
Meglio il sasso che la mina
Serie: La frontiera
- Episodio 1: La preda
- Episodio 2: La tana e il Mulino
- Episodio 3: L’odio
- Episodio 4: La fuga
- Episodio 5: Oltre la frontiera
- Episodio 6: Aurora
- Episodio 7: Gratitudine
- Episodio 8: Scusa per il pugno che mi hai dato
- Episodio 9: È così facile la felicità
- Episodio 10: Meglio il sasso che la mina
- Episodio 1: Sensibilità, attenzione ed affetto
- Episodio 2: E, in lontananza, il mare
- Episodio 3: Omar il turco
- Episodio 4: La storia raccontata da Omar
- Episodio 5: La cura migliore
- Episodio 6: Il primo libro non si scorda mai
- Episodio 7: Confinati nella villa
- Episodio 8: Lezioni di umanità
- Episodio 9: Il grande potere delle immagini
- Episodio 10: Se è destino tornerà
- Episodio 1: Il viaggio per mare
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Era ancora buio, Aurora già aveva preparato la slitta decidendo fosse ora per Nek, maschio giovane e forte, di fare il capo muta. Spiegò la scelta agli altri cani e, forse era solo un’impressione, mi sembrò che approvassero.
«Non faremo il passo, c’è una via lungo il fiume, è più lunga ma con la slitta saremo più veloci.»
«Tu conosci la strada, non posso che seguirti.»
Al suo comando i cani partirono latrando, incoscienti e felici.
Arrivammo alla vecchia condotta in anticipo e ci fermammo nascosti tra gli abeti. I cani ansimavano per la fatica e li ristorammo con acqua e carne secca, ricevendo, in cambio, leccate di gratitudine su mani e viso.
Trovata una posizione che ci permettesse di avere visuale sul passaggio, restammo, silenziosi, in attesa di Claudio. Una decina di minuti dopo, il movimento dei rami più bassi preannunciò il suo arrivo. Non ebbe problemi ad issarsi sulla condotta e a raggiungere il punto in cui lasciarsi cadere nel fiume ma, dopo aver toccato l’acqua, un urlo doloroso ruppe il silenzio della valle.
Compresi subito quanto accaduto e corsi al fiume: Claudio annaspava incapace di reggersi in piedi e afferrata la sua giacca feci in modo che si appoggiasse a me. Lo trascinai di peso e all’inizio, aiutato dalla corrente, mi sembrò facile ma, venuto a mancare l’aiuto del fiume, temetti di non farcela. C’erano solo pochi metri per arrivare al sicuro, dovevo rispettare i fortunati passi fatti prima per evitare di far esplodere qualche mina. Vidi che Aurora aveva intenzione di correre ad aiutarci, le gridai a squarciagola di non muoversi e dopo pochi secondi eravamo, chi affaticato e chi sofferente, accanto a lei.
Claudio aveva la gamba spezzata ma non avemmo tempo né di confortarlo né di medicarlo: una pattuglia di guardie ci sparò addosso costringendoci ad acquattarci senza poter rispondere. Lentamente, Aurora si sfilò la balestra dalle spalle e, presa la mira, non mancò il bersaglio. L’urlo consigliò prudenza ai nostri assalitori e i colpi diminuirono permettendoci di muoverci. Con estrema attenzione facemmo scivolare Claudio fino alla slitta e, con molta fatica, lo caricammo sul fondo. Imprecava dicendoci di lasciarlo lì e di metterci in salvo, ma noi non badammo né al suo dolore né ai suoi ordini. Aurora, con calma, fece avanzare cani e slitta fino alla pista mentre io, senza risparmiare frecce della balestra, tenevo fermi gli avversari. Quando Aurora chiamò corsi a perdifiato e saltai sulla parte centrale della slitta aggrappandomi alle corde da traino.
Poche centinaia di metri dopo ci fermammo a riprendere fiato e a vedere come fosse messa la gamba di Claudio. Tagliai i suoi pantaloni col coltello e la vista della frattura fu sconvolgente: le ossa fratturate avevano squarciato la carne e sporgevano, orrende, una spanna sotto il ginocchio. Mi riusciva inconcepibile il controllo che Claudio dimostrava:
«Coprimi e andiamo,» sibilò, «sarebbe stupido farci ammazzare adesso.»
