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  • Nella camera da letto si diffondevano i colori aranciati dell’alba, che superbi vincevano sul timido beige della carta da parati. La prima luce, penetrando dalle imposte semiaperte, lasciava intravedere n […]

    • Ciao!
      Molto dolce, con dei passaggi davvero pregevoli. Mi piace molto la faccenda del quadro: sono un amante dei dettagli “romantici”, di cose che assumono valore solo per alcuni e paiono nullità per altri. Attendo il seguito. 🙂

      • Ti ringrazio tanto! L’essenziale è nei dettagli, è spesso non lo vediamo. Spero di riuscire a “stupirti” con le prossime puntate.

    • Un primo episodio che mi ricorda le prima pagine del romanzo di Michael Cunningham Le Ore, tutta la potenza della Woolf, una malinconia latente che sta per esplodere….. aspettiamo a vedere dove andrà a colpire.Bellissimo episodio

    • Ho apprezzato molto l’introduzione graduale e armoniosa che, ne sono certo, prepara a qualcosa di dirompente.

    • Ciao Martina e complimenti per questo episodio di apertura. 🙂 In passato ho già avuto modo di leggere qualcosa di tuo, e come sempre la narrazione risulta molto fluida. Trovo significativi i richiami allo specchio, come questo passo: “Lo specchio, fedele copista di pregi e difetti, le stava di fronte come sempre, eppure quella mattina, le stava restituendo un’immagine discordante e sconosciuta, un riflesso estraneo, ancora tutto da esplorare.”
      Passo all’episodio successivo. 🙂

    • Introduzione intensa e descrittiva. Parole semplici e potenti dallo stile fluido.
      La storia incuriosisce, proseguo nella lettura.

    • Questo capitolo era incredibile – come poesie. Ho visto la camera da letto. Ho capito Olga. Durante questo periodo, anche per me la verità nell specchio non può essere la mia verità! Grazie

    • Gio Gio replied 1 anno fa

      Stupendo capitolo alleggerito dalle dolci descrizioni, molto spesso arrivano domande di cui non ne conosciamo le risposte, mi ha preso trasportandomi nei suoi pensieri, continuerò a leggerlo.

    • Ciao Martina, finalmente sono riuscita a mettere occhio sulla tua serie. Il racconto mi ha stregata portandomi in una dimensione senza tempo: inizialmente un acquerello dalle tinte pastello per poi assumere definizione sempre più precisa. Premetto che non mi sento molto vicina alla lettura “intimistica”, negli ultimi anni la rifuggo. Per meglio dire, in quello che scrivo la maschero. La vicenda mi incuriosisce, mi ha accolta in una zona confort che pensavo di aver dimenticato. Bellissima la premessa, una simil sinossi che rende partecipe il lettore a tutto tondo e gli fa pregustare quanto dovrà accadere grazie a piccoli grandi indizi. Olga Era lì. Ho deciso di centellinare per bene gli episodio, a domani il prossimo 🙂

    • Ciao Martina, e complimenti per questo squisito episodio di apertura. Ho apprezzato il senso di malinconia che pervade la tua opera che, ne sono certo, nasconde l’impetuosità del passato di Olga. Il tuo stile di scrittura è delicato, descrittivo fin nei minimi particolari, decisamente diverso dal mio. Penso che il bello di Edizioni Open sia la possibilità, per noi amanti della scrittura, di confrontarci. Veramente brava!

    • Semplicemente stupendo.

    • Davvero bello.
      Ci si immerge nell’animo del personaggio e ci si muove in punta di piedi fino al particolare della casa dipinta nell’occhio.
      Capitato per caso su questa serie, felicemente colpito.

    • Molto bello. Un racconto fluido che ti fa venir voglia di continuare a leggere per sapere come si evolve la storia. Brava!

    • Davvero bello. Un racconto fluido che ti fa venir voglia di sapere come si evolve la storia. Brava!

    • Bellissimo inizio e storia veramente appassionante , continuerò volentieri la lettura 😉

    • Ciao Martina, mi hai davvero lasciato senza parole con questo primo episodio, ho avuto i brividi, la pelle d’oca. Non mi era mai successo, un emozione fortissima. Il merito va di certo alla tua penna, sopraffina ma anche forte e diretta, che và dritta al centro del cuore e ti lascia il segno. I sentimenti di Olga scorrono meravigliosamente con le poetiche descrizioni da te architettate, fluide come il docile scorrere di un fiume, sembrano avere la stessa anima. Nonostante sia un ritratto vivido di una realtà lontana, sento chiaramente profumo di sogni negati e ricordi sotterrati da un amaro oblio, una traccia mnemonica incastonata in un piccolo ma significativo dettaglio di un quadro che adesso, inaspettatamente, assume i panni di veicolo per riprendersi un passato negato attraverso le memorie smarrite, forse intrise di sofferenza, certo, ma pur sempre si tratta di una parte di sé che potrebbe anche ridare sollievo alla sua coscienza. Non solo: hai messo sul piatto la vita che scorre inesorabile, tutti possono identificarsi con Olga quando avanza l’età, soprattutto se il tempo passato è prigioniero di un vuoto senza risposte, un nulla interiore da colmare con la voce dei ricordi. Mi sono dilungato troppo😅, perdonami, ma meriti ogni mia parola e riflessione. E ovviamente la curiosità è forte, proseguirò con la lettura. È stato un piacere scoprire il tuo talento e la tua sensibilità tradotta in parole! Un saluto!

