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Serie: Wiccats.


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Quanto tempo occorre ad un corpo per venire consumato da un incantesimo di purificazione? Beh, dipende dal peso, dall'altezza del cadavere e dal colore delle fiamme: in media, un uomo adulto svanisce in una mezzoretta utilizzando un fuoco blu.

Lilith arrivò a dare manforte a Kira con il suo passo felpato.

– Non sono moscerini, Davide. Quella roba nera che vedi strisciare sulla parete è una larva! – Lo disse come una maestra spiegherebbe le frazioni ad un bimbo non particolarmente sveglio.

Una larva non è sempre un insetto? Scusa?
Davide aveva ancora l’intenzione di inondare quella macchia scura pulsante con la bomboletta rossa e blu che sull’etichetta recitava a caratteri gialli: Sterminali con un Puff!

Lilith prese un profondo respiro di infinita pazienza.


– È un’anima consumata, che ha esaurito ogni briciola di energia vitale e anela quella delle anime altrui, attaccandosi sia ai vivi che a… beh, agli spiriti ancora carichi. Tu sei appena passato dall’altra parte e per loro sei un bel faro appetitoso. Non sono difficili da scacciare, ma se dovessero arrivare in massa, diventerebbero un problema. – Lilith sembrava cercare le parole giuste da poter dire a Davide senza atterrirlo ancora di più.

Quindi… sono morto. Ma Morto-morto o è solo un semplice coma etilico?
Mentre accennava alle due possibilità, muoveva il secchio per sottolineare le sue speranze.

– Il tuo cuore ha smesso di battere da un bel po’ di ore ormai, direi che sei decisamente morto stecchito. – La sentenza di Lilith era definitiva.

Ma il tunnel con la luce? Il paradiso fatto di nuvole rosa di zucchero filato e di angioletti dalle ali dorate? Domandò Davide con un tono mesto e quasi rassegnato.

– Non so quale sia la destinazione finale di un’anima umana, so solo che abbiamo preferito legarti a noi e ad un corpo sostitutivo, per poter continuare a nutrirci. Per quanto riguarda il tuo villaggio di Babbo Natale… beh, non ne so niente, per noi funziona diversamente. – Lilith fece per andare in camera da letto, invitando Davide a seguirla.

A voi che succede? Avete una divinità leone che vi giudica a seconda di quante ore dormite? Il golem aveva girato le ruote per seguire la bella Lily.

– No, no! Ognuno di noi rinasce quasi subito! Lo spirito si ritrova accanto ad una nuova cucciolata, sceglie il micetto che gli piace di più e… si riparte da zero! – Kira ne parlava come se avesse memoria di tutte le sue vite precedenti.

Lilith si girò a guardarmi.
– Sei pronto a salutare ciò che eri stato fino a qualche ora fa? –
Domandò seria.

Dimmi chi lo è? Dimmi chi è pronto a dire addio al proprio corpo, avanti! Come posso essere pronto? Io continuo a sperare che al suono della sveglia mi alzerò dal letto sconvolto dal sogno assurdo che sto facendo!
Davide aveva ancora un tono d’aspettativa nella voce.

– Pensala come vuoi, io ti ho avvisato. Kira, passami il tovagliolo con l’incantesimo disegnato sopra. – Lilith indicò la salvietta di carta doppio velo poggiata sopra una pila di film in Blu-ray sistemati a terra, lo raccolse e lo portò alla sua amica grigia.

– Poggialo sulla testa del morto. – Davide si sentì toccato sul vivo.
Ehy! Stai parlando di quello che ti comprava le scatolette di tonno del Pacifico e ti prendeva sempre i cuscini in microfibra dove dormi tutt’ora.
Il golem roteava leggermente la scopa indicando il cadavere per sottolinearne la santità.

– Guarda che tu sei qui. Quello era solo la tua confezione! Che ora però sta già iniziando ad attirare le ombre! E io odio le ombre! – Mizu era arrivato curioso di assistere a questa nuova dimostrazione di potere magico.

Ombre? Ti stai riferendo a quel coso fumoso?
Davide indicò la macchia sulla parete, mentre osservava i movimenti della gatta fattucchiera.

– Zitti, che mi serve concentrazione! – Il secchio obbedì all’istante. Lilith tese una zampa fino a toccare quasi il tovagliolo di carta, allargò le quattro dita e fece un suono come di fusa.

Dalla salvietta cominciarono a sprigionarsi delle fiamme azzurre e blu, inizialmente poco visibili, poi via via sempre più intense.

Il secchio si mosse agitandosi in preda al panico.

– Sta fermo e guarda. – Lilith diede l’ordine ed il secchiello rosso acconsentì rispettosamente.

