Miserabile Amore

Serie: Alaros #2

XI.

Un filo di luce teneva il ritmo alle ombre tremule sui muri, di là del corridoio. La porta era spalancata, il carcerato ancora dentro.

Gli passò sotto al naso la puzza del rimorso, del biasimo vero senza scrupoli, e per sintonia di cose un peso in fondo al cuore gli cadde come piombo: dall’altra parte lo aspettava ciondoloni il condannato, vecchio senz’anima, con la schiena piena di frustate e un pugnale ficcato dentro al petto.

“Lo sapevo. Ti stavo aspettando” disse, ripassando col suo stesso sangue un nome, che aveva scritto sulle tre pareti della cella mille e mille volte ancora.

“Sono stato io ad ammazzarla: il pugnale mi ha rubato l’anima, quella notte. Era bellissima, coi capelli d’oro e lo sguardo intelligente; ogni sua parola era una pioggia d’argento, le sue mani delicate e bianche più della neve, ma il suo cuore di un altro uomo…”

Riprese a tormentarsi scavandosi le braccia per far di sangue inchiostro, e tornò a scrivere “Alma” tutto intorno in penitenza.

C’era un cuore rinchiuso in quattro vetri di lanterna appeso al muro, che battendo sfiammeggiava ancora in vita.

“Glielo rubai dal petto, non volevo altro: mi costò la dannazione”

“Perdonami con la spada, tu che puoi” gli disse infine, battendo le ginocchia al suo cospetto.

Suonava una campana da qualche parte fra le torri del castello, col rintocco pesante che spaventa gli uccelli, e liberò un drago dal suo sonno dall’altra parte della valle.

Lui levò la spada, e gli restituì la libertà nel modo d’onore che si concede ai folli, col capo mozzo e una preghiera di perdono contro gli errori dei momenti storti che la vita giudica nel cuore di ogni uomo.

Il cuore in fiamme aveva smesso di battere nello stesso momento, con gli spifferi che strisciano fra le grate delle celle dal soffitto, venuto a prendersi le ceneri, mischiando polvere alla polvere.

Serie: Alaros #2
  • Episodio 1: Miserabile Amore
  • Episodio 2: Alaros
  • Episodio 3: Santo Falò
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    Discussioni

    1. Questo capitolo mi ha commosso. Non trovo altre parole se non bellissimo. In.Ogni.Riga. La vita dell’assassino che spegnendosi si porta via la sofferenza di un cuore rimasto solo per sua stessa mano, potente quest’immagine. Davvero ben riuscito