Nanoblinds

Con un leggero ronzio, le NanoBlinds color carta da zucchero cominciarono ad avvolgersi, rotolando su sé stesse con un movimento soffice e delicato, come se fossero fatte di pelle umana. I primi raggi di luce filtrarono come spade luminose nel buio della stanza. Erano le sei in punto. Si girò pigramente dall’altra parte, tirandosi le coperte sopra la testa, nel tentativo di sfuggire all’invasione.

“Capitano Ripamonti, lei rifiuta il risveglio naturale” dichiarò il comodino con precisione chirurgica. Le piccole luci a led si accesero.

“Procedo, quindi, con la manovra di risveglio musicale assistito. Tra i classici di oggi, è previsto il Minuetto del Cancro, eseguito da bravissimi suonatori di ukulele. Confermato?”

Il capitano esplose in una fragorosa risata: “Cosa? Maccheca…cosa dici?”

“Capitano” rispose il comodino senza scomporsi, “se riformula la sua domanda sarò lieto di fornirle una risposta adeguata.”

“Cosa c’entra il cancro?”

“Una registrazione di questo brano di musica classica antica fu ritrovata durante la missione esplorativa 513586 del 21 Giugno 2110 sul litorale messicano, precisamente sulla linea latitudinale del Tropico del Cancro. Da qui intitolato, il Minuetto del Cancro.”

Ripamonti, in preda all’assurdità del momento, compì una contorsione, si mise le mani sulla pancia e si lasciò cadere sul pavimento, ridendo a crepapelle.

“Vedo con piacere che ha accettato il risveglio, vuole comunque ascoltare la melodia? L’aiuterebbe a conquistare la posizione eretta, necessaria per svolgere le attività di oggi. Confermato?”

“No ti prego, no, risparmiami, per favore” ridendo istericamente.

“Preferisce un’altra opzione? Come seconda scelta prevedevo il Tango Scalzo.”

A questo punto Ripamonti aveva le lacrime agli occhi e il respiro affannato.

“Capitano, passo al secondo punto del giorno: Audizione del Consiglio Quantum per delibera Neurocollettiva, fissato per le ore 7h15.”

“Si dice: fare rapporto, cretino.”

“Capitano, se riformula la frase, sarò lieto di darle riscontro.”

“Spegniti. Sparisci!” Un lamento digitale segnò la fine della comunicazione e il comodino si eclissò.

Ancora scosso dalle risate, si alzò, andò in bagno e s’infilò sotto la doccia, godendo dell’acqua fresca. Ne uscì circa 20 minuti dopo, rigenerato. Passandosi l’asciugamano sotto le ascelle, guardò fuori.

Le NanoBlinds erano ormai scomparse e le vetrate sembravano enormi quadri appesi alle pareti: le montagne, tinte di rosa e arancione, guardavano il Rodano scorrere placido verso le sue bocche, come se fosse il loro figlio prediletto che giocava nei prati. Il colore dell’acqua mutò dal grigio intenso al blu profondo, e, a poco a poco, si tinse di sfumature più chiare.

Alle sette in punto, il Capitano, in alta uniforme, entrò nella grande camera ovale con passo lento, in equilibrio sui pezzi di scottex disseminati per terra, per non sporcarsi le scarpe dello sterco delle galline, che giravano libere un po’ ovunque, beccando qua e là. I diffusori di oli essenziali appesi alle pareti diffondevano un lezzo nauseabondo di stallatico e muschio bianco.

Come previsto dal regolamento, si mise in coda davanti al bancone del Pink Bar, in attesa del suo turno. Dopo qualche minuto una giovinetta dai capelli lunghi e rossi, con un vestito di cotone bianco ornato di pizzi rosa, gli servì una bella tazza vuota, e lui dovette far finta di bere.

