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  • Lo scorrere del tempo doveva essere relativo proprio come si diceva, dato che i minuti sembravano durare dai dieci ai mille secondi. Arabella era rimasta accucciata sotto le coperte per chissà quanto, subendo […]

  • Le altalene nelle piazzole pativano il gelo, abbandonate tra il fango e la neve sciolta che mordicchiavano l’incuranza dei prati. Le madri spingevano i passeggini attraverso la desolazione e Arabella si perse n […]

  • Vaniglia, forse. Arabella spinse il capo contro il soffice cuscino e respirò sino a riempire il naso della fragranza. Tirò le gambe al petto e si accucciò sotto le coperte, scacciando il freddo con un lamento ch […]

    • Altro ottimo episodio, in cui finalmente ci si addentra nel cuore della trama. Trovo fantastiche alcune frasi, sia per la scelta stilistica adottata e sia per il significato espresso. L’indecisione di Arabella è continuamente palpabile, così come quella di Samira. Questa serie mi sta piacendo parecchio, per cui attendo il seguito! 🙂

      • Tra tutti questo è il mio episodio preferito, penso sia quello che meglio descrive l’atmosfera della serie. Parlando della trama: questa non è la più “veloce” tra le mie serie, tantomeno scoppiettante o diretta. A modo suo è prevedibile, penso io, e ciò che ho voluto fare è stato rendere personaggi e dialoghi interessanti. L’emozione che volevo infondere era quella “sì, vabbè, ho capito com’è la situazione, ma voglio leggere perché ‘ste due tizie sono troppo spassose da guardare”.
        Grazie ancora per i tuoi commenti. 🙂

  • Quattro auto si spartivano il territorio nel vasto parcheggio del centro commerciale, lanciando sguardi truci a chiunque volesse accostarsi a loro. Il cielo non mostrava nemmeno una nuvola e splendeva di una […]

    • Giovanni sei stato rapidissimo ad interpretare il Lab, complimenti! Questa storia ne contiene altre sottintese che potrebbero svilupparsi in altre mille direzioni. È, potenzialmente, il prologo il una Serie. Del finale mi resta qualche dubbio: la bambina si deve redimere facendo del bene. Ma redimere da cosa? Cos’ha commesso?

      • Sì, stavolta l’idea è arrivata ben diretta guardando il video! 😀
        Sul finale: l’ho lasciato mooolto interpretabile, le poche cose essenziali sono state dette e il resto è libero. Dubito che ne avvierò una serie, anche perché ho tanto materiale su cui lavorare per eventuali serie. 😉 (ancora devo finire di pubblicare “Nocturne”!)

    • Fuoriclasse indiscusso! Sono impzzito al: «Pensavi stessero scherzando?»
      Descrizone ambinetale da film, “Ai margini del parcheggio si palesò uno di quei bar adatti a controllare la refurtiva, godersi un bel caffè e spazzolarsi i capelli come se ci si fosse appena svegliati. ” visto e rivisto ma se sei riuscito a non renderlo banale.
      Infine non so se tu lo abbia fatto di proposito o se sia venuto da sé ma al palesarsi dell bimba era troppo evidente che avesse visto tutto però poi il colpo di scena finale. Se lo hai fatto di proposito sei allo stesso tempo un genio ma anche un cattivone perché hai giocato con il lettore, tutto sommato però si riassume in tre lettere: WOW

      • Grazie mille! La bimba aveva già visto tutto e sapeva ogni cosa, il finale serve a confermarlo e aggiunge quel pizzico di mistero in più. 😀 Avrei voluto aggiungere qualche dettaglio in più, ma avrebbe snaturato la storia e sarebbe sembrato forzoso.
        In ogni caso, sono contento che ti sia piaciuto! 🙂

    • Molto carina l’idea di sviluppare il racconto sconfinando nel campo del soprannaturale. Ho l’impressione che tu sia particolarmente forte nei dialoghi. Perché sei credibile e naturale. Complimenti!

