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  • Spazzavo, io, di giorno e pure di notte. Mangiucchiavo zuppette insipide da un piatto col bordo incrinato e facevo i bisogni tra i cespugli, come le bestiole. A volerla dire tutta, essere così invisibile mi […]

    • Questo non è un semplice racconto… è un vero quadretto poetico, nonostante la durezza di alcuni passaggi in cui si cela una grande malinconia, compensata però da uno splendido riscatto finale… bello davvero…

      • Ti ringrazio veramente per il commento. Ho apprezzato la tua analisi, alla luce del fatto che non so mai cosa un lettore possa estrarre da ciò che ho infuso, talvolta per errore, nelle mie storie.
        Alla prossima. 🙂

    • “I suoi passi, martelli contro l’incudine, risuonavano fortissimi.”… che bella frase! Concordo pienamente con quanto detto da Antonino, soprattutto per quanto riguarda la questione “poetica”: conosco il tuo stile e mi piace parecchio!
      Interessante l’idea di usare “Fuliggine” come “nome”, che in un breve passo – “sì, come quella cosa fastidiosa da spazzare e che ti ritrovi sempre in mezzo ai piedi.” – riesci a dargli un certo significato, Bravo come sempre. 🙂

      • Grazie mille! 🙂
        Volevo dare l’idea di “tristezza” con risvolto finale. All’inizio doveva essere una storia fantasy, figurati! Il personaggio di Fuliggine volevo usarlo solo come narratore, ma la poveretta è finita per diventare il vero cuore della storia, e l’ho sentita molto vicina mentre scrivevo delle sue disgrazie. L’idea del nome mi è passata per testa mentre scrivevo, in un flash: volevo darle un nome per riferirmi a lei e volevo anche che si sposasse col suo modo di fare, da qui la soluzione.
        Alla prossima. 🙂

    • Complimenti per la cura e il rispetto con cui lei ha trattato il materiale. Non corrisponde molto al mio modo di scrivere, ma il bello di leggere tante storie diverse è questo! e avrei un’osservazione da pignolina quale sono, ma non è importante

      • Grazie per avermi letto. È proprio un bene che il mondo delle letteratura, almeno quella piccola, resti vario e ricco di diversità. 🙂
        Sull’osservazione, non è un problema sottopormela, sia qui che come messaggio privato. Ogni cosa è utile.
        Alla prossima. 🙂

      • Non so come mandare un messaggio privato, in ogni modo l’osservazione è irrilevante ed è un po ‘ una pignoleria, in pratica volevo dire che è alquanto improbabile riuscire a pugnalare la fronte di qualcuno con uno stiletto, o comunque un pugnale leggero, in modo che questo muoia subito o anche solo si ferisca gravemente, perché l’osso frontale è molto robusto. Ma forse la cosa non ha importanza per lei…

      • Grazie per l’osservazione. 🙂
        Ps. Per il messaggio privato, basta andare nella pagina principale del mio profilo cliccando sul nome, poi accanto al tasto “segui” sulla destra, appaiono tre puntini. Da lì la scelta.

    • Bellissima storia. Bello il continuo paragone tra Lucrezia e la protagonista. Rendi bene la differenza tra le loro due vite. Bravissimo Giovanni.

    • Un racconto scritto in maniera divina! Curato nei particolari. Posso dire solo una cosa: bellissimo! Complimenti.

  • Taja saltellava lungo il viale alberato, con lo zainetto che ballonzolava sulla schiena. Sulla strada lastricata si rifletteva il giallo ocra del sole, lucido di primavera e abbellito di coriandoli chiarissimi che […]

    • Credo che molti di noi, compresa io, attingeranno a quella vasca colma di sangue. Mi è piaciuto il netto contrasto di Taja e la madre, il racconto della perdita dell’innocenza. Complimenti, la storia è davvero originale.

    • Ciao Giovanni! Non posso che condividere le parole di Micol: un gioco di contrasti orchestrato alla perfezione.🙂

    • Bello.Specialmente il contrasto tra l’inizio innocente con la bambina per protagonista e la cruda realtà che l’attende.Potrebbe essere un ottimo cortometraggio.

    • Doveva per esserci un motivo per cui una ragazza faceva il bagno in una vasca piena di vino, ma individuarlo, immaginando una ragione plausibile, non era cosa facile. Grande Giovanni, sempre in prima linea per il Lab!

      • In effetti la parte più bella è stata dover trovare una ragione per cui tutto il vino è finito nella vasca! 😀 Lab complicato da interpretare, secondo me, ma soddisfacente.

    • Concordo con Micol. Mi ha fatto proprio pensare alla perdita dell’innocenza di questa povera bambina che, da qui in poi, dovrà fare i conti col mondo. Diabolica la vendetta! Consumare il vino pregiato. Bravo Giovanni, alla prossima!

