Morana, Polvere sul cuscino e altri progetti di Giovanni Attanasio

Giovanni Attanasio Scrittore

Giovanni Attanasio

Si chiama Giovanni Attanasio il secondo classificato al contest letterario #LibriCKmania con l’opera Polvere sul cuscino e i frequentatori più affezionati di Edizioni Open ormai avrammo imparato a conoscerlo grazie alla sua notevole e qualitativa produzione letteraria. Il LibriCK premiato è ora disponibile anche in versione eBook (Passerino Editore):

Abbiamo rivolto alcune domande a Giovanni per sbirciare un po’ nelle sue giornate e avvicinarci ai suoi progetti letterari.

Sei tra gli autori più prolifici di Edizioni Open, con un repertorio che spazia dal cyberpunk all’horror. Ma se fossi obbligato a scegliere un genere di cosa scriveresti?
È difficile scegliere un genere per me, soprattutto perché cerco  di non pormi vincoli durante la stesura. Quando rifletto su una storia da creare fisso dei punti cardine che al massimo rientrano in alcuni generi tra i più conosciuti, ma non ne ricerco uno specifico di proposito. Adesso che ho finito con un’opera buia come Cecilia ho deciso di rilassarmi un po’, per cui sono vicino a opere romantiche, come la nuova serie che ho avviato [L’ultima Lettera ndr].

C’è un momento della giornata in cui ti senti piú proiettato verso la scrittura?
La risposta è facile. Da un anno a questa parte monitoro la mia attività di scrittura, compreso l’orario delle mie sessioni: in genere, mi trovo meglio nel primo pomeriggio. Recentemente, scrivo subito dopo pranzo o dopo il tè.

Tempo fa, in questa video intervista guardammo da vicino il tuo progetto “La Piccola Necromante”. Come procede? Ci sono sviluppi?
Da allora abbiamo pubblicato la prima raccolta che speriamo raggiunga quanti più lettori possibili vogliano iniziare a leggerci. Il nome del progetto è cambiato in “Morana” e la pagina facebook è in crescita. Ho già pronti tanti capitoli e molte novità ancora da scrivere. Sono molto legato al progetto e, tutt’oggi, alcuni dei personaggi di “Morana” sono tra i miei preferiti, come anche alcune scene specifiche che spero possano toccare anche i lettori.

Quanto è importante essere “social” per un autore dei nostri tempi?
Penso sia importante. In quest’epoca, il pubblico si interessa più a uno scrittore che alle sue opere; non comprano solo perché piace loro il libro, ma perché piace loro l’autore alle sue spalle. Anche per questo è difficile per un autore emergente fare breccia, alla luce del fatto che sono pochi i lettori realmente interessati a scoprire nuovi “talenti”.

Sei obbligato ad entrare nella macchina del tempo e ad impostare un’epoca. Quale scegli?
Ci sono un paio di periodi interessanti che vorrei visitare, non tanto per divertimento ma più per studio: se potessi vivere l’epoca di cui ho intenzione di scrivere, il risultato sarebbe migliore! Detto questo, sono sempre stato affascinato dal periodo della rivoluzione industriale, dal fatto che l’estetica vittoriana non era del tutto sparita ma contrastava decisamente con l’arrivo della tecnologia moderna.

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