Nausea

Serie: Codice morale


In un mondo distopico il protagonista dovrà ritrovare la propria libertà.

 Mia moglie non vuole più vedermi. Quando eravamo fidanzati andavamo molto d’accordo. Lei diceva che ero simpatico, la facevo ridere e quando le chiesi di sposarmi mi disse subito di sì. Per la cerimonia non badai a spese, spesi migliaia di crediti per farla felice. Pagai perfino il suo gruppo preferito perché cantasse la sua canzone preferita e il tutto fu una sorpresa. Non vi dico quanto era contenta quando li vide. Saltava, gridava, rideva e piangeva allo stesso tempo, poi mi abbracciò, mi baciò e mi sentii l’uomo più felice del mondo.

Avevamo fatto una lista di nozze piuttosto lunga, ma ci arrivarono tutti i regali che avevamo concordato oltre alle buste che coprirono tutte le spese, anzi avanzò anche qualcosa. Lei era felice mentre scartava i regali, ringraziava tutti e quando mi guardava era bellissima e io mi sentivo l’uomo più felice del mondo. Per la prima volta pensai di aver trovato una persona che mi capiva e che sicuramente non mi avrebbe giudicato per quel “mio piccolo problema”.

In fondo io sono un uomo di sani princìpi. Quando a scuola tutti facevano a gara a chi ce l’aveva più grosso, io mi tiravo indietro dicendo che era una cosa stupida e degradante. Crescendo notai che anche nel mondo del lavoro funzionava più o meno allo stesso modo. “Pesce grande mangia pesce piccolo”. Non ho mai condiviso questo pensiero e mi sono solo dato da fare lavorando da mattina a sera, i risultati si sono visti, anche se ci è voluto un po’, ho avuto le mie soddisfazioni e non ho scavalcato nessuno. Non voglio vantarmi ma penso di aver fatto del bene. Più volte ho dato delle dritte ai principianti e ho sempre rispettato i più anziani, per questo tutti mi hanno voluto bene.

Poi ho conosciuto Helena, a una cena organizzata dal mio capo. È stato amore a prima vista e non è un modo di dire. Anche lei ha ammesso che ha provato la stessa cosa. In fondo eravamo gli unici single, in mezzo a un sacco di coppie. Era inevitabile che ci innamorassimo. A volte penso che qualcuno ha organizzato il tutto. Funziona così, no? Solo se due sono single possono innamorarsi. C’è chi dice che anche quelli che sono sposati possono innamorarsi della moglie o del marito di un altro/a, ma io non ci ho mai creduto. Il mio migliore amico, Tony, dice che per lui è possibile. Più volte gli ho chiesto a che servirebbe innamorarsi di una persona sposata, sarebbe stato tanto perverso da riuscire a tradire la moglie? Quelle erano cose che si vedevano solo nei film del genere Nausea.

«Allora perché così tante persone li guardano? La perversione è presente naturalmente in noi. C’è in tutti, anche in te», diceva lui convinto.

«Io non sono affatto d’accordo. L’uomo non può vivere solo per il sesso e ad ogni costo poi. Ci sono tante altre cose nella vita che sono molto più importanti, prima fra tutte l’amore, e non mi riferisco solo a quello tra uomo e donna ma l’affetto per un fratello, per un amico e per gli altri in generale».

«I tuoi princìpi sono nobili, mi ricordano quelli della Chiesa Unita. A proposito, sai cosa ho letto ultimamente? Sembra che dietro tutto questo ci sia proprio la Chiesa».

«Cosa vuoi dire? Non ti seguo, dietro cosa?»

«Pensaci un attimo. Certo è sacrosanto che non si possa tradire la propria moglie, ma non ti sembra che questo limiti la nostra libertà?»

«Ancora non mi è chiaro, perché dovrebbe limitare la nostra libertà? È una cosa naturale».

«Non è naturale affatto. Stanno controllando la nostra vita e lo fanno in modo subdolo».

«Devo dedurre che sai anche come facciano».

«Non hai nessuna abilità deduttiva. Cosa fanno due appena dopo sposati?»

«Vanno alla sala a festeggiare».

«Certo che sei un testone! Intendo subito dopo che il sindaco li ha dichiarati marito e moglie, e non mi dire che si bacia la sposa, sennò ti gonfio».

«Ti riferisci alla firma digitale?»

«Hai visto che quando vuoi, riesci anche tu a ragionare?»

«Ancora però non capisco dove vuoi arrivare».