Riprendemmo la corsa e, giunti in prossimità del paese, Aurora mi chiese di portare la slitta fino alla baita, lei sarebbe andata da Marco a prendere strumenti e medicinali.
Arrivato cercai qualcosa che mi permettesse di rendere meno faticoso e doloroso a Claudio il tragitto dalla slitta al letto. Trovai un rastrello che, rovesciato a mo’ di stampella, assolse egregiamente un compito per il quale non era progettato.
Claudio mi chiese da bere e gli portai un bicchier d’acqua avendone in cambio insulti anziché ringraziamenti. La grappa di erbe, invece, lo quietò e trovò la forza di sorridere amaramente.
«Siamo nei guai,» disse, «e vi ci ho messo io!»
«Sì, sicuramente hai fatto apposta a spezzarti la gamba. Non dire sciocchezze! Piuttosto, possibile che abbia visto Volpe tra i tuoi inseguitori?»
«Non sbagli, purtroppo, ed è un grosso problema. Non è una guardia, non lo è mai stato, è un Terminatore e la sua missione è annientarmi, anzi annientarci, perché anche tu, ora, sei una sua preda. Lo dubitavo da tempo: sapevo che qualcuno era sulle mie tracce ed ero indeciso tra uno di voi due. La certezza fosse lui l’ho avuta quando è venuto a chiedere che gli prestassi i miei sci di riserva, quelli che ho dato a te, con la scusa di avere problemi coi suoi. Gli ho detto di averli buttati perché inservibili e lui ha capito che ti avevo aiutato. Eravamo pari: lui sapeva di me e io sapevo di lui.»
Tentando di cambiare posizione ebbe una smorfia di dolore.
«Hai visto quanti erano?»
«Sì, quattro con Volpe.»
«E Aurora ne ha colpito uno?»
«Sì.»
«Bene! In tre non ci inseguiranno e torneranno indietro, ma passerà poco tempo prima che si organizzino e, aiutandosi con i droni, non faranno fatica a localizzarci.»
Imprecò. «Se solo non fossi stato così idiota!»
«Ma piantala!!! Bevi un sorso e smettila di frignare!»
Aurora arrivò alla baita in compagnia di Marco, di una poco rassicurante figura femminile e di un ragazzo.
«Lei è Olga, ci aiuterà e lui è Julius, uno che non sa stare lontano dai guai. Nessuno glielo ha chiesto ma ha voluto esserci. È giovane ma sveglio, ci servirà.»
Olga non era un bel vedere: trasandata, il suo alito puzzava di aglio e di alcol e non saprei dire di cosa facesse più uso. Non mi volle in camera preferendo la aiutassero Marco e Julius che conosceva. Io ed Aurora restammo in attesa davanti al caminetto ascoltando, impotenti, le urla provenienti dalla camera. Dopo più di un’ora le grida cessarono e quella che mi era stata descritta come una sciamana aggiusta ossa uscì dalla stanza.
«Dammi da bere. Alcol!» disse, rivolgendosi ad Aurora.
«Come sta?» chiese lei, porgendole un bicchiere quasi colmo.
«Sicuramente meglio di come l’ho trovato. Le fratture erano rognose ed ho faticato a rimetterle a posto. Non credo riuscirà più a correre ma non resterà zoppo, sempreché sopravviva. Dovrà stare a letto trenta giorni, meglio quaranta, neanche al cesso deve andare! Dovrete aiutarlo voi. Tornerò tra due giorni poi, se va bene, ogni settimana a vedere che la gamba non marcisca,» esitò un attimo, «se hai una cartuccia mi basta, se hai due bottiglie di erbetta ancora meglio.»
