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  • Se ne stavano seduti al bar, davanti due bicchieri. Il primo, un giovane che la vita aveva svezzato a pugni e calci, guardava il secondo, un mingherlino senza peli né barba, né dignità.     E fu il secondo ad apr […]

    • Ciao Giovanni, con questo racconto forte e spinto, dove comunque ho scorto angoli di pura poesia, hai saputo rendere ciò che sulle prime può essere definito odiabile, letteralmente amabile, riferendomi ovviamente ad Annette. Mi sono ritrovato un po’ a ridere, un po’ ad emozionarmi e riflettere. Eugen poteva andare via, lasciarla sola col suo fardello, visto che in fondo non era una circostanza voluta, ma ha dimostrato senso di responsabilità, almeno dal mio punto di vista, e forse ha davvero iniziato ad apprezzarla, perché alla fine Annette ha mostrato tutta la sua umanità e sensibilità. Un LibriCK che ho apprezzato davvero😊!

      • Ciao!
        Sono veramente colpito dalla tua analisi, che mostra un’opzione che non avevo considerato affatto, vale a dire quella per Eugen di abbandonare Annette assieme al bimbo. Sono molto contento che ti sia piaciuto, davvero. 🙂

    • Breve ed intenso. Un racconto forte che fa sorridere e riflettere sulle dicotomie di coppia. E difficoltà di comunicazione e convivenza che alle volte la vita ci presenta.
      La scena del bagno è esilerante!
      lo stile contemporaneo descrive meravigliosamente i personaggi che ho adorato con le loro diversità e particolarità.

      • Grazie mille! Volevo soprattutto che la storia facesse sorridere e rilassare, e sul finale lasciare spunti per qualche riflessione. Felice che sia piaciuto! 😀

    • Ciao Giovanni, anche se in maniera più mite di quanto hai descritto le dinamiche di coppia sono un vero casino. Mi ci sono ritrovata in questo senso, quando l’innamoramento è acqua passata si spalancano le porte della verità ed è necessario il compromesso. Alla fine, ti “affezioni” proprio agli aspetti meno gradevoli del partner, come russare o parlare da sola, ad alta voce, davanti al frigorifero 😀 Mi sono divertita a leggere il racconto che al di là della comicità pone una riflessione: difficile apprezzare una persona una volta che si è tolta la maschera.

      • Guarda, non so quando in modo più “mite”, penso dipenda dai casi! 😀 Immagino però che la storia abbia risvegliato bei ricordi in tanti lettori, e di questo sono contento! 😛
        Grazie per avermi letto e alla prossima 😉

      • A ognuno il suo, io mi accaparro il frigorifero 😂😂😂

  • Se ne stavano belli comodi, lui davanti ai tre schermi del suo computer d’avanguardia, e lei stravaccata di traverso sul divano col telefono in mano. Non sapevano affatto che dirsi, neanche quelle due battute s […]

    • Ciao Giovanni, hai proposto un racconto che affonda le radici nell’odierna società. I social come mezzo di comunicazione, vita virtuale: una maschera, un avatar, che consente di ritagliare un angolo di mondo tutto nostro. In parte lo comprendo, in questo modo ho superato diverse incertezze nel propormi come scribacchina: apprezzo le critiche, ma il pseudo anonimato mi permette di ragionare con più lucidità, da una prospettiva esterna. Può fare molto bene, può fare molto male. Come ogni arma dipende da come viene utilizzata. Un altro concetto odierno è la velocità con cui le nuove generazioni crescono. A tredici anni ancora giocavo, ora le ragazzine escono con il fidanzatino in discoteca.
      Mi è piaciuto il piglio ironico del finale, l’invito a vivere la realtà senza cadere nell’equivoco. Un monito per molti.

