
Oltre
Flavio ha una mano sul volante e una sul cambio, ogni tanto si gira verso Elisa e le posa un bacio sulla mano. Lei non riesce a smettere di sorridere.
«Andiamo al ristorante Moranti?»
«Non ti va di mangiare un pizza, invece?» la ragazza alza un sopracciglio e osserva il ragazzo mentre cambia destinazione sullo schermo.
«A me va sempre la pizza!» lui sorride mentre la radio passa una canzone d’amore degli anni ‘60.
…Amor mio (amor mio)
…Basto io (basto io)
Flavio canta sulla voce di Mina ma non riesce a raggiungere le note più potenti, ma a Elisa non importa. Lei vede il ragazzo che le fa battere il cuore che canta e non le importa se è intonato o meno. L’unica cosa che conta in quel momento è la mano tiepida di Flavio che è appoggiata sul suo ginocchio.
Lo sguardo della ragazza si perde nel paesaggio serale illuminato dai lampioni e per un attimo viene avvolta da una profonda ondata di pace. È nel posto giusto al momento giusto, e niente e nessuno potrà farle cambiare idea.
Flavio starnutisce e cerca con una mano un pacco di fazzoletti.
«Eli hai mica un fazzoletto?»
«Sì» apre la zip della sua tracolla nera e infila una mano per cercarlo.
«Ce li ho, devo solo vedere dove sono finiti» ridacchia mentre tira fuori dalla borsa il cellulare, un mazzo di chiavi, un burro cacao e una confezione pocket di salviette.
«E quelle?» chiede Flavio.
«Ma no. Ho proprio i fazzoletti, devo solo cercarli. Devo solo cercarli meglio, questa borsa è così piccola eppure non trovo mai niente» la ragazza continua ad appoggiare roba sulle sue gambe.
«Finalmente!» tira la linguetta adesiva e ne tira fuori un fazzoletto bianco con dei disegni di personaggio Disney e lo porge a Flavio.
«Grazie» il ragazzo butta occhiate su Elisa e su come sta cercando di rimettere tutto in borsa.
Lei apre la confezione di salviette e prende l’ultima e la butta.
«Perché?» le chiede lui.
«È secca e sporca» Elisa risponde con naturalezza.
«No» il tono di voce di Flavio scende di qualche tono e si appiattisce «intendo, perché le porti in borsa?»
«In che senso?» la ragazza si gira verso di lui stranita.
«Nel senso, perché le porti, a cosa ti servono?»
La ragazze le rimette in borsa e le spinge dentro con la forza. Quella domanda le sembra così strana. Avverte una sensazione in fondo allo stomaco che non le piace.
«Per pulirmi le mani quando sono fuori casa.»
Lui sembra accettare la risposta. Continua a guidare e non sposta più lo sguardo dalla strada, le sue mani sono entrambe sul volante, la sua schiena è dritta come se fosse sull’attenti.
Stringe la mascella e le labbra non sono più sporgenti e curvate. Percorrono un pezzo di strada in assoluto silenzio. Elisa si sente a disagio, ma prova a scacciare quella sensazione di panico che si affaccia. Guarda fuori dal finestrino e prova a concentrarsi sui lampioni, sui negozi che sfilano veloci vicino a lei.
«Proseguire dritto per 300 metri, poi svoltare a destra…» la voce metallica del navigatore si intromette nell’abitacolo della macchina.
Flavio scuote la testa, mette la freccia a destra e entra nel parcheggio di un supermercato.
Tira con troppa forza il freno a mano, si slaccia la cintura di sicurezza e si gira verso il sedile del passeggero.
«Dimmi la verità, a che ti servono le salviette?» la sua voce fredda fa venire i brividi.
«È la verità, le uso quando non posso lavarmi le mani» Elisa si gira a sua volta verso di lui.
«Mi sembra così strano…» continua Flavio, «non riesco a trovare nessun motivo per cui tu dovresti usarle quando sei fuori casa.»
«Non sopporto di avere le mani sporche, perché fai così?»
«E quando avresti le mani sporche, fammi degli esempi» il ragazzo incrocia le braccia e si appoggia al finestrino.
«Quando vado al mercatino, quando vado in giro per i negozi o se sono fuori e devo mangiare qualcosa e non posso pulirmi le mani» Elisa si strofina le mani che sono diventate gelide.
«C’è qualcosa che mi puzza sotto»
La ragazza socchiude gli occhi e abbassa le spalle come se d’improvviso le fosse piombata addosso una pesante stanchezza. «Perché dovrebbe esserci qualcosa sotto?»
«Da quanto le hai nella borsa? Quando è stata l’ultima volta che le hai acquistate? Con che frequenza le compri?»
«Le porto sempre in borsa. E le compro ogni volta che finiscono»
«E quale pensiero ti spinge a comprarle quando sono finite?» la voce di Flavio si fa sempre più sottile.
«Il pensiero delle mani sporche.»
Flavio sbatte la mano sul volante facendo suonare il clacson, Elisa salta in aria.
«Cazzo Elisa ti rendi conto di quello che fai?»
Lei scuote la testa incredula.
«Vuoi sapere quello che penso?» urla lui.
«Sì, dimmi.»
«Io penso che tu porti le salviette in borsa perché sì, ti servivano per pulire le mani, ma non per i motivi che mi hai detto sopra: tu le usavi quando uscivi con i ragazzi per toglierti le macchie dei lavoretti che facevi loro.» Flavio scuote la mano in un gesto inequivocabile.
Elisa sbarra gli occhi. «Ma che stai dicendo?»
«Esattamente quello che ho detto.»
«Io non ho parole»
«Mi sembra ovvio. Non ne hai perché non hai scusanti. Ti ho beccata.» Flavio la fissa con occhi scuri.
«Non…»
«Sei solo una puttana!» le urla contro, «e il fatto che tu porti le salviette in borsa me lo dimostra.» Scende dalla macchina, fa il giro e va ad aprire la portiera di Elisa.
«Scendi!» la tira per un braccio «E ora chiama uno dei ragazzi con cui sei uscita e fatti venire a prendere.» Risale in macchina e afferra il cellulare. Preme sul pulsante rosso e lo gira verso Elisa per farle vedere il display che diventa nero. Accende la macchina e parte a tutta velocità lasciando una nuvola di fumo lasciando la ragazza in piedi con le lacrime che le rigano il viso.
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Intense e laceranti le tue opere che fanno commuovere…..pensare…arrabbiare e soffrire…perchè comunque si comporti, la donna sbaglia….
Forti e potenti sono le tue parole femminili….Perchè la violenza sulle donne è un mostro che si nutre beato all’interno della cultura patriarcale dominante…..e più si fa grande più dobbiamo togliergli i viveri….perchè l’indifferenza è connivenza….
Mi ha messo i brividi. Ho avuto paura che alla fine la picchiasse o peggio, ma hai lasciato che Elisa sopravvivesse, dandole una speranza. Il punto è che una donna non sa mai quanta cattiverisa e violenza possa nascondersi dientro un uomo.
Un buon racconto in crescendo. Le immagini tenere dell’inizio lasciano il posto prima a un dubbio e poi alla folle veloce si rivela. Una persona talmente insicura di sé, questo Flavio, da mettersi paura solo per un pacchetto di salviettine.
bello. spero ci sia un seguito
Veramente bello!
Sei stata bravissima a creare il climax che esplode nel finale, inoltre i dialoghi sono molto realistici.
Non so se si tratta di una serie o di un racconto autoconclusivo, ma questa scena, creata attorno a un pacchetto di salviette – un oggetto tanto banale – è davvero ben realizzata!