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  • Casey Flanagan non si era mai lamentato di niente. Come agente di polizia intitolato di gestire la sicurezza di uno dei quartieri più agiati e mansueti della città, non avrebbe mai immaginato di essere svegliato d […]

    • Ciao Giovanni, devo farti miei complimenti. Sai che sono bacucca, onestamente preferisco un’autopsia a una scena di sesso, ma hai saputo dare al personaggio di Mylène una complessità e un’innocenza che mi hanno conquistato. E se avesse ragione Aaron? Se fosse una fata? 😂

      • Sei fortunata che c’ho messo una sola scena di sesso, poteva andare peggio! 😀
        Comunque, felicissimo che la serie ti sia piaciuta. Sono sorpreso che tu abbia notato innocenza in Mylène, complimenti per il buon cuore. 🙂 Su altro non mi pronuncio… 😛

    • Sei fortunata che c’ho messo una sola scena di sesso, poteva andare peggio! 😀
      Comunque, felicissimo che la serie ti sia piaciuta. Sono sorpreso che tu abbia notato innocenza in Mylène, complimenti per il buon cuore. 🙂 Su altro non mi pronuncio… 😛

  • Uno come lui dava nell’occhio, e non poteva farci nulla. Accettato il fatto che l’avrebbero scrutato tutti, chi con interesse e chi con invidia, Ignazio Kyles continuò a bighellonare per la viuzza addobbata come […]

    • Ciao Giovanni, mo’ adesso arriva Ignazio? 😀 Magari ha una mira migliore di Eleanor, anche se credo che l’avvocato non se la caverà tanto a buon mercato. Rimane l’incognita di chi sia questa ragazza, Myléne, non è che fino ad ora hai gettato fumo negli occhi? Magari, non è chi appare…

      • Siamo agli sgoccioli, letteralmente. L’incognita di Myléne è veramente enorme, infilata in una bella equazione di gran classe: ci vorrà del tempo per lei.
        Ci vediamo all’ultima puntata! 😀

  • Il profilo di Giovanni Attanasio è stato aggiornato 2 settimane, 4 giorni fa

  • Si fregava le mani, si grattava la testa e, ma solo all’interno, scalciava come un animale in gabbia. E in tutto ciò riusciva a tenere un occhio sulla bizzarra creatura che, oltre la vetrina del ristorante di lu […]

  • Il profilo di Giovanni Attanasio è stato aggiornato 4 settimane fa

  • Brendon aveva l’abitudine di lasciare l’ufficio per pranzo; sfruttando un sottopassaggio con nastri trasportatori si faceva spedire come merce pregiata, sino a sbucare nel grosso parco dall’altro capo dei palaz […]

    • Giovanni! Avevo quasi paura che non pubblicassi il racconto oggi, mi ero pure accertato se fosse veramente giovedì oggi. Comunque sia, questa serie mi sta appassionando molto, non riesco ancora a capire dove tu voglia andare a parare, tutto molto bello, attendo il prossimo episodio.

      • Ogni giovedì significa ogni giovedì, sino a esaurimento scorte! 😛
        Felice che la serie ti stia piacendo! Si andrà a parare da qualche parte, certo, ed è in stesura già la seconda stagione (conclusiva) dove la maggior parte delle cose verranno risolte.
        Grazie mille per il sostegno! 🙂

    • Ciao Giovanni, la vicenda si fa sempre più intrigante. Il personaggio di Myléne si preannuncia semplicemente complesso, rimane la mia curiosità di conoscere il significato dei tatuaggi e la sua vera natura. Non so, la vedo come una dark Amelie (Il favoloso mondo di Amelie): la testa per aria, ma non per questo priva di un senso. Attendo la prossima puntata 😀

  • Ogni mattina alle cinque e trentacinque in punto, Ignazio Kyles piroettava giù dal letto buttato di traverso nel monolocale. La sveglia la stoppava l’esatto momento in cui avrebbe cominciato a strillare, so […]

    • Ciao Giovanni, questa mattina mi hai fatto prendere un colpo. Dando un’occhiata nel gruppo ho visto che il contenuto del tuo post era stato rimosso e ho pensato di non poter più leggere il nuovo episodio della serie (che avevo già occhieggiato, non letto, ieri sera). Meno male che su Open è disponibile! La concezione “proprietà” che si estende all’essere umano è purtroppo reale. Molti per altri sono numeri, pedine utili o mezzi. Mi chiedo se il futuro che descrivi non sia fin troppo “presente” nei semi che stiamo gettando per il domani.

