Mare
Serie: Mare
- Episodio 1: Mare
- Episodio 2: La ricerca di un sogno
STAGIONE 1
Mi affaccio alla finestra e vedo il mare: Vanno le nuvole e tramontano le onde.
Vedo stelle passare e la sabbia respirare.
La luna, lontana e nascosta, ammira solitaria.
Un lampo appare e tutto, allāimprovviso illuminato, si mostra.
Ecco, sospira lāacqua con il soffio del vento: Sul mare ĆØ apparso un maestoso ponte dāargento.
Per imboccare una strada senza ritorno e senza sonno.
Mi lasci qui per guardare e, senza darmi risposta, mi porti a domandare;
Per chi dunque sei comparso e dove porti nel tuo viaggio?
Nel silenzio di questa notte estiva, sento il mare chiamarmi.
Mi chiede se lo sento, se lo percepisco, se lo desidero.
Mi chiedo se sia reale, se sto solo sognando oppure se sono semplicemente impazzito.
C’ĆØ qualcosa nell’aria che mi chiama, mi attira a sĆ©.
Ma sento sul petto un sospiro pesante che mi dice di no. Mi dice di non andare, di restare qui e che posso solo guardare.
Le lame gelide del vento mi tagliano la pelle, mi feriscono, ma le accetto.
Le nuvole sottili si spostano in fretta; mostrano le stelle che brillano e, insieme, colorano il cielo buio: La luna si lascia scoprire per farsi vedere, schiarendo la notte nera. Una leggera nebbia circonda il ponte, si sta addensando sempre di più, impedendomi di studiarlo e nascondendo la sua bellezza.
Sento un profumo sabbioso e ferroso.
Si sente il mare, ĆØ delicato ma anche pesante. Mi dĆ una sensazione improvvisa di nostalgia. Questo profumo. Questo esatto profumo l’ho giĆ sentito, ma dove?
Il ponte sembra immenso anche se distante.
La nebbia abbraccia i lampioni che spuntano appena, ma brillano fievolmente con la luce della luna, li vedo poco ma noto comunque quanto siano maestosi ed eleganti, illuminano la via con una luce calda e debole.
Il ponte ha un colore grigio chiarissimo, scintilla con i riflessi del cielo e del mare.
Le onde agitate e infuriate si scagliano contro di lui, ma non lo scalfiscono minimamente, è fin troppo massiccio e imponente per crollare così.
E resta lƬ, immobile ad aspettare. Come anch’io qui, fermo e in attesa.
–
Il suono improvviso della sveglia sul comodino mi riporta alla realtĆ .
Mi volto solo un attimo per spegnerla, ma in questo attimo tutto cambia.
Appena distolgo lo sguardo, dando le spalle alla luna, vedo i primi raggi del sole pitturare le pareti della stanza, di un arancione leggero.
Mi volto e mi precipito subito a guardare fuori -sporgendomi tanto da quasi cadere giù dal secondo piano- con il cuore pieno di speranza che batte senza sosta, ma ormai è troppo tardi.
La notte è sparita e il ponte con essa, quella strada silenziosa, svanita senza lasciare tracce di sé.
Sento il mio corpo tremare e sudare, brividi gelidi mi formicolano addosso, con scosse fredde, violente e improvvise. Sento la paura salire, il mio corpo non si muove.
Guardo fuori, fisso davanti a me, senza capire.
Il sole sorge sul mare, calmo nella brezza leggera del mattino, risplende in una nuova, calda e lunga giornata estiva.
Le nuove sono sparite, lasciando lo spazio solo al cielo azzurro e al sole. I gabbiani si accompagnano al vento, che trasporta un profumo deciso di aria pulita e brioche, appena sfornate dai bar qui in zona.
Il silenzio lascia spazio al trambusto mattutino; tra vicini, lavoratori e turisti. La calma della notte ĆØ cessata.
Ć come se non fosse mai successo, come se me lo fossi solo immaginato.
–
Sbatto le palpebre. Ora mi sembra di essere tornato nel mondo reale, ho gli occhi secchi e sento la stanchezza assalirmi.