      • Onestamente la storia è nata dopo aver visto un “meme” su internet. 😀
        Quella che hai fatto tu è una buona interpretazione, anche perché io non avevo proprio in mente nulla mentre la scrivevo, solo il concetto di questi due individui che mi faceva ridere (lo ricollegavo alla vignetta vista su internet).
        Comprendo la tua visione delle nuove generazioni premature, ma non sono sicuro di condividerla. In ogni caso sono d’accordo su ciò che hai detto del finale: la storia voleva far ridere. 😛

  • C’è qualcosa di insito in noi umani, una complessa miscela di ordini insindacabili che arrivano direttamente dall’animo, e tutto ci ordina di ascendere. Armati dei più pionieristici strumenti per l’arr […]

    • Ciao Giovanni. Il racconto è scritto molto bene. La trama è fantasiosa e dal risvolto tenero. Vorrei dirti che, più di tutto, mi ha fatto riflettere il tuo incipit. Hai proprio ragione! L’uomo teme la morte, eppure ne è inconsciamente affascinato. E per questo motivo, sovente la sfida facendo delle cavolate assurde. Leggi cazzate 😂Alla prossima 🙂

      • Ciao!
        Non posso negare di essermi ispirato alla mia adolescenza, e immagino quella di tanti altri, in cui diventa “necessario” tentare la follia più in voga del momento pur di vivere. Il resto della storia è un puro sfogo “cyberpunk”, non lo nascondo, ma mi sono costretto a fare qualche riflessione.
        Grazie per avermi letto! 🙂

    • Ciao Giovanni, a parte il fatto che l’intero racconto è scritto davvero con grande perizia e cura, e ne ho apprezzato ogni singola riga, Asha è un personaggio davvero figo, mi piacerebbe vederla in azione in altri tuoi racconti, e anche la realtà futuristica è interessante! Ma il finale mi è piaciuto davvero tanto, un finale dove ho intravisto il lato malinconico di Asha! Davvero bello😁!

      • Ciao,
        dubito che Asha tornerà sugli schermi, nonostante io stesso mi sia affezionato a lei. La prossima serie che avvierò sarà su setting fantasy, ma anche lì ci sarà una forte figura femminile (come accade spesso nei miei racconti, sembrerebbe). Per il resto, grazie per avermi letto! 🙂

    • Ciao Giovanni, mi associo ai complimenti. Gli esseri umani cercano di contrastare il timore della morte, ma soprattutto della vita, sublimandolo in altri “bisogni”: sesso, “cazzate”, potere, cibo, gatti (bestie infide che ti rubano cuore e ragione, non ti fanno pensare e zampettano a sproposito sopra la tastiera). Mi sono piaciute moltissimo le atmosfere del tuo racconto. Mi hanno ricordato quelle di Blade Runner, uno dei miei film preferiti.

      • Ciao,
        in effetti c’è qualcosa del classico cyberpunk. L’incipit ha guidato il resto della storia, con la scelta di creare una protagonista dura e disinibita, in un certo senso. Giuro che la prossima volta rispetterò un po’ di più la traccia del video! 😛

      • Benissimo così, nel finale il video c’era tutto 🙂

    • Ciao Giovanni, secondo me il lab ci sta tutto. Scrivi bene, non serve che te lo dica; le tue opere sono sempre originali e questo racconto non fa eccezione. La morte affascina? Non saprei, ho sempre pensato che, separata dai ricami da romanzo, non sia altro che freddo e buio. È però indiscutibile che molti cerchino l’adrenalina per sentirsi vivi; la famosa storia dei cento giorni da pecora contro il singolo giorno da leone.
      L’eroina cazzuta (passami il termine) affascina sempre, anche se negli ultimi tempi ritengo sia diventata una figura troppo abusata. Un po’ mi mancano quelle fanciulle romantiche che non chiedevano altro che essere salvate…😉😁
      A parte tutte queste considerazioni, devo dirti bravo anche stavolta.🙂

      • Ciao,
        la visione della morte che ha la protagonista è molto legata alle sue esperienze, ciò che io penso resterà un mistero (anche a me)! 🙂
        Non sapevo che la figura dell’eroina cazzuta fosse in voga, ma lo posso ben credere visto il periodo di rivalsa in cui viviamo. Non ho capito se sei un fan delle dame in difficoltà, perché io un po’ lo sono. 😉
        Se si presenterà il lab giusto, darò sfogo a quel mio lato vulnerabile e tirerò fuori la più dolce e indifesa delle eroine. Tira un arietta romantica attorno alla mia tastiera, e aspetto il giusto momento per sfogarmi. 😛
        Alla prossima!