Il corpo bruciava senza emettere fumo. Le fiamme, diventate turchesi, illuminavano la stanza proiettando strane ombre danzanti e consumando la carne, trasformandola in cenere bianca che poi svaniva nell’aria. Pelle, capelli e muscoli sparirono in pochi minuti di meravigliose e guizzanti fiammate ciano chiaro: del corpo rimasero visibili solo le ossa e gli organi interni più consistenti. Davide guardava affascinato e orripilato quello spettacolo di fuoco, magia e morte. L’ultima parte a diventare cenere candida fu il cranio. Il tovagliolo, infine, prese fuoco normalmente, con delle classiche fiamme arancioni e gialle, lasciando sul parquet della camera da letto una piccola macchia scura e degli abiti vuoti che prima contenevano una persona.

– E così, una cosa è stata risolta! Pensiamo al prossimo problema: le mani. – Lilith guardò attentamente Davide, diventato un golem strampalato per le pulizie.

– Cosa hai in casa che possiamo utilizzare per migliorare la tua condizione? – Lily si stava guardando attorno, in cerca di un possibile upgrade a quel corpo raffazzonato.

Secchio rosso cercò con il pensiero di ricordare cosa possedeva in grado di dargli delle mani. Pensò che la soluzione ideale sarebbe stata un manichino da negozio! Ma non aveva un man…

Guardate dentro l’armadio! In alto, dove ci sono gli scatoloni!
Kira e Mizu saltarono sulla cassettiera. Valutarono la distanza per saltare in cima all’armadio e Kira spiccò, senza esitazione, un salto grandioso e, aiutandosi con le zampe anteriori, si issò in cima al mobile. Mizu sculettò per tentare anche lui, ma si rese subito conto che il salto era fuori dalla sua portata.

– Fanculo! Sono ancora troppo piccolo! – Si sedette mesto a guardare Kira.

– E adesso? – Urlò la gattina con la voce di Lamù.

Aprilo! Apri l’armadio! Spingi una delle ante!

– Non si muove! – Sbuffò la gatta dall’alto.

– Kira, usa le zampe posteriori! Fa finta di dover saltare! – Lilith aveva ragione, l’armadio si aprì con uno schiocco secco e l’anta, per la troppa forza, andò a sbattere sulla cassettiera con un tonfo vibrato.

– Che faccio adesso? – L’eccitazione nella voce della gatta sull’armadio era palpabile.

Riesci a raggiungere il ripiano sotto? Lo vedi? Quello con le scatole di vecchi giochi!
Davide da sotto riusciva a vedere tutto, ma la sua attuale altezza non gli permetteva di arrivare da nessuna parte.

Kira provò a piegarsi e a sporgersi più che poteva, ma il ripiano era troppo in dentro per raggiungerlo facilmente. Allungò una zampa cercando di agganciare i bordi di uno scatolone bianco che sembrava piu a portata di unghie, ma perse l’equilibrio e cadde, atterrando elegantemente sul parquet con un suono attutito e quasi gentile.

– Non ci si arriva da sopra! – Kira era dispiaciuta e un po’ imbarazzata per la pessima figura.

– Ci penso io! – Mizu scese dalla cassettiera e corse verso il lato aperto con un’espressione convinta e decisa.

Che vuoi fare Mizu? Guarda che ti fai male!
Davide aveva una leggera apprensione per il piccolo gattino nero.
Mizu saltò, non proprio agilmente, diretto sulle pile di felpe piegate all’interno, buttandone a terra un paio, con un altro balzo raggiunse la manica di un piumino da montagna grigio e rosso, con le unghie si arrampicò velocemente fino alla spalla della giacca, gli appendini con gli altri abiti oscillarono pericolosamente.
Il gattino fece qualche passo raggiungendo un giubbotto bianco con il cappuccio nero impellicciato: prese mentalmente le misure, sculettò come per caricare il salto di tutto il coraggio che serviva e si appese con le zampette sul bordo del ripiano, sotto si udì un “ohhh” si suspence e di paura… dopo un paio di tentativi per tirarsi su andati a vuoto, riuscì ad usare anche una zampa posteriore per far leva e salire finalmente sul ripiano.

– Sì! Sìiiih! – Urlò il micetto nero.
– Sono il maestro dell’arrampicata! Sono il dio del parkour felino! – Sotto un coro di risate e di entusiasmante tifo ne celebrarono il successo.

Mizu! Adesso, fai cadere tutto quello che vedi! Spingi come puoi, aiutati con le zampe posteriori che sono più forti e lancia tutto a terra!

