
Lura!
Serie: Una nuova Terra
- Episodio 1: In viaggio verso Tiger 72
- Episodio 2: Il Popolo Rotikawa
- Episodio 3: Due anni dopo
- Episodio 4: L’arrivo dei coloni terrestri
- Episodio 5: La guerra
- Episodio 6: Ritorno sulla Terra
- Episodio 7: Cronache dalla Terra
- Episodio 8: Le colonie terrestri
- Episodio 9: Un modo per partire
- Episodio 10: Ritorno su Nuova Terra
- Episodio 1: La Colonia Terrestre di Nuova Terra
- Episodio 2: Lura!
- Episodio 3: Il figlio di Matthew
- Episodio 4: Un arrivederci sulla Terra
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Quel “giorno sera” in mensa Zeno parlò di come i due pianeti del nostro sistema solare, Marte e Venere, erano stati “terraformati”, dei problemi etici e della reale necessità di aver eseguito tale operazione. Si diceva, ma nessuno sapeva con certezza se la tecnica utilizzata fosse stata veramente quella, che le calotte polari del pianeta rosso fossero state sottoposte a bombardamento nucleare, allo scopo di liberare nell’atmosfera di Marte grandi quantitativi di anidride carbonica e vapore acqueo, che avrebbero innescato un effetto serra e riscaldato il freddo pianeta rendendolo abitabile. Matthew, che diversamente da quel “giorno sera” sarebbe stato più che interessato a tale conversazione, disse soltanto poche parole. Stava ancora pensando a quella donna che aveva visto e che era sicuro fosse stata Lura, ma perché allora avrebbe finto di non essere lei?
Il giorno successivo, alla stessa ora del giorno precedente, tornò nel quartiere di Bodoni e si mise a sedere su una panchina davanti alla stazione degli autobus. Una donna arrivò e si sedette accanto a lui «Allora, era vero che sei tornato!»
«Sapevo che eri tu Lura!»
«Sono cambiate così tante cose …»
«Si, lo so e quello che non so me lo immagino!»
«Senti Matthew, io vivo con Saníco. Abbiamo due figli uno di quattordici e l’altro di sei anni. Abitiamo al numero venti di Down Street, puoi venirci a trovare a casa quando vuoi, io smetto di lavorare alle quindici.»
Saníco gli era sembrato lo avesse salutato freddamente (erano passati quindici anni cosa poteva aspettarsi), prima di andare a lavoro. Quel giorno avrebbe fatto il secondo turno nella miniera a cielo aperto di Kauramel dove veniva estratto un minerale, il “kolban”. Lura, adesso, pareva meno fredda e più rilassata. Parlarono per più di un’ora. Gli aveva raccontato che alcuni mesi dopo la sua partenza verso la Terra, i rapporti tra le popolazioni che abitavano il pianeta degenerano radicalmente. Rotikawa, Haramasi, Pentaforze, Nauiri e Calundi che, di fatto, si erano ignorati a vicenda per undici secoli iniziarono a rivendicare i propri confini. I fiumi, i laghi, i mari e le montagne che erano sempre stati di tutti, ora, venivano rivendicati dagli uni o dagli altri. Si aspettava soltanto una scusa, un pretesto, per iniziare una guerra. Questo arrivò quando un giovane Rotikawa fu trovato a pescare in un lago che era sempre stato considerato patrimonio comune di tutti i popoli che abitavano l’esopianeta. Scoppiò una guerra fraticida tra Rotikawa, Haramasi e Pentaforze e tra Pentaforze, Nauiri e Calundi. Qualche anno prima del ritorno dei coloni terrestri sul pianeta, Trevor si ammalò di una grave malatia. Era stanco e fortemente deluso di come erano andate le cose e non riuscì a trovare le forze per sconfiggere la sua malattia. Morì pochi mesi dopo che i terrestri furono tornati sul pianeta. Questi, chiesero ospitalità dicendo che la Terra era sull’orlo di una apocalisse. Molti Rotikawa, Pentaforze, Calundi, Haramasi e Nauiri credettero alle loro false promesse, facendosi abbindolare dal progresso tecnologico che i coloni terrestri avrebbero portato sul pianeta. I popoli originari di Nuova