      • Ciao!
        Purtroppo mi rendo conto che, man mano che aggiungo dettagli all’ambientazione, il suo contenuto tende a mostrare una versione “peggiorata” di problemi già esistenti. Proprio come dici tu, non siamo lontani, anzi, per tante cose ci siamo già dentro sino al collo. 🙁

    • Ciao Giovanni, bell’episodio questo, dove diventa possibile riflettere sull’attualità del tema di proprietà, sul pericolo che rischia la nostra individualità in un futuro chissà quanto lontano (o vicino?). Inoltre l’uomo col cappotto è un personaggio ben caratterizzato, e la donna ha finalmente un nome… un bel nome… chissà se è davvero il suo… Il mistero su di lei aumenta, al prossimo episodio! Un saluto!

      • Sono contento che ti piaccia il nome, non so da quale sacchetto è stato pescato! 😀
        Di misteri ne abbiamo a valanghe, ed è chiaro che una serie non basterà a risolvere tutto. 😉
        Alla prossima!

  • Brendon Dormer si poteva, e lo faceva, vantare con una certa magniloquenza di essere l’avvocato di punta della Alter Pharmaceutics. La multinazionale possedeva ben il settanta percento degli ospedali e delle c […]

    • Non posso dire se è così per ogni tuo scritto ma… Tu adori provocare, eh? u.u dei tuoi scritti mi piacciono le provocazioni che lanci, i personaggi ben caratterizzati. Mr. Dormer è, mi pare di capire, il tipico individuo che passa il tempo a ritenersi migliore di ma rosica infinitamente su tutto. Il finale è chiaro, nonostante disprezzi ciò che la ragazza rappresenta, ne è attratto. Un moderno Frodo, con la bella Esmeralda…

      Sono curiosa di saperne di più su di lei ora 🌺 bravissimo, bell’episodio!

      • Onestamente non so neanche io se adoro provocare xD Penso dipenda dalla storia, sì, e non me ne rendo conto. Ciò che ho voluto fare con questa serie è stato creare personaggi molto “potenti” per bilanciare il fatto che, secondo me, la trama è semplice(?).
        Grazie mille per avermi letto e alla prossima!

    • Ciao Giovanni, nonna papera ha messo le zampe a terra 😀 (periodaccio, ma non c’entra nulla). Il racconto dal punto di vista stilistico, sintattico e tutti gli “co” del caso è perfetto. La vicenda avvince, ho estrema curiosità soprattutto per quanto riguarda il mondo “giù”: il significato dei tatuaggi, la vita che si conduce in quel luogo, il netto contrasto rispetto alla zona “protetta”. Due mondi diversi che mi attraggo in egual modo. Ora, so che quello che desideri da chi ti legge è un parere oltre tutto questo. Un parere personale che si stacca dal racconto in sè, un “saggiare ” le reazioni del lettore. Una riflessione nata fra le righe, con attenzione visiva al racconto. Tempo fa parlavamo di erotismo e questo è davvero un concetto molto personale. Pensa che ho scomodato Freud per farmi un’idea più chiara di quale sia il mio pensiero a riguardo, identificando il tutto come “libido”. Dicevamo, quello che “io” ritengo erotico. Il corpo e le forme della ragazza accarezzate con lo sguardo e la mente: sì. Onanismo: no. Ritengo quest’ultimo un bisogno fisiologico pari al nutrirsi, respirare, dormire: una conseguenza. Probabilmente mi attende la lapidazione, ma a mio modo di vedere è così.

      • Ciao!
        È un buon punto di vista il tuo, anche se la condanna al “gesto” mi sembra esagerata. Quando parliamo di erotismo per la mente, parliamo sempre in termini di letteratura, vale a dire che ogni azione o desiderio è misurato per comunicare al lettore una sensazione e non uno “stimolo” a doversi liberare di tutta la libido. Ho descritto la scena finale in modo che faccia capire al lettore la “disperazione” di Brendon, ma senza risultare volgare o stramba: il suo è proprio uno sfogo, ma tutto ciò che lo ha causato resta lì ed è molto più importante.
        Ti ringrazio per aver commentato e non ci sarà mai nessuna lapidazione! Più si entra nel dettaglio di un argomento e più è normale incontrare “resistenze”: non esistono due individui con lo stesso pensiero.
        Alla prossima e grazie per aver speso del tempo a riflettere su questi poveri disgraziati! 🙂