Davide aveva pensato anche all’evenienza che alcuni pacchi fossero troppo pesanti e stava per chiedere a Kira di andare su ad aiutare il piccolo…
La prima scatola cadde su una delle felpe scivolate in terra facendo un suono ovattato, aprendosi mostrò al suo interno una serie di vecchi accessori per cellulari.

La seconda scatola cadde con un tonfo più deciso, questa era più pesante e più voluminosa.

Fermo, fermo! Dovrebbe essere questa!

La scatola era imballata con della carta regalo di dubbio gusto, rossa con gruppi di palloncini colorati sparsi. Era un regalo di compleanno che Davide voleva fare al fratello maggiore un paio di compleanni orsono, ma che poi non era riuscito più a spedire.

Scusa fratellone! È per una buona causa! Apritelo voi che avete le unghie!
Disse Davide rivolgendosi ai gatti.

Mizu e Kira strapparono la carta, mentre Lilith si avvicinò per guardare meglio.

– Uhm… Potrebbe funzionare. – Disse la gatta che sapeva fare le magie.

La carta regalo nascondeva un enorme robot da combattimento radiocomandato: la scatola diceva GGRC Blue Defender Robot.

Serie: Wiccats.


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Discussioni

  1. C’è una cosa che mi sta colpendo particolarmente (e ho avuto modo di notarla anche nel capitolo precedente): il modo in cui tratti la morte di Davide. Il tema è un po’ spinoso, ma sei riuscito a gestirlo in modo leggero e divertente, seppur con la giusta delicatezza.
    Inoltre, confesso che anche io sono convinta che i gatti abbiano qualche divinità: quando si immobilizzano fissando il vuoto penso che stiano avendo delle apparizioni! 😹

    1. Nei miei mondi, la morte è un elemento abbastanza naturale. Nel senso che esiste, è una presenza che aleggia costantemente, ma in genere i personaggi che descrivo la affrontano con uno stato d’animo di accettazione pacifica anche se non tutti i racconti prevedono un aldilà, un’anima, una reincarnazione o un posto bellissimo fatto di prati curati, nuvole a forma di abitazione e putti sorridenti e svolazzanti.
      Davide poi ha un carattere abbastanza fatalista, lui si adatta più o meno a tutto ciò che gli capita cercando sempre di trovare un lato positivo o comunque un punto d’appiglio per potersi rialzare…
      Evito poi accuratamente di scomodare religioni, teologie filosofiche, rituali e feste patronali. Rischierei solo di appesantire la storia.
      Comunque grazie infinite per la lettura, per la tua gentilezza e soprattutto perché anche tu credi nella visione ultraterrena dei gatti! 😀

  2. Sono veramente contenta di aver iniziato questa serie, è sempre più spassosa! Non so se preferisco le frasi di Davide che ancora non si rassegna(anche a me piacerebbe rivederlo in vita, ma ho capito che è inutile sperare) o quelle dei gattini. Grazie per questi racconti!

    1. Ma grazie a te che mi dedichi del tempo preziosissimo! ♥ A me sentire che ciò che racconto è spassoso e che diverte beh, mi mette una gioia che è difficile da descrivere: s’avvicina molto alla mia idea di soddisfazione raggiante, una sorta di calore avvolgente e confortante. Spero davvero di mantenere vivo l’interesse!

  3. “Dimmi chi lo è? Dimmi chi è pronto a dire addio al proprio corpo, avanti! Come posso essere pronto? Io continuo a sperare che al suono della sveglia mi alzerò dal letto sconvolto dal sogno assurdo che sto facendo!”
    Hai dato a tutta la serie un tono leggero e scanzonato, ma alcuni argomenti che tocchi, e alcune frasi, sono profondissime e bene.

    1. È una mia tecnica ninja segreta! Più o meno è come mi piacerebbe affrontare tutte le cose poco piacevoli che capitano. La continua speranza di trovare un qualche aspetto positivo anche nei riguardi di una cosa tanto definitiva come una bella pira blu che consuma il corpo del protagonista.
      Ah! Ovviamente sono tutte tecniche appartenenti alla scuola Koga! Gli Iga mi stanno antipatici!

  4. Dai, Blue Defender Robot è già molto meglio di un secchio e un mocio. Penso che alla fine non gli andrà troppo male.
    Il tuo stile ironico è impeccabile.

    1. Ciao Giuseppe! La mia Lilith, quella reale intendo, è tutt’altra cosa! Se la gatta grigia sa fare le magie ed è tutta seria e compita, quella reale è una massa di pelo urlante e soprattutto lamentosa.
      Grazie mille!

  5. Abbiamo molto da imparare dai gatti!!! Sono dei bastardi anarchici ma, se lo si sa capire, quello che sanno dare è impagabile! Come detto da Cristiana la teoria della rinascita, che andrebbe bene anche per noi poveracci, è piacevole e condivisibile. Ti leggo con vero piacere e mi associo al tuo pensiero di scomunica… sai che soddisfazione! A presto.