  • Per gusto o per necessità, Momoko si era lasciata alle spalle la sua vecchia vita. Vecchia, si fa per dire: in vent’anni e spiccioli di lagne e lamentele aveva accumulato sì e no le esperienze di una bambina di […]

    • Ho letteralmente divorato questa storia. La ribellione di Momoko, la sua voglia di scappare da un mondo che non riteneva suo, il tutto condito da una curatissima ambientazione orientale, sono gli ingredienti perfetti per questa storia di vita “comune”. Hai un’abilità di scrittura invidiabile, sei bravo, e anche tanto. Complimenti 🙂

      • Grazie mille per i complimenti! 🙂
        La storia è nata solo come pretesto per poter parlare dei capsule hotel. Dovendola, in un certo senso, ambientare in giappone, tanto valeva infilarci dentro un po’ di tipico dramma nipponico 😀 Alla prossima! 🙂

    • Condivido l’opinione di Annalisa.
      Bel racconto, ritmato e mai noioso, fatto di una realtà lontana e perfettamente raccontato. Mi è piaciuto soprattutto il senso di ribellione della ragazza battuto purtroppo dalle regole imposte e da una società indifferente alle esigenze del singolo.
      Finire in quella foto deve essere stata dura…
      Alla prossima lettura.

      • Grazie per avermi letto!
        È vero che la realtà giapponese è lontana dalla nostra in molti sensi, ma tirando le somme molti mali sono comuni e purtroppo diffusi nei paesi del primo mondo. L’idea della foto è arrivata così, mentre scrivevo: a volte la staticità di una foto è letale.
        Alla prossima. 🙂

  • Lo scorrere del tempo doveva essere relativo proprio come si diceva, dato che i minuti sembravano durare dai dieci ai mille secondi. Arabella era rimasta accucciata sotto le coperte per chissà quanto, subendo […]

    • “… con solo le ombre della memoria a guidarla sino al pianoforte.” Spettacolo!
      Quando ho letto la parola fine, mi è presa quasi a male, giuro! Negli ultimi episodi questa serie è stata un crescendo continuo, merito di uno stile che ho trovato armonioso con il tema trattato. In genere queste storie non mi appassionano tanto, ma tu sei stato capace di farmi ricredere alla grande. Uno scrittore deve essere in grado di fare soprattutto questo. E poi, cosa che trovo ben più importante, è quando un racconto – seppur abbia una trama “semplice” (immagino tu abbia capito cosa intendo) – sia in grado di lasciare qualcosa al lettore. Sinceri complimenti, bravo! 🙂

      • Grazie per avermi letto sino alla fine!
        Sono molto fecile che tu abbia letto questa serie, a prescindere dal suo genere. Per me è stato difficilissimo mettere la parola fine, avrei voluto che continuassero a succedere cose a caso pur di darmi un pretesto per continuare a farle incontrare. Non so bene cosa io volessi trasmettere con questa storia, e dunque non so bene cosa ti abbia lasciato (spero qualcosa di buono). xD
        I tuoi commenti sono stati sempre motivanti, ti ringrazio di nuovo per avermi seguito! 🙂

    • Grazie per avermi letto sino alla fine!
      Sono molto fecile che tu abbia letto questa serie, a prescindere dal suo genere. Per me è stato difficilissimo mettere la parola fine, avrei voluto che continuassero a succedere cose a caso pur di darmi un pretesto per continuare a farle incontrare. Non so bene cosa io volessi trasmettere con questa storia, e dunque non so bene cosa ti abbia lasciato (spero qualcosa di buono). xD
      I tuoi commenti sono stati sempre motivanti, ti ringrazio di nuovo per avermi seguito! 🙂

    • Bella la conclusione della storia. Resto dell’idea che Samira dovrebbe finire in carcere.

      • Ciao e grazie per aver letto tutta la serie! 🙂
        Rispondo qui a tutti i commenti.
        Intanto grazie per i complementi, sono felice che tu abbia apprezzato. Volevo un po’ esplorare la figura della donna nella parte del carnefice, se passa il termine. Samira è chiaramente una predatrice e Arabella è la preda perfetta per quelle come lei. Forse sarebbe andata bene anche una vittima maschile, non saprei, ma qui è una preferenza puramente personale.

        Per quanto riguarda la prigione.
        Ho tentennato molto nel decidere il finale della serie. Per un po’ avevo meditato di farla finire con un arresto o semplicemente col fatto che lei venisse “messa alle strette” dalla madre di Arabella o chi per lei. Nel farlo avrei dovuto allungare molto la serie, o addirittura farne una seconda collegata.

