
Ombre e sussurri dal passato
Serie: Ombre e sussurri dal passato
- Episodio 1: Ombre e sussurri dal passato
- Episodio 2: I sussurri della scuola
- Episodio 3: Il profumo
- Episodio 4: Elena o Ellen T
- Episodio 5: Quella vita
- Episodio 6: Panacea
- Episodio 7: Dissonanza cognitiva
- Episodio 8: Solo Finzione?
- Episodio 9: Luna piena
- Episodio 10: Una carezza con i calli sopra le mani
- Episodio 1: Confusione e liberazione
- Episodio 2: Forse era destino
- Episodio 3: Respira e lascia a me i dubbi
- Episodio 4: Solo l’inizio
- Episodio 5: L’amore forse non esiste, se esiste non dura per sempre
- Episodio 6: Il sipario
- Episodio 7: Artefice del destino
- Episodio 8: Finite incantatem
- Episodio 9: Veemenza
- Episodio 10: Primo giorno di scuola
- Episodio 1: Dolce paranoia
- Episodio 2: Bilancio
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Quel libro, così tanto acclamato, non rappresentava la felicità, solo la sua più grande soddisfazione. Una forma evanescente di resilienza, dato che nessuno conosceva il sacrificio, il dolore dietro di essa, che mai sarebbe sparito. L’unico modo di liberarsene, forse, era renderlo immortale attraverso la scrittura: eliminarlo dalla mente e condividerlo con il mondo, come una verità nascosta dalla luce. Sopportandola e, forse, sublimarla nella bellezza: una speranza iridescente, sospesa tra i ricordi e la forza di volontà.
Niccolò Sartori si trovava nei corridoi della sua vecchia scuola superiore. Un luogo carico di ricordi e di storia. Dai muri, nuovamente tinteggiati, allo stesso vecchio pavimento in linoleum a nervatura ocra. Le porte, le aule. Persino l’odore gli riportava alla mente gli anni della sua giovinezza turbolenta: gli scherzi, le risate durante le lezioni, la droga. Gli sguardi storti, i gruppi di altri paesi, le zuffe. E poi, ricordava chiaramente ogni istante con lei. Pensava di essersene liberato, non aveva considerato di tornare nella sua vecchia scuola e di ricordare il calore del suo respiro.
Di tutte le volte che lei gli prendeva la mano e lo trascinava nel bagno, a volte era un bacio, altre un litigio, un turbinio di emozioni. Ovunque guardasse lei riappariva con la sua presenza avvolgente. La dolcezza e poi il conflitto, passione e tormento. Era come se il tempo si fosse fermato, trascinandolo in un abisso di ricordi adolescenziali. Rimase immobile a contemplare l’aula dell’ultimo anno, mentre ogni angolo di quella stanza pulsava di vita, risuonando dei vecchi echi di risate passate.
Bastò un niente per ritornare alla realtà, il cellulare vibrava all’interno della giacca blu. Scese le scale con passo deciso, consapevole di chi lo chiamava, non rispose. Attraversò i piani dell’edificio scolastico con una sicurezza crescente. Camminava con determinazione verso l’aula magna, conscio del compito che lo attendeva: autografi da firmare, foto da scattare.
Ora, a più di trent’anni, tornava come ospite d’onore per presentare il suo romanzo di successo, pubblicato un anno prima, il cui adattamento televisivo era in procinto di essere annunciato.
Adorava quell’atmosfera che si creava con i fan. Solitamente, nella sua nuova vita, si sentiva a disagio con questo genere di situazioni, ma quella volta era diverso. Forse l’esperienza accumulata nel tempo stava finalmente dando i suoi frutti, o forse era il fatto di essere tornato da re. Eccola, la voce della sua editrice che lo chiamava, la donna che gli aveva dato un occasione per cambiare la vita di entrambi. Era stata lei a credere nel suo talento quando ancora nessuno lo faceva, a spingerlo a migliorare quelle pagine grezze, a trasformare la storia in realtà. A dargli un’opportunità quando le case editrici che Nico contattava, altro non erano che stamperie dai prezzi pazzi.
La donna, intorno alla cinquantina, con i capelli rosso fuoco che risplendevano come fiamme sotto la luce soffusa, indossava un abito elegante dai colori cupi che accentuava la sua figura sinuosa e la forte personalità. Il suo vestito era composto da una gonna lunga e una camicia raffinata, entrambe di un marrone profondo, che si abbinavano perfettamente al suo portamento deciso e al suo sguardo penetrante. Con il telefono tra le mani e le braccia incrociate, avanzava con passo sicuro, quasi danzando al ritmo di una melodia che solo lei poteva udire nella sua mente.
