
Pesci leggendari per clienti spocchiosi
Serie: Helena Everblue
- Episodio 1: La fanciulla nella fotografia
- Episodio 2: La fanciulla senza nome
- Episodio 3: Maschera nera. Cuore nero
- Episodio 4: Pesci leggendari per clienti spocchiosi
- Episodio 5: Ombra difettosa
- Episodio 6: Un uomo buono
- Episodio 7: Il boss, il vecchio, e l’ingannevole toro
- Episodio 8: Pietà per gli ultimi
- Episodio 9: Uomini e Ombre
- Episodio 10: Il disagio numero uno
- Episodio 1: La nave del capitano Acabh
- Episodio 2: Nani scaltri e misteriose femmine
- Episodio 3: Il pesce leggendario
- Episodio 4: La dama nera
- Episodio 5: Jonathan Bull, il salvatore del mondo
- Episodio 6: Legami indissolubili
- Episodio 7: New Mondo
- Episodio 8: Sangue nobile
- Episodio 9: Vendetta e Amore
- Episodio 10: Amore e vendetta
STAGIONE 1
STAGIONE 2
«E ci voleva tanto? É un bel nome».
«Sì, ma io ho fame, per favore!».
«Oh, certo, hai ragione, ma non è così semplice».
Il sole troneggia nel cielo e, sotto di esso, il mercato vive. Di fronte a un banco carico di merluzzi, Markus, l’anziano e scorbutico aiutante di Hugo, sta discutendo animatamente con una matrona in abiti succinti. Il donnone gesticola; solleva le braccia mettendo in mostra macchie di opaco sudore. Il povero Markus sembra sopraffatto da quell’umida irruenza; un tempo avrebbe sistemato un cliente di tale fattura in un batter d’occhio, ma di quel tempo non rimane che un ricordo sbiadito; l’ombra dell’uomo che fu, pelle di carta crespa.
«Che diamine combina quello?!» si domanda Hugo.
«Signore la prego, sto morendo di fame!».
«Ho capito, bambinella, ho capito! Aspetta qui, ho una faccenda da sistemare.» Come se la giovane potesse andarsene chissà dove: Hugo è convinto che non abbia neppure la forza per reggersi in piedi.
Comunque stiano le cose, il lavoro ha la precedenza, soprattutto quando sei il boss. Hugo non si è mai svincolato dalle proprie responsabilità; si avvia spedito in direzione del banco, i muscoli che guizzano sotto la tunica da lavoro adornata dai segni del tempo. Respira: una, due, tre volte. La rabbia pulsa nelle sue tempie, disegna solchi profondi nelle rughe che gli sfregiano la fronte. È o non è il capo?
«Calma signora, calma! Che problema c’è?».
La matrona ruota l’immenso testone, puntando i suoi minuscoli occhietti d’insetto in quelli di Hugo. «E lei chi diavolo sarebbe?».
Respira: una, due, tre volte. «Sono il proprietario di questo banco».
«Ah, bene. Dovrebbe sceglierseli meglio i dipendenti».
Hugo si concentra, regola il proprio respiro: una, due, tre volte. Imprigiona la rabbia nei meandri del suo corpo, negli anfratti oscuri della sua anima. «Che problema c’è, signora?» ripete per la seconda volta.
«Problema?!» replica quest’ultima con fare sarcastico. «Lei mi chiede se c’è un problema? Uno solo? Dio del cielo, ci sono un sacco di problemi! Un sacco di stramaledettissimi problemi.» Allarga le labbra: un sorriso a denti stretti.
«Che ne dice di cominciare dal primo?».
La baldanza della donna sembra venire meno, come se il tono pacato di Hugo la avesse inaspettatamente messa alle corde. Non è certo un bell’uomo, con quel viso dai lineamenti irregolari e quei quattro capelli aggrappati alla nuca come sopravvissuti. Tuttavia la donna pensa che potrebbe rivelarsi un uomo coscienzioso, uno con cui ragionare.
«Io sono un’aristocratica, signor?».
«Hugo».
