
Ombre e Penitenti
Serie: Adiacentia
- Episodio 1: I passaggi
- Episodio 2: Ricordi
- Episodio 3: Ombre e Penitenti
STAGIONE 1
I passaggi erano tantissimi, forse migliaia e, di tanto in tanto, potevamo notare qualcuno che sbucava fuori da una di quelle sfere. I nuovi arrivati senza scorta, di solito trovavano qualche Beato ad accoglierli al loro arrivo, come è successo anche a me.
Ad un tratto, da una sfera poco distante da noi, gettata fuori quasi a pressione, uscì una persona che sembrava in difficoltà. Era chiaramente disorientata e rimase lì, immobile, rannicchiata accanto al passaggio. Nessun Beato si presentò ad accoglierla.
«Hai visto? Qualcuno se la passa peggio di noi: e tu che ti lamentavi di non essere stata accompagnata qui», disse Lui con tono beffardo.
Io mi alzai e senza dire niente andai incontro a quella poveretta appena arrivata. Provavo pietà per lei e non riuscivo a concepire la crudeltà di quel luogo: maledetti insensibili! Avrei voluto vedere uno di quei Beati arrivare qui ed essere abbandonato in quel modo, tra l’altro in un momento così delicato.
«Fermati, lasciala in pace, non vedi il suo colore?»
Mi fermai e la osservai più attentamente: in effetti era piuttosto scura, aveva un colore simile al grigio fumo.
«E allora? Che c’entra il suo colore? Voglio solo consolarla, sarà spaventata.»
«Non può vederti, né sentirti.»
Rimasi ferma a guardare: finalmente qualcuno arrivò ad accoglierla, ma non erano i Beati. Era un gruppo di circa venti elementi, anche loro molto scuri. Avanzavano lentamente come una nuvola piena di pioggia spinta dal vento. Si fermarono davanti a lei che, a quel punto, si alzò e si unì a loro. Poi si allontanarono tutti insieme.
«Che significa? Chi sono quelli?»
«Sono le Ombre: per loro non c’è nessuna speranza.»
«Spiegati meglio.»
«Noi un giorno saremo Beati, loro invece vivranno per sempre schiavi dei loro ricordi. Ciò che erano dall’altra parte, le scelte che hanno fatto e le conseguenze di quelle scelte, li tormenteranno per sempre.»
«Perché a loro non è concesso dimenticare? È una specie di punizione?»
«No, nessuno li sta punendo: hanno fatto tutto loro. Devi capire, Arja, che noi qui siamo semplicemente ciò che abbiamo scelto di essere dall’altra parte della sfera. Loro sono Ombre perché lo erano già, prima di arrivare qui.»
La storia delle Ombre mi stava facendo diventare matta: non avrei mai potuto immaginare che i ricordi potessero essere una condanna.
«Tu hai detto di non ricordare nessuno della tua famiglia, allora chi era il vecchietto che abbiamo visto attraverso il passaggio? Era un tizio a caso?»
«Un tempo lo conoscevo, anche se adesso non ricordo niente di lui. Quando si è Beati, e spero di esserlo presto, non si ha più memoria degli eventi, dei gradi di parentela o di altri dettagli che prima sembravano tanto importanti. Ma l’affetto che ci legava alle persone, quello rimane! In fondo, è l’unica cosa essenziale.»
Mi voltai a guardare la mamma: non era più in cucina. Adesso era nella mia camera, seduta sul letto. Era sola e aveva una mia fotografia in mano. Stava piangendo. Avrei fatto qualsiasi cosa per poter attraversare il passaggio e abbracciarla, anche solo per un attimo.
Lui, che leggeva i miei pensieri, mi rimproverò all’istante: «Non pensarci nemmeno!»
«Perché i Beati possono farlo e noi no?»
«Non conosco i dettagli, so solo che sarebbe molto pericoloso per quelli come noi.»
«Quelli come noi hanno un nome?»
«Indovina.»
«Dunque, fammi pensare. Potremmo essere i disadattati, i malati, gli esclusi?»
«Te lo dico io: i Penitenti. Ecco come ci chiamano.»
«Sì, mi sembra appropriato. Infatti, vivere in questo posto è una penitenza!»
«Smettila di lamentarti, poteva andare peggio, lo sai.»
Mentre parlavo con Lui e guardavo la mamma attraverso la sfera, c’era qualcuno che guardava noi: un Beato particolarmente luminoso, fermo alle nostre spalle come una guardia carceraria.
Dissi a Lui sottovoce: «Quanto sono fastidiosi! Perché non ci lasciano in pace?»
Scoppiò a ridere.
«Stai provando a pensare sottovoce? Sai che non funziona, vero? Il Beato può sentirti.»
Infatti, quella specie di secondino si avvicinò e mi disse: «Mi dispiace, non volevo infastidirti. Devo solo controllare i Penitenti che si avvicinano alle sfere: è una questione di sicurezza.»