        Ad ogni modo, sono contento che tu abbia letto ed esternato la tua idea. Grazie e alla prossima. 🙂

  • Le altalene nelle piazzole pativano il gelo, abbandonate tra il fango e la neve sciolta che mordicchiavano l’incuranza dei prati. Le madri spingevano i passeggini attraverso la desolazione e Arabella si perse n […]

    • Episodio bello potente, intenso e serio sotto molti punti di vista. Ho trovato i dialoghi stupendi e molte frasi significative. Hai proprio un bel stile, Giovanni. Bravo davvero! 🙂
      “Il breve corridoio sino alla camera da letto si stirò e accorciò e rimbalzò sino a che non sparì in una cortina di fumo.”… al solito, ti segnalo il passo che più mi è piaciuto. 🙂

    • Posto che Samira dovrebbe finire in prigione dal momento che Arabella è minorenne e lei è la sua insegnante, la storia continua ad essere scritta benissimo.

  • Vaniglia, forse. Arabella spinse il capo contro il soffice cuscino e respirò sino a riempire il naso della fragranza. Tirò le gambe al petto e si accucciò sotto le coperte, scacciando il freddo con un lamento ch […]

    • Altro ottimo episodio, in cui finalmente ci si addentra nel cuore della trama. Trovo fantastiche alcune frasi, sia per la scelta stilistica adottata e sia per il significato espresso. L’indecisione di Arabella è continuamente palpabile, così come quella di Samira. Questa serie mi sta piacendo parecchio, per cui attendo il seguito! 🙂

      • Tra tutti questo è il mio episodio preferito, penso sia quello che meglio descrive l’atmosfera della serie. Parlando della trama: questa non è la più “veloce” tra le mie serie, tantomeno scoppiettante o diretta. A modo suo è prevedibile, penso io, e ciò che ho voluto fare è stato rendere personaggi e dialoghi interessanti. L’emozione che volevo infondere era quella “sì, vabbè, ho capito com’è la situazione, ma voglio leggere perché ‘ste due tizie sono troppo spassose da guardare”.
        Grazie ancora per i tuoi commenti. 🙂

    • Mi piace quando paragoni gli occhi a due diamanti. Molto poetico.

  • Quattro auto si spartivano il territorio nel vasto parcheggio del centro commerciale, lanciando sguardi truci a chiunque volesse accostarsi a loro. Il cielo non mostrava nemmeno una nuvola e splendeva di una […]

    • Giovanni sei stato rapidissimo ad interpretare il Lab, complimenti! Questa storia ne contiene altre sottintese che potrebbero svilupparsi in altre mille direzioni. È, potenzialmente, il prologo il una Serie. Del finale mi resta qualche dubbio: la bambina si deve redimere facendo del bene. Ma redimere da cosa? Cos’ha commesso?

      • Sì, stavolta l’idea è arrivata ben diretta guardando il video! 😀
        Sul finale: l’ho lasciato mooolto interpretabile, le poche cose essenziali sono state dette e il resto è libero. Dubito che ne avvierò una serie, anche perché ho tanto materiale su cui lavorare per eventuali serie. 😉 (ancora devo finire di pubblicare “Nocturne”!)

    • Fuoriclasse indiscusso! Sono impzzito al: «Pensavi stessero scherzando?»
      Descrizone ambinetale da film, “Ai margini del parcheggio si palesò uno di quei bar adatti a controllare la refurtiva, godersi un bel caffè e spazzolarsi i capelli come se ci si fosse appena svegliati. ” visto e rivisto ma se sei riuscito a non renderlo banale.
      Infine non so se tu lo abbia fatto di proposito o se sia venuto da sé ma al palesarsi dell bimba era troppo evidente che avesse visto tutto però poi il colpo di scena finale. Se lo hai fatto di proposito sei allo stesso tempo un genio ma anche un cattivone perché hai giocato con il lettore, tutto sommato però si riassume in tre lettere: WOW

      • Grazie mille! La bimba aveva già visto tutto e sapeva ogni cosa, il finale serve a confermarlo e aggiunge quel pizzico di mistero in più. 😀 Avrei voluto aggiungere qualche dettaglio in più, ma avrebbe snaturato la storia e sarebbe sembrato forzoso.
        In ogni caso, sono contento che ti sia piaciuto! 🙂

    • Molto carina l’idea di sviluppare il racconto sconfinando nel campo del soprannaturale. Ho l’impressione che tu sia particolarmente forte nei dialoghi. Perché sei credibile e naturale. Complimenti!