«Bene, signor Hugo. Come stavo dicendo, sono un’aristocratica; Erphinia della Seconda Casata, fiera abitante della zona alta di Newcity…».
Più che nella zona alta, Hugo la vedrebbe bene nei bassifondi a far compagnia alle prostitute, ma si trattiene a dar voce al suo pensiero.
«…non certo una sciacquetta uscita dai buchi di fogna che si trovano in questi paraggi».
La rabbia si mescola al sangue, circola nel corpo di Hugo. Respira: una, due, tre volte. Deve controllarla, soffocarla, imprigionarla con catene invisibili. «Quindi?».
«Sono venuta in questo lurido mercato solo per comprare i pesci del Mare Esterno, i famosissimi pesci del Mare Esterno! Invece mi ritrovo con questo vecchio,» indica Markus con un gesto stizzito, «che mi propone semplici merluzzi. Dei comunissimi merluzzi, altro che pesci leggendari!».
«Merluzzi, è proprio quello che vendiamo. Arrivano direttamente dal Mare Esterno, questo è ovvio, ma sono semplici merluzzi nulla di più».
«Non mi prenda in giro!» sbraita Erphinia, il faccione inzuppato in una maschera di sudore. «Dove tenete i pesci leggendari?».
«Nessun pesce leggendario nel mio banco, signora! Forse dovrebbe provare da Jimmy lo zoppo, là in fondo. Riesce a vederlo? Magari lui li tiene. Bah! Sa cosa penso? È probabile che qualcuno in questo mercato abbia messo in giro un po’ di voci, storie strane per attirare i clienti. Non c’è niente di meglio di una storia misteriosa per attirare le persone. Come mosche sul miele».
«Ero disposta a sborsare nove, anche dieci gialli per quei pesci, non certo per dei merluzzi».
«Dieci gialli?! Per l’amor del cielo, per quella cifra potrei darle l’intero banco!».
Markus, che nel frattempo era rimasto immobile come uno stoccafisso, si avvicina al donnone con passo claudicante. «Porco cagnaccio rognoso maladdestrato! Guarda che bella cassa piena di pesce! Te la do per mezzo giallo. Avanti donna, avanti!».
Hugo non può fare a meno di notare che la cassa alla quale fa riferimento il vecchio è la stessa che fino a poco tempo prima stava sulle spalle di Bull; non certo merce di prima qualità. Teme che alla donna non sia sfuggito quel piccolo particolare e l’uscita di quest’ultima non fa che avvalorare i suoi dubbi: «Zitto, bifolco! Se credi che una come me possa comprare della merda simile sei fuori di testa».
Hugo conosce i suoi limiti alla perfezione; il carattere irascibile che lo accompagna da quando era solo un marmocchio. Uno, due, tre, respira con calma. Uno, due…Niente da fare, ma non è colpa sua: lui fa di tutto per controllarsi. Può sentire il calore del fuoco che brucia in fondo al suo stomaco propagarsi a una velocità allarmante; esplode ed è quasi una liberazione. «Se ne vada viaaa».
«Oh, assolutamente no! Non me ne andrò finché non tirerete fuori quei dannati pesci leggendari».
«Mi sta facendo girare le palle! Se ne vadaaa».
«Altrimenti che fa? Vuole picchiarmi davanti a tutta questa gente?».
Il mercato brulica; un ammasso di esistenze indaffarate.
«Qui nessuno vede e nessuno sente, signora mia. Ci comportiamo così, noi gentaglia uscita dai buchi di fogna».
Hugo infila le mani nelle tasche della sua tunica; sta cercando una cicca di tabacco da masticare, un’illusoria panacea. Nulla, i polpastrelli delle sue dita incontrano solo piccoli rimasugli. Continua a parlare, sputando invettive in direzione del donnone, ma questa non lo sta più a sentire; la sua attenzione è catturata da una ragazzina simile a uno spettro, esile come gli ultimi rami degli alberi protesi verso il sole. Si è fiondata sulla cassa e, afferrato un pesce, lo sta per ficcare in bocca.
«Non ci posso credere» biascica Erphinia. «Cosa ci fa qui…».