    1. Ah! Come al solito su questa piattaforma trovo persone fantastiche. Letteralmente impazzirei a immaginarvi tutti miei amici di bevute o di barbecue o di tisana all’aperto!I gatti invec, sono i miei animali preferiti! Ne ho quattro in casa e tutti riescono a creare danni incredibili se non sto attento. Però non m’importa, li adoro, come adoro ogni animale, ma i gatti, con il loro menefreghismo strafottente, sono a tutt’oggi primi in classifica.
      E sono felicissimo che ciò che scrivo diverta, io sono il primo a ridere per le stupidate che mi vengono in mente! 😂

  6. Molto divertente questo episodio dove emergono particolari dei vari caratteri dei gattini che aiutano ancora di più chi legge a stamparseli bene nella mente, nomi e caratteristiche di ciascuno. La teoria della rinascita mi piace molto, un misto fra i jellicle cats e Qua la zampa. E comunque io ci credo, oppure ci spero:)

    1. Ciao Cristiana! Sempre una marea di grazie per essere passata da queste parti! I gatti sono dei protagonisti fondamentali in questa storia e cercare di renderli accattivanti è uno dei miei obiettivi! Il racconto tratta di morte, ma la mia idea è quella di alleggerire molto l’argomento introducendo una teoria (una specie di collage di varie religioni e filosofie orientali, storpiate dalle mie fantasie magiche) che comprende magia, spiritismo e un tribunale ecclesiastico indagatore…
      Così che finalmente possono scomunicarmi definitivamente. 😂

    1. Povero Mizu… Avevo scritto di più, anche perché il gattino nero è un testone e figurati se non tentava comunque un salto, ovviamente con scarsi risultati, ma lo spazio a disposizione mi ha fatto preferire una versione meno dettagliata. ♥Grazie Cristiana!♥

  7. ahahah… grandiosi questi gatti!!! Ora so cosa fa di notte la mia JJ (gei gei, in onore della mitica Janis), veglia su di me scacciando larve e preservando così chi la nutre! E pensare che io la maledico e le tiro il cuscino. Grande Emiliano!!!

    1. Ciao Giuseppe! Ah! È fantastico incontrare altri succubi di questi magnifici mostri criminali! E poi JJ è un nome fantastico! I miei hanno tutti nomi più sciocchi, che non rispetto mai: Milonito diventa spesso Titolivio, Tito o, di recente, preferisco chiamarlo “Tammazzolidovesei!” Pronunciato con un ringhio gutturale… Anche se a lui frega assolutamente poco o niente di come lo chiamo, tanto lo sa che gli basta buttarsi di lato e allungare una zampa per farmi dimenticare il motivo del mio ringhiare…
      In ogni caso, ti ringrazio tantissimo per esserti fermato a vedere come stava Davide!

    1. Ciao Giancarlo! Che bello che è leggere i vostri commenti! Oh, senza poter andare su EO e leggere i vostri racconti, mi sentu pessu! Non so se riesco a descriverti la sensazione di “devo fare una cosa importante e che mi piace, ma non ce la faccio!” Ecco! È un sentimento che ha un effetto corrosivo. Fortuna che mancano poche settimane alla fine di questa terribile tortura cinese!
      E poi grazie! Mi sembra di sentire un caro amico che mi saluta con una vigorosa pacca sulla spalla dopo tanto.

  8. Molto divertente. Le scene sono vivaci e colorate come quelle di un film in DVD blu-ray. In questo episodio ho ritrovato il tuo estro creativo migliore. Una piacevole lettura che mi dara` un buon inizio di giornata, col sorriso. Davvero bravo.

    1. Ciao Emme! Ma quale estro creativo! Queste sono le allucinazioni da carenza di sonno!
      Questa notte, quando ho inviato il capitolo, non riuscivo più a trovare il pulsante per la pubblicazione. Lo cercavo in basso con la forma dell’iconcina di Whatsapp! Sono stato almeno venti minuti a cercare una soluzione impossibile…
      Comunque sono contento che ti piaccia il nuovo David Robot Amico Mio! E grazie mille per i tuoi commenti. Lo sai quanto bene ti voglio! ♥

    1. Ciao Hugo! Grazie mille! Hai nominato due cose che adoro! Sia Futurama, anche se in questo caso mi ha guidato più la follia di Rick e Morty, ma il sapore è lo stesso! E con l’aggiunta di una mia visione distorta dell’altromondo. Però dovrei studiare un po’ meglio come funziona la storia del Bardo e del ciclo delle rinascite…