«È semplice quanto sembra difficile. Tramite il microchip il computer li lega permanentemente».

«Dunque, fammi capire. Tu stai dicendo che, quando due si sposano, e mettono la firma digitale, uniscono il loro chip e in un modo imprecisato non è più permesso loro di avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio a meno di non essere tanto perversi da farlo nel vomito, e che dietro tutto questo ci sia la Chiesa Unita?»

«Elementare Watson!»

Scoppiai in una fragorosa risata. Tony se la prese molto perché non lo prendevo sul serio. Per me era solo la natura o qualche forma di Intelligenza che guidava tutto, proprio come insegnava la Chiesa. Tony aveva visto troppi film Nausea e stava perdendo il senno.

Quando io ed Helena ci sposammo, per un attimo, ma solo per un attimo, nel momento in cui avvicinavo il polso sinistro al lettore, pensai a ciò che aveva detto Tony e provai come un brivido. Ora che mia moglie non mi vuole più vedere e non vuole sentire ragioni, sto pensando seriamente che forse sarebbe meglio che non ci fosse la Nausea e ognuno potesse scopare con chi vuole. Lo dico anche per lei, in fondo è come se le avessi mentito non menzionando il mio “piccolo problema”.

Io ci ho provato a risolverlo questo problema. Un giorno ero per strada, quello è un giorno che non dimenticherò mai, il giorno più strano della mia vita. Era il 21 giugno, primo giorno d’estate e faceva piuttosto caldo. Un mese esatto dal nostro matrimonio. Ero vestito leggero e mi facevo una passeggiata in città dopo l’ennesima lite con mia moglie. Lei diceva che io non la soddisfacevo, mi sentivo un po’ in imbarazzo perché gridava così forte che anche i vicini potevano sentire. Io non le rispondevo, ma dentro di me rivalutai la sua persona. Una donna per cui l’unica cosa che conta è la dimensione del pene non faceva per me. In realtà non diceva che ce l’avevo piccolo, che di fatto è vero, ma che non riuscivo ad appagarla. Pensai che, forse, stavo sbagliando qualcosa nell’atto. Forse sbagliavo nei preliminari? Duravo poco? Tante erano le domande.

Mentre camminavo per la via principale pensando a tutte le brutte parole che mi aveva detto, giunto nei pressi di un vicolo lercio e pieno di bidoni della spazzatura, vidi sbucare un individuo, sporco, vestito di stracci e puzzolente.

«Non riesci a soddisfare tua moglie, vero?»

«E tu chi sei?»

«Amico, lo vedo nei tuoi occhi, e per pochi crediti ti darò la soluzione».

«Di che parli?»

«Si chiama Fallacy, prendine un po’, è buona, te lo assicuro».

«Non mi serve, il mio problema non è l’impotenza».

«Ho capito, sono problemi di dimensione allora».

Per quanto fosse evidentemente pazzo, quell’uomo sembrava leggermi nel pensiero.

«Ho una soluzione anche per quello, ti indicherò la strada ma dovrai pagarmi. Dai su, caccia fuori qualche spicciolo, lo so che ne sei pieno».

Gli allungai la mano sinistra, lui avvicinò il suo lettore portatile. Digitò 10 sulla tastiera, poi, mentre lo avvicinava, aggiunse un altro zero e mi rubò 100 crediti.

«Ehi! Mi hai fregato!»

«Sono soldi ben spesi, fidati».

Mise da parte il lettore e mi fece segno di seguirlo.

Serie: Codice morale


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Umoristico / Grottesco

Letture correlate

Discussioni

  1. Inizio ora questa tua serie distopica, uno dei miei generi preferiti. Già in questo primo episodio hai saputo gettare le basi di un mondo affascinante, dominato da una Chiesa Unita che più che dettare regole sulla morale le impone. Il tuo personaggio ha la mia simpatia, è un uomo onesto che mira alla tranquillità. Ma, si sa, l’acqua cheta di norma è la più profonda e mi chiedo cosa accadrà quando inizierà a porsi delle domande, come quella messagli in testa dall’amico, e a cercare le risposte. A quanto pare qualcuno l’ha già fatto, liberandosi dai vincoli dell’autorità; così mi è parso l’uomo emerso dal vicolo

    1. Grazie per la lettura. Avevo pensato tante cose per questo racconto, ma sarebbe stato troppo lungo. Ho deciso di concentrarmi sul dramma del protagonista senza dargli nemmeno un nome. Egli può essere chiunque di noi.