
PARADOSSI
Appena ebbe finito l’ultimo capitolo si preparò una tazza di tè e guardò fuori dalla finestra quando in cucina entrò sua moglie.
“Allora, hai finito?”
“Credo di sì, ma sai come funziona, no? Ci vuole tempo.”
La moglie sembrava titubante. Pensava che una cosa quando era conclusa non aveva senso rifarla. Pensò a quando lava i piatti. Quando li asciuga li mette a posto, non è che li rimette in acqua per dargli un’altra passata con la spugna e poi asciugarli di nuovo e metterli a posto. Quando diceva ciò a suo marito, quest’ultimo le rispondeva che per la scrittura è diverso: bisogna asciugare, asciugare e asciugare finchè si può. È come un piatto piano che più lo si asciuga più si consuma, trasformandosi in un piattino da dessert. Vabbè, aggiunge poi la moglie.
Dopo aver bevuto il tè, l’uomo va nello studio. Si siede e si rimette al pc. Quando apre word scorre con la rotella del mouse il romanzo appena finito. Seleziona tutto e cancella. Poi riparte da zero.
(Il giorno dopo.)
“Allora, hai finito?”
L’uomo la guarda e si scusa con lei per aver passato la notte al computer.
“Scusa? Ma se avevo tutto il letto per me!” disse lei.
L’uomo sorrise, si preparò una fetta biscottata con la marmellata ai fichi e la mangiò. Intanto la macchinetta del caffè gorgogliava.
La moglie si versò una tazzina di caffè e disse al marito che quel giorno sarebbe rimasta in ufficio fino a tardi, di conseguenza gli disse di non aspettarla per cena. L’uomo fece ok con la testa. Appena chiuso il portone di casa, il marito si alzò e fece due passi per casa, tanto per sgranchirsi le gambe. Poi rientrò in studio, si mise al pc e selezionò le duecento pagine scritte quella notte. Poi le cancellò. E ripartì da zero.
(A notte fonda.)
Quando la moglie entrò in casa con i capelli arruffati e il rossetto sbavato, sentì un rumore. Era il digitare dei tasti sulla tastiera.
Entrò nello studio del marito e trovò l’uomo, sposato chissà quanto tempo fa, chino sulla tastiera del pc.
Quando stava per dirgli qualcosa lui alzò l’indice della mano destra per fermarla. La moglie si zittì.
Lui disse: “Ho quasi finito.”
La moglie richiuse la porta. Andò in camera da letto, si spogliò e andò a farsi una doccia.
Quando una nube di vapore uscì dal box doccia, un urlo riempì il bagno. Appena il vapore si dissolse, la sagoma del marito si fece vivida provocando lo spavento della moglie. Lui sorrise, dispiacendosi per l’improvvisata, abbracciò la sua dolce metà e le diede un bacio sul collo. Sapeva di mandorla.
Le disse di aver finito il romanzo. Adesso toccava a lei.
Lei sorrise. Si lavò i denti, indossò le pantofole e si avviò verso lo studio tenendo per mano il marito.
Si sedette sul trono dello scrittore e aprì il pc.
Poi improvvisamente disse: “Anzi, facciamo una cosa. Io mi distendo sul divano, così mi rilasso. Leggimelo tu.”
Il marito la guardò distendersi seminuda sul divanetto di pelle nello studio.
“Lo sai che non so leggere” disse l’uomo.
“Ah è vero” disse la moglie. Così si alzò, si sedette e cominciò a leggere quello che il marito aveva scritto.
Cioè niente.
Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Non so, forse non è un racconto simbolico e non ho saputo cogliere, altrimenti l’ultima parte arriva un po’ gratuita e senza semine.
Molto carino. Malinconico, anche.
Sono stato colpito e affondato con l’ultima riga
Davvero gradevole, all’equilibrio del gioco di coppia si mescola il senso controverso della scrittura. Ma cosa significa scrivere? Ha davvero senso? Siamo noi a scrivere una storia o ne facciamo parte?
“Seleziona tutto e cancella. Poi riparte da zero.”
Nooooo. Sacrilegio!!! 😂
Delizioso