New York, 1 maggio 2026 – Il labirinto – seconda parte
Serie: L'anima della vendetta
- Episodio 1: Benevento – 1598
- Episodio 2: New York, 11 maggio 2026 – Prima sessione
- Episodio 3: Torino, aprile 2023 – Un nuovo inizio
- Episodio 4: New York, 11 maggio 2026 – Seconda sessione
- Episodio 5: New York, 4 settembre 2023 – Primo giorno di scuola
- Episodio 6: New York, 11 maggio 2026 – Terza sessione
- Episodio 7: New York, 11 maggio 2026 – Quarta sessione
- Episodio 8: Torino, 27 dicembre 2023 — La richiesta di Daniel
- Episodio 9: New York, 11 maggio 2026 – Quinta sessione
- Episodio 10: New York, 2 febbraio 2024 – Un giorno da dimenticare
- Episodio 1: New York, 1 maggio 2026 – Il labirinto – prima parte
- Episodio 2: New York, 1 maggio 2026 – Il labirinto – seconda parte
- Episodio 3: New York, 1 maggio 2026. Ore 11:00 – Scena del crimine
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Ersilia si avvicinò a Cowell senza fare rumore. Lo accarezzava come un amante che assapora un momento d’intimità — prima il viso, poi il petto, l’addome.
«Guardalo.»
Cowell ubbidì all’istante. Non riusciva a distogliere lo sguardo da Daniel.
«Hai atteso tre settimane prima di rivelare le tue intenzioni. Non era la prima volta che entrava in quella stanza con te. Sapeva già cosa lo aspettava.»
«Non è quello che sembra»
Il Daniel della visione sollevò lo sguardo. Le labbra si mossero appena. Era terrorizzato.
«Gli imprevisti non ti piacciono.» La voce di Ersilia si abbassò ancora, fino a diventare confidenziale. «Hai chiuso la porta a chiave. Ti sei tolto la giacca e hai sbottonato il colletto. Ti muovevi in un ambiente a te familiare.»
Ersilia tornò sui suoi passi. Si avvicinò alla creatura che attendeva in silenzio.
La visione di Daniel scomparve. Rimase solo una macchia di luce, che si dissolse lentamente.
Cowell fissò il punto dove Daniel era apparso. Non riusciva a smettere di guardarlo. Poi rivolse lo sguardo verso di lei. Deglutì. Cercò qualcosa da dire, qualcosa che gli desse un certo tono. «Sei una strega.»
Per la prima volta l’espressione di Ersilia cambiò. «Strega? Una parola inventata da chi teme ciò che non comprende.» Fece un passo verso di lui. «Gli uomini danno molti nomi alle cose che non riescono a controllare. Nomi sciocchi. Inutili.»
«Mi hai confuso per un altro…»
Ersilia rimase a guardarlo per un istante, poi si voltò verso la creatura che attendeva alle sue spalle. Lo raggiunse senza fretta. Gli accarezzò l’avambraccio con naturalezza. Non si mosse. Ma uno strano luccichio attraversò il suo sguardo.
«Hai spento la luce e ti sei avvicinato» prosegui lei senza prestare attenzione alle sue obiezioni.
«Hai detto che sarebbe stato piacevole. Che vi sareste divertiti. Daniel urlò, ma tu gli tappasti la bocca.»
Una pausa.
«Non eri preparato a quell’atto di ribellione. Non era da lui. Ti morse con tanta forza da strappare le carni.»
Le dita di Ersilia rimasero ferme sul braccio della creatura.
«Cosa dicesti quando il dolore si fece acuto, quando i suoi denti penetrarono nella carne.»
«Che cazzo fai, animale.» Le parole gli uscirono dalla bocca suo malgrado. «Ti piacciono le maniere forti. Ti accontento.» Cowell spalancò gli occhi, si portò le mani alla bocca come se non si capacitasse di quello che aveva detto.
«Lo hai spinto a terra. Il resto appartiene alla tua memoria, non alla mia voce.»
Ersilia lo fissò a lungo prima di proseguire.
«Eri convinto che le tue azioni avrebbero piegato la sua volontà. Ma ti sbagliasti. Attese in silenzio che la tua soddisfazione ti distraesse. Si alzò, si asciugò le lacrime con il dorso della mano mentre la paura agitava ancora il suo cuore, poi corse verso la porta.»
Una pausa.
«Fu allora che ti accorgesti della chiave. L’aveva presa. La teneva stretta nel pugno. Lo afferrasti per le spalle e lo spingesti lontano dall’uscita.»
Un’altra pausa.
«Lo vedesti perdere l’equilibrio. Scivolare lungo i gradini. La testa colpì l’ultimo con un suono che non hai mai dimenticato.»
La donna aprì la mano. Una chiave era tra le sue dita. Un istante dopo non c’era più.
«È stato un incidente» balbettò Cowell.
Ersilia non replicò.
Il silenzio che seguì lo fece rabbrividire.
Abbassò lo sguardo sulla mano. Il segno del morso era lì — rosso, fresco, pulsante, come se l’avesse ricevuto un attimo prima. Le impronte dei denti, piccole e precise, disegnavano una corona tra il pollice e l’anulare. Portò la mano al petto. Il dolore era reale. Vivo.
