Operazione fallita

Serie: Codice morale


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Decide di operarsi ma avrà una brutta sorpres

Mi portò avanti lungo il vicolo, girammo a sinistra e ci trovammo in una stradina più sporca e sospetta della prima. Era un vicolo cieco e non capivo dove volesse portarmi quell’uomo lercio. Per un attimo temetti che mi avrebbe aggredito. All’improvviso si fermò davanti ad una porta di metallo piena di ruggine e con tracce di pittura verde. Mi guardò, poi bussò: tre volte velocemente e due un po’ più piano. Quasi subito dopo si aprì uno spioncino e due occhi ci fissarono. La porta si aprì.

Lui entrò subito, io rimasi fermo quasi spaventato di ciò che poteva trovarsi oltre quella soglia. Si affacciò di nuovo fuori e mi volse uno sguardo interrogativo.

«Allora, che fai? Ti muovi o no?»

Sapevo che questo genere di cose, intervenire per modificare il proprio corpo, non era solo considerato immorale dalla Chiesa Unita ma era per di più illegale e si poteva finire dentro anche per la più piccola alterazione. Secondo la storia ufficiale, questa legge era stata stabilita dopo che si erano diffuse modifiche vistose e soprattutto mostruose e degradanti, tanto che i governi di tutto il mondo avevano finalmente preso in considerazione la voce della Chiesa Unita. Sapevo ciò che stavo facendo.

Entrai dentro, era piuttosto buio.

«Polso, prego!»

I miei occhi non si erano ancora adattati alla poca luce e non capii chi mi stava chiedendo il chip.

«Perché?»

«Questioni di sicurezza».

Alzai il braccio sinistro, vidi il lampeggiare del lettore, dopo una luce verde che illuminò il volto di chi lo stava usando. Capivo perfettamente che non era semplice mantenere segreta una tale organizzazione. Probabilmente avevano creato una blacklist con tutti i nomi dei poliziotti e associati rubando i nomi chissà dove. Erano preparati, non c’è che dire.

«A quanto pare sei sposato. Scommetto che hai problemi a letto. Il randello le dà troppo fastidio, di’ la verità».

Lo guardai infastidito nella penombra, poi mi mise un braccio sulle spalle.

«Non preoccuparti, abbiamo la soluzione a tutto. Fino a dieci centimetri è una questione di pochi minuti».

Cominciavo a rivalutare la mia azione. Dieci centimetri in più avrebbero sicuramente salvato il mio matrimonio. A quel punto non giudicavo neanche più mia moglie. Ripetevo solo tra me che quella sera avrebbe avuto una bella sorpresa. Ma perché fermarmi a soli dieci centimetri in più. Non avevo impegni quel giorno, anche se l’operazione avesse richiesto ore non c’erano problemi.

«Quanto ci vuole per quindici centimetri?»

«Quindici centimetri!? Devi avere un “grosso problema” lì in basso», mi guardò, «anche se non sembra».

Non capii quest’ultima battuta.

«Va bene, è una richiesta insolita ma ci possiamo provare. Sappi, però, che ti costerà un bel po’».

Non dissi niente, non avevo problemi economici e quelli erano capaci di tutto per un po’ di soldi. Non sembravano certo onesti. Mi dissi che, comunque, non potevano farmi niente di male. Se l’avessero fatto avrebbero perso un cliente che poteva portarne altri e loro sembravano averne bisogno, almeno a quanto sembrava dall’ambiente che mi circondava: buio e sporco.

Scendemmo delle scale e ci trovammo di fronte ad un’altra porta. Quello che mi aveva letto il chip la aprì con una chiave magnetica e ci ritrovammo in una vecchia fermata della metropolitana. Seguimmo i binari per un bel po’ finché vidi una luce in lontananza. Fortunatamente lì non passavano treni anche se potevo udirne il rumore, probabilmente si trovavano più sotto, o più sopra, difficile dirlo. Arrivati vicino alla luce, notai che si trattava di un’altra porta più o meno come la prima. Con una bussata segreta anche questa si aprì. Questa volta il posto era più ordinato e sembrava pulito, forse era il posto in cui operavano. Me lo confermò il primo tizio.

«Il dottore è occupato, non dovrebbe volerci molto. Aspetta qui», sparì dietro un muro e non lo rividi più.

Dopo un po’ uscì il dottore con un altro paziente. Quello sembrava soddisfatto e non smetteva di ringraziarlo. Il dottore aveva il classico camice bianco, occhiali, naso aquilino e un certo sguardo malizioso.

«Lei è quello dei quindici centimetri?», era stato già informato, «mi dica, perché vuole fare un’operazione del genere?», non mi aspettavo questa domanda, decisi di dire la verità:

«Il mio matrimonio sta andando a rotoli, mia moglie è insoddisfatta e la capisco. Spero, con questa operazione, di risolvere i miei problemi».

Il dottore annuì e mi fece entrare. Vidi vari macchinari all’avanguardia. Uno mi incuriosì: aveva due lame e un buco davanti. Mi sentivo a disagio.

«Sono incuriosito da tutta questa tecnologia, saprebbe dirmi in che modo esattamente siete in grado di allungare il pene?»

Il dottore mi guardò stupefatto: «Ma cosa sta dicendo? Allungare? Impossibile! E poi non le basta quello che le ha donato la natura? Non mi faccia perdere tempo e si spogli che procediamo al taglio».

Non riuscivo a credere alle mie orecchie. Il dottore voleva tagliarmi quindici centimetri di pene!? Ma se non ce li avevo nemmeno. Mi chiesi cosa stesse succedendo nel mondo. Qual era la ragione che spingeva delle persone a tagliarsi dieci centimetri di uccello?

«Dottore, c’è stato un malinteso, io volevo farmelo allungare».

«Allungare?», il dottore sembrava ancora più sbigottito, «Lei evidentemente sta scherzando. Il pene non si può allungare, in nessun modo, e non capisco nemmeno a cosa servirebbe. Si spogli, mi faccia vedere».

Non avevo nessuna intenzione di farglielo vedere. Trovai una scusa e andai via di corsa. Rifeci la strada all’inverso, le porte si aprivano dall’interno. Incontrai di nuovo i due sopra che mi chiesero se fossi soddisfatto. Annuì brevemente e andai via.

Serie: Codice morale


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Discussioni

  1. Se devo dare proprio un motivo darei la colpa all’ingegneria genetica. Ho deciso volutamente di non menzionare la causa di questa “sovrabbondanza”, per lasciare un po’ di mistero

  2. Qui ci è scappata la risata. Mi incuriosisce sapere se in questo tuo mondo sono intervenuti degli eventi, cataclismi, in grado di stravolgere la fisiologia umana vista la popolarità dell’operazione cui si è sottratto il protagonista.