Occasione mancata

Serie: Il redentore


L’insistenza era tipica di Vanessa, la vicina pazza di Leone.

Il vice era appena uscito dalla doccia che aveva fatto per rinfrescarsi dopo una giornata in cui il termometro non era mai sceso al di sotto dei 35 gradi. Erano giorni che sulla città stazionava una cappa umida di aria torrida, immobile e sempre più inquinata e le previsioni meteo non davano grandi speranze per i giorni a seguire. Quel campanello che alle 20.15 suonava in maniera arrogante quando il vice voleva solo godersi appieno la lama fresca del flusso di aria condizionata passargli sulla pelle ancora umida, suonò come una dichiarazione di guerra.

“E dai Leone bello, so che sei in casa, non fare lo scorbutico con me!” Sentì dire da dietro la porta di ingresso.

“Guarda che ho una sorpresa per te” continuò Vanessa senza smettere di suonare il campanello.

“Non mi piacciono né le sorprese né tantomeno la tua dannata compagnia!” Le urlò dietro il vice senza scomporsi più di tanto dal divano dove si era appollaiato a godersi tutti i 19 gradi impostati sul condizionatore.

“Non scherzo mica, razza di uno zotico, devo darti una cosetta che ti addolcirà”.

C’era stato un tempo nemmeno troppo lontano, in cui la cosetta che offriva la donna veniva accettata da Leone senza tanti complimenti. Entrambi vivevano il sesso solo come sesso, due corpi che si uniscono per il reciproco piacere di farlo, senza mai scadere in altro se non altre notti simili.

“Non la voglio!” Gridò Leone, “togliti dalle palle!”

Per qualche secondo il suo avvertimento sembrò sortire l’effetto sperato ed il silenzio tornò a riempire la casa, interrotto solo dal lieve fruscio dell’aria condizionata. Vanessa però, era una donna che otteneva sempre quello che si metteva in testa.

Il campanello riprese a suonare con una nuova armonia: alternava lunghi trilli a brevi pause in un’infinita cantilena ripetitiva. Quella mezza matta stava applicando l’antica quanto sempre efficace tortura della goccia che cade in continuazione in una bacinella piena d’acqua: i cinesi erano riusciti a farci uscire di testa migliaia di persone secoli fa e poco ma sicuro quella donna ci stava riuscendo con il suo vicino di casa.

“Porca troia questa volta ti sbatto dentro” ringhiò Leone alzandosi di scatto dal divano.

Aprì la porta trovando Vanessa con il dito ancora appoggiato sul pulsante del campanello.

“Cos’è che mi sbatti dentro Leone bello?” Gli chiese con un accattivante sopracciglio alzato.

“Cosa cazzo…”

“Sai”, lo interruppe lei voltandogli le spalle per prendere qualcosa da terra, “a me piacerebbe anche ripassare un pò di tempo insieme a te ma ultimamente sembra sempre che qualcuno ti metta del pepe nel culo appena ti alzi”.

Quando tornò a voltarsi verso il vice, teneva fra le mani un mazzo di tulipani, di quelli che vengono regalati per le grandi occasioni, con tanto di fiocco di seta rossa a cingerli stretti per riprendere le tonalità calde dei petali di quei fiori.

“Che cazzo di scherzo è questo?” Le ruggì sul viso.

“Nessuno scherzo Leone bello” gli rispose Vanessa mentre dava una piccola sistemata ai tulipani con una mano, “questi te li ha portati oggi un tipo elegante ma non eri in casa, quindi ha lasciato a me l’incombenza di darteli. Qualcuno deve averti fatto incazzare di brutto per regalarti tutta questa meraviglia. Mi ricordo quando Riccardo mi regalò un mazzo simile. Te lo ricordi Riccardo? Che dolce… Io lo ringraziai di cuore, andai a sistemare i fiori nel vaso più grande che avevo in casa e poi gli tirai tutto dietro, centrandolo dritto su quella testa di cazzo che si ritrovava. Finì in ospedale con 12 punti di sutura… che soddisfazioni”.