«Tranquillo, stiamo andando via. Adesso puoi andare a rompere le scatole a qualcun altro.»
«Arja, chiedi scusa!»
«Lasciami stare. Non ne posso più di questa galera e delle vostre stupide regole!»
Mi allontanai da sola, senza aspettare Lui (che sembrava gradire la compagnia dei Beati). Ero furiosa. Quello non era il mio posto: la mia casa era dall’altra parte della sfera, insieme alla mia famiglia.
Cercai di inscenare un’uscita drammatica, come avevo già fatto tante volte. Solo che, prima di arrivare in questo posto era molto più soddisfacente: qui non c’erano porte da sbattere e non ero ancora così agile. Quindi, fu una scena penosa: io che mi allontanavo barcollando e quei due fermi lì ad osservarmi. Ma non mi importava: avevo solo bisogno di trovare un luogo isolato. Così, iniziai a vagare senza meta.
Ad un tratto, vidi in lontananza il gruppo delle Ombre: sembrava che anche loro stessero vagando come me. Erano più numerosi di prima, circa cinquanta persone. Mi fermai e loro avanzarono nella mia direzione. Quando mi passarono accanto, rallentarono leggermente e uno di loro, il più basso, si voltò a guardarmi. Poi, proseguirono allontanandosi di nuovo.
Che strano, Lui aveva detto che le Ombre non avrebbero potuto vedermi. Evidentemente si sbagliava.
Serie: Adiacentia
- Episodio 1: I passaggi
- Episodio 2: Ricordi
- Episodio 3: Ombre e Penitenti
Questa faccenda delle Ombre mi ha fatta riflettere su come spesso, al di qua, anche noi ci optiamo e restiamo vittime del nostro dolore e dei ricordi. Che non sempre sono utili per andare avanti. Forse funziona un po così anche per queste Ombre. Forse no. Però mi ha incuriosita il finale…alla fine Arja è stata vista…
Il tema della memoria è sempre stato importante per me: io sono fissata con i ricordi (ecco perché non faccio che scattare foto! 😅🙈) Però, in effetti, mi rendo conto che a volte sarebbe meglio lasciar andare (un’arte che devo ancora imparare 😅). Grazie mille ❤️
Trovi una degna alleata nell’arte del lasciar andare mai imparata 😅
Ma alla fine, se si tratta di ricordi belli, perché lasciarli?
❤️
Che poi Arja è molto legata ai suoi ricordi eppure non è finita tra le Ombre, quindi la faccenda mi incuriosisce ancora di più…sono curiosa da sapere cosa si nasconde dietro queste Ombre…😊
Quindi Arja si trova nel Purgatorio? Ma mi domando: il voler ricordare in questo luogo è visto come un rimpianto della condizione terrena (come la moglie di Lot che si volta a guardare Sodoma e Gomorra), o non bisogna ricordare perché, non potendo riamare, chi è ancora in vita ci farebbe soffrire? (visione di Dostoevskij dell’inferno). Aspetto con curiosità il seguito.Bravissima!❤️
P.S.: scusa, ho corretto. Come al solito, sono in treno 😂
Quindi Arja si trova nel Purgatorio? Ma mi domando: il non dover ricordare in questo luogo è visto come un rimpianto della condizione terrena (come la moglie di Lot che si volta a guardare Sodoma e Gomorra), o non bisogna ricordare perché, non potendo riamare, chi è ancora in questo mondo ci farebbe soffrire? (visione di Dostoevskij dell’inferno). Aspetto con curiosità il seguito. Bravissima❤️
Forse è un non ricordare per imparare ad amare in un modo nuovo, al di là degli schemi “terreni”. Grazie mille Concetta ❤️
“Ma l’affetto che ci legava alle persone, quello rimane! In fondo, è l’unica cosa essenziale.” Bello e vero questo passaggio.
Arya continua a detestare il posto in cui si trova, mentre Lui mi sembra stia cambiando opinione.
Molto interessanti le Ombre, soprattutto per il dettaglio emerso sul finale.
Brava!
Grazie Melania 💕
Interessante questa nuova versione del purgatorio. Uno degli aspetti che rendono più stimolante la lettura di questa serie sono le cose strane sparse qua e lá, e lasciate un po’ in sospeso che destano curiosità, come pure nel finale.
Le cose sono sparse qua e là anche nella mia testa mentre scrivo😅🙈 Infatti temevo di aver creato un po’ di confusione. Mi fa piacere che tu abbia capito subito l’idea di Purgatorio che ho cercato di trasmettere 🙂
Fantastico! (e non parlo solo del genere letterario 😁). La storia mi prende, è scorrevole e si percepisce la sensibilità e profondità dietro la scrittura. Vado a leggere immediatamente i due episodi precedenti 👍👍👍
Ciao Nicola, grazie ❤️