      • In realtà non condanno il gesto, in nessun modo, il mio intento era esprimere il mio concetto di erotismo 😁

      • Sì, scusa, ho esagerato coi termini xD
        Il messaggio è chiaro, e spero che tu riesca a goderti il resto della serie. 😛

    • Ciao Giovanni, francamente penso che l’atto finale di Brendon sia stato la naturale conseguenza di una fantasia che altrimenti rimarrebbe prigioniera dell’ipocrisia, quella dell’avvocato per bene. È erotismo? Nel modo descritto da te assolutamente si, perché il tuo obiettivo è che io lettore, leggendo, immagini la scena, nulla di più. Ma narrativamente è impeccabile, nutre soltanto la fantasia letteraria. Inoltre è un modo, direi intelligente, di mettere a nudo i limiti di una personalità altrimenti ingessata nella sua vita perfettina e da buonista. O almeno questa è la mia visione. Ma lasciando questo discorso, che mi interessa relativamente perché costituisce la cornice di questo episodio, almeno per ora, mi ha colpito la figura della ragazza e del mondo che la circonda, e ovviamente sono curiosissimo di scoprirne di più, sul tatuaggio e su quella parte di società che oggi chiameremmo bassifondi. Per il resto, e che ti devo dire? Racconto al top, come sempre! Un saluto, alla prossima!

      • Ciao!
        L’aggettivo “buonista” tornerà utile in seguito, ne sono sicuro! Per il resto, c’è da dire che abbiamo, soprattutto io, posto sotto i riflettori la questione “erotismo o no”, per cui è naturale analizzare molto quella parte del racconto.
        Il gesto di Brendon può sembrare, così a prima occhiata, una “logica” conclusione del suo percorso mentale, ma serve anche da solida base per il resto del suo percorso come persona(non personaggio) e serve, soprattutto, per la serie.
        Il personaggio di— stavo per spoilerare il nome, giuro!— la ragazza ha millemila cose da dire, difatti è tra le personalità “celebri” dell’ambientazione che ho usato per scrivere questa serie e un’altra, sempre qui su Edizioni Open. Si scoprirà qualcosa, certo, ma non aspettarti rivelazioni pazzesche. 😛
        Ovviamente grazie mille per i complimenti, che anche se a volte non dico nulla, mi rendono sempre molto felice.
        Alla prossima!

  • Al crepuscolo, le luci della città tentennavano per poi accendersi in uno sfavillare di raggi argentei ed esplosioni d’oro e cobalto. Il cielo e le stelle non esistevano, ridotte a un lontano ricordo di cui so […]

    • Primo episodio interessante. Sono curioso di scoprire come ti muoverai nel narrare una storia dal sapore classico (anche se il finale ha certamente acceso la mia curiosità.)😊

    • Ciao Giovanni, di questo primo episodio ho colto soprattutto l’arroganza dell’avvocato. Mi ha ricordato quei tizi invasati, secondo i quali i ricchi devono stare al di sopra di tutto e oltre il muro, eretto da loro con tanta cura, deve starci tutto il resto. Aaron è la voce discordante, l’occhio curioso del mondo esterno. La moglie è presa unicamente da sé stessa, il resto non le importa granché.
      Posta presto il seguito, miss Pipì mi fa tanta simpatia. E credo avrai molto da dire 🌺

      • Ciao,
        i tuoi commenti sono sempre molto incoraggianti e attenti! Ho quasi paura di ciò che potresti dire (e farmi scoprire) sul seguito. 🙂
        Il prossimo episodio uscirà tra una settimana esatta. Alla prossima! 😀

    • Le corporazioni evocano scenari cyberpunk, un genere che ho scoperto leggendoti e che continuerò ad episodio dopo episodio e goccia dopo goccia. Con l’episodio della pipì è stato creato un nodo nella trama, è troppo presto per esprimere un parere (a parte un giudizio positivo nella firma, come sempre). Adpetto altri accadimenti, ci vediamo al prossimo episodio!