      • Grazie mille per il commento. 🙂 I dialoghi li scrivo molto volentieri, è vero. Riesco sempre a immaginarmi la discussione, a viverla in prima persona. L’idea di andare nel soprannaturale è arrivata mentre scrivevo il finale, l’intero racconto non è stato molto programmato. 😀

  • La graziosa utilitaria saltò fuori dalla rampa in fondo alla via proprio come un confetto dal sacchetto. Si affiancò al marciapiede e Arabella aprì lo sportello.     Samira, da dentro, la salutò con un gesto l […]

    • Ciao Giovanni. Questo episodio mi è piaciuto moltissimo, forse più degli altri. Si comincia a entrare nel vivo della storia, le cose si fanno serie. Cosa mi è piaciuto in particolar modo? Innanzitutto questa parte:
      “«Mio papà fuma.»
      «E?»
      «E riconosco l’odore,» spiegò Arabella….”
      Magari sembrerà banale, anche se per me non lo è. Questa consequenzialità rende il discorso non solo fluido, ma soprattutto vero, reale.
      E poi ho amato il finale: “A Samira bastò osservare la posizione delle dita: Nocturne op.9 : n.2.” Una chiusura di stile!
      Bravo! 🙂

      • Ciao. Sembri deciso a sottolineare sempre le cose che più adoro io stesso! 😀
        Le discussioni tra Samira e Arabella le ho scritte ascoltandole parlare, ho solo riportato il testo. Avrei voluto che non smettessero mai di parlare.
        Per quanto riguarda il finale: quel brano ha ispirato l’intera serie, è uno tra i miei preferiti ed è collegato anche a qualche ricordo malinconico.

  • Quando Arabella ritirò le mani dalla tastiera del pianoforte, la testa le riprese a pulsare. Respirò, rilassò le spalle, lesse di sfuggita lo spartito e riadagiò le dita sui denti bianchi e neri del mostro che la […]

    • Mi piace come tratti temi importanti e attuali, con decisione, eleganza ma delicatezza.Ci sono cose dentro di noi, che non vogliamo sentire o che ignoriamo volutamente per il troppo rumore che potrebbero portare nella nostra vita se gli dessimo ascolto…. spero non smetterai di scrivere, perchè racconti l’ anima vera di molte persone complesse ma autentiche più di altre.

      • Ti ringrazio molto per le belle parole!
        Non penso che smetterò di scrivere. È già successo una volta e sono stato “salvato” da una persona molto cara. Per quanto riguarda la serie: mi piace molto come è venuta fuori e sono super contento di sapere che è apprezzata e compresa. 🙂

    • “Il giorno seguente durò quanto una stagione, con tutti i suoi cambi di umore, le piogge e il sole, il vento e la mite bonaccia.”… mi è saltata subito all’occhio questa frase, bellissima a mio avviso! Mi associo all’ottima analisi fatta da @elygoccedirugiada. Proseguo nella lettura! 🙂

  • Il lampadario della cucina pendeva sul tavolo con le fauci spalancate. La sua luce dorata aveva assaggiato i tocchetti di pollo e rosicchiato il pane, insinuandosi fra i tovaglioli e le posate affogate nel […]

    • Altro bel capitolo, dallo sviluppo piuttosto curioso: l’insegnante di piano dal trascorso lavorativo “oscuro”, cacciata da un conservatorio. Saranno semplici insinuazioni? Vedrò di scoprirlo leggendo il seguito! 🙂
      Stupenda la frase: “Arabella morì. Ogni goccia di sangue si polverizzò ed evaporò sospinta dal vento d’inverno.”