«Ma finalmente!» disse con voce chiara, mescolando rimprovero e sollievo. «Se io dovessi scrivere un libro e descrivere il volto di qualcuno che ha visto un fantasma, beh, descriverei proprio il tuo.» Si avvicinò, la melodia dei tacchi scandì il silenzio dell’atrio.
«Il mio?» Domandò lui con un sorrisetto.
«Si, proprio il tuo, mio caro.»
«Per nulla.» La risposta fu netta, priva di esitazione.
«Vabbè, come dici tu. Entriamo che ti aspettano.» Lo prese per mano come a volerlo trascinare.
E mentre si dirigevano verso l’aula magna, lui sentiva il peso della gratitudine nei confronti di quella donna che aveva cambiato il corso della sua vita. Qualche passo più in là e si ritrovarono davanti all’ampia porta dell’aula magna situata sotto la scuola. Era una tarda mattinata, l’atmosfera era elettrizzante all’interno della sala austera, con il soffitto basso e poche finestre. La luce si diffondeva dai lucernari. Le sedie erano disposte ordinatamente di fronte a un palco modesto, dove era stato allestito un tavolo coperto da un drappo rosso. Una pila di libri freschi di stampa e un microfono al centro completavano la scena.
Quando entrò, le loro strade si divisero. L’editrice sorridendo, andò a sedersi immediatamente, ultima fila, mentre lui discese verso il palco. Fu accolto da un fragoroso applauso, che lo avvolse come un caldo abbraccio. Ogni volto nella sala era rivolto verso di lui, gli occhi pieni di aspettativa e curiosità. Con un sorriso leggermente nervoso ma determinato, salì sul palco e si avvicinò al microfono.
«Grazie a tutti per essere qui oggi.» Iniziò, la voce sicura si rifletteva contro le pareti dell’aula.
Gli occhi rivolti verso la prima fila dove sedevano alcuni dei suoi vecchi insegnanti che mai pensarono che Nico avrebbe potuto scrivere un libro, di ben altri pensieri erano stati. «È un’emozione indescrivibile tornare in questa scuola, in questo luogo che ha visto crescere non solo me, ma anche il mio sogno e le mie aspirazioni.» Un cenno rivolto ai suoi ex insegnanti, un ringraziamento, per cosa? Per non averlo mai sostenuto. Era un gesto simbolico, un riconoscimento silenzioso del fatto che la loro mancanza non lo aveva fermato.
Fece una breve pausa, permettendo alle sue parole di diffondersi nell’aria. «Non per avermi sostenuto, ma per avermi dato, senza volerlo, la spinta necessaria a dimostrare che non ero solo un delinquente.» Il suo tono rimase deciso e rispettoso, nonostante l’affondo verbale. Mentre pronunciava quelle parole forti, non si sentiva un ribelle né un uomo in cerca di rivalsa. Solo più leggero, come se ogni delusione avesse finalmente trovato il suo posto nel passato. Poi, mentre scorreva lo sguardo sulle espressioni entusiaste, comprese. Nessuno aveva davvero capito.
«Io non sarei qui se non fosse stato per due donne, oggi una delle due è tra di voi!» Si voltò verso l’editrice, seduta lontano tra il pubblico, le dedicò un sorriso e lei arrossì. Non era mai accaduto prima d’ora. «Sei stata il mio sostegno nei momenti di difficoltà, questo libro è dedicato anche a te… E a tutti coloro che credono nella… Rinascita!»
Un secondo applauso riempì nuovamente la sala, un ultimo sorriso prima di aprire il libro.
«Ora vorrei leggere un breve estratto, so che queste parole non vi toccheranno, ma sono molto importanti per me!» La sua voce si fece più sicura che mai, ogni parola, un ponte tra passato e presente. Un passato che conosceva solo lui. Forse.
«IIl paese era piccolo, e al mare c’era un solo lido che fungeva da ritrovo per tutti. Era un caldo pomeriggio, appena dopo gli esami di terza media, quando vidi per la prima volta Ellen T. Camminava sorridente accanto a un ragazzo che non avevo mai visto. Lui teneva per mano Claudia Erani, una ragazza del mio paese. Provai una sorta di avversione per quel tipo venuto da fuori, come se stesse rubando qualcosa ai compaesani. Era un pensiero irrazionale e infantile, ma non potevo evitarlo. Rimasi sotto il sole della spiaggia a osservarli per qualche istante, rendendomi conto che, in realtà, di lui non mi importava nulla. Tutta la mia attenzione era catturata da quella ragazza dai capelli neri.