    • Ciao Giovanni, gli ingredienti per il cyberpunk ci sono tutti. Netta demarcazione fra classi sociali, corporazioni, muri visibili e invisibili. Uno squarcio non troppo distante da quello che accade tutti i giorni nel mondo, visto in una chiave futuristica che dà modo al lettore di riflettere. Il punto di rottura, “la pipì”, mi ha particolarmente intrigato e divertito. Dalle premesse presentate nel gruppo, racconto erotico, mi ero immaginata di assistere a qualche scena particolarmente intricata che prevedesse la pratica dell’urofilia o.O

      • Sì, gli elementi cyberpunk ci sono e ce ne saranno di più, così come per l’erotico. E comunque, la serie si chiama “La Farfalla”, “Pipì” è solo il primo episodio xD
        Per quanto riguarda, di nuovo, la pipì e l’erotico: per me è un genere molto vario, non ben definito e soprattutto soggettivo. Il mio erotico non è porno, non troverai scene descritte in modo troppo esplicito né volgarità gratuita. Il mio è eros per la mente, non per il corpo (e penso che ci siamo capiti).
        Puoi immaginare l’erotico come un filtro che applico quando scrivo, che mi fa mettere più in evidenza dettagli che in altre storie stonerebbero. Un po’ come il filtro “per bambini” “politico” “Teen” e via dicendo, sono tutti modificatori dello stile.
        Posso dirti però che sono molto bravo (detto da altri) nel porno vero e proprio. Basta farmi un fischio.
        Grazie per avermi fatto riflettere, ciao!

      • Attendo il seguito con molta curiosità 😃

    • Ciao Giovanni, le tue solite, suggestive descrizioni impreziosiscono come sempre ogni tua ambientazione, e di questo rimango sempre affascinato. Ho trovato molto attuale il contenuto di questo episodio: vero è che il problema della sicurezza personale violata esiste da sempre😁, ma mai come in questi tempi. Infatti direi che è un argomento all’ordine del giorno qui in Italia ormai, anche se certamente non abbiamo a che fare con una donna che fa pipì sul prato😂! Hai ritratto perfettamente la spocchia posseduta dal marito e il carattere insipido/insopportabile della moglie che contrastano mirabilmente con la semplicità di un bambino catturato ancora dall’immaginazione e curiosità, la stessa che hai fatto venire a me su questa “impertinente”, e quindi aspetterò prossima settimana… chissà cosa mi riserverai… episodio che mi è piaciuto molto, tanta ironia ma anche voglia di far riflettere, o almeno con me ci sei riuscito! Un saluto e… alla prossima(pipì?)😂😂😂!

      • A essere onesto avevo pensato alla sicurezza violata solo in termini di “plot”, non ci avevo pensato dal profilo umano! 😀
        Ho voluto far attenzione particolare ai personaggi di questa serie, e sono felice di vedere che almeno nel primo episodio funziona. Il bimbo funge un po’ da lente e invoglia il lettore a incuriosirsi attraverso i suoi occhi. Io sono troppo di parte nel dire che adoro “l’impertinente”. Ho serie difficoltà a prevedere a chi ogni lettore si affezionerà (potrebbe anche detestare tutti, caso molto possibile).
        Alla prossima e grazie! 🙂

  • Se ne stavano seduti al bar, davanti due bicchieri. Il primo, un giovane che la vita aveva svezzato a pugni e calci, guardava il secondo, un mingherlino senza peli né barba, né dignità.     E fu il secondo ad apr […]

    • Ciao Giovanni, con questo racconto forte e spinto, dove comunque ho scorto angoli di pura poesia, hai saputo rendere ciò che sulle prime può essere definito odiabile, letteralmente amabile, riferendomi ovviamente ad Annette. Mi sono ritrovato un po’ a ridere, un po’ ad emozionarmi e riflettere. Eugen poteva andare via, lasciarla sola col suo fardello, visto che in fondo non era una circostanza voluta, ma ha dimostrato senso di responsabilità, almeno dal mio punto di vista, e forse ha davvero iniziato ad apprezzarla, perché alla fine Annette ha mostrato tutta la sua umanità e sensibilità. Un LibriCK che ho apprezzato davvero😊!

      • Ciao!
        Sono veramente colpito dalla tua analisi, che mostra un’opzione che non avevo considerato affatto, vale a dire quella per Eugen di abbandonare Annette assieme al bimbo. Sono molto contento che ti sia piaciuto, davvero. 🙂

    • Breve ed intenso. Un racconto forte che fa sorridere e riflettere sulle dicotomie di coppia. E difficoltà di comunicazione e convivenza che alle volte la vita ci presenta.
      La scena del bagno è esilerante!
      lo stile contemporaneo descrive meravigliosamente i personaggi che ho adorato con le loro diversità e particolarità.