Serie: La frontiera
- Episodio 1: La preda
- Episodio 2: La tana e il Mulino
- Episodio 3: L’odio
- Episodio 4: La fuga
- Episodio 5: Oltre la frontiera
- Episodio 6: Aurora
- Episodio 7: Gratitudine
- Episodio 8: Scusa per il pugno che mi hai dato
- Episodio 9: È così facile la felicità
- Episodio 10: Meglio il sasso che la mina
Caro signor Giuseppe, ho finito di leggere stamane questa prima stagione. Mi sono ritagliato del tempo ogni mattina dopo sveglio e ogni sera prima di andare a dormire per poter leggere due episodi al giorno. Episodi che ho letto con immenso piacere. Lei è stata una piacevolissima sorpresa, ho molto apprezzato la sagacia dei suoi personaggi, il loro sarcasmo, l’approccio alla vendetta e all’amore, la loro evoluzione. Ci sono molte cose che non mi sono chiare, se non troveranno risposta nella stagione successiva, allora la disturberò in privato, perché credo che in pubblico sia giusto solo lodare, il resto è meglio tenerlo per sé o interloquire con i diretti interessati riuscendo ad avere un esplosivo confronto. Grazie per questa serie, un appassionato di Sci-Fi
Caro Eliseo, il suo è uno di quei commenti che danno senso al proprio scrivere, perché se è vero che si scrive per se stessi è altrettanto vero che gli apprezzamenti fanno un gran piacere. Mi scriva pure per le cose che non le sono chiare, servirà a lei ma sicuramente anche a me. La paura di incongruenze è sempre presente e “curarle” in tempo può evitare piccoli disastri. Intanto la ringrazio di cuore!
“è un Terminatore e la sua missione è annientarmi, anzi annientarci,”: ogni riferimento è puramente (non) casuale! 😄 Grande frase!
La figura di Olga mi ha incuriosito e disgustato al tempo stesso. Credo che avrà un ruolo importante nel seguito.
Prima o poi sarebbe successo qualcosa di grosso, soprattutto dopo averci cullato con il precedente capitolo. Ma così hai superato le mie aspettative: amo le scene d’azione, soprattutto quando non diventano prolisse e si dilungano fino a diventare noiose. Beh, quest’ultimo caso non si addice proprio a questo capitolo! 😸
Olga potrebbe potenzialmente diventare il mio nuovo personaggio preferito!
“gli portai un bicchier d’acqua avendone in cambio insulti anziché ringraziamenti. La grappa di erbe, invece, lo quietò e trovò la forza di sorridere amaramente.”
Mi sembra giusto! 😹
Dopo la serenità del precedente capitolo, ci butti dentro a una situazione che corre a perdifiato come se rotolasse giù da un burrone. Bello! Mi piace molto quando ci metti adrenalina. E, a fare da contorno, sempre quello splendido paesaggio di neve e freddo che, finalmente, riesco a sentire un po’ anche mio, e nuovi personaggi che favoriscono svolte di rotta.
Ciao Cristiana. Fra un po’ li porto in luoghi che ami di più: mare, sabbia e sole… ma dovranno guadagnarselo! Un abbraccio!🌹
Ma sai che, in fin dei conti, lì ci stavo bene? 🙂
L’aggiusta-ossa ubriacona mi mancava. Dovrò recuperare i precedenti episodi mi sa ahah. Complimenti Giuseppe!!
Grazie Alfredo, ti aspetto!😜
A me ha fatto impressione soprattutto Olga. Ma possibile che non ci siano nemmeno dei medici in questo posto del futuro? Meglio un sasso che una mina, si, ma per Orso non la vedo bene.
Averne di aggiustaossa in una terra senza alcuna organizzazione! La guerra è finita da decenni, le zone sono ancora radioattive, le città distrutte, le università inesistenti… la residua umanità si barcamena vivendo solo il presente e l’Unione incombe minacciosa… ti meraviglierò quando saprai quale è uno dei pochi stati che ancora offre un po’ di democrazia e organizzazione!!! Quella si sarà fantascienza 😂😂😂
Ciao Giuseppe, anche se mi aspettavo che succedesse qualcosa a Claudio, sei riuscito a stupirmi e farmi sentire tantissimo la tensione. La figura del Terminatore rende ancora più drammatica la situazione di Lukas e gli altri. È evidente che qualcuno verrà a cercarli, è solo da capire quando sarà. Un finale di stagione fantastico, complimenti!
Grazie Melania, troppo buona!🌹
La stagione finisce lasciandoci in ansia, com’è giusto che sia. Cosa faranno gli inseguitori? Mi fa impressione in particolare il Terminatore, un un bounty killer postatomico. Riesci ad incollarmi alla storia peggio dell’attack. Bravissimo!
Ho una domanda personale per te, @Francesco_Primo : Hai letto, magari in gioventù, “La fuga di Logan” di Nolan e Johnson?
Ciao Giancarlo, ho visto il film da giovane e non ho grandi ricordi, il libro (come quasi sempre) è meglio?
Decisamente!