MACHIAVELLISMO

Serie: Semplicemente Paladino #2Stagione


I Darganiani furono di parola: operarono sul sole e misero fine al processo termonucleare che aveva causato la bolla temporale. Come influissero i raggi solari sui viaggi nel tempo, Paladino non lo capì. Ma del resto Paladino non sapeva dare neanche una spiegazione a grandi linee sulla teoria della relatività di Einstein. Messa la parola fine alla bolla temporale, ma non alla guerra che infuriava sul pianeta Terra, il triangolo con a bordo i due supereroi poté proseguire nel suo viaggio nel tempo. Assieme a loro, viaggiarono i Darganiani del 1942. Era una flotta strana quel minuscolo triangolo di materiali sconosciuti assieme a imponenti astronavi da battaglia Darganiane. Dopo qualche minuto di viaggio, ecco arrivare la flotta nella Terra del futuro. Da lontano la Terra era uguale, disse Capitan Splatter a Paladino: le nuvole, i mari, il verde delle foreste e i grappoli di luci che erano le città. Poi, il triangolo si avvicinò di più e si poté vedere che tutto era in rovina. Un futuro post apocalittico.

«Cosa può essere successo?» chiese Paladino.

«Non lo so…» ammise Capitan Splatter. Per una volta non sapeva rispondere.

«Meglio che non lo sappiamo. Se lo sapessimo, tornati nel presente, potremmo influire sul futuro e cambiarlo».

«Hai ragione!» esclamò Capitan Splatter. Poi aggiunse, didascalico: «Eccoci: primo gennaio 2211. La Terra, un disastro. Gli umani, oppressi dal fascismo, hanno causato disastri su disastri. L’invasione dei Tank è imminente. Gli umani non possono salvarsi da soli. Perché si salvino, devono intervenire due supereroi del passato e una flotta Darganiana ancora più antica».

Paladino rimase in silenzio.

Ringhiò in inglese la voce Darganiana di prima: «Abbiamo un piano di battaglia. Ci servite. Collegatevi alla nave intermedia».

Capitan Splatter agì e Paladino chiese: «Gli uomini, a Terra, ci possono vedere?».

«Credo di sì!». Capitan Splatter era distratto.

«Immagino considereranno questa sarabanda di astronavi un miracolo. Crederanno che siamo angeli» asserì Paladino.

«Oh, io non credo negli angeli!».

«Ognuno ha le sue convinzioni. Nel 2211 non so, ma nel 2015 c’è gente che non crede ancora negli alieni».

«Illusi» sentenziò il Capitano.

Il solito scossone e il triangolo fu collegato alla nave intermedia. I due si mossero e incontrarono i capi Darganiani, gli stessi che minuti/secoli prima avevano accettato di allearsi con loro in funzione anti-Tank. Gli esposero le loro idee, dato che avevano avvistato la flotta Tank e questa aveva chiesto il perché della presenza di quella flotta, dato che i Darganiani non erano alleati con i terrestri. Fu detto che i Tank erano confusionari e, forti di questa debolezza, il triangolo pilotato da Capitan Splatter si sarebbe dovuto infiltrare nella flotta nemica e, come un cavallo di Troia – non dissero così perché non conoscevano Omero, ma in poche parole era questo il senso – avrebbero attaccato dall’interno la flotta Tank. Gli sarebbe stato affiancato un Darganiano che conosceva la lingua Tank: Death USB, come la canzone di Salmo. E al vederlo, Paladino pensò fosse il Darganiano più truce che avesse mai visto.

I due tornarono sul triangolo in compagnia di Death USB. Paladino gli chiese: «Parli inglese?».

«Sì».

«E italiano?».

«No» rispose laconico Death USB.

«Bene». Paladino si rivolse a Capitan Splatter, in italiano: «Non possiamo combattere i Tank!».

«Perché no? Sono fascisti. Li dobbiamo spazzare via. Possiamo spazzarli via. Già ce li vedo, le loro teste scoppiate come meloni maturi!». Rise di gusto. Sadico.

«Non capisci? I Darganiani vogliono che noi combattiamo, così loro risparmiano forze. Vogliono l’obiettivo più alto con meno rischi, come faceva l’imperatore Tiberio quando era generale e combatteva gli illiri» ricordò il libro La dinastia di Andrea Frediani.

«E allora? Abbiamo accettato di combattere i Tank!». Capitan Splatter non capiva.

Paladino sbuffò. Se il suo alleato era ferrato in fisica, in machiavellismo non ci sapeva fare. In questo era Paladino a fare da maestro. «Non capisci? Se i Darganiani non combattono, o combattono poco, con i Tank sconfitti saranno loro a invadere la Terra!».

«Oh!» si limitò a dire Capitan Splatter.

«Non li possiamo combattere» rincarò la dose Paladino.

«Che fare?». Ormai erano dentro il triangolo.