      • Grazie mille! Volevo soprattutto che la storia facesse sorridere e rilassare, e sul finale lasciare spunti per qualche riflessione. Felice che sia piaciuto! 😀

    • Ciao Giovanni, anche se in maniera più mite di quanto hai descritto le dinamiche di coppia sono un vero casino. Mi ci sono ritrovata in questo senso, quando l’innamoramento è acqua passata si spalancano le porte della verità ed è necessario il compromesso. Alla fine, ti “affezioni” proprio agli aspetti meno gradevoli del partner, come russare o parlare da sola, ad alta voce, davanti al frigorifero 😀 Mi sono divertita a leggere il racconto che al di là della comicità pone una riflessione: difficile apprezzare una persona una volta che si è tolta la maschera.

      • Guarda, non so quando in modo più “mite”, penso dipenda dai casi! 😀 Immagino però che la storia abbia risvegliato bei ricordi in tanti lettori, e di questo sono contento! 😛
        Grazie per avermi letto e alla prossima 😉

      • A ognuno il suo, io mi accaparro il frigorifero 😂😂😂

    • Ciao Giovanni. Di essere odiosa…è odiosa. Può essere anche strafica ma che cavolo!!
      Mi è piaciuta molto la conversazione che cambia nelle varie ambientazioni e il contrasto che hai creato tra la coppia e la chiacchierata amichevole tra amici.
      Alla prossima ssima

    • Ciao Giovanni, ho letto questo racconto con piacere. Scorrevole, divertente e aspro allo stesso tempo. Vabbè, la ragazza è insopportabile, ma le vicissitudini della coppia sono piuttosto veritiere, anche se portate all’eccesso.

      • Ma poraccia, ‘sta tizia non la sopporta nessuno! 😀
        Ho imparato, forse con tristezza forse con gioia, che nella realtà si nascondono eccessi più folli di quelli che sono solo frutto di fantasia. Grazie per avermi letto! 🙂

    • «Mi tratta male, ma non riesco a lasciarla.»
      OVUNQUE…

      Gli sviluppi successivi sono agghiaccianti e strani. Mi piace questo spaccato di realtà surreale ma che suona come qualcosa , invece, di assolutamente reale… che sembra di ascoltare, percepire, per la strada e tra la gente.

      • Grazie! Forse è il primo commento in cui nessuno insulta la “fidanzata”! 😛
        Io sto imparando che il confine tra realtà e finzione non esiste. 😮
        Alla prossima!

    • Annette è molto insicura, diretta, tremendamente vera, a tratti mascolina e decisamente innamorata di Eugen. Sì perché anche se lo tratta un po’ così, è molto presa da lui. Personalmente mi piace Annette, perché mi pare, tu abbia ribaltato i ruoli ritenuti tradizionali da circa l’85% delle persone. Racconto provocatorio, con un finale molto dolce. Mi piace ciò che Eugen scopre alla fine… La bellezza di amare qualcuno per ciò che è davvero, senza maschere.
      😊🌺

      • Sarò onesto nel dirti che il tuo commento mi ha reso genuinamente felice. Non avevo molto pensato a come le persone avrebbero reagito ai due personaggi e i loro atteggiamenti, ma mi gratifica molto che tu abbia apprezzato lei per ciò che è, dando anche a lui i meriti che, appunto, merita. 😀
        Il messaggio finale è proprio quello: scoprire che se si ama qualcuno, si può superare ogni “difficoltà”.
        Grazie.

  • Se ne stavano belli comodi, lui davanti ai tre schermi del suo computer d’avanguardia, e lei stravaccata di traverso sul divano col telefono in mano. Non sapevano affatto che dirsi, neanche quelle due battute s […]

    • Ciao Giovanni, hai proposto un racconto che affonda le radici nell’odierna società. I social come mezzo di comunicazione, vita virtuale: una maschera, un avatar, che consente di ritagliare un angolo di mondo tutto nostro. In parte lo comprendo, in questo modo ho superato diverse incertezze nel propormi come scribacchina: apprezzo le critiche, ma il pseudo anonimato mi permette di ragionare con più lucidità, da una prospettiva esterna. Può fare molto bene, può fare molto male. Come ogni arma dipende da come viene utilizzata. Un altro concetto odierno è la velocità con cui le nuove generazioni crescono. A tredici anni ancora giocavo, ora le ragazzine escono con il fidanzatino in discoteca.
      Mi è piaciuto il piglio ironico del finale, l’invito a vivere la realtà senza cadere nell’equivoco. Un monito per molti.