      • Grazie mille per il commento. 🙂 I dialoghi li scrivo molto volentieri, è vero. Riesco sempre a immaginarmi la discussione, a viverla in prima persona. L’idea di andare nel soprannaturale è arrivata mentre scrivevo il finale, l’intero racconto non è stato molto programmato. 😀

    • Ciao, amo particolarmente il paranormale. Confesso che il finale mi sta facendo impazzire, sto cercando di creare una storia nella tua storia per chiuderlo in qualche modo. La bambina è un’anima condannata a salvarne altre per non andare all’inferno? I soldi, sono stati lasciati di proposito? L’uomo ha ricattato qualcuno spinto da una necessità vitale? Sto cercando di collimare i pezzi del “mio” puzzle interiore. 😉

      • Ciao!
        Puoi scrivere tranquillamente una storia, figurati! Poi la leggo per vedere cos’hai escogitato. 🙂 E grazie mille per il commento! 😀

      • Ciao, la scriverò nella mia mente. Ti farò sapere come andrà a finire 🙂

  • La graziosa utilitaria saltò fuori dalla rampa in fondo alla via proprio come un confetto dal sacchetto. Si affiancò al marciapiede e Arabella aprì lo sportello.     Samira, da dentro, la salutò con un gesto l […]

    • Ciao Giovanni. Questo episodio mi è piaciuto moltissimo, forse più degli altri. Si comincia a entrare nel vivo della storia, le cose si fanno serie. Cosa mi è piaciuto in particolar modo? Innanzitutto questa parte:
      “«Mio papà fuma.»
      «E?»
      «E riconosco l’odore,» spiegò Arabella….”
      Magari sembrerà banale, anche se per me non lo è. Questa consequenzialità rende il discorso non solo fluido, ma soprattutto vero, reale.
      E poi ho amato il finale: “A Samira bastò osservare la posizione delle dita: Nocturne op.9 : n.2.” Una chiusura di stile!
      Bravo! 🙂

      • Ciao. Sembri deciso a sottolineare sempre le cose che più adoro io stesso! 😀
        Le discussioni tra Samira e Arabella le ho scritte ascoltandole parlare, ho solo riportato il testo. Avrei voluto che non smettessero mai di parlare.
        Per quanto riguarda il finale: quel brano ha ispirato l’intera serie, è uno tra i miei preferiti ed è collegato anche a qualche ricordo malinconico.

    • Dialoghi molto intensi. Indubbiamente hai creato due personaggi forti. Arabella è più forte di quanto lei stessa creda.

  • Quando Arabella ritirò le mani dalla tastiera del pianoforte, la testa le riprese a pulsare. Respirò, rilassò le spalle, lesse di sfuggita lo spartito e riadagiò le dita sui denti bianchi e neri del mostro che la […]

    • Mi piace come tratti temi importanti e attuali, con decisione, eleganza ma delicatezza.Ci sono cose dentro di noi, che non vogliamo sentire o che ignoriamo volutamente per il troppo rumore che potrebbero portare nella nostra vita se gli dessimo ascolto…. spero non smetterai di scrivere, perchè racconti l’ anima vera di molte persone complesse ma autentiche più di altre.

      • Ti ringrazio molto per le belle parole!
        Non penso che smetterò di scrivere. È già successo una volta e sono stato “salvato” da una persona molto cara. Per quanto riguarda la serie: mi piace molto come è venuta fuori e sono super contento di sapere che è apprezzata e compresa. 🙂

    • “Il giorno seguente durò quanto una stagione, con tutti i suoi cambi di umore, le piogge e il sole, il vento e la mite bonaccia.”… mi è saltata subito all’occhio questa frase, bellissima a mio avviso! Mi associo all’ottima analisi fatta da @elygoccedirugiada. Proseguo nella lettura! 🙂

    • Anche questo capitolo scritto molto bene. Bravo Giovanni.

  • Il lampadario della cucina pendeva sul tavolo con le fauci spalancate. La sua luce dorata aveva assaggiato i tocchetti di pollo e rosicchiato il pane, insinuandosi fra i tovaglioli e le posate affogate nel […]

    • Altro bel capitolo, dallo sviluppo piuttosto curioso: l’insegnante di piano dal trascorso lavorativo “oscuro”, cacciata da un conservatorio. Saranno semplici insinuazioni? Vedrò di scoprirlo leggendo il seguito! 🙂
      Stupenda la frase: “Arabella morì. Ogni goccia di sangue si polverizzò ed evaporò sospinta dal vento d’inverno.”

      • Grazie ancora!
        Avevo leggermente il timore che dal primo capitolo al secondo ci fosse un salto un po’ repentino nei temi. Ho voluto ugualmente che si capisse di che tipo di serie stiamo parlando, soprattutto per non illudere i lettori che fosse una serie “leggera”. Il passato di Samira e le debolezze adolescenziali di Arabella sono punti chiave e mi felicita sapere che incuriosiscono. 🙂

    • Simpatico il personaggio della zia.

  • Fuori dalla finestra le nuvole giocavano a rincorrersi. Col mento poggiato sulle mani e i gomiti puntellati e ondeggianti di vaghezza, Arabella tinteggiava i propri occhi col colore del diluvio imminente. Tutto […]

    • E’ un frammento bellissimo. Grazie alla tua scrittura le parole scivolano una dietro l’altra , c’e’ musicalita’ nelle descrizioni , si sentono gli sguardi furtivi tra una pausa e l’altra ci si guarda con imbarazzo e curiosita’ senza leggersi mai davvero. E’ una serie davvero carina , sono molto curiosa di leggere il seguito. Mi piace la tua scrittura e questa narrazione e’ insolita e appagante.