      • Ciao Antonino,
        Wow, qui sono io ad essere rimasta senza parole. Hai l’invidiabile capacità di saper leggere dietro ciò che è scritto, di carpire il “non detto” e di saperlo restituire all’autore con le migliori parole. A questo punto sono davvero curiosa di conoscere altri tuoi pareri in merito alle puntate restanti. Grazie per avermi dedicato un bel po’ del tuo tempo: non è da tutti.

  • Sono nata trent’anni fa eppure mi sembra di essere venuta al mondo ieri. Non mi riconosco e mi chiedo se davvero esisto. Lo specchio mi restituisce un’immagine frammentata di ciò che sono stata e di ciò che mi di […]

    • Che dire… ho immaginato la voglia di fragola di Andrea e ho immaginato lui che culla suo figlio mentre la madre lo osserva trasformata in tutto ciò su cui il suo occhio si posa guardando dalla finestra.. mi ha ricordato il discoro che Tom Joad fa a sua madre in Furore…perciò, a parere mio, sei stata brava.
      Si.. proprio brava.

      • Lieta di aver fatto “camminare” la tua immaginazione! Ti ringrazio tanto per il tempo speso nella lettura del racconto e nel commento (accurato, cortese e, per la mia autostima, soddisfacente).

    • Una connessione empatica immediata. Non credo ci sia altro da aggiungere.

    • Storia di forte impatto e sensibilità scritta con stile personale ed elegante.

    • ti rapisce. facendosi toccare con mano l’amore di una madre e poi e talmente coinvolgente che sei con lei

    • Quando una lettura tocca il cuore e ti regala emozioni, vuol dire che chi ha scritto non lo ha fatto solo per scrivere qualcosa, ma per donarci qualcosa. Complimenti

    • Davvero coinvolgente e potente questo racconto, una storia forte in cui tu riesci comunque e far scorrere la narrazione con una lente di dolcezza tipicamente femminile, davvero brava!

    • La pelle d’oca..bravissimaaa

    • “Ma cosa ci può essere di pericoloso in una come me che al dialogare con gente sorda, preferisce parlare col vento?”.Storia toccante, e, soprattutto, scritta magistralmente: sei riuscita a entrare, e a farci entrare, perfettamente nella testa della protagonista e a toccare temi importanti con una grande delicatezza. Complimenti Martina: il tuo “Dite ad Andrea” mi ha emozionato molto e posso dire che è il racconto che mi è piaciuto di più tra quelli che ho letto finora!

      • Credo di non avere sufficienti parole per ringraziarti come vorrei. Sono contenta che, nonostante non sia un racconto gioioso e frizzantino, sia giunto lo stesso all’ attenzione e al cuore di chi legge. I tuoi complimenti mi rendono felice e, soprattutto, un po’ più sicura di me. Grazie, grazie, grazie!

    • Mi fa piacere sostenere delle giovani scrittrici. Brava

    • Delicato e struggente. Bravissima

    • Concordo con Ilaria Longo, ho la pelle d’oca. Struggente e appassionante.
      Tra l’altro l’autrice è riuscita a ricreare l’atmosfera della brutalità senza indugiare nella descrizione di immagini crude o perturbanti, cosa che al giorno d’oggi è quanto mai raro.

    • Bellissimo racconto!! Da rileggere 😊😊

    • Un racconto che rappresenta un frammento della società, una storia uguale eppur diversa dalle altre. Disperazione, sofferenza, rifiuto delle regole raccontate a regola d arte da una penna paziente, descrittiva e senza tempo. Il ricovero coatto descritto potrebbe ambientarsi in qualunque epoca post basaglia. Bravissima, ottimo brano. Hai mai partecipato a concorsi o pubblicato?

      • Grazie mille, di cuore! Sì partecipo da sempre a concorsi letterari, e i racconti che ho pubblicato sono in genere quelli che sono stati premiati. Nel frattempo cerco di dar vita ad un libro (tempo permettendo)

    • Struggente. Mi sono commossa ed ho visto le immagini nella mia mente. Mi è arrivato il dolore della donna.

    • Questo e’ un pezzo scritto bene , tira fuori la mia ribellione dandogli uno spazio un senso , libera un dolore rendendolo collettivo , forse siamo tutti in cerca di una madre mai conosciuta o che ci e’ stata strappata via alla nascita. Anche chi la ha avuta sempre potrebbe averne sofferto. Non so se chi si sa allontanare e guardare a distanza sia davvero colui che ama. Questo istinto di protezione e’ davvero evolutivo? Sembra che quando allentiamo le nostre difese incominciamo a respirare . Hai una grande capacita’ di introspezione e di analisi e una forte empatia. La scrittura apre a nuove visioni , sempre e in questo testo si sente auesta ricerca

    • Mi sono ritrovata molto nel tuo stile. Spero di avere presto il tempo per leggere gli altri tuoi “lavori”…
      Straziante, freddo, surreale ma tangibile.

    • Scritto benissimo come sempre del resto. Una storia commovente, dura e crudele ma altrettanto bella. Un personaggio che anche se soffre, non cade mai nel banale. Hai raccontato la tragicità di una situazione in maniera approfondita ed è facile provare empatia per lei. Chissà che tra i lettori non ci sia quel figlio che lei ha tanto cercato!

  • Il passato tornava a torturarla ogni giorno. Erano trascorsi settant’anni da quella tremenda notte, da quell’ultima volta in cui Anna, con le sue mani morbide e fresche, aveva stretto a sé l’uomo che era stato […]

Martina Del Negro

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@del_negro_martina

attivo 18 ore, 22 minuti fa
scrittore