      • Giovanni, io sono un fan delle donne a prescindere. Sempre e comunque!😂

  • Aveva già provato una sensazione del genere: un corpo gettato tra i rifiuti, metallo e carne legati assieme da vincoli elettronici. Un pruriginoso istinto le ordinò di grattarsi la spalla.     «Non lo farei, […]

  • All’alba del primo aprile, e purtroppo non si era trattato di uno scherzo, ogni forma di libertà era cessata. Instauratosi col garbo delle belle parole e le movenze di un pattinatore sul ghiaccio, il supremo mi […]

    • Ciao Antonio, potresti inserire questo racconto a pieno titolo nel laboratorio Ucronie. Anche se, purtroppo, descrive una realtà non del tutto fantastica. Viviamo in un’epoca storica in cui le libertà e le “diversità” sono in pericolo. Il voler uniformare la massa è un concetto attualissimo, come il ritorno all’insofferenza e la falsa morale. Spero che il tuo non sia un racconto profetico, Orwell e il suo 1984 insegnano.

      • Sono felice per Antonio per queste belle parole! 🙂
        A parte gli scherzi. La storia è ispirata a una vicenda vera (per quanto riguarda la donna prigioniera), più altri miei sassolini che volevo decisamente tirar via dalla scarpe. 😛 E sì, spero proprio che non si avveri nulla!

      • Ciao Giovanni, non ho scuse se non che, probabilmente, in quel momento ero a corto di caffè 😥

      • Ma figurati! È stato divertente leggere l’email con la notifica del commento. 🙂 Secondo me è un bene che certe cose accadano, almeno si può sorridere un po’!

  • Murak non dovette bussare. Il portone della chiesa si aprì da sé, spinto da due braccia scarne la cui lucida pelle traspariva da una sottile vestaglia sacerdotale. Drizzò il capo per seguirne le forme e si so […]

    • Ciao Giovanni. Un episodio molto triste e un destino, quello di Murak, che non auguro al mio peggior nemico. Mi sono soffermata spesso sul concetto di immortalità e su come questo possa riempire di disperazione. Certo, inizialmente il tempo ti è amico. Con il trascorre dei secoli si perde il senso della meraviglia e della scoperta: la benedizione diventa maledizione. Credo che il concetto di reincarnazione faccia fondamento su questo, anime antiche che prendono vita in bimbi con la capacità di gioire.

      • Ciao.
        Sì, diciamo che la vita di Murak non è tra le più allegre! 😀
        Sono molto felice che tu abbia voluto seguire questi personaggi nelle loro disgrazie. Alla prossima e grazie! 🙂

  • Murak sedeva sul bordo del giaciglio, al confine tra il tiepido affetto delle coperte e il pavimento sconosciuto. Nell’immobilità della notte, i contorni del suo corpo ben definito sparivano, si miscelavano al bu […]

    • Ciao Giovanni, sono curiosa di conoscere il motivo per cui Murak pensa di poter trovare la morte solo per mano di una donna. Risolto il “mistero” della macabra collezione attendo gli sviluppi 🙂

      • Ciao.
        Murak ha già provato di tutto. Come lui stesso fa notare, le donne hanno un legame molto più forte col Guardiano e spera di poterci restare secco così. 🙂
        Se per “collezione” ti riferisci alla sacca di pietre, allora sì! Era un dettaglio minuscolo nell’altra serie, sono felice che sia stato notato! 😀

      • Sì, proprio il sacchetto di pietre 😁

  • Entrarono in dieci, portatori della sacra armatura benedetta dal Guardiano. Alcuni tra loro, i più anziani soprattutto, brandivano i mazzafrusti in una mano, nell’altra i pendenti in cui la rosea gemma as […]

    • Ciao Giovanni. Riassumendo, il delirio distruttivo di Ezadio è durato due secoli in cui ha perso reale coscienza di sé cedendo alla sua parte oscura. L’inquisitrice che incontra in questo episodio è la prima delle molte “sante”?