      • Ciao, grazie per avermi letto e grazie delle belle parole!
        La serie è tutta pronta e fremo dalla voglia di pubblicare gli altri episodi. 🙂 Spero ti piacciano anche quelli. Alla prossima! 😀

    • Ho iniziato a leggere le prime righe e mi hanno subito intrigato. Ci sono immagini molto delicate e atemporali, che mi hanno fatto pensare poi ad una lezione di piano ambientata nel fine ‘800. C’è un “romanticismo”, nell’accezione più alta del termine, inconfessato che tende a diluire l’immagine senza definire troppo i contorni, nonostante la minuzia descrittiva. Molto bello!

      • Ciao!
        Grazie per l’apprezzamento! Suonerà un po’ strano, ma il complimento più bello è “minuzia descrittiva”. Ho lottato molto e con sudore per limare lo stile, rimuovere la voglia di riempire ogni cosa di informazioni inutili e forzose.
        Al prossimo episodio! 🙂

    • Da pianista (non professionista) devo dire che questo episodio mi ha incuriosito parecchio. L’inizio è molto evocativo, con queste immagini aperte al paesaggio circostante che, in parte, descrivono lo status mentale della protagonista. Interessante anche il richiamo alla matematica, una materia – di certo non buttata lì a caso – che un’amante della musica classica come Arabella non può non amare. Per il resto… stile accattivante, ottima punteggiatura e narrazione fluida. Sinceri complimenti! Vado a leggere gli altri episodi. 🙂

      • Grazie per le belle parole. 🙂
        Interessante il collegamento che hai fatto tra matematica e musica, io devo averlo fatto nel subconscio perché non l’avevo pianificato specificamente.
        Invidio troppo il fatto che suoni il piano, io al massimo posso ascoltarlo! (e amo farlo) 😀

    • bello e ben scritto, complimenti.
      sarei felice se leggeste e lasciaste dei commenti anche sui miei racconti

    • Mi piace. Molto ben caratterizzati i personaggi di Arabella e Samira. Leggerò tutto d’un fiato il seguito, mi chiedo come evolverà la storia.

  • La giornata non inizia col sole, non più. Lauren è vittima della sveglia, delle sciacquate veloci sotto l’acqua gelida, dei vestiti ammassati ai piedi del letto perché l’armadio è piccolo. Poi arriva il trucco, […]

    • Sara replied 3 mesi fa

      Ciao , carino questo breve flash di mondaneita’. I gay le borsette firmate, gli spot , il mezzo busto , e’ come una metafora televisiva, ti tagliano sempre qualcosa, lei forse voleva essere vista tutta intera invece… Si accontentera’ di questo spot a meta’ mentre l’altra sua meta’ pensa alla caldaia e a scaldarsi le gambe nell’ inverno rigido. Mi piacciono le descrizioni, mi hai portato sulla scena. Continua?

      • Ciao, grazie per avermi letto 🙂
        Non credo che continuerà, l’ho scritta per il Laboratorio (dopo aver speso venti giorni a pensare a qualcosa di adatto xD). Sono felice che ti sia piaciuta 😀

    • Bravo, anzi bravissimo! Mi è piaciuto molto, per l’originalità e per la collocazione del filmato al termine di un ricco preambolo! Un racconto breve, ma ricco di colori. I due personaggi principali sono ben descritti e lasciano al lettore la possibilità di immaginarli anche oltre la scena descritta.

    • Sicuramente uno dei racconti più originali della serie! Davvero complimenti

    • Ciao Giovanni, mi sono divertita a leggere il tuo racconto. Il dramma per la caldaia ha superato la mia avversione per gli stereotipi, qui enfatizzati ad arte per rappresentare uno spaccato di società.

      • Ciao!
        Grazie per avermi letto. 🙂 In realtà nemmeno io sono troppo tipo da stereotipi; però qui ci sono andato proprio a gamba tesa, per puro gioco. 🙂

    • Hai messo in scena uno spaccato della nostra società. Giovani che appaiono superficiali, perché la moda lo impone e altrimenti resterebbero tagliati fuori. Mentre invece molto spesso lo fanno per vivere (vedi la caldaia). Quindi non sono scelte, le loro, ma vere e proprie necessità. In questo senso, il tuo racconto mi è piaciuto. Bravo!

    • Bel racconto con alcuni passaggi deliziosi e dialoghi costruiti bene.
      Bravo,

  • L’ufficio chiude. Resterà chiuso, e al massimo sarà la brezza a bussare alle imposte e scuotere la saracinesca del palazzo. Nel silenzio improvviso, i fiocchi di neve si rendono conto di non sentirsi a loro agi […]

    • Che bel racconto. La donnina picolletta mi sono sentita io! Cose reali che accadono. Chissà poi come sarà andata …

      • Ciao! Grazie per il commento 🙂
        Sì, sono cose abbastanza reali. Volevo regalare un piccolo frammento di Natale, a mo’ di augurio. Credo che tra i due innamorati, dopotutto, sia andata a finire bene 🙂

    • Che bello, ho letto ora questa storia di Natale. A Natale!!! È un bell’affresco proprio perché reale. Grazie per la bella sensazione.