Era come se avessi subito quello che per i lupi si chiama imprinting, una sensazione travolgente e tormentosa. Innamorarsi a prima vista è una tortura, specialmente quando non sai nulla della persona che hai davanti. Eppure, non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso. Mi sembrava di conoscerla da sempre, anche se non le avevo mai rivolto la parola. C’era qualcosa di magnetico nel suo sorriso, dolcezza e mistero che mi affascinava profondamente. Sentivo un nodo allo stomaco, un misto di timore e desiderio. Ero troppo timido per avvicinarmi, proprio io che non lo ero. Troppo impacciato per dire qualcosa di sensato. Mi sentivo paralizzato dalla paura di fare una brutta figura, ma allo stesso tempo non volevo perdere di vista quell’attimo.
Mentre il sole iniziava a calare, tingendo il cielo di sfumature arancioni e rosse, continuai a guardarla, dimenticandomi persino di andare a lavorare, sperando che, in qualche modo, si accorgesse di me. La luce calda del tramonto avvolgeva ogni dettaglio, rendendo il suo viso ancora più incantevole. I suoi capelli neri danzavano leggermente con la brezza, e i suoi occhi che ancora non riuscivo a vedere, riflettevano il calore del giorno che stava svanendo. Immaginavo il suono della sua voce, il modo in cui avrebbe pronunciato il mio nome, se mai fosse successo. Speravo che il destino, o qualunque forza invisibile governasse quei momenti, mi desse una possibilità di conoscerla, di scoprire chi fosse davvero. O forse, speravo solo che si voltasse, anche solo per un istante, e mi guardasse»
Serie: Ombre e sussurri dal passato
- Episodio 1: Ombre e sussurri dal passato
- Episodio 2: I sussurri della scuola
- Episodio 3: Il profumo
- Episodio 4: Elena o Ellen T
- Episodio 5: Quella vita
- Episodio 6: Panacea
- Episodio 7: Dissonanza cognitiva
- Episodio 8: Solo Finzione?
- Episodio 9: Luna piena
- Episodio 10: Una carezza con i calli sopra le mani
bello stile. continuo a leggere
“La sua voce si fece più sicura che mai, ogni parola, un ponte tra passato e presente. Un passato che conosceva solo lui. “
Complimenti, mi piace molto il tuo stil. La tua scrittura è chiara, diretta. Una narrazione che ti cattura dalle prime battute.
Grazie, apprezzo molto!
Come già detto da altri, la scrittura è molto fluida e piacevole. I dettagli ci permettono di vedere i luoghi dei personaggi e di vivere le stesse emozioni loro.. continuerò la lettura sicuramente
Ciao e grazie. Sicuramente è abbastanza preoccupante però…
Per quale motivo dovrebbe esserlo?
Arrivo con mostruoso ritardo a questa serie, ma sono felice di averlo, finalmente, fatto.
La storia mi ha subito colpito, anche perché, in parte, posso ritrovarmi in ciò che hai scritto. Molto bello e pulito lo stile, che ben si adatta alla narrazione.
Recupererò e seguirò gli altri episodi con piacere.
Molto lieto che ti faccia piacere.
Grazie. Apprezzo molto il tuo commento.
Inizio oggj a leggere questa serie dal principio. La tua scrittura é fluida, quindi dovrei riuscire a recuperare anche i prossimi sei episodi in tempi brevi. L’idea di base é facilmente condivisibile. Chi di noi non vorrebbe tornare alla scuola che ha frequentato da ragazzo/a, per presentare un suo libro accolto con grande ineresse da parte di un numero straordibario di lettori?
Cosa sia successo a Sartori prima di tornare in quella scuola, desta curiosità; quindi non mi resta che andare avanti con la lettura.
Grazie. Spero sia di tuo gradimento.
e dunque vedremo cosa ha in serbo per noi questa (misteriosa?) Ellen T. Scrivere e poi leggere ad altri un brano del proprio passato è un’esperienza che vorrei fare.
Si vedremo che succederà. Anche io vorrei farla.
Veramente originale!
Bellissimo questo incastro di storie che si sovrappongono…mi ha davvero incuriosita. Un romanzo scritto per “liberarsi” da una storia che poi, torna prepotente e ci finiamo dentro pure noi. Mi è piaciuto come inizio.
Grazie!
Il ‘romanzo nel romanzo’, una tecnica che mi piace moltissimo, tanto quanto quando il protagonista è uno scrittore. Un po’ come fa King. Un buon inizio serie che mi incuriosisce. Ti seguirò volentieri.
Che onore! Mi farebbe molto piacere.