Mi appoggio con le spalle al muro e chiudo finalmente gli occhi. Bruciano terribilmente, ĆØ come se li avessi tenuti aperti per ore.
Mi sento distrutto; sono tutto sudato e appiccicoso, l’aria fresca del mattino ĆØ gelata e tremo per il freddo. Gli occhi mi bruciano talmente tanto che non riesco a tenerli aperti. Sento la testa girare, tanto che penso possa esplodere. Le tempie mi pulsano e la stanchezza mi pesa.
Ho davvero passato tutta la notte sveglio, guardando fuori dalla finestra?
No, non può essere successo davvero, avrò sognato troppo e dormito male, per questo mi sento così.
Eppure il letto e le lenzuola sono ancora in ordine, il pigiama ancora piegato sulla sedia, la TV ĆØ ancora accesa e la sigaretta che stavo fumando si ĆØ consumata da sola nel posacenere, sul davanzale della finestra.
“Un buon caffĆØ bollente e una bella doccia fresca renderanno tutto più chiaro.” Mi dico, cercando di riprendermi da questa notte folle.
Mi stacco dal muro barcollando e mi incammino verso la porta socchiusa della stanza. La apro e, nel buio del corridoio, noto un filo di luce, che percorre la parete e illumina un dipinto appeso al muro. Il dipinto di una barca a vela, che naviga tranquilla sul mare calmo.
Tutte le stanze sono completamente al buio, le tapparelle sono abbassate e le luci spente. In ogni stanza si sente solo il ticchettio insistente dell’orologio appeso in cucina.
La luce arriva dal soggiorno; la porta ĆØ socchiusa, le tapparelle sono abbassate, ma la finestra ĆØ aperta. Le tende ondeggiano appena.
La luce arriva da una lampada accesa, sul tavolino. Vicino alla poltrona e alla piccola libreria nell’angolo, accanto alla finestra.
Dalle fessure delle tapparelle entra un filo di vento, forte ma tiepido, che alza la polvere. Sono almeno due anni che nessuno tocca quell’angolo, ma non mi ricordo perchĆ©.
Il tick-tack dell’orologio riempie il silenzio nella stanza mentre noto che anche l’interruttore della lampada ĆØ impolverato. La spengo e guardo la polvere grigia che mi ĆØ rimasta sul dito.
Il silenzio che sento ora ĆØ straziante.
Un brivido mi percorre tutta la schiena e le tempie mi pulsano ancora.
Alzo la tapparella e lascio la finestra spalancata: la luce del sole invade la stanza che si riempie anche del profumo salato del mare, e si mischia alla polvere.
Mi volto, lascio alle mie spalle il sole e vado in cucina, dove ora oltre al buio sento solo il silenzio.
Accendo la luce e anche la macchinetta del caffĆØ e, mentre aspetto che si scaldi, vado in bagno.
Sotto l’acqua fredda della doccia, che mi cade sulle spalle, sento il caldo strisciarmi dentro le vene.
Torno in cucina e noto qualcosa che non va…
Serie: Mare
- Episodio 1: Mare
- Episodio 2: La ricerca di un sogno
“Nel silenzio di questa notte estiva, sento il mare chiamarmi.Mi chiede se lo sento, se lo percepisco, se lo desidero.”
Ć un’attrazione tutta particolare, quella del mare. Mi ĆØ piaciuto molto questo sogno
Grazie! Sì il mare è stupendo
La cosa che mi ĆØ piaciuta di più di questo primo capitolo ĆØ il sogno, inquietante e con questo elemento simbolico del ponte – che sicuramente significherĆ qualcosa, immagino – e il passaggio al “mondo reale”. Su quest’ultimo punto, trovo brillante l’idea di inserire alcuni dettagli sensoriali (il profumo di brioches) che inevitabilmente portano il lettore in un atmosfera più tranquilla e familiare.
Adoro il genere horror, e mi hai messo una certa curiositĆ . Aspetto il secondo capitolo. Brava!
Grazie davvero! Il secondo capitolo uscirà presto, ci sto già lavorando. Spero di incuriosirti anche con il prossimo! Il senso di inquietudine non può che aumentare, per trovare la realtà .