      • Ciao. La risposta a molte domande arriverà coi prossimi episodi, anche se resterà qualche interrogativo. Questa serie e l’altra collegata, le rivedrò in futuro e le trasformerò in qualcosa di più lungo e organizzato. 🙂

  • Che le città mutassero in fretta non era una novità, soprattutto in tempi in cui minacce oscure sorgevano proprio nel cuore delle capitali. In cinque anni di vita tra la bassezza del volgo, nell’umidità marc […]

    • Ciao Giovanni, avevo appena finito di leggerti quando è apparsa la bella sorpresa! Un nuovo episodio da “consumare” subito subito. La mia mente non mi ha tradita, questo giovane demone ha molte avventure da raccontare 🙂

      • Ciao!
        Quella che era nata come un’idea “per gioco”, ha finito per riempirmi la testa di dettagli e storie. Penso che questa serie chiuda tutto ciò che è rimasto aperto. 🙂

    • La cosa che più mi ha colpito e fatto riflettere, oltre le tue mirabili descrizioni, è il fatto che noi spesso associamo la fede e il culto con il bene assoluto, mentre invece il male inteso come discriminazione, odio e invidia può celarsi anche in quelli trincerati nella ragione della propria fede. Io ho percepito questo, soprattutto ripensando alle vere inquisizioni esistite storicamente in periodi che tu, con grande fantasia, riesci a riportare alla luce con cruda realtà. Mi chiedo, smarrita la sua fede, quale sarà la prossima mossa di Ezadio, e mi dispiace per la fine di Aradie…

      • Guarda, confesso che l’ambientazione è “religiosa” nel senso fantasy e spudorato del termine, con inquisitori, santi e demoni, e via dicendo. Resta però molto vera la tua riflessione sulla fede che viene mostrata nel racconto. La mia idea era di creare un mondo in cui potessi un po’ sfogare il fantasy che amavo scrivere da ragazzino, ma la cosa ha preso una piega a tratti più seria di quando programmato! 😉
        Non nascondo di aver sempre desiderato scrivere un romanzo sorta storico ambientato nel periodo dell’inquisizione!

  • L’avevano accolta al villaggio senza alcun indugio. Un mazzo di case lanciate ai margini delle immense steppe di confine dell’Impero, poco più di una dozzina di porte affacciate su strade aride. La donna era spun […]

    • Che dire… speranza, ignoranza, razzismo.In un piccolo librick, hai raccolto le emozioni che le donne hanno vissuto nel corso dei secoli per emanciparsi.Non ho idea di quale sia il filone che tu intenda perseguire con questa serie, ma le premesse sono ottime.

      • L’ambientazione è di ispirazione medievale e come tale rappresenta le battaglie da te citate. Per scoprire dove tutto andrà a parare, c’è un solo modo! 😀

    • Ambientazioni suggestive e mozzafiato a mio parere, questo mondo medievale mi affascina parecchio, e le tue descrizioni mi hanno davvero immerso in quel mondo, e i patimenti che subisce la tua protagonista, e che probabilmente subirà, ricalcano la condizione della donna, e dei poveri sventurati, vissuti proprio nel Medioevo. Chissà se la tua protagonista riuscirà a superare indenne i pregiudizi e la discriminazione di questa dura realtà…