    • Un finale aperto alle interpretazioni. Mi piace. In poche righe sei riuscito a farmi emozionare, perché la scrittura è anche questo: emozioni. Non so come sia andata a finire tra i due innamorati ma dato che siamo sotto le feste spero, e confido, che sia andata bene! I dialoghi intensi e veloci, la descrizione perfetta dello spazientirsi della ragazza e un finale aperto sono gli ingredienti giusti per questo magico racconto. Bravo!

      • Ciao!
        Ti ringrazio per aver letto il racconto. È bello sapere che ti ha emozionata, soprattutto perché volevo che la storia facesse proprio questo: essere una piccola fotografia natalizia.
        Grazie ancora per avermi dedicato il tuo tempo 🙂

    • Un bellissimo racconto di Natale realistico ma che scalda il cuore, frammenti di verità dell’ animo umano, spero di leggere altro di tuo.

    • Il tuo racconto ha rapito il cuore anche a me, complimenti!Un concentrato di emozioni in brevi fotogrammi, che lasciano spazio a vari ipotetici finali e che ci fanno empatizzare con i sentimenti e i dubbi di lei. Buone feste 🙂

    • breve, intenso, realistico e romantico. Ingredienti di un perfetto racconto natalizio dal finale aperto per un sequel o libera interpretazione del lettore. Mi piace!

  • Uno sbuffo di neve. La porta si chiuse alle sue spalle. L’uomo slegò la sciarpa dal collo e si apprestò al bancone. Il suo amico era già seduto e, giudicare dal numero di bicchierini vuoti di fianco al suo brac […]

    • Cioè, bellissimo, una bomba, mi piace troppo questo racconto, complimenti.
      All’inizio non riuscivo a capire la disperazione dell’uomo, poi quando ho letto che il meccanico fece fatica a rimettere la “bimba” sul letto mi si é accesa una piccola lampadina ricollegando la cassetta degli attrezzi, alla fine la certezza di un robot con le sembianze della figlia dell’uomo disperato, che non accetta volentieri di perdere anche l’imitazione della ragazzina.
      Fantastico

      • Ciao. Ti ringrazio per il commento 🙂
        Più che un robot, è un automaton. Il setting dovrebbe essere un mondo steampunk in uno stadio un po’ avanzato rispetto al periodo a cui siamo abituati. Non è una cosa importante ai fini della storia, e non ho lasciato (se non erro) neanche troppe informazioni per immaginare un periodo storico preciso.
        Ancora grazie 🙂

    • DIciamo che la descrizione degli indumenti, come il lacero pastrano da spazzacamino, non ti porta nel futuro, né tanto meno ti pianta nel presente, quindi che fosse ambientato tra XIX e inizi del XX secolo lo si poteva immaginare, però poi con l’aparizione di katrin, ho dimenticato tutto e sono andato in fissa.
      Complimenti ancora

    • Credo che non identificare il periodo storico sia una mossa intelligente, il racconto scorre perfettamente così. Bravo!

    • Molto bello. Dall’incipit non avevo capito che si trattava di un racconto steampunk. La ballerina mi ha fatto tornare alla mente un episodio della mia infanzia, quando la mia migliore amica mi mostrò un carillon con la ballerina che girava su sé stessa. Era un carillon di pregio, con intarsi sul coperchio e velluto rosso all’interno. Noi non avevamo un soldo, eravamo in affitto e mio padre non aveva lavoro, così, non ho mai avuto un carillon come quello. Per questo mi è rimasta la passione per le ballerine giocattolo, quindi immagina come ho apprezzato il tuo racconto! Ben scritto e calibrato, con un pizzico di sentimentalismo che ho colto con piacere. Ti seguo 🙂

      • Ciao!
        Grazie per avermi letto. 🙂 Sì, diciamo che è una sorta di steampunk, ma è molto di sottofondo. Grazie anche per aver condiviso un pezzetto della tua vita, mi fa piacere sapere che ho stimolato un ricordo. Alla prossima! 🙂

  • Lo psicologo li aspettava anche quel pomeriggio, ma a loro non importava affatto. Janek ed Henriette avevano preso di proposito il bus sbagliato, finendo nel parco più grande della città. La panchina remota, q […]

    • Come sempre, scrittura consapevole, attenta. Il lettore entra nella storia sin da subito, in modo naturale. Bella la tensione che crei prima del finale. Io capisco che è il finale della serie e, se fosse così, avrei preferito meno “ermetismo”. Il finale si capisce, per carità, ma nella misura in cui lascia aperte due possibilità. Almeno, a me è arrivato in questo modo. Se era tua intenzione concludere in modo aperto, ok. Altrimenti, magari rileggendolo dopo un periodo di pausa, potrebbe essere il caso di rivederlo per evitare che il lettore possa avere la sensazione di non aver capito.