«Andiamo a fingere di combattere i Tank, e non li combattiamo. Aizziamo alla guerra le due flotte e poi assistiamo al combattimento. Vedrai che si elimineranno a vicenda e poi nessuno potrà invadere la Terra, qualunque bieco motivo abbia» spiegò Paladino.

Capitan Splatter si mise ai comandi dell’astro/crononave. «Hai già un’idea precisa sul come agire?».

«Improvviseremo».

«E il nostro amico qui presente?». Capitan Splatter alludeva a Death USB, senza farglielo capire né nominandolo, né indicandolo.

«Sarai te a pensarci. Sfogherai su di lui tutto il tuo potenziale offensivo» ripeté le sue parole Paladino.

Capitan Splatter sorrise sinistro.

Il triangolo si spostò e andò ad avvicinarsi alla flotta Tank. Si sentì una voce parlare in Tank.

Death USB gli rispose, poi disse: «Credono siamo prigionieri Tank appena evasi».

«Bene» disse Paladino.

«Cosa vi stavate dicendo prima, nella vostra lingua differente dall’inglese?» chiese curioso il Darganiano.

«Cose nostre». Paladino gli sorrise mellifluo. Si sentì una carogna, ma doveva salvare l’umanità.

Il triangolo s’infiltrò fra le astronavi Tank, allora Capitan Splatter guardò Paladino. «Che dici? Adesso?».

«Adesso» confermò piatto Paladino.

«State ancora parlando nella vostra lingua!» osservò Death USB.

Capitan Splatter lo guardò, poi fece un gesto brusco, un fendente con il braccio. Death USB ebbe la testa tagliata. Capitan Splatter gioì sadico e iniziò a infierire sul cadavere.

Paladino lo richiamò all’ordine.

«Oh, scusa» reagì il Capitano mortificato. Era proprio uno psicopatico.

«Comunica ai Darganiani che non siamo riusciti a infiltrarci nelle astronavi Tank. Digli che ci hanno scoperti» suggerì Paladino.

Capitan Splatter seguì il suggerimento. Poi esultò. «È fatta. Si affronteranno».

«Meglio andarsene».

«Lo stavo facendo!». Una brusca manovra e il triangolo volò via dal conflitto imminente. Dopo qualche minuto Capitan Splatter iniziò a spiegare: «Ecco, si stanno combattendo: i Darganiani si sono allargati, cercano di lambire la flotta Tank. Lanciano raggi a indirizzo dei Tank. I Tank hanno qualche perdita, qualche astronave che precipita, ma applicano lo scudo per parare i colpi. Poi lanciano i loro caccia, tante astronavi di minime dimensioni uguali alla nostra. Adesso è un infittirsi di astronavi di tutte le grandezze. Non capisco molto, per la verità…».

«Racconta pure» lo invitò Paladino. «Sono curioso di sapere come si stanno scannando».

Capitan Splatter proseguì. «È tutto un lanciare di raggi e razzi. Si accendono fiori di fuoco. Migliaia di Tank e Darganiani muoiono in pochi secondi. Pure a terra molti umani muoiono, investiti e schiacciati dai relitti…».

«Chissà i Mercanti del Crepuscolo!» commentò Paladino, ripensando ai suoi datori di lavoro. Anche se forse in quel futuro non c’erano più, chissà.

Capitan Splatter continuò: «È una lotta all’ultimo sangue. Non pensavo che per gli alieni la Terra fosse così importante, sai? Comunque si stanno ammazzando per bene. I Tank tentano dei contrattacchi, ma i Darganiani li bloccano a fatica. Non sarà semplice per i contendenti sconfiggere l’altro schieramento. Sono tutti e due di pari potenza!».

«Bene!». Paladino si fregò le mani soddisfatto. L’obiettivo era che si distruggessero, che come il più e il meno nelle espressioni matematiche si annullassero.

La battaglia durò svariate ore. Paladino ascoltò con attenzione la telecronaca in diretta del Capitano, come se fosse una partita di calcio degli Azzurri. Furono molte le risorse messe in campo da Darganiani e Tank. Alla fine, come Paladino aveva sostenuto, nessuno vinse la battaglia: sia Tank che Darganiani si ritirarono e lasciarono la Terra al suo destino che, Paladino si augurò, sarebbe durato per molti altri millenni.

«Bene. Torniamo a casa» disse Paladino, infine.

Capitan Splatter fece come gli fu detto. Poi disse: «Oh-ho!».

«”Oh-ho” cosa?». Cos’altro c’era, ora?

«Non riesco più a viaggiare nel tempo!».

Serie: Semplicemente Paladino #2Stagione


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Discussioni

  1. Ciao Kenji, prima ancora di leggere le ultime righe ho visualizzato la battaglia raccontata come la telecronaca di una partita di calcio 😀 Hai ottenuto in pieno l’effetto desiderato.