Non un uomo qualunque
Serie: Dove inizia il coraggio
- Episodio 1: Non un uomo qualunque
- Episodio 2: Sarebbe solo la vita
- Episodio 3: Il Generale
STAGIONE 1
Il rumore assomiglia a delle unghie che grattano il legno.
Sono tentata di continuare a dormire, ma io non ho animali.
Il cervello registra altri due dettagli sbagliati, la luce che mi inonda la faccia è troppo forte per essere mattina presto e il lucernario sopra la testa non è quello di camera mia.
Almeno ha smesso di piovere.
Il rumore torna a ripetersi, arriva dal cellulare sopra il tavolino. Lo afferro, lo schermo è pieno di notifiche, ma l’unico nome che attira la mia attenzione e mi fa saltare il cuore in gola è quello di Alessio. Ancora dieci minuti e dovrò avvisare tuo padre.
Le undici e venti, come accidenti ho potuto dormire così tanto?
Il ricordo di ieri sera si affaccia prepotente e mi fa voltare.
Maxim è sdraiato accanto a me ancora addormentato, i ricci biondi gli ricadono sulla fronte nascondendo il sopracciglio spaccato, la bocca è socchiusa. Le spalle che spuntano dalla coperta sono fasciate in una maglietta nera, registro il dettaglio con sollievo. Per sicurezza controllo anche io di essere vestita. Le carte di Uno sono sparpagliate sul divano letto, ne faccio cadere un paio catapultandomi giù.
Digito come una furia la risposta ad Alessio e volo verso il bagno. La chitarra di Maxim è posata contro il mobile della tv, sfioro la cinghia con i piedi nudi.
Mi spruzzo la faccia con acqua fredda e mi strofino come se dovessi togliere lo sporco di una settimana. O come se dovessi nascondere degli indizi a mio padre.
Mi ripeto come un mantra che non ho fatto niente, ho soltanto aiutato una persona in difficoltà, un amico. Maxim è solo questo, ma il Generale non approverebbe lo stesso.
Districo i capelli scuri con la spazzola, li tiro senza la solita cautela e il dolore è quasi piacevole.
Infilo lo spazzolino in bocca, il dentifricio alla menta mi pizzica la lingua e io strofino fino a farmi male.
Invitare nella mia mansarda un ragazzo che conosco da pochi mesi, lasciargli usare il bagno e i vestiti del mio ex, dormirci perfino insieme, mi sciacquo, sputo e mi rivolgo al mio riflesso con il tono duro che userebbe mio padre. “Daria, non hai proprio imparato come si sta al mondo.”
Non ho tempo di truccarmi, anche se lui non ne sarà contento. Una donna deve sempre risultare attraente e curata. Quello che, immagino, avrebbe dovuto insegnarmi mia madre.
Mi precipito fuori dal bagno, Maxim ha cambiato posizione, ha un braccio che sporge dal bordo del letto e un sorriso sulla bocca carnosa. Magari sta sognando me.
Brava Daria, complicati ancora di più la vita con questi pensieri!
Mi infilo in camera e prendo i primi vestiti che mi capitano, dei jeans e una felpa rossa, il tipo di abbigliamento che il Generale non tollera.
Com’è che mi ha detto ieri Maxim? Non devo temere di essere me stessa.
Il problema è che la vera Daria è quasi una sconosciuta anche per me. Gli ho risposto così, sui titoli di coda del remake della Bella e La Bestia e lui mi ha sorriso e ha indicato la tv.
“Non mi hai detto che questa è la tua storia preferita? Qualcosa di te la conosci.”
Già, sarà il mio spirito da crocerossina ad attrarmi verso certi personaggi, come il mio ex che, in realtà, non aveva nulla per cui essere salvato, soltanto l’intenzione di vivere di musica, con l’aiuto del mio ricco papà.
I sognatori sono disadattati che in tempi di guerra non sopravvivrebbero neanche un giorno; questa è una delle tante massime di mio padre. Come se lui la guerra l’avesse vissuta o anche solo sfiorata.
Ma questo è il ragionamento con cui mi ha spinto a frequentare una facoltà che detesto e a smettere di scrivere.
Torno in soggiorno e sussulto. Gli occhi azzurri di Maxim mi fissano, un’espressione quasi delusa gli piega le labbra. “Stai andando da tuo padre?”