      • Ti ringrazio! Ho voluto mettere come base un’ambientazione solida perché era necessaria per far funzionare il resto. Le vicende di Aradie e del bimbo si legano molto a ciò che li circonda, e io stesso mi sono abituato a mischiare un po’ di medievo reale anche nel fantasy più fantasy di tutti. 🙂

    • Ciao Giovanni,
      ho ammirato moltissimo questa mamma forte per proteggere il suo bimbo, che pur di dargli un futuro non avrebbe esitato a fare ogni cosa. Un senso di povertà la circonda eppure non mi dà l’idea di una persona povera. Molto bello 🙂

      • Ciao e grazie per avermi letto!
        La povertà è una cosa molto relativa e sono contento di vedere che Aradie sta ben dimostrando ciò che per lei conta davvero. 🙂

    • Ciao Giovanni. Come di consueto trovo l’ambientazione dei tuoi racconti molto curata e, come hanno già detto gli altri, questo mi ha ricordato particolarmente l’atmosfera che si respirava ne Il Nome della Rosa. Sono molto curiosa di scoprire quali vicende attendono Aradie e il figlioletto. Soprattutto quest’ultimo: le sue “strane escrescenze” sulla fronte mi solleticano parecchio. Ricordo il pianto per una madre tanto amata di una certa creatura dall’identità incerta 😉

      • Ciao!
        Aspettavo il tuo commento perché sapevo che avresti colto! 🙂 Diciamo che le disgrazie non mancheranno negli altri episodi. 😀

    • Tanti messaggi e sensazioni racchiuse in splendide descrizioni che sanno creare la giusta atmosfera in sinergia con i personaggi perfettamente caratterizzati. Bravo!

  • In quel luogo, l’armonia non esisteva. Il corridoio collegava l’ingresso a una sala d’attesa dove regnava un vacuo silenzio. Pochi volti tristi sbirciavano fuori dall’unica finestra in cerca dell’ar […]

    • Un modo originale di svolgere il Lab! Mentre leggevo, desideravo proprio arrivare a capire cosa stesse succedendo in quello studio dentistico. Bravo Giovanni, perché hai saputo creare suspense 👍

    • Mi lasci senza fiato. Il tuo modo di scrivere è avvincente, hai scatenato il panico e sai tenere benissimo la scena. Sei uno scrittore seriale. Finale inaspettato. Per me è da 5 stelle, anche se hai esasperato molto i toni per uno studio dentistico ! Il dente cariato fa male decisamente e qui non ci sono anestesie che tengano…

    • Poche parole che saranno banali, ma tu riesci sempre a creare emozioni con una scrittura avvincente mai banale.Complimenti

    • Ciao Giovanni,
      una lettura davvero coinvolgente in un ritmo serrato. Ho immaginato l’imbarazzo della situazione personale misto al fatto di dover essere scoperta dalla fastidiosa donnona. Un bel finale, pensa ad un possibile seguito. Complimenti!

      • Ciao!
        Grazie per aver letto. Non penso ci sarà un seguito, ho già altro che bolle in pentola per quanto riguarda le serie! 😉

    • Ciao Giovanni. Di solito odio i dentisti, ma la tua Doc ha saputo conquistare la mia solidarietà. In alcune occasioni sentiamo davvero la necessità di avere sotto mano una mazza da baseball o un vaso d’alabastro 😇

      • Ciao! Un vaso di alabastro spero proprio di no. Per curiosità ho voluto sbirciare i prezzi online ed è una cosa che ci penserei prima di spaccare sulla testa di qualcuno! 😛

    • Proprio quando cominciavo a domandarmi in che modo avresti inserito la scena della bastonata, ecco che arriva l’immagine sovrapposta delle percosse col vado di alabastro. Un tocco (è il caso di dire) da maestro.