    • L’idea era proprio quella di finire in modo aperto, esatto. Il finale è a libera interpretazione del lettore, e penso sia meglio così.
      Grazie per la tua analisi 🙂

    • Rimane sempre molto coinvolgente il tuo modo di scrivere, i tuoi inali, sempre così aperti, mi colpiscono in modo particolare. Sempre e comunque bravo!

      • Grazie!
        Ma ho la sensazione che qualcosa non ti sia andato a genio. È il momento perfetto per dirlo! 😀

      • Ok, quando si dice essere un libro aperto… no, comunque non è in questa storia qualcosa che non va, penso che il problema sia mio nei tuoi confronti, te lo dico chiaramente: tu scrivi molto bene, hai un livello di talento alto, molto, credo però che non ti valorizzi abbastanza. Forse è per questo che vorrei sempre leggerti un pò di più in una lunghezza ancora maggiore, ma ripeto è un problema mio, perchè secondo me tu hai doti ancor maggiori da sviluppare, narrativamente parlando.

      • Credo di aver capito cosa intendi.
        Sto lavorando ai romanzi “veri”, quindi arriverà il tempo in cui ci sarà qualcosa di lungo da leggere 😀 Edizioni Open è perfetto per sfogare piccoli sfizi creativi e sperimentare tecniche nuove.
        In ogni caso, grazie davvero 🙂

      • Sì, Edizioni Open è sinonimo di brevità, ed è questo il bello ma sono anche felice di saperti al lavoro su qualcosa di lungo… che prima o poi spero di leggere 😀

    • Intenso e drammatico anche questo episodio, anche se visto i tempi che abbiamo avrei preferito un finale che desse un segnale… complimenti in ogni caso per il tuo stile di scrittura

      • Ciao, rispondo qui a tutti i tuoi commenti:
        sono felice che tu abbia apprezzato la serie 🙂 avevo una mezza idea, più decisa, su come far finire la storia, ma ho preferito non forzare i sentimenti né dei personaggi né dei lettori.
        Grazie ancora per avermi dedicato il tuo tempo! 😀

  • Le sirene della polizia fendevano la pioggia col loro suono squillante. Uno strillo nella notte non sarebbe mai stato capace di allertare i vicini, troppo distratti e soprattutto lontani dall’abitazione; non lo a […]

    • La scrittura è intensa, carica di immagini e sensazioni forti, forse anche troppo, ma del resto la situazione lo richiede. Un flashback raccapricciante che ci svela esplicitamente quanto si era potuto intuire nel precedente episodio. Janek continua a sembrare una vittima. Sarà davvero così? E il padre, è il vero carnefice che ha iniziato tutto? O la sorella di Janek è in realtà una minaccia per ogni uomo che le gira attorno? Curioso di continuare a seguire questa storia.

      • La tua interpretazione mi incuriosisce davvero molto. Dal mio punto di vista di autore, non avevo pensato consciamente che Henriette potesse apparire come una minaccia. Il tuo spunto mi fa riflettere su quanto penso di dire e quanto in realtà sto trasmettendo senza rendermene conto.
        Grazie del commento, l’ho apprezzato. 🙂

    • Di fatto, non appare come una minaccia. Ma potrebbe, allo stato attuale, essere un’ipotesi, un ribaltamento delle premesse narrative, che in genere è l’elemento su cui si costruiscono la maggior parte dei colpi di scena. Il fatto che io, come lettore, possa contemplare questa ipotesi non la interpreterei con un gap tra quello che tu sai della storia e quello che dici al lettore, con la scrittura di questi due episodi. Per me, è una cosa positiva, non negativa. Che poi sono sicuro mi chiarirò completamente col resto della serie. Sono varie le ipotesi che mi sono fatto. E questo per me rende la tua serie interessante. Mi fa venir voglia di vedere dove andrai a parare. Magari sarà qualcosa che non ho ipotizzato, è tanto meglio allora. 🙂

      • Ho capito cosa intendi. Le cose che vorrei usare come argomenti per rispondere sono un po’ delle anticipazioni sull’ultimo episodio, quindi al massimo ne riparleremo dopo 😀
        Sui colpi di scena c’è una cosa che posso dire: per me sono un tiro di dado. Non ho mai idea di come vengano e se funzionino, a volte non sono neppure sicuro siano colpi di scena!