      • Grazie ancora!
        Avevo leggermente il timore che dal primo capitolo al secondo ci fosse un salto un po’ repentino nei temi. Ho voluto ugualmente che si capisse di che tipo di serie stiamo parlando, soprattutto per non illudere i lettori che fosse una serie “leggera”. Il passato di Samira e le debolezze adolescenziali di Arabella sono punti chiave e mi felicita sapere che incuriosiscono. 🙂

  • Fuori dalla finestra le nuvole giocavano a rincorrersi. Col mento poggiato sulle mani e i gomiti puntellati e ondeggianti di vaghezza, Arabella tinteggiava i propri occhi col colore del diluvio imminente. Tutto […]

    • E’ un frammento bellissimo. Grazie alla tua scrittura le parole scivolano una dietro l’altra , c’e’ musicalita’ nelle descrizioni , si sentono gli sguardi furtivi tra una pausa e l’altra ci si guarda con imbarazzo e curiosita’ senza leggersi mai davvero. E’ una serie davvero carina , sono molto curiosa di leggere il seguito. Mi piace la tua scrittura e questa narrazione e’ insolita e appagante.

      • Ciao, grazie per avermi letto e grazie delle belle parole!
        La serie è tutta pronta e fremo dalla voglia di pubblicare gli altri episodi. 🙂 Spero ti piacciano anche quelli. Alla prossima! 😀

    • Ho iniziato a leggere le prime righe e mi hanno subito intrigato. Ci sono immagini molto delicate e atemporali, che mi hanno fatto pensare poi ad una lezione di piano ambientata nel fine ‘800. C’è un “romanticismo”, nell’accezione più alta del termine, inconfessato che tende a diluire l’immagine senza definire troppo i contorni, nonostante la minuzia descrittiva. Molto bello!

      • Ciao!
        Grazie per l’apprezzamento! Suonerà un po’ strano, ma il complimento più bello è “minuzia descrittiva”. Ho lottato molto e con sudore per limare lo stile, rimuovere la voglia di riempire ogni cosa di informazioni inutili e forzose.
        Al prossimo episodio! 🙂

    • Da pianista (non professionista) devo dire che questo episodio mi ha incuriosito parecchio. L’inizio è molto evocativo, con queste immagini aperte al paesaggio circostante che, in parte, descrivono lo status mentale della protagonista. Interessante anche il richiamo alla matematica, una materia – di certo non buttata lì a caso – che un’amante della musica classica come Arabella non può non amare. Per il resto… stile accattivante, ottima punteggiatura e narrazione fluida. Sinceri complimenti! Vado a leggere gli altri episodi. 🙂

      • Grazie per le belle parole. 🙂
        Interessante il collegamento che hai fatto tra matematica e musica, io devo averlo fatto nel subconscio perché non l’avevo pianificato specificamente.
        Invidio troppo il fatto che suoni il piano, io al massimo posso ascoltarlo! (e amo farlo) 😀

  • La giornata non inizia col sole, non più. Lauren è vittima della sveglia, delle sciacquate veloci sotto l’acqua gelida, dei vestiti ammassati ai piedi del letto perché l’armadio è piccolo. Poi arriva il trucco, […]

    • Ciao , carino questo breve flash di mondaneita’. I gay le borsette firmate, gli spot , il mezzo busto , e’ come una metafora televisiva, ti tagliano sempre qualcosa, lei forse voleva essere vista tutta intera invece… Si accontentera’ di questo spot a meta’ mentre l’altra sua meta’ pensa alla caldaia e a scaldarsi le gambe nell’ inverno rigido. Mi piacciono le descrizioni, mi hai portato sulla scena. Continua?

      • Ciao, grazie per avermi letto 🙂
        Non credo che continuerà, l’ho scritta per il Laboratorio (dopo aver speso venti giorni a pensare a qualcosa di adatto xD). Sono felice che ti sia piaciuta 😀

    • Bravo, anzi bravissimo! Mi è piaciuto molto, per l’originalità e per la collocazione del filmato al termine di un ricco preambolo! Un racconto breve, ma ricco di colori. I due personaggi principali sono ben descritti e lasciano al lettore la possibilità di immaginarli anche oltre la scena descritta.