Terra erano ormai divisi, esausti e stanchi della guerra. I coloni ebbero facilmente la meglio e il pianeta divenne ben presto una colonia della Terra. I terrestri promisero che tutti gli abitanti di Nuova Terra avrebbero avuto gli stessi diritti e doveri ma non fu proprio così. Gli abitanti originari del pianeta avevano solo doveri ma non diritti. I Rotikawa, gli Haramasi, i Nauari, i Calundi e i Pentaforze, non avevano, di fatto nessun potere decisionale e non avevano una loro rappresentanza politica. Essi occupavano i lavori più umili della colonia e la quasi totalità di loro lavorava nella miniera di Kauramel dove veniva estratta la cosa più preziosa del pianeta, il “Kolban”. I turni di lavoro ai quali venivano sottoposti erano massacranti. Sfruttando il fatto che sull’esopianeta non scendeva mai il buio, essi lavoravano 12-16 ore al giorno. Molti cambiarono i loro nomi in nomi e cognomi terrestri, ma pur non essendo degli alieni e avendo fisionomia, tratti somatici e colore della pelle in comune con molti coloni che erano arrivati sul pianeta dalla Terra, venivano sempre etichettati come Rotikawa, Haramasi, Pentaforze, Nauiri o Calundi. Nacquero, quindi, movimenti pacifici di protesta e alcuni di questi, come il Fronte Unito per la Liberazione del Pianeta (FULP), sfociarono nella nella lotta armata. Ci fu poi un’assurda epidemia. Tutti si ammalavano ma mentre i coloni morivano le popolazioni autoctone del pianeta non si aggravavano e guarivano velocemente. L’immunizzazione passiva, ottenuta somministrando siero contenente anticorpi di soggetti malati e poi guariti, portava scarsi benefici e i coloni gravemente ammalati continuavano a morire. L’immunizzazione attiva, del resto, ottenuta mediante la produzione di vaccini, aveva scarsi risultati dato che il virus mutava in un brevissimo lasso di tempo con ricombinazioni massive e sostanziali del proprio genoma. Il FULP fu ritenuto responsabile di una guerra biologica e la repressione nei confronti di chiunque aveva soltanto la colpa di non essere un colono terrestre assunse una ferocia inaudita. L’obiettivo fu quello di cancellare l’identità, la cultura e la storia dei popoli autoctoni del pianeta. La biblioteca di Espero venne incendiata e molti libri furono distrutti. Chiunque fosse stato trovato in possesso di un libro come quello che Lura mostrò a Matthew e che lui si ricordava benissimo (era il libro in tre volumi intitolato “Il Nuovo Inizio”), avrebbe rischiato non solo l’arresto ma anche la pena capitale. Oggi, gli aveva detto, le cose erano migliorate. Nessuno lavorava più di otto ore al giorno e tutti avevano il diritto di sciopero. Le lingue parlate dalle popolazioni autoctone del pianeta erano tutelate e riconosciute dalla Costituzione della colonia. Erano stati fatti dei passi in avanti, ma rimaneva ancora molto da fare per una vera integrazione di tutti i popoli nella vita sociale ed economica di Nuova Terra.
Il campanello di casa squillò. Era Iasso, il padre di Lura che aveva riportato suo nipote a casa. «Questo è Alex, mio figlio più piccolo di sei anni. Ho un altro figlio, più grande, di quattordici anni, Matteo. Sai, ti somiglia davvero molto. Uno di questi giorni vorrei fartelo conoscere!»
Lura accompagnò Matthew alla porta. «Potremmo rivederci dopodomani, se ti va. Io non lavoro. Potremmo fare sempre alle quindici, al “Verdhana Park”, uno dei pochi spazi verdi rimasti della città! Che ne dici?» Matthew annui, salutò Iasso, il piccolo Alex e uscì dalla casa di Lura e Saníco.
Serie: Una nuova Terra
- Episodio 1: La Colonia Terrestre di Nuova Terra
- Episodio 2: Lura!
- Episodio 3: Il figlio di Matthew
- Episodio 4: Un arrivederci sulla Terra
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