      • Onestamente la storia è nata dopo aver visto un “meme” su internet. 😀
        Quella che hai fatto tu è una buona interpretazione, anche perché io non avevo proprio in mente nulla mentre la scrivevo, solo il concetto di questi due individui che mi faceva ridere (lo ricollegavo alla vignetta vista su internet).
        Comprendo la tua visione delle nuove generazioni premature, ma non sono sicuro di condividerla. In ogni caso sono d’accordo su ciò che hai detto del finale: la storia voleva far ridere. 😛

    • Ah! Ci siamo, CI SIAMO! Adoro racconti sulla “realtà”, sull’umano… che è fatto di eroi, perdenti, erranti vagabondi emozionali… straccioni con divise non d’ordinanza ma di ruoli affibiati o interpretati per paura; regnanti di solitudini… e candori mistici. Mi hai colpito, sei nel mio stile! Se vorrai incontrarmi sono nei miei profili, ci sono anche i musicisti sul marciapiede.

      • Di solito non scrivo cose del genere; può succedere, soprattutto se sono carico di certe emozioni verso la società. Questa è nata per gioco, per una cosa letta su internet! 😀
        Felice che ti abbia colpita, e grazie per aver commentato! 🙂

    • Ciao Giovanni,
      Mi piace il tuo stile provocatorio. Il tuo modo ironico di raccontare la verità. È molto vero, molto sarcastico. Mi ha fatto pensare il carattere dei due protagonisti… Lei, che tecnicamente è più giovane, si butta senza troppi pensieri, Lui invece si tira un sacco di menate. In realtà è qualcosa di molto comune nella società… Persone giovanissime che giocano a fare i grandi e persone grandi, che giocano a fare i piccoli. Per non parlare del coraggio/ansia che infonde la tecnologia.
      Insomma, è un racconto pieno di contrasti questo qui, fila dritto al punto e strappa un sorriso 😊

      • Ciao!
        Entrambi i personaggi sono un pochino spericolati, a modo loro, con obiettivi diversi. È una storia che mi son divertito molto a scrivere e sono felice che la parte “ironica” si faccia sentire!
        Grazie per avermi letto. 😀

    • Ironico, sferzante, timido, avventato, riflessivo, provocatorio.
      Un bel mix di contrasti che ti trascinano alla fine del racconto con un colpo di scena semplice ma efficace, che pone riflessioni sulla società odierna e il mondo virtuale.
      Complimenti davvero!

    • hahahahahahahahaha, bellissimo, ho letto il racconto con il sorriso sulle labbra fino alla fine. Ma a renderlo ancor più divertente e che si tratta di uno scenario perfettamente plausibile. Grandissimo, grazie mille, mi serviva XD

  • C’è qualcosa di insito in noi umani, una complessa miscela di ordini insindacabili che arrivano direttamente dall’animo, e tutto ci ordina di ascendere. Armati dei più pionieristici strumenti per l’arr […]

    • Ciao Giovanni. Il racconto è scritto molto bene. La trama è fantasiosa e dal risvolto tenero. Vorrei dirti che, più di tutto, mi ha fatto riflettere il tuo incipit. Hai proprio ragione! L’uomo teme la morte, eppure ne è inconsciamente affascinato. E per questo motivo, sovente la sfida facendo delle cavolate assurde. Leggi cazzate 😂Alla prossima 🙂

      • Ciao!
        Non posso negare di essermi ispirato alla mia adolescenza, e immagino quella di tanti altri, in cui diventa “necessario” tentare la follia più in voga del momento pur di vivere. Il resto della storia è un puro sfogo “cyberpunk”, non lo nascondo, ma mi sono costretto a fare qualche riflessione.
        Grazie per avermi letto! 🙂

    • Ciao Giovanni, a parte il fatto che l’intero racconto è scritto davvero con grande perizia e cura, e ne ho apprezzato ogni singola riga, Asha è un personaggio davvero figo, mi piacerebbe vederla in azione in altri tuoi racconti, e anche la realtà futuristica è interessante! Ma il finale mi è piaciuto davvero tanto, un finale dove ho intravisto il lato malinconico di Asha! Davvero bello😁!