Raccolti in piccoli gruppi, i suoi colleghi facevano pratica di small talk, sfoggiando una gestualità elegantemente meccanica. Un suono metallico pose fine alle conversazioni e una voce di bambino annunciò l’inizio della consulta, proclamando solenne: “Scambiatevi un segno di pace”. Come prevedeva il protocollo tutti alzarono le braccia in alto, in segno di resa, e abbassarono lo sguardo sulle punte dei piedi. Ripamonti, con le braccia che pesavano come macigni, ebbe un conato di vomito.

“Bene cari, abbiamo concluso la fase introduttiva. E’ sempre una gioia cominciare la giornata con la celebrazione della Trinità Onorevole di Sopravvivenza: festeggiamo la resurrezione ecologica con le galline, onoriamo il divino immaginifico con le tazze piene di niente e diffondiamo la pace, arrendendoci a chiunque. Pieni di speranza, e vibrazioni positive, diamo inizio all’Audizione.”

La voce era quella di Magellano III, Gran Maestro della Circumnavigazione Cosmica. Una figura imponente, la cui presenza pareva estendersi ben oltre il suo corpo. Alto circa due metri, il viso squadrato e i capelli raccolti in un casco militare, aveva il corpo ricoperto da un’armatura dorata, finemente intagliata con motivi geometrici tridimensionali che si muovevano leggermente su e giù quando respirava.

“Qualcuno di voi, Grandi Trovatori, ha individuato il punto d’intersezione?”

Nessuno rispose.

“Bene. Qualcuno di voi è stanco e vuole rimanere con noi, qui, nella Haute Provence e godere di un periodo di riposo?”

Alcuni alzarono la mano. Ripamonti ebbe un altro conato di vomito.

“Bene. Qualcuno ha un quesito universale?”

“Io” disse Ripamonti, senza alzare la mano e facendo un passo avanti.

“Ponga il suo quesito, Capitano Ripamonti.”

“In caso trovassi il punto esatto di intersezione, il battito di ciglia in cui passato e futuro coincidono, cosa prevede il protocollo? Come devo agire?”

“E io chenneso?” rispose Magellano III. Si voltò indifferente e bevve dalla tazza piena di vuoto.

Tutti lo guardarono inebetiti e immemori, echi spettrali di qualcosa che nessuno ricordava più.

“Capitano, le rammento che cercare risposte negli altri, rallenterà la sua indagine e offuscherà la sua missione. Riveda la sessione numero 349 punto C del manuale. Che questo sia d’esempio per tutti! È pronto a partire, Capitano?”

“Sì, sì. Sono pronto.”

“Bene, dichiaro conclusa l’Audizione. Mi raccomando lavate le vostre tazzine prima di uscire e accarezzate almeno una gallina.”

Applauso registrato.

La voce infantile annunciò: “Sigla Della Trinità Onorevole di Sopravvivenza!”

Sex Bomb Sex Bomb, no sex no bomb.

Lovemedo, dududu dadada

Sex Bomb, Sex Bomb

No sex no bomb

Empty womb

No doom

Dududu dadada

DIARIO DI BORDO

Nave: Cassiopea – Dufour 312

Capitano: John Guy Ripamonti

Data: 25 Gennaio 2192 Ore: 12h00

Latitudine: 43.640199

Longitudine: 5.097022

Base Solarium Provence 9000

Non vedo l’ora di salpare. Ho rifiutato il periodo di riposo, benché fosse suggerito dai protocolli di recupero neurologico. La dissonanza cognitiva, ormai assimilata come virus digitale, potrebbe essere contagiosa. Forte disorientamento esistenziale, l’uomo non ha più memoria di sé. 

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Discussioni

  1. Buongiorno Piergiorgio, grazie per il tuo commento! Mi conforta l’idea che bisogna perdersi per ritrovarsi. Anche questa umanità così smarrita, come tu giustamente l’hai definita, avrà occasione di ritrovarsi!

  2. ” festeggiamo la resurrezione ecologica con le galline, onoriamo il divino immaginifico con le tazze piene di niente e diffondiamo la pace, arrendendoci a chiunque. Pieni di speranza, e vibrazioni positive, diamo inizio all’Audizione.””
    Bellissima! Da proprio l’idea del nulla in cui si è perso questo pezzo di umanità!