    • Sicuramente uno dei racconti più originali della serie! Davvero complimenti

    • Ciao Giovanni, mi sono divertita a leggere il tuo racconto. Il dramma per la caldaia ha superato la mia avversione per gli stereotipi, qui enfatizzati ad arte per rappresentare uno spaccato di società.

    • Hai messo in scena uno spaccato della nostra società. Giovani che appaiono superficiali, perché la moda lo impone e altrimenti resterebbero tagliati fuori. Mentre invece molto spesso lo fanno per vivere (vedi la caldaia). Quindi non sono scelte, le loro, ma vere e proprie necessità. In questo senso, il tuo racconto mi è piaciuto. Bravo!

    • Bel racconto con alcuni passaggi deliziosi e dialoghi costruiti bene.
      Bravo,

  • L’ufficio chiude. Resterà chiuso, e al massimo sarà la brezza a bussare alle imposte e scuotere la saracinesca del palazzo. Nel silenzio improvviso, i fiocchi di neve si rendono conto di non sentirsi a loro agi […]

    • Che bel racconto. La donnina picolletta mi sono sentita io! Cose reali che accadono. Chissà poi come sarà andata …

      • Ciao! Grazie per il commento 🙂
        Sì, sono cose abbastanza reali. Volevo regalare un piccolo frammento di Natale, a mo’ di augurio. Credo che tra i due innamorati, dopotutto, sia andata a finire bene 🙂

    • Che bello, ho letto ora questa storia di Natale. A Natale!!! È un bell’affresco proprio perché reale. Grazie per la bella sensazione.

    • Un finale aperto alle interpretazioni. Mi piace. In poche righe sei riuscito a farmi emozionare, perché la scrittura è anche questo: emozioni. Non so come sia andata a finire tra i due innamorati ma dato che siamo sotto le feste spero, e confido, che sia andata bene! I dialoghi intensi e veloci, la descrizione perfetta dello spazientirsi della ragazza e un finale aperto sono gli ingredienti giusti per questo magico racconto. Bravo!

      • Ciao!
        Ti ringrazio per aver letto il racconto. È bello sapere che ti ha emozionata, soprattutto perché volevo che la storia facesse proprio questo: essere una piccola fotografia natalizia.
        Grazie ancora per avermi dedicato il tuo tempo 🙂

    • Un bellissimo racconto di Natale realistico ma che scalda il cuore, frammenti di verità dell’ animo umano, spero di leggere altro di tuo.

    • Il tuo racconto ha rapito il cuore anche a me, complimenti!Un concentrato di emozioni in brevi fotogrammi, che lasciano spazio a vari ipotetici finali e che ci fanno empatizzare con i sentimenti e i dubbi di lei. Buone feste 🙂

    • breve, intenso, realistico e romantico. Ingredienti di un perfetto racconto natalizio dal finale aperto per un sequel o libera interpretazione del lettore. Mi piace!

  • Uno sbuffo di neve. La porta si chiuse alle sue spalle. L’uomo slegò la sciarpa dal collo e si apprestò al bancone. Il suo amico era già seduto e, giudicare dal numero di bicchierini vuoti di fianco al suo brac […]

    • Cioè, bellissimo, una bomba, mi piace troppo questo racconto, complimenti.
      All’inizio non riuscivo a capire la disperazione dell’uomo, poi quando ho letto che il meccanico fece fatica a rimettere la “bimba” sul letto mi si é accesa una piccola lampadina ricollegando la cassetta degli attrezzi, alla fine la certezza di un robot con le sembianze della figlia dell’uomo disperato, che non accetta volentieri di perdere anche l’imitazione della ragazzina.
      Fantastico

      • Ciao. Ti ringrazio per il commento 🙂
        Più che un robot, è un automaton. Il setting dovrebbe essere un mondo steampunk in uno stadio un po’ avanzato rispetto al periodo a cui siamo abituati. Non è una cosa importante ai fini della storia, e non ho lasciato (se non erro) neanche troppe informazioni per immaginare un periodo storico preciso.
        Ancora grazie 🙂

    • DIciamo che la descrizione degli indumenti, come il lacero pastrano da spazzacamino, non ti porta nel futuro, né tanto meno ti pianta nel presente, quindi che fosse ambientato tra XIX e inizi del XX secolo lo si poteva immaginare, però poi con l’aparizione di katrin, ho dimenticato tutto e sono andato in fissa.
      Complimenti ancora

    • Credo che non identificare il periodo storico sia una mossa intelligente, il racconto scorre perfettamente così. Bravo!