    • leggendo questo secondo episodio mi sono stretta lo scialle al collo, ho percepito tutto il falso calore che cercava la sorella di Jenek tra le sue braccia, l’ amore sbagliato per riparare un torto… commuovente e forte come un pugno allo stomaco,

  • Le foglie arrugginite volteggiavano in lunghe spirali, sorrette da sbuffi di vento come in uno spettacolo di danza classica; si sorreggevano le une con le altre, per mano. Tra le nubi oltre le fronde degli alberi, […]

    • Un inizio di serie che sembra, come stile e bravura, l’inizio di un ottimo libro. Non vedo l’ora di leggere i nuovi episodi… bravissimo!!!

    • Ottimo inizio, situazione molto interessante nel suo essere aberrante e fuori da ogni etichetta. Il “male” del padre ereditato dalla figlia. Sul personaggio di Janek rimane un’ombra di mistero. Molto curioso di leggere gli altri episodi.

      • Ciao, grazie per il commento.
        Sul personaggio di Janek si farà un po’ chiarezza, giusto un po’, e anche sul “male” 🙂 È stata una bella sfida scrivere di una tematica così delicata senza apparire superficiale o “meh”. Spero di non deludere!

    • Va bene, però sono perdonata se della tua scrittura non avrei mai basta, vero? 😀

    • Un inizio veramente interessante; i personaggi prendono vita nei loro dialoghi dolorosi, ma tremendamente veri. Non vedo l’ora di leggere il prossimo episodio.

      • Grazie del commento 🙂
        Il prossimo episodio arriverà presto, ricco di altri dialoghi dolorosi. 😀

    • Complimenti davvero. Ben scritto, ricco di tensione. Le parole e le immagini scorrono insieme. E non sempre è così. Sono riuscita a entrare dentro il racconto. Ottimo.

    • Complimenti, mi ha intricato tantissimo. Bel pezzo davvero, sei riuscito a innestare la voglia di proseguire al successivo episodio. Molto bravo in ogni parte del racconto. Ancora complimenti.

    • Inizio coinvolgente, sono percepibili a pelle le emozioni del protagonista, quel misto di amore odio e ribrezzo che lo rendono intrigante per il lettore.

  • Mica c’era tutta ‘sta fila, alla fine. Quattro auto parcheggiate di traverso, due motorini e una mezza dozzina di moto; già si intuiva la qualità del partecipante medio. No, non si parla di feste e banch […]

    • È bella questa tua ragazza. Bellissima questa tua storia. Sembra che tu l’abbia vissuta veramente. Qualsiasi donna vorrebbe essere descritta e ammirata così 🙂 bravissimo

    • Ci starebbero almeno un paio di battute da bar, di quelle che solitamente però si fanno in privato tra amici, ma l’aspetto particolare di questa storia è l’apertura sentimentale, il progressivo cambio di atteggiamento del protagonista verso Noemi, inizialmente ammirata come mero oggetto del desiderio, poi osservata da una prospettiva di romanticismo. E allora non importa sapere come sia andata a finire perché di palpabile in questa vicenda c’è principalmente l’emozione di un ragazzo verso una ragazza. Il resto sono solo dettagli per curiosoni (che comunque mi dirai in privato) 🙂 .

      • Alle battute ci avevo un po’ pensato, ma già ero a corto di caratteri e temevo che avrebbero reso la storia “diversa”.
        Per i “dettagli per curiosoni”, non saprei proprio che dire. 😀 Non sono neppure sicuro di aver capito di cosa stiamo parlando; sono parecchio tonto. 🙁

    • A mio modesto parere questo è il tuo racconto più bello, forse perchè ti superi sempre e ti trovo maestro nei dialoghi, anche la tua scrittura cresce di livello, quindi complimenti davvero!

      • Davvero il più bello tra tutti? Ora voglio sapere perché (dialoghi a parte)!
        Grazie del supporto, come sempre 🙂

      • @giovanniattas con un ritardo immenso, ma eccomi.
        Prima di tutto la tematica, ti ho sentito ancora più presente, come anima e penna, di altri racconti- già intensi tra l’altro- che tu hai scritto, ma qui sprigioni davvero una grande forza evocativa di sensazioni, complimenti.
        Inoltre man mano che ti leggo e ti seguo, e il tempo scorre, noto una più sempre sofisticata sintassi. Davvero bravo!

      • Cerco sempre di migliorarmi 🙂 Per la tematica: la verità è che volevo scrivere un racconto con un personaggio di colore, che è una cosa che faccio molto di rado. La vena romantica è saltata fuori così, per caso.
        Grazie per la risposta, comunque 🙂

      • A volte le storie più produttive arrivano in superficie con sorpresa e fanno nascere piccole perle come questo racconto.

    • Bravo Giovanni è interessante il modo in cui descrivi la ragazza. La storia è molto divertente e credo che tu abbia ragione: “A volte basta poco per toccare con mano la felicità”.
      Grazie per questo LibriCK, a presto! 🙂

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Giovanni Attanasio

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@giovanniattas

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scrittore