La risposta è così ovvia che mi infastidisce pronunciarla. “Come ogni domenica.” Sarebbe bello che venissi con me. E sarebbe bello poterla dire una frase del genere, ma immaginare le scene successive è doloroso quanto perdere il controllo della bici in discesa e sbattere contro una ringhiera.
“Ciao papà, lui è Maxim e stanotte ha dormito con me perché diluviava e non aveva un posto dove andare.”
“Stai pensando a cosa raccontargli?”
Sento il sangue affluirmi alle guance e la voce mi esce strozzata. “Di noi?”
Si mette a sedere e sposta indietro i ricci. “Del ritardo. Non pretende di mangiare sempre alla stessa ora?”
Ma certo, non c’è nessun noi, accidenti a me! “Sì, infatti sto scendendo. Alessio mi aspetta da un po’.” Gli indico il mio Samsung. “Mi hanno svegliata i suoi messaggi.”
Maxim si strofina la faccia, la mano è ancora segnata dalle escoriazioni e il ricordo di come l’hanno conciato mi stritola la gola.
Sembra che voglia dirmi qualcosa. Vorrei che lo facesse, che mi chiedesse di restare. Potrei proporglielo io, sarei contenta di trovarlo al mio ritorno, piuttosto che saperlo in piazza a suonare per degli sconosciuti e raccogliere pochi spiccioli. E di notte solo, con il rischio di incontrare gente orribile come qualche settimana fa.
“Stai bene?” La sua voce assomiglia a una carezza che non ho il tempo di godermi.
Mi impongo un sorriso. “I pranzi con mio padre sembrano degli interrogatori, ma la cucina della signora Rita è divina, rende tutto più semplice.”
Sospira e si alza, mi supera di diversi centimetri. “È la parte dell’interrogatorio che mi preoccupa.”
Ridacchio, ma suono forzata anche alle mie orecchie. “Non gli dirò che ho passato la notte a guardare film, parlare di libri e giocare a carte con un uomo.”
Un’ombra di tristezza gli oscura lo sguardo. “Non un uomo qualunque.”
So che il senso della frase non è positivo, ma fingo di non averlo capito. “Se fossi uno qualunque non ti avrei invitato qui.”
Serie: Dove inizia il coraggio
- Episodio 1: Non un uomo qualunque
- Episodio 2: Sarebbe solo la vita
- Episodio 3: Il Generale
Chissà quante persone ci so rivedono nel tuo personaggio
Grazie per la lettura e il commento!
questo inizio mi fa pensare che a breve ci sarà una ribellione che stravolga gli insani equilibri.
Grazie per la lettura e il commento Laura.
“Una donna deve sempre risultare attraente e curata.”
l’amorevole patriarcato…
Eh già.
Intrigante. Una favola moderna, con o senza un lieto fine che potrâ farci sognare. Noi ragazze di ogni età, un po’ crocerossine, abbiamo sempre bisogno di nuove storie in cui ci sia un bel “rospo” con le labbra carnose da salvare.
Ma prima di tutto dobbiamo salvare noi stesse ed è ciò che dovrà imparare Daria.
Grazie Maria Luisa!
Parole sante, Melania. Salvare noi stesse prima di tutto. La vita é un dono prezioso, non possiamo buttarlo via per darlo in pasto ai porci e neppure ai “principi azzurri” apparenti o reali, quanto il famoso Carlo.
“E sarebbe bello poterla dire una frase del genere, ma immaginare le scene successive è doloroso quanto perdere il controllo della bici in discesa e sbattere contro una ringhiera.”
Mi piace questa metafora. É proprio vero: dire ció che si vuole puó essere come andare a schiantarsi contro un muro.
❤️
Una nuova storia.🎉 Un romance che si presenta bene. Un incipit che ti trascina dentro un ciclone di informazioni. Ci presenta i personaggi e il probabile concept della storia. Avvia il conflitto: un rapporto difficile tra padre e figlia, un’ attrazione dirompente, e una protagonista che merita una certa attenzione. Sono curiosa di leggere il resto.
Grazie Tiziana, sai quanto conta per me il tuo parere.
Dici che sono troppe informazioni per il primo episodio?
No Melania. Forse mi sono espressa male. Sei stata molto brava a inserire tanti inneschi in mille parole. 😉
Scrivi benissimo, Melania. I dettagli iniziali, l’ansia di Daria causata dal padre, questa figura non presente eppure così ingombrante in questo capitolo.
Sono curioso del seguito
Grazie di cuore Nicola!