    • Molto bello. Dall’incipit non avevo capito che si trattava di un racconto steampunk. La ballerina mi ha fatto tornare alla mente un episodio della mia infanzia, quando la mia migliore amica mi mostrò un carillon con la ballerina che girava su sé stessa. Era un carillon di pregio, con intarsi sul coperchio e velluto rosso all’interno. Noi non avevamo un soldo, eravamo in affitto e mio padre non aveva lavoro, così, non ho mai avuto un carillon come quello. Per questo mi è rimasta la passione per le ballerine giocattolo, quindi immagina come ho apprezzato il tuo racconto! Ben scritto e calibrato, con un pizzico di sentimentalismo che ho colto con piacere. Ti seguo 🙂

      • Ciao!
        Grazie per avermi letto. 🙂 Sì, diciamo che è una sorta di steampunk, ma è molto di sottofondo. Grazie anche per aver condiviso un pezzetto della tua vita, mi fa piacere sapere che ho stimolato un ricordo. Alla prossima! 🙂

  • Lo psicologo li aspettava anche quel pomeriggio, ma a loro non importava affatto. Janek ed Henriette avevano preso di proposito il bus sbagliato, finendo nel parco più grande della città. La panchina remota, q […]

    • Come sempre, scrittura consapevole, attenta. Il lettore entra nella storia sin da subito, in modo naturale. Bella la tensione che crei prima del finale. Io capisco che è il finale della serie e, se fosse così, avrei preferito meno “ermetismo”. Il finale si capisce, per carità, ma nella misura in cui lascia aperte due possibilità. Almeno, a me è arrivato in questo modo. Se era tua intenzione concludere in modo aperto, ok. Altrimenti, magari rileggendolo dopo un periodo di pausa, potrebbe essere il caso di rivederlo per evitare che il lettore possa avere la sensazione di non aver capito.

    • L’idea era proprio quella di finire in modo aperto, esatto. Il finale è a libera interpretazione del lettore, e penso sia meglio così.
      Grazie per la tua analisi 🙂

    • Rimane sempre molto coinvolgente il tuo modo di scrivere, i tuoi inali, sempre così aperti, mi colpiscono in modo particolare. Sempre e comunque bravo!

      • Grazie!
        Ma ho la sensazione che qualcosa non ti sia andato a genio. È il momento perfetto per dirlo! 😀

      • Ok, quando si dice essere un libro aperto… no, comunque non è in questa storia qualcosa che non va, penso che il problema sia mio nei tuoi confronti, te lo dico chiaramente: tu scrivi molto bene, hai un livello di talento alto, molto, credo però che non ti valorizzi abbastanza. Forse è per questo che vorrei sempre leggerti un pò di più in una lunghezza ancora maggiore, ma ripeto è un problema mio, perchè secondo me tu hai doti ancor maggiori da sviluppare, narrativamente parlando.

      • Credo di aver capito cosa intendi.
        Sto lavorando ai romanzi “veri”, quindi arriverà il tempo in cui ci sarà qualcosa di lungo da leggere 😀 Edizioni Open è perfetto per sfogare piccoli sfizi creativi e sperimentare tecniche nuove.
        In ogni caso, grazie davvero 🙂

      • Sì, Edizioni Open è sinonimo di brevità, ed è questo il bello ma sono anche felice di saperti al lavoro su qualcosa di lungo… che prima o poi spero di leggere 😀

