Niente è come sembra

Serie: Radio Alto Volo

“Vuoi qualcosa da bere?” domandò l’uomo con i capelli grigi mentre tirava fuori dalla tasca della camicia una fiaschetta color argento.

“Quello che diavolo è?” indicando la brocca.

“Whisky, ce l’hanno portato i nostri amici inglesi, di notte è l’unica cosa in grado di tenerti al caldo, soprattutto quando sei costretto a seccarti all’aria come uno stronzo dentro questi baracconi di lamiera che non fermerebbero nemmeno una freccia, figurarsi un proiettile.”

“Ne prendo un sorso, giusto per rifarmi la bocca” rispose Carl, sorvolando sul resto del discorso.

“Come sei capitato da queste parti? Non sei il primo americano che arriva qui ma sei l’unico che ha sfidato la sorte da solo, i tuoi colleghi sono morti?” chiese il ragazzo più giovane mentre prendeva posto accanto a lui.

“Questa è una lunga storia, anche io lavoro per la Resistenza…” per l’ennesima volta in ventiquattro ore l’uomo si trovò nella spiacevole situazione di dover spiegare tutta la propria storia per salvarsi la vita, convincendo altri che tutto quello che stava raccontando fosse del tutto vero. Le espressioni sul viso di coloro che stavano conducendo “l’interrogatorio” parevano convinte dal racconto, del resto era tutto vero e non c’era motivo di diffidare delle parole di un militare.

“Beh, storia strana ma, del resto, questo mondo lo è diventato più in fretta di quanto potessimo mai pensare e tu non sei di certo il primo che viene a raccontare qualcosa di simile. Ti credo, tu che ne pensi Gerard?”

“Purtroppo temo di dover accettare quanto hai appena detto, Carl, spero che ti sia sbagliato sui tuoi amici ma non posso di certo escludere che siano morti sul serio, almeno spero per loro, vorrei evitare di trovarmi nella situazione di dovergli spaccare il cranio. Quindi, se ho capito bene, tu devi recarti al quartier generale della Resistenza, è così?” chiese mentre si alzava in piedi per sgranchirsi le gambe.

“Esatto, devo assolutamente incontrare qualcuno lì, se la nostra missione è naufragata con la nave devono saperlo. Radio Alto Volo trasmette ancora?”

“Che cosa?” Gerard pareva cadere dalle nuvole dopo aver sentito quel nome.

“L’emittente della Resistenza che trasmette su tutta Parigi e dintorni, giorni fa invocava un raduno proprio in città da parte di tutti coloro che potessero imbracciare un fucile, o rendersi utili in qualche modo.”

“Mai ascoltato niente del genere, che si fosse trattato di una delle trasmissioni che i nazisti mettono su per imbrogliare qualcuno? Di solito finisce tutto in una grande imboscata che mette al tappeto un po’ dei nostri e un po’ dei loro.”

“Eppure l’abbiamo ricevuta per parecchi giorni di fila mentre ci trovavamo in barca…” nella mente del soldato si facevano strada brutti pensieri che era meglio scacciare come una mosca fastidiosa.

“Ti assicuro di non aver mai sentito niente di simile, in ogni caso tra tre ore arriveranno quelli del cambio della guardia, torneremo insieme al Quartier Generale, così potrai spiegare le tue ragioni.”

L’ingresso nella base della Resistenza era costituito da una piccola grata di metallo che consentiva di entrare nel tunnel fognario solo chinandosi un poco, dietro la Senna scorreva placida alla luce del sole. Era difficile evitare tutti i nazisti presenti nella zona ma i due colleghi di viaggio sapevano come muoversi senza dare nell’occhio, soprattutto sfruttando vicoli secondari e quant’altro. Un paio di volte si erano ritrovati così vicini ad una pattuglia di nazisti da poter osservare anche se avessero avuto il tempo di radersi e lavarsi oppure no, quello sprezzo del pericolo non piaceva affatto all’americano che però decise di non dire nulla poiché la sua posizione era tutt’altro che favorevole. La puzza di muffa pugnalava le narici come un paracadutista le corde del proprio paracadute mentre i piedi affondavano nella melma ogni secondo di più, sembrava quasi di avere a che fare con delle sabbie mobili piuttosto che con una superficie solida; percorsi i primi metri si ritrovarono immersi nell’oscurità più buia, era difficile capire dove si stessero mettendo gli scarponi.

“Accendiamo una torcia, ne avete?”

“Sì, aspetta un momento” rispose Gerard che si chinò e frugò nel lungo zaino che aveva portava sulle spalle, qualche istante dopo le mani riemersero con una di quelle che venivano fornite dall’esercito e che si potevano attaccare alla cintura dei pantaloni.

“Ora va molto meglio” disse soddisfatto, un potente cono di luce ora rendeva molto più semplice l’avanzata.

Un paio di topi corsero via in direzione opposta rispetto alla loro, svoltarono l’angolo e si trovarono di fronte tre uomini armati di mitraglietta che si fermarono con le mani di fronte agli occhi per riuscire a vederci qualcosa.

“Gerard, chi è quello là dietro?” chiese il più vicino indicando Carl.

“Un americano, lo stiamo portando al Quartier Generale, doveva portare un baule ma ha vissuto qualche piccola disavventura che ha mandato a monte la missione.”

“Capisco, noi ci muoviamo, abbiamo una pattuglia da portare a termine.”

All’improvviso si fermarono di fronte ad un tratto di parete identica a tutte le altre appena sorpassate, i due membri della Resistenza osservarono con uno sguardo rapido la superficie e poi l’uomo dai capelli grigi pigiò un mattone di colore poco più scuro degli altri, fu a quel punto che la parete si mosse all’infuori.

“Aiutatemi a tirarala verso sinistra, così potremo entrare.”

Seppur aiutata da una guida in metallo e, ovviamente, non fosse composta di veri e pesanti mattoni fu molto faticoso aprire il passaggio; dietro si trovava una porta in metallo con una piccola feritoia ad altezza occhi, Gerard bussò tre volte stranamente ritmate e attese.

“Acqua” sussurrò qualcuno dall’interno.

“Tempesta.”

Mezz’ora dopo Carl si trovava seduto in una stanza dalle pareti del tutto bianche e parlottava con il capo della Resistenza, un uomo anziano con grandi baffi ed occhi azzurri come il mare, che volle conoscere ogni dettaglio della storia. Una volta terminata la conversazione rimase per qualche istante fermo a fissarlo, come se stesse cercando di trovare la conferma definitiva della sua buona fede.

“Credo che la tua storia sia vera, infatti posso confermarti che abbiamo qui da qualche giorno una donna che ha raccontato la stessa cosa.”

Serie: Radio Alto Volo
  • Episodio 1: Echi lontani
  • Episodio 2: Uno strano carico
  • Episodio 3: Alto mare
  • Episodio 4: L’acqua non spegne le fiamme
  • Episodio 5: Buio
  • Episodio 6: Imprecisioni di una bussola
  • Episodio 7: Se ci sei batti un colpo
  • Episodio 8: Buona educazione
  • Episodio 9: Questione di sopravvivenza
  • Episodio 10: Niente è come sembra
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    Commenti

    1. Antonino Trovato

      Alessandro, con questo finale penso che tu abbia messo altra carne sul fuoco, perché a questo punto la ricerca di Carl è diventata un vero mistero… che sia il preludio ad una seconda stagione? Comunque è stato davvero un piacere seguire questa serie, perché mi sono ritrovato immerso in un contesto storico da me amato (storicamente parlando) e da te reso più coinvolgente grazie alla fantasia, e spero che questa tua opera prosegua😁!