  • Non lo aveva ucciso. L’idea, aveva ragionato dopo, non le era neppure passata per la testa. Nell’osservare quella pelle scura ricoprire l’intero corpo di Murak aveva provato sconforto, il genere di affli […]

    • Ciao Giovanni. In questo episodio, che credo essere l’ultimo, hai stravolto ogni mio pensiero. Emnfis Giovanna d’Arco (la vedo chiaramente in versione Luc Besson) rende la sua vita all’universo bruciata al rogo, persa nella sua mente e nella sua missione divina. Molte domande rimango irrisolte, spero che Murak vorrà offrirci la sua verità.

      • Ciao. Emnfis non era esattamente pronta a sopportare un carico così pressante. Murak, dal canto suo, è ancora avvolto nel mistero e la cosa verrà risolta presto (la serie su di lui è in fase di stesura).
        Spero che la seguirai, perché io mi sto divertendo molto a scriverla! 😛

      • Stanne certo :))

  • Ripagò la zuppa calda offerta da Murak col silenzio. Di fronte a lei, il fuoco si lagnava arraffando la vita dal carbone ormai consumato, pregando di ottenere un ultimo minuto di vita prima di spegnersi. […]

    • Ciao Giovanni, non sono riuscita a resistere alla tentazione ed ho letto subito l’altro episodio a disposizione. Sarà il mio amore per i demoni nel fantasy, ma non sarà che sia Murak quello dalla parte della ragione?

      • Ciao! Lo sapevo che Murak prima o poi avrebbe attirato l’attenzione. 😉
        Ci sono tante cose su di lui che potrei dire ma non posso. Posso però dire che scriverò una serie dedicata a lui che servirà per dare più senso agli eventi che accadono in questa. Sulla ragione e sul torto non so che dire, onestamente: non sono sicuro di pensare realmente a chi ha torto e ragione quando scrivo. 🙂

    • Bellissimo, si vede che hai chiaro in mente lo svolgersi degli eventi e sei infame qnt basta da dirci tutto e niente di questi personaggi, specie murak.
      Ancora complimenti per la puntata!

  • Lasciò la cittadina sul lago con un sorriso che non sapeva di nulla. Doveva mostrarlo ai fedeli, eppure ogni secondo che passava a manifestare la propria pia devozione, tanto cresceva il dispiacere nel suo cuore. […]

    • Mi piace ancora di più del precedente episodio, lo so lo ripeto spesso,ma la tua scrittura è così coinvolgente ed entri nella storia.Non smettere mai di scrivere.

    • Altro ottimo episodio, nulla da dire alla tua bravura! Per un attimo avevo temuto il peggio per la nostra protagonista! 🙂 La domanda finale effettivamente ci sta tutta. Già, come avrà fatto a mandare da solo a mandar via tutti quei folli?

    • Ciao Giovanni, in questo episodio la tua protagonista è riuscita a sorprendermi. Pensavo di lei come ad una Giovanna D’arco, è stato piacevole scoprire la sua celata umanità. Fragilità. Attendo il prossimo racconto sicura che molto altro mi stupirà.

      • Ciao Micol. Bello il paragone con Giovanna D’arco, e sì, in effetti rispetto al primo episodio sembra un po’ più umana.
        Spero davvero il resto ti stupisca! 😀

    • Bella puntata e la caratterizzazione dei personaggi mi piace molto anche se forse certe reazioni mi sono sembrate un po’ troppo artificiali ma forse è una cosa mia visto che mi capita pure leggendo romanzi affermati. Cmq ancora complimenti per la bella puntata 😉

  • Dopo giornate di viaggio e notti di tremori, all’orizzonte si palesò finalmente il paradiso. Lasciate alle spalle le immense e aride pianure, la donna di fede non ebbe timore nell’invocare il suo dio alla vist […]

    • I brividi mi sono venuti leggendo.Mi sembra di ripercorrere il periodo della caccia alle streghe.Uno stile che provoca pelle d’oca.Complimenti per la tua bravura.