    • Intenso e drammatico anche questo episodio, anche se visto i tempi che abbiamo avrei preferito un finale che desse un segnale… complimenti in ogni caso per il tuo stile di scrittura

      • Ciao, rispondo qui a tutti i tuoi commenti:
        sono felice che tu abbia apprezzato la serie 🙂 avevo una mezza idea, più decisa, su come far finire la storia, ma ho preferito non forzare i sentimenti né dei personaggi né dei lettori.
        Grazie ancora per avermi dedicato il tuo tempo! 😀

  • Le sirene della polizia fendevano la pioggia col loro suono squillante. Uno strillo nella notte non sarebbe mai stato capace di allertare i vicini, troppo distratti e soprattutto lontani dall’abitazione; non lo a […]

    • La scrittura è intensa, carica di immagini e sensazioni forti, forse anche troppo, ma del resto la situazione lo richiede. Un flashback raccapricciante che ci svela esplicitamente quanto si era potuto intuire nel precedente episodio. Janek continua a sembrare una vittima. Sarà davvero così? E il padre, è il vero carnefice che ha iniziato tutto? O la sorella di Janek è in realtà una minaccia per ogni uomo che le gira attorno? Curioso di continuare a seguire questa storia.

      • La tua interpretazione mi incuriosisce davvero molto. Dal mio punto di vista di autore, non avevo pensato consciamente che Henriette potesse apparire come una minaccia. Il tuo spunto mi fa riflettere su quanto penso di dire e quanto in realtà sto trasmettendo senza rendermene conto.
        Grazie del commento, l’ho apprezzato. 🙂

    • Di fatto, non appare come una minaccia. Ma potrebbe, allo stato attuale, essere un’ipotesi, un ribaltamento delle premesse narrative, che in genere è l’elemento su cui si costruiscono la maggior parte dei colpi di scena. Il fatto che io, come lettore, possa contemplare questa ipotesi non la interpreterei con un gap tra quello che tu sai della storia e quello che dici al lettore, con la scrittura di questi due episodi. Per me, è una cosa positiva, non negativa. Che poi sono sicuro mi chiarirò completamente col resto della serie. Sono varie le ipotesi che mi sono fatto. E questo per me rende la tua serie interessante. Mi fa venir voglia di vedere dove andrai a parare. Magari sarà qualcosa che non ho ipotizzato, è tanto meglio allora. 🙂

      • Ho capito cosa intendi. Le cose che vorrei usare come argomenti per rispondere sono un po’ delle anticipazioni sull’ultimo episodio, quindi al massimo ne riparleremo dopo 😀
        Sui colpi di scena c’è una cosa che posso dire: per me sono un tiro di dado. Non ho mai idea di come vengano e se funzionino, a volte non sono neppure sicuro siano colpi di scena!

    • leggendo questo secondo episodio mi sono stretta lo scialle al collo, ho percepito tutto il falso calore che cercava la sorella di Jenek tra le sue braccia, l’ amore sbagliato per riparare un torto… commuovente e forte come un pugno allo stomaco,

  • Le foglie arrugginite volteggiavano in lunghe spirali, sorrette da sbuffi di vento come in uno spettacolo di danza classica; si sorreggevano le une con le altre, per mano. Tra le nubi oltre le fronde degli alberi, […]

  • Mica c’era tutta ‘sta fila, alla fine. Quattro auto parcheggiate di traverso, due motorini e una mezza dozzina di moto; già si intuiva la qualità del partecipante medio. No, non si parla di feste e banch […]

    • È bella questa tua ragazza. Bellissima questa tua storia. Sembra che tu l’abbia vissuta veramente. Qualsiasi donna vorrebbe essere descritta e ammirata così 🙂 bravissimo

    • Ci starebbero almeno un paio di battute da bar, di quelle che solitamente però si fanno in privato tra amici, ma l’aspetto particolare di questa storia è l’apertura sentimentale, il progressivo cambio di atteggiamento del protagonista verso Noemi, inizialmente ammirata come mero oggetto del desiderio, poi osservata da una prospettiva di romanticismo. E allora non importa sapere come sia andata a finire perché di palpabile in questa vicenda c’è principalmente l’emozione di un ragazzo verso una ragazza. Il resto sono solo dettagli per curiosoni (che comunque mi dirai in privato) 🙂 .