“Ascoltami bene matta che non sei altro” sbottò Leone facendo un passo verso la donna, “se mi hai rotto i coglioni per questa stronzata ti faccio rinchiudere insieme a qualche altra pazza come te nella speranza che abbia la bella idea di utilizzare la spalliera arrugginita del letto per toglierti qualunque residuo di verginità ti sia ancora rimasta. Oggi sei cascata male, bella mia!”

“Ascoltami bene te, brutto borioso che non sei altro” a Vanessa non erano mai importati i gradi del vice, “per quanto mi riguarda questi fiori te li puoi mettere di traverso nel culo e cacarli la mattina dopo sperando che nessuna spina ti rimanga ficcata durante il passaggio ma se qualche figlio di puttana ha deciso di portarti questi fiori del cazzo non è certo colpa mia. Quindi porca troia non alzare la voce con me e prendi questa roba prima che decida io di ficcarteli dove non ti batte il sole!”

La donna li sbatté con violenza sul petto dell’uomo per poi voltarsi e tornare nel suo appartamento con Leone che rimase fermo sulla porta a guardarla sculettare via sui tacchi alti.

Rientrò in casa sbattendosi dietro la porta e scaraventò sul tavolo della piccola sala, il bouquet di tulipani. Si accorse della piccola busta gialla solo perché nell’impatto con il tavolino, cadde per terra. Il vice la guardò qualche secondo senza raccoglierla, non credeva ancora che tutta quella messa in scena non fosse opera di Vanessa. Alla fine la raccolse e girandola vi lesse in una calligrafia di una precisione invidiabile, il suo nome: Vice Questore Leone Piagentini.

All’interno, su un cartoncino rigido dello stesso colore, Leone lesse:

Avrei fatto volentieri due chiacchiere, ma non si preoccupi, avremo modo di conoscerci.

Nel frattempo avrò cura di farle avere ancora mie notizie.

Ci sono ancora molte anime da redimere.

Un rispettoso saluto,

Il Redentore.

No, questa volta Vanessa non c’entrava proprio nulla.

Serie: Il redentore


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Discussioni

  1. Ciao Raffaele,
    ero molto curioso di conoscere meglio la vicina pazza e in questo brano entra con prepotenza nella storia, bellissimo personaggio, divertente come tutti i tuoi ragazzi.
    La storia si fa sempre più interessante, sono curioso di sapere cosa ci riserva

    1. Ciao Ale, spero davvero di non deluderti con i prossimi episodi.
      Grazie come sempre delle tue parole.
      Alla prossima lettura…

  2. Ciao Raffaele, ti ripropongo qui la perplessità che ho espresso nel post che hai pubblicato nel Gruppo Open. Perché, i tulipani? Ha qualche riferimento al significato dei fiori?
    Quanto al resto, avvincente: come sempre.

    1. Ciao Micol, grazie mille per il tempo che continui a dedicare alla serie, mi fa davvero piacere leggerti.
      Riguardo ai fiori… ti chiedo solo di pazientare 😉 .
      Alla prossima lettura…

  3. Cavolo, Leone è proprio un gran figlio di b-buona donna! Immagino che dovrà abbassare la cresta e andare da Vanessa per farsi dare una descrizione dell’uomo dei fiori… Ho letto l’episodio tutto d’un fiato perché molto veloce, causa anche l’assenza di qualche virgola che a parer mio andava aggiunta. Comunque mi è piaciuto, alla prossima.

    1. Grazie Ivan, puntuale e accurato come sempre. Grazie davvero per la tua presenza fissa ed i tuoi apprezzatissimi commenti.
      Alla prossima lettura…

  4. Ciao Raffaele, la figura di Leone mi porta alla mente Vittorio Sgarbi.?
    il finale apre a interessanti novità.
    Magari toglierei qualche avverbio nella parte introduttiva, ma nel complesso trovo sia un buon episodio.?

    1. Dario l’accostamento di Leone a Sgarbi non me lo aveva ancora fatto notare nessuno… Ah, Ah, Ah fantastico.
      Grazie del tempo che mi hai dedicato e come sempre, grazie per le dritte.
      Alla prossima lettura…