      • Ciao,
        dubito che Asha tornerà sugli schermi, nonostante io stesso mi sia affezionato a lei. La prossima serie che avvierò sarà su setting fantasy, ma anche lì ci sarà una forte figura femminile (come accade spesso nei miei racconti, sembrerebbe). Per il resto, grazie per avermi letto! 🙂

    • Ciao Giovanni, mi associo ai complimenti. Gli esseri umani cercano di contrastare il timore della morte, ma soprattutto della vita, sublimandolo in altri “bisogni”: sesso, “cazzate”, potere, cibo, gatti (bestie infide che ti rubano cuore e ragione, non ti fanno pensare e zampettano a sproposito sopra la tastiera). Mi sono piaciute moltissimo le atmosfere del tuo racconto. Mi hanno ricordato quelle di Blade Runner, uno dei miei film preferiti.

      • Ciao,
        in effetti c’è qualcosa del classico cyberpunk. L’incipit ha guidato il resto della storia, con la scelta di creare una protagonista dura e disinibita, in un certo senso. Giuro che la prossima volta rispetterò un po’ di più la traccia del video! 😛

      • Benissimo così, nel finale il video c’era tutto 🙂

    • Ciao Giovanni, secondo me il lab ci sta tutto. Scrivi bene, non serve che te lo dica; le tue opere sono sempre originali e questo racconto non fa eccezione. La morte affascina? Non saprei, ho sempre pensato che, separata dai ricami da romanzo, non sia altro che freddo e buio. È però indiscutibile che molti cerchino l’adrenalina per sentirsi vivi; la famosa storia dei cento giorni da pecora contro il singolo giorno da leone.
      L’eroina cazzuta (passami il termine) affascina sempre, anche se negli ultimi tempi ritengo sia diventata una figura troppo abusata. Un po’ mi mancano quelle fanciulle romantiche che non chiedevano altro che essere salvate…😉😁
      A parte tutte queste considerazioni, devo dirti bravo anche stavolta.🙂

      • Ciao,
        la visione della morte che ha la protagonista è molto legata alle sue esperienze, ciò che io penso resterà un mistero (anche a me)! 🙂
        Non sapevo che la figura dell’eroina cazzuta fosse in voga, ma lo posso ben credere visto il periodo di rivalsa in cui viviamo. Non ho capito se sei un fan delle dame in difficoltà, perché io un po’ lo sono. 😉
        Se si presenterà il lab giusto, darò sfogo a quel mio lato vulnerabile e tirerò fuori la più dolce e indifesa delle eroine. Tira un arietta romantica attorno alla mia tastiera, e aspetto il giusto momento per sfogarmi. 😛
        Alla prossima!

      • Giovanni, io sono un fan delle donne a prescindere. Sempre e comunque!😂

    • Mi associo agli altri nei complimenti. La storia attrae in maniera elegante sai porre curiose riflessioni al lettore. Inutile commentare i personaggi che come sempre sai caratterizzare molto bene.
      Bel racconto!

  • Aveva già provato una sensazione del genere: un corpo gettato tra i rifiuti, metallo e carne legati assieme da vincoli elettronici. Un pruriginoso istinto le ordinò di grattarsi la spalla.     «Non lo farei, […]

  • All’alba del primo aprile, e purtroppo non si era trattato di uno scherzo, ogni forma di libertà era cessata. Instauratosi col garbo delle belle parole e le movenze di un pattinatore sul ghiaccio, il supremo mi […]

    • Ciao Antonio, potresti inserire questo racconto a pieno titolo nel laboratorio Ucronie. Anche se, purtroppo, descrive una realtà non del tutto fantastica. Viviamo in un’epoca storica in cui le libertà e le “diversità” sono in pericolo. Il voler uniformare la massa è un concetto attualissimo, come il ritorno all’insofferenza e la falsa morale. Spero che il tuo non sia un racconto profetico, Orwell e il suo 1984 insegnano.

      • Sono felice per Antonio per queste belle parole! 🙂
        A parte gli scherzi. La storia è ispirata a una vicenda vera (per quanto riguarda la donna prigioniera), più altri miei sassolini che volevo decisamente tirar via dalla scarpe. 😛 E sì, spero proprio che non si avveri nulla!

      • Ciao Giovanni, non ho scuse se non che, probabilmente, in quel momento ero a corto di caffè 😥

      • Ma figurati! È stato divertente leggere l’email con la notifica del commento. 🙂 Secondo me è un bene che certe cose accadano, almeno si può sorridere un po’!