      • Alle battute ci avevo un po’ pensato, ma già ero a corto di caratteri e temevo che avrebbero reso la storia “diversa”.
        Per i “dettagli per curiosoni”, non saprei proprio che dire. 😀 Non sono neppure sicuro di aver capito di cosa stiamo parlando; sono parecchio tonto. 🙁

    • A mio modesto parere questo è il tuo racconto più bello, forse perchè ti superi sempre e ti trovo maestro nei dialoghi, anche la tua scrittura cresce di livello, quindi complimenti davvero!

      • Davvero il più bello tra tutti? Ora voglio sapere perché (dialoghi a parte)!
        Grazie del supporto, come sempre 🙂

      • @giovanniattas con un ritardo immenso, ma eccomi.
        Prima di tutto la tematica, ti ho sentito ancora più presente, come anima e penna, di altri racconti- già intensi tra l’altro- che tu hai scritto, ma qui sprigioni davvero una grande forza evocativa di sensazioni, complimenti.
        Inoltre man mano che ti leggo e ti seguo, e il tempo scorre, noto una più sempre sofisticata sintassi. Davvero bravo!

      • Cerco sempre di migliorarmi 🙂 Per la tematica: la verità è che volevo scrivere un racconto con un personaggio di colore, che è una cosa che faccio molto di rado. La vena romantica è saltata fuori così, per caso.
        Grazie per la risposta, comunque 🙂

      • A volte le storie più produttive arrivano in superficie con sorpresa e fanno nascere piccole perle come questo racconto.

  • È colpa di mia madre se sono così. È una cagna in calore. Cosa diavolo ha portato in casa di mio padre stavolta? Dottore? Ingegnere? Banchiere? Guardalo, lui, coi capelli ordinati, la camicia, la cravatta, i ba […]

    • Ciao Giovanni 🙂
      In questa mini-serie un po’ “difficile” sicuramente, per il tema che hai affrontato, ho apprezzato come sempre il tuo stile disinvolto e essenziale fino alla durezza. Mi è piaciuto inoltre come vittima e carnefice si confondano in modo non sempre evidente ad un primo sguardo. O svolgano a volte ruoli intercambiabili. Inevitabile la riflessione su quanto gli errori o le situazioni che gravano sui genitori (a loro volta vittime potenziali di altri, precedenti eventi) possano ricadere sui figli e sulla salute dei loro rapporti. Bravissimo come sempre

      • Ciao,
        ti ringrazio molto per il commento. Di sicuro l’ombra di famiglie scombussolate gioca un ruolo fondamentale nel comportamento dei personaggi, ma mi piace immaginare che una carenza d’affetto o delle aspettative troppo alte nei confronti dei genitori siano solo la goccia finale, non la vera e propria ragione che induce un adolescente a “guastarsi”; siamo il risultato delle nostre esperienze e di ciò che ci circonda, dopotutto.
        I ruoli dei personaggi sono intercambiabili (in teoria) perché entrambe non sanno bene cosa vogliono e ogni gesto o parola è un vano tentativo di indagarsi, di capire se stesse e poi l’altra, che agisce da specchio. Nella scena finale, per quanto forte e diretta, è chiaro come Anjia tema la solitudine, la separazione dalla ragazza che in modo inconvenzionale la allontanava dal pensare al padre depresso con cui non riesce a interfacciarsi. E Susann, a sua volta, nata da un “incidente” che la madre ha avuto in un vicolo, ricorda di quell’uomo che le ha salvate entrambe dal dolore di un mondo che non le accettava.
        Grazie ancora. 🙂

  • La mia vita fa schifo. Fa schifo perché sono una farfalla informe, rinsecchita e con ali brutte e ritorte, senza alcuno scopo. Sono una creatura effimera, un’esistenza volatile che dovrebbe durare giusto un ba […]

    • Giovanni sono contento che tu abbia avviato una nuova serie, che mi appare, fin da questo primo episodio, basata su un’impalcatura di equilibri psicologici ai limiti dello scandalo e del comune senso del pudore. Mi piace molto il tuo stile (ma questo credo di avertelo già detto), pieno di sottintesi e di premesse e preamboli da intuire. Ti saluto in attesa di nuovi episodi. A presto.

