un animale feroce, se non in un incidente che mi avrebbe invalidato e nessuno sarebbe corso ad aiutarmi… o malattia… o suicidio… Ci pensai molte volte a togliermi la vita, però, come se la mia vita fosse una puntata del commissario Montalbano, volevo scoprire com’era potuta avvenire questa tragedia.
Dopo essermi asciugato naso e occhi iniziai il viaggio. Il ground zero del virus era Ginevra, per la precisione un centro di ricerca privato che in teoria studiava nuovi e potenti farmaci. Le promesse erano di debellare le malattie più letali e permettere alla popolazione mondiale di arrivare a spegnere cento candeline in tutta normalità – dietro un lauto pagamento. Solo gli addetti ai lavori sapevano che, in realtà, erano prodotte armi batteriologiche per conto della Francia.
Andai a Ginevra in automobile, per forza di cose la benzina era gratuita, non pagai neppure un pedaggio. Una volta lì, mi diressi verso il centro di ricerche vestito di una tuta NBC e con la maschera antigas a proteggermi.
Arrivato di fronte al luogo del diavolo, mi segnai. Avevo paura di ammalarmi, potevo anche rimanere a Milano, ma la curiosità era troppa: volevo incastrare il colpevole dello sterminio del genere umano anche se, certezza al cento percento, era morto come tutti.
Feci il mio ingresso in questa serie di palazzine. Il centro era tutto di padiglioni e giardini, sembrava un polo universitario. Iniziai la perquisizione a pettine e, dove serviva, sfondavo le porte o forzavo le casseforti.
Al terzo giorno di perquisizioni ero sfinito, sfiduciato. Avevo passato a pettine un decimo degli edifici e la situazione si prometteva difficile. Forse ci avrei messo quattro settimane, se non che poi avrei dovuto reiniziare da capo e metterci due-tre mesi.
Forse fu questo scoramento a rendermi più intuitivo. Stavo controllando un archivio simile a un’emeroteca e trovai un rapporto denominato “RELATION_666”. Lo visionai.
A scuola avevo la media del 9 in francese, ero un po’ arrugginito ma capii molte cose. E poi, senza sapere la lingua del posto con che pretesa avrei potuto svelare il mistero?
Quel che lessi non mi piacque:
“Suicidio di massa. L’Umanità è un cancro, un parassita del pianeta Terra. Dobbiamo morire tutti, il genere umano deve estinguersi, solo così il pianeta potrà rigenerarsi…”.
E continuava:
“Le élite del mondo si sono trasferite sulla Luna terraformata…”.
Uno sterminio desiderato, pianificato, avvenuto.
Chiusi tutto, strinsi in mano i fogli, uscii fuori.
Le tenebre erano calate da quello che sembrava molto tempo, la notte era illuminata dalle stelle e vidi la Luna piena. Mi parve di vedere la base dell’élite terrestre.
Io ero un errore.
Avete messo Mi Piace6 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi
Ciao Kenji, bello ed incisivo, dritto al punto. Complimenti
Grazie veramente mille!
Un’idea interessante, sviluppata con concisione e ottima tecnica. Finale secco, come piace a te. Molto bello.
Personalmente sono molto vicino a questo tema, già toccato dalla fantascienza degli anni d’oro e, di fatto, diventato uno dei pilastri del sogno transumanista. Complimenti.
Ti ringrazio! Ma in che senso transumanista?
I transumanisti perseguono il superamento dei limiti del nostro corpo attraverso la tecnologia e le scienze. Ma un ristretto gruppo di privilegiati che non muoiono e non si ammalano dove potrebbe andare su una Terra che progressivamente si deteriora? Terraformare Marte è una ipotesi, insieme all’esplorazione spaziale. Gibson (The Sprawl) e Morgan (Altered Carbon) percorrono questa strada dal punto di vista novellistico. Elon Musk è un esempio reale.
Grazie per la tua spiegazione! Interessante
Isaac Asimov in un suo racconto ironico chiamato Shah Guido G. descrive una città in orbita dive va a vivere l’elite. Ti consiglio tanto di leggerlo.
Grazie per l’invito ma non so se lo leggerò: ho tanto da leggere!
Davvero un bell’episodio Kenji. Mi incuriosisce molto, e mi colpisce soprattutto il modo in cui hai saputo parlare dei privilegi dei potenti in situazioni a dir poco delicate per la gente comune. Complimenti davvero!
Oh, grazie per la gentilezza!
Forte! E pure misericordioso nei confronti della povera Terra..
Ottimo, perfetto, grazie mille!
Un testo che mi e’piaciuto tantissimo. Scritto molto bene, sintetico ed efficace allo stesso tempo. Il tema è di attualità e il finale molto curioso. Divertente la nota del passaggio in Svizzera senza pagare il pedaggio e nemmeno la benzina 😁
Ah! Ti ringrazio dei complimenti
Questa storia è geniale! La stringatezza amplifica il senso di grottesco😆 Anche il titolo è stupendo👏
Concordo!
Grazie anche a te!
Grazie dei complimenti! Non mi aspettavo tutti questi commenti