  • Murak non dovette bussare. Il portone della chiesa si aprì da sé, spinto da due braccia scarne la cui lucida pelle traspariva da una sottile vestaglia sacerdotale. Drizzò il capo per seguirne le forme e si so […]

    • Ciao Giovanni. Un episodio molto triste e un destino, quello di Murak, che non auguro al mio peggior nemico. Mi sono soffermata spesso sul concetto di immortalità e su come questo possa riempire di disperazione. Certo, inizialmente il tempo ti è amico. Con il trascorre dei secoli si perde il senso della meraviglia e della scoperta: la benedizione diventa maledizione. Credo che il concetto di reincarnazione faccia fondamento su questo, anime antiche che prendono vita in bimbi con la capacità di gioire.

      • Ciao.
        Sì, diciamo che la vita di Murak non è tra le più allegre! 😀
        Sono molto felice che tu abbia voluto seguire questi personaggi nelle loro disgrazie. Alla prossima e grazie! 🙂

  • Murak sedeva sul bordo del giaciglio, al confine tra il tiepido affetto delle coperte e il pavimento sconosciuto. Nell’immobilità della notte, i contorni del suo corpo ben definito sparivano, si miscelavano al bu […]

    • Ciao Giovanni, sono curiosa di conoscere il motivo per cui Murak pensa di poter trovare la morte solo per mano di una donna. Risolto il “mistero” della macabra collezione attendo gli sviluppi 🙂

      • Ciao.
        Murak ha già provato di tutto. Come lui stesso fa notare, le donne hanno un legame molto più forte col Guardiano e spera di poterci restare secco così. 🙂
        Se per “collezione” ti riferisci alla sacca di pietre, allora sì! Era un dettaglio minuscolo nell’altra serie, sono felice che sia stato notato! 😀

      • Sì, proprio il sacchetto di pietre 😁

  • Entrarono in dieci, portatori della sacra armatura benedetta dal Guardiano. Alcuni tra loro, i più anziani soprattutto, brandivano i mazzafrusti in una mano, nell’altra i pendenti in cui la rosea gemma as […]

    • Ciao Giovanni. Riassumendo, il delirio distruttivo di Ezadio è durato due secoli in cui ha perso reale coscienza di sé cedendo alla sua parte oscura. L’inquisitrice che incontra in questo episodio è la prima delle molte “sante”?

      • Ciao. La risposta a molte domande arriverà coi prossimi episodi, anche se resterà qualche interrogativo. Questa serie e l’altra collegata, le rivedrò in futuro e le trasformerò in qualcosa di più lungo e organizzato. 🙂

  • Che le città mutassero in fretta non era una novità, soprattutto in tempi in cui minacce oscure sorgevano proprio nel cuore delle capitali. In cinque anni di vita tra la bassezza del volgo, nell’umidità marc […]

    • Ciao Giovanni, avevo appena finito di leggerti quando è apparsa la bella sorpresa! Un nuovo episodio da “consumare” subito subito. La mia mente non mi ha tradita, questo giovane demone ha molte avventure da raccontare 🙂

      • Ciao!
        Quella che era nata come un’idea “per gioco”, ha finito per riempirmi la testa di dettagli e storie. Penso che questa serie chiuda tutto ciò che è rimasto aperto. 🙂

    • La cosa che più mi ha colpito e fatto riflettere, oltre le tue mirabili descrizioni, è il fatto che noi spesso associamo la fede e il culto con il bene assoluto, mentre invece il male inteso come discriminazione, odio e invidia può celarsi anche in quelli trincerati nella ragione della propria fede. Io ho percepito questo, soprattutto ripensando alle vere inquisizioni esistite storicamente in periodi che tu, con grande fantasia, riesci a riportare alla luce con cruda realtà. Mi chiedo, smarrita la sua fede, quale sarà la prossima mossa di Ezadio, e mi dispiace per la fine di Aradie…

      • Guarda, confesso che l’ambientazione è “religiosa” nel senso fantasy e spudorato del termine, con inquisitori, santi e demoni, e via dicendo. Resta però molto vera la tua riflessione sulla fede che viene mostrata nel racconto. La mia idea era di creare un mondo in cui potessi un po’ sfogare il fantasy che amavo scrivere da ragazzino, ma la cosa ha preso una piega a tratti più seria di quando programmato! 😉
        Non nascondo di aver sempre desiderato scrivere un romanzo sorta storico ambientato nel periodo dell’inquisizione!

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Giovanni Attanasio

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@giovanniattas

attivo 40 minuti fa
scrittore