      • Ciao. Ti rattristerà sapere che la serie ha solo due episodi. Ho deciso che per il momento non scriverò più serie oltre i tre episodi, massimo cinque se proprio c’è tanta roba da dire.
        Questa, in particolare, è nata dallo stravolgimento di una trama più “semplice e classica” e ho scelto di farla solo di due episodi per dei motivi che saranno comprensibili con l’uscita del secondo episodio.
        Per quanto riguarda lo stile: in questo genere di racconti mi sento più libero, difatti ho scritto entrambi gli episodi in un’unica sessione. Restare sempre sul limbo, tra ciò che è politicamente corretto e ciò che non lo è, è una delle cose che mi motiva 🙂

      • Anche se si tratta di una mini-serie di 2,3 o 5 episodi è pur sempre una serie e quindi mi piace perchè ha una struttura più articolata. Per una da 10-12 episodi aspetteremo! 🤣

    • “Cecilia” era da 12 esatti, se non ricordo male. 😛
      La verità è che sto lavorando a progetti grossi, e tra quello e il lavoro ho poco tempo per le storielle. 🙁
      Comunque, qualche idea carina da parte l’ho messa, quindi mini-serie ne usciranno, ogni tanto.

    • Leggerti è sempre un piacere @giovanniattas non deludi mai, sempre bravissimo!

  • Affacciato alla finestra. Sigaretta tra le labbra spaccate dalle risse; fumo biancastro che sa di rabbia, un filo di cenere cade giù dal mozzicone adesso scagliato a terra. Alle sue spalle la donna scivola via […]

    • Giovanni, dopo qualche settimana di silenzio te ne esci con questo capolavoro. Non ho parole, è a dir poco scoppiettante, adrenalinico, da cardiopalma, micidiale. E anche sexy.

    • Ciao Giovanni 🙂 la padronanza narrativa ed espressiva che mostri è sempre impressionante. In più, in questo racconto, personalmente ho percepito un’ironia particolare, a partire dallo stesso titolo. Una sorta di tono epico che ride di sè e che serpeggia per tutto il racconto, dando un sapore tragicomico da fumetto Far West che mi è piaciuto molto.

      • Hai colto nel segno! Ho preso ispirazione da un paio di videogiochi e qualche solita scenetta di quelle che mi vengono in mente durante la doccia o lavando i piatti 😀
        Grazie del commento.

    • Forse sono abituato a leggere autori come Lansdale. Attenzione ai verbi, si passa dal presente al futuro. Sembra un gran casino di roba hard boiled. Come se un giocatore d’azzardo avesse tirato un pugno sul grugno di sociopatico e avesse lanciato sul tavolo i denti al posto dei dadi. Ci piace l’azione ma dev’essere costruita bene, altrimenti rischia di sembrare roba appena scaricata da un camion in corsa. Consiglio di asciugare il racconto, alcune espressioni confondono il lettore, come se l’autore non avesse le idee chiare sui personaggi e sulla storia. Siamo presi buttati dentro e aspettiamo che succeda qualcosa. E succede qualcosa, forse anche qualcosa di troppo.

      • Ciao, grazie per avermi letto 🙂
        La storia nasce come una parodia proprio dell’hard-boiled, probabilmente è la ragione per cui sembra sovraccarica ed esagerata. 😀

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Giovanni Attanasio

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@giovanniattas

attivo 7 ore, 25 minuti fa
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