    • Ciao Giovanni, questa si preannuncia una serie epica. Mi ha avvinto fin dalle prime righe. So di essere di parte in quanto amo il fantasy, ma la vicenda scorre giù veloce nelle vene grazie alla tua scrittura precisa. Spero non lascerai noi lettori a bocca asciutta per troppo tempo.

      • Ciao! Spero che da amante del fantasy apprezzerai sino alla fine. Non ci sarà molto da attendere per i prossimi episodi: sono tutti già scritti e pronti per essere lanciati al massacro. 😀

    • Ciao Giovanni, che gran piacere leggere una serie fantasy di quelle che piacciono a me. Questo primo episodio è incentrato molto sui dialoghi: espediente utilizzato per dettare i “ritmi” della narrazione. Il resto lo fai compiere a delle descrizioni non molto lunghe e che quindi non annoiano il lettore. Bravo! Proseguo con il prossimo episodio. 🙂

      • Ciao, grazie per aver cominciato a leggere questa serie. È un po’ un ritorno alle mie origini, un fantasy “biblico”, come li chiamavo da ragazzino; ho in mente qualche altra serie trasversale legata allo stesso universo.

    • Intrigante, l’input e notevole e i dialoghi scorrono che una bellezza e lo stile riesce a trasmettere la giusta atmosfera. Mi ha davvero fatto piacere questa prima puntata fantasy firmata Attanasio.

  • Spazzavo, io, di giorno e pure di notte. Mangiucchiavo zuppette insipide da un piatto col bordo incrinato e facevo i bisogni tra i cespugli, come le bestiole. A volerla dire tutta, essere così invisibile mi […]

    • Questo non è un semplice racconto… è un vero quadretto poetico, nonostante la durezza di alcuni passaggi in cui si cela una grande malinconia, compensata però da uno splendido riscatto finale… bello davvero…

      • Ti ringrazio veramente per il commento. Ho apprezzato la tua analisi, alla luce del fatto che non so mai cosa un lettore possa estrarre da ciò che ho infuso, talvolta per errore, nelle mie storie.
        Alla prossima. 🙂

    • “I suoi passi, martelli contro l’incudine, risuonavano fortissimi.”… che bella frase! Concordo pienamente con quanto detto da Antonino, soprattutto per quanto riguarda la questione “poetica”: conosco il tuo stile e mi piace parecchio!
      Interessante l’idea di usare “Fuliggine” come “nome”, che in un breve passo – “sì, come quella cosa fastidiosa da spazzare e che ti ritrovi sempre in mezzo ai piedi.” – riesci a dargli un certo significato, Bravo come sempre. 🙂

      • Grazie mille! 🙂
        Volevo dare l’idea di “tristezza” con risvolto finale. All’inizio doveva essere una storia fantasy, figurati! Il personaggio di Fuliggine volevo usarlo solo come narratore, ma la poveretta è finita per diventare il vero cuore della storia, e l’ho sentita molto vicina mentre scrivevo delle sue disgrazie. L’idea del nome mi è passata per testa mentre scrivevo, in un flash: volevo darle un nome per riferirmi a lei e volevo anche che si sposasse col suo modo di fare, da qui la soluzione.
        Alla prossima. 🙂

    • Complimenti per la cura e il rispetto con cui lei ha trattato il materiale. Non corrisponde molto al mio modo di scrivere, ma il bello di leggere tante storie diverse è questo! e avrei un’osservazione da pignolina quale sono, ma non è importante

      • Grazie per avermi letto. È proprio un bene che il mondo delle letteratura, almeno quella piccola, resti vario e ricco di diversità. 🙂
        Sull’osservazione, non è un problema sottopormela, sia qui che come messaggio privato. Ogni cosa è utile.
        Alla prossima. 🙂

      • Non so come mandare un messaggio privato, in ogni modo l’osservazione è irrilevante ed è un po ‘ una pignoleria, in pratica volevo dire che è alquanto improbabile riuscire a pugnalare la fronte di qualcuno con uno stiletto, o comunque un pugnale leggero, in modo che questo muoia subito o anche solo si ferisca gravemente, perché l’osso frontale è molto robusto. Ma forse la cosa non ha importanza per lei…

      • Grazie per l’osservazione. 🙂
        Ps. Per il messaggio privato, basta andare nella pagina principale del mio profilo cliccando sul nome, poi accanto al tasto “segui” sulla destra, appaiono tre puntini. Da lì la scelta.