«Sentisti il suo respiro cambiare.» Ersilia gli sussurrava all’orecchio. Non l’aveva vista avvicinarsi. «Diventare più lento e irregolare. Controllasti che il corridoio fosse vuoto.» Una pausa. «E decidesti di lasciarlo lì.»
La porta — quella che per tutto il tempo era rimasta davanti a Cowell — si chiuse. Scomparve. Al suo posto, il nulla.
Cowell fissava il vuoto in preda al panico. Volse lo sguardo verso Ersilia. «Se non mi avesse morso non mi sarei arrabbiato. Ho perso il controllo.»
«La vittima diventa colpevole quando il responsabile non riconosce le proprie colpe.»
Cowell volse lo sguardo verso la creatura. Quando si girò, Ersilia non c’era più. Approfittò del momento per scappare. Non sapeva in quale direzione. Non importava. I corridoi si aprivano e si chiudevano davanti a lui con una logica che non riusciva a decifrare — destra, vicolo cieco, indietro, sinistra, le pareti sempre uguali.
Le gambe non rispondevano come avrebbe voluto — troppo lente, troppo pesanti. Percepiva il respiro della creatura, sempre più vicino. Il rumore degli zoccoli echeggiava nella pietra. Le corna proiettavano ombre enormi — ombre che non corrispondevano a nessuna luce visibile.
«Puttana maledetta. Richiamalo.»
Non ci fu risposta.
L’ultimo corridoio finì in un muro.
Cowell si voltò. La creatura gli era già addosso. Le corna colpirono il torace con forza. Lo sollevarono da terra. Il dolore fu immediato, assoluto. Il freddo della pietra contro la schiena. Il cielo senza colore sopra di lui, immobile e indifferente.
Ersilia era di nuovo di fianco alla creatura. I suoi occhi erano diventati neri come la notte. Cowell la fissava agonizzante. Vedeva la propria immagine riflessa, contorcersi dal dolore.
«La colpa era visibile a chi doveva guardare» disse Ersilia. «Ora lo sarà per tutti.»
Serie: L'anima della vendetta
- Episodio 1: New York, 1 maggio 2026 – Il labirinto – prima parte
- Episodio 2: New York, 1 maggio 2026 – Il labirinto – seconda parte
- Episodio 3: New York, 1 maggio 2026. Ore 11:00 – Scena del crimine
Confesso di aver provato un certo piacere nel vederlo soffrire! Bravissima❤️
Grazie stella ❤️
Grazie per tutte le emozioni, per farmi venire voglia di riscoprire questi miti e misteri e perché fai riflettere su quali siano poi veramente i mostri. Sul tuo splendido stile non ho da aggiungere rispetto a quello che ho già detto… Mi permetto di darti un consiglio: prova a scrivere qualcosa di getto, come viene, viene. Secondo me, puoi concedertelo.
Ciao Marco, che commento ☺️❤️! Ho quaderni pieni di pensieri scritti di getto. Non posso pubblicarli, ma capisco le ragioni del tuo suggerimento. C’è un gusto particolare a lasciarsi andare a scrivere solo quello che ti suggerisce il momento. Grazie per essere passato.
I riferimenti alla mitologia danno senso e spessore anche a questa serie che inizia con Ersilia Saggese accusata di stregoneria e giustiziata sul rogo; finché, come disse, Ersilia ritorna, per fare giustizia del male compiuto. Credo che le sorprese e i misteri da svelare non siano ancora finiti. La tua capacità narrativa non delude mai.
Grazie Maria Luisa, sempre gentilissima ❤️
“«La vittima diventa colpevole quando il responsabile non riconosce le proprie colpe.»”
Accade spesso e non sempre la verità emerge.
Troppo spesso 😔
Ben ideato, ben scritto, convincente. L’ho letto tutto d’un fiato!
Grazie ❤️
Sono due capitoli veramente intensi e inquietanti, costruiti con grande attenzione alla tensione narrativa.
L’atmosfera del labirinto mi ha trasmesso fin dalle prime righe un senso di smarrimento e inevitabilità. Mi piace tanto la figura di Ersilia che trovo affascinante e terribile al tempo stesso.
E ho apprezzato in particolare il modo in cui la rivelazione del passato di Cowell viene mostrata attraverso il dialogo e le visioni, senza ricorrere a spiegazioni dirette, rendendo la scena ancora più coinvolgente.
La storia è potente, carica di tensione e immagini memorabili, e ci lascia con il desiderio di scoprire cosa accadrà dopo. Bravissima Tiziana ♥
Grazie a te Cristiana, per i bellissimi commenti che mi dedichi ogni volta ❤️❤️
Ciao Tiziana, ho letto gli ultimi due episodi tutti d’un fiato. Sembra che il dolore di Sara abbia risvegliato Ersilia e il suo desiderio di rendere giustizia a chi ha subìto ingiustizie. Forse mi sbaglierò, ma ho l’impressione che il minotauro, il quale imprigiona e schiaccia i colpevoli, sia la materializzazione — attraverso la memoria — del male che loro stessi hanno compiuto. Bravissima! 👏👏👏