IL PRESEPE
Serie: STORIE DI GIOVANNI CARDILLO
- Episodio 1: IL PRESEPE
- Episodio 2: CICCIBACCO
- Episodio 3: L’UBRIACONE
STAGIONE 1
Le strade del paese avevano acquisito quella caratteristica aria natalizia da qualche giorno con tutte le lucine sgargianti, i lunghi serpentoni colorati e le stelle comete ad adornare balconi e finestre.
È esplosa la bellezza pensò.
E poi, di quel freddo, Giovanni ne era pure contento: amava sbuffare nell’aria e osservare il suo respiro, per poi sorridere ogni qualvolta lo faceva senza nemmeno riuscire a smettere. Gli veniva automatico farlo, il movimento della bocca incontrollabile, e conoscendosi cercava sempre di nascondere il volto dietro la sua lunga sciarpa rossa, il collo avvolto da spirali di seta.
Lungo la strada, di prima mattina, era solito imbattersi nei suoi amici i quali, giunto dicembre, si accalcavano il primo giorno del mese davanti il suo negozio per osservare le meraviglie messe in mostra.
«Mio padre mi ha insegnato quest’arte da criature, e lui a sua volta l’ha imparato da mio nonno» rivelò una volta. «So’ nat ammiezz e’ pastur e o’ ligname!»
Amava dirlo ad alta voce, per farsi sentire da quante più persone possibili: ogni volta, sfoggiava sempre uno splendido sorriso e mostrava al contempo, anche con un certo orgoglio, le statuine del presepe appena concluse e dipinte. Ormai era abituato a rispondere alle più disparate domande.
Suo padre era Gennaro Cardillo, uomo rude dotato di infinita calma e pazienza, noto artigiano presepiale e incredibile artista del legno. Grazie a lui conosceva le case, i pastori e gli animali, i ponti, gli alberelli e le montagne fin dal primo giorno di vita.
Anche in casa, Gennaro era accorto a ricreare in maniera dettagliata la bellezza della Betlemme dell’epoca, pur restando fedele alla tradizione napoletana, e di sera, le piccole lampadine poste ai piedi della grotta, splendevano vivide nella stanza col loro brillìo accecante.
Quell’arte l’aveva imparata da suo padre, e ne era fiero: come lui si svegliava alle sei del mattino, percorreva la strada fino al negozio e iniziava a creare pecore, pastori e personaggi vari.
«O’ ligname è comm a nu cristian,» gli ricordava il padre a ogni suo errore, «devi essere delicato, come se gli volessi dare ‘na carezza!»
Rise.
Di carezze, dal padre, non ne aveva ricevuta nemmeno mezza.
Serie: STORIE DI GIOVANNI CARDILLO
- Episodio 1: IL PRESEPE
- Episodio 2: CICCIBACCO
- Episodio 3: L’UBRIACONE
Ciao Alfredo, ho iniziato dal secondo episodio, pensando che fosse il primo. Si vede che ho bisogno di ferie. Bello, una lettera che scalda il cuore. Spero di leggere presto anche il resto.
Ciao Tiziana, figurati nessun problema. Una pausa serve proprio a tutti ahah. Grazie infinite come sempre per aver letto!!!
P.S: Buona vigilia di Natale
Sarebbe bello visitare Napoli in questo periodo 😊 Grazie per questa atmosfera incantevole.
Ciao Arianna, San Gregorio Armeno è un qualcosa di straordinario in questo periodo. Grazie mille per la lettura!
Questo sì che è un bel regalo di Natale per noi Openiani!
Sento odore di cioccolata calda, biscotti appena sfornati e una buona serie in arrivo! 😼
Ciao Mary, spero di essere in grado a soddisfare le vostre aspettative ahah. Grazie mille, e scusa per il ritardo nella risposta!
riuscire a soddisfare*
Ciao Alfredo! Bellissima l’idea di una serie sul Natale, la seguirò con piacere. Mi è piaciuto molto il finale, si delinea una storia nella storia, qualcosa che si intreccia alla magia dei presepi. Mi è sembrato che il padre, attraverso l’arte di lavorare il legno, provi a suo modo a passare al figlio le attenzioni che a carezze non è mai stato in grado di dare.
Ciao Irene, è vero, l’arte è uno strumento ”necessario” al personaggio per esprimere in qualche modo l’affetto nei confronti di suo figlio. Grazie mille come sempre, gentilissima! E scusa per il ritardo nella risposta.
Inizio dalla fine. Un racconto della serie: Quando l’ amore per l’ arte supera l’amore per un figlio. O forse sarebbe piú giusto dire: piú facile esprimere la propria sensibilità con grande delicatezza, attraverso la lavorazione del legno, che mostrare un affetto paterno fatto anche di gesti teneri, per certi uomini cresciuti, forse, in modo ruvido.
Ciao Maria Luisa, concordo in pieno. Grazie mille per aver letto!
Mi piace molto l’atmosfera: le luci, il freddo, la sciarpa rossa. Si vede proprio il paese e si sente dicembre. E il dettaglio dell’arte presepiale dà identità e calore.
Ciao Lino, l’arte presepiale è il dettaglio che arricchisce e dà valore all’intera vicenda, hai ragione. Grazie per il commento, e scusa per la risposta tardiva!
Mi piace molto, i personaggi sono ben delineati e lo stile narrativo permette di immergersi completamente nell’atmosfera natalizia. Le descrizioni delle luci, del presepe e della dedizione di Giovanni rendono la scena viva e tangibile.
Ciao Maurizio, grazie mille per le belle parole, e scusami per il ritardo nella risposta. A presto!
Che bella l’idea di dieci racconti per Natale! E pensa che da ragazza, per un breve periodo, ho fatto artigianato presepiale a San Gregorio Armeno. Bravo, Alfredo! 👏👏👏
San Gregorio Armeno è il regno dei presepi artigianali. Sarà stata sicuramente una bellissima esperienza la tua.
Si, molto❤️
Ciao Alfredo. Che belle queste righe: due personaggi abbozzati in poche parole che funzionano davvero bene. Così come descrivono bene l’amore per il legno.
Grazie per le tue bellissime parole Antonio. A presto con altri racconti!