    • Bellissima storia. Bello il continuo paragone tra Lucrezia e la protagonista. Rendi bene la differenza tra le loro due vite. Bravissimo Giovanni.

    • Un racconto scritto in maniera divina! Curato nei particolari. Posso dire solo una cosa: bellissimo! Complimenti.

  • Taja saltellava lungo il viale alberato, con lo zainetto che ballonzolava sulla schiena. Sulla strada lastricata si rifletteva il giallo ocra del sole, lucido di primavera e abbellito di coriandoli chiarissimi che […]

    • Credo che molti di noi, compresa io, attingeranno a quella vasca colma di sangue. Mi è piaciuto il netto contrasto di Taja e la madre, il racconto della perdita dell’innocenza. Complimenti, la storia è davvero originale.

    • Ciao Giovanni! Non posso che condividere le parole di Micol: un gioco di contrasti orchestrato alla perfezione.🙂

    • Bello.Specialmente il contrasto tra l’inizio innocente con la bambina per protagonista e la cruda realtà che l’attende.Potrebbe essere un ottimo cortometraggio.

    • Doveva per esserci un motivo per cui una ragazza faceva il bagno in una vasca piena di vino, ma individuarlo, immaginando una ragione plausibile, non era cosa facile. Grande Giovanni, sempre in prima linea per il Lab!

      • In effetti la parte più bella è stata dover trovare una ragione per cui tutto il vino è finito nella vasca! 😀 Lab complicato da interpretare, secondo me, ma soddisfacente.

    • Concordo con Micol. Mi ha fatto proprio pensare alla perdita dell’innocenza di questa povera bambina che, da qui in poi, dovrà fare i conti col mondo. Diabolica la vendetta! Consumare il vino pregiato. Bravo Giovanni, alla prossima!

  • Per gusto o per necessità, Momoko si era lasciata alle spalle la sua vecchia vita. Vecchia, si fa per dire: in vent’anni e spiccioli di lagne e lamentele aveva accumulato sì e no le esperienze di una bambina di […]

    • Ho letteralmente divorato questa storia. La ribellione di Momoko, la sua voglia di scappare da un mondo che non riteneva suo, il tutto condito da una curatissima ambientazione orientale, sono gli ingredienti perfetti per questa storia di vita “comune”. Hai un’abilità di scrittura invidiabile, sei bravo, e anche tanto. Complimenti 🙂

      • Grazie mille per i complimenti! 🙂
        La storia è nata solo come pretesto per poter parlare dei capsule hotel. Dovendola, in un certo senso, ambientare in giappone, tanto valeva infilarci dentro un po’ di tipico dramma nipponico 😀 Alla prossima! 🙂

    • Condivido l’opinione di Annalisa.
      Bel racconto, ritmato e mai noioso, fatto di una realtà lontana e perfettamente raccontato. Mi è piaciuto soprattutto il senso di ribellione della ragazza battuto purtroppo dalle regole imposte e da una società indifferente alle esigenze del singolo.
      Finire in quella foto deve essere stata dura…
      Alla prossima lettura.

      • Grazie per avermi letto!
        È vero che la realtà giapponese è lontana dalla nostra in molti sensi, ma tirando le somme molti mali sono comuni e purtroppo diffusi nei paesi del primo mondo. L’idea della foto è arrivata così, mentre scrivevo: a volte la staticità di una foto è letale.
        Alla prossima. 🙂

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Giovanni Attanasio

Foto del profilo di Giovanni Attanasio

@giovanniattas

attivo 6 ore, 37 minuti fa
scrittore