Il tono di Hugo è perentorio. «Adesso basta!» Afferra la donna e, con una spinta nervosa, la scaraventa per terra. Il volto di quest’ultima disegna una folle espressione.
Helena spalanca gli occhi dinanzi a quella scena surreale: il blu cobalto che nasce quando il vento di burrasca decide di giocare zigzagando tra aria e acqua, tra cielo e oceano. Il pugno di Markus la raggiunge con una forza da spaventapasseri sufficiente a scaraventarla nella polvere. A Hugo sembra di sentire un suono ovattato quando la nuca della ragazzina incontra i ciottoli vischiosi che decorano disordinatamente il terreno, ma forse è solo suggestione.
«Ben ti sta, stupida mocciosa» ringhia Markus, lanciando un’occhiataccia alle palpebre serrate della piccola. «Il pesce non lo rubi più!».
Hugo si avvicina alla bambinella, le afferra un polso tra due dita; le ossa di cartapesta scricchiolano sotto la lieve pressione. Il battito è debole, ma presente.
«È solo svenuta, stupido vecchio».
«Vabbè, aspetta che uso il coltello».
«Vedi di starle lontano! Stalle lontano».
Sono talmente ingabbiati nel loro battibecco da non accorgersi della corpulenta aristocratica che si allontana trotterellando nella polvere.
Serie: Helena Everblue
- Episodio 1: La nave del capitano Acabh
- Episodio 2: Nani scaltri e misteriose femmine
- Episodio 3: Il pesce leggendario
- Episodio 4: La dama nera
- Episodio 5: Jonathan Bull, il salvatore del mondo
- Episodio 6: Legami indissolubili
- Episodio 7: New Mondo
- Episodio 8: Sangue nobile
- Episodio 9: Vendetta e Amore
- Episodio 10: Amore e vendetta
Mi piace il modo in cui hai unito il comico al crudo. Leggerò volentieri gli altri episodi.
Grazie mille, Domenico. Helena Everblue è una serie in standby. Forse un giorno, con opportune modifiche, diventerà un romanzo.
Avevo già letto questo episodio ma era passato troppo tempo e la seconda lettura ha avuto lo stesso effetto della prima, mi ha rapita. E che bella l’idea di Markus di recidere così una aristocratica (e troppo ingombrante) vita! Peccato non abbia concluso la frase. Bravissimo, vado a leggere il seguito
Mi sarei aspettato un pugno sugli incisivi, ma anche la coltellata va benissimo 😁 “peccato” per il tempismo, proprio quando stavamo per scoprire qualcosa su Helena!
Mai coltellata fu più meritata, le tue storie sono sempre spiazzanti. Chissà che segreto nasconde Helena, sono ansioso di scoprirlo.
Ciao Alessandro,
ci tengo a precisare che questa è solo la prima stagione. Hai presente la tecnica narrativa che consiste nello spiazzare il lettore? Diciamo che in questa serie ne faccio uso!?
Grazie.
La domanda che mi sorge spontanea è se il pescivendolo la passerà liscia. È chiaro che l’aristocratica andava ammutolita per non rivelare il segreto di Helena, ma sono ansioso di scoprire se il tale passerà i guai.
Giovanni, in questa serie tutti passeranno guai!??
o.o Porca zozza, non mi aspettavo che l’aristocratica facesse la fine del merluzzo…
Affascinante questa serie. Helena in questi due episodi, è apparsa nella mia testa come la rappresentazione della Miseria nella Ballata di Natale, di Dickens… lo so ho una mente un pò stramba, ma questa è l’immagine che mi è planata in testa ahahahaha
Quindi, mi sta piacendo molto questa serie, mi intriga, sono curiosa di vedere dove ci condurrai!!
Ciao Vanessa, questa serie si protrarrà per tre stagioni (anche se per raccontare tutto quello che in mente ne servirebbero almeno dieci?) . Come puoi immaginare, carne al fuoco non manca, così come non mancherà l’oscurità che sarà ben più fitta di quanto la prima stagione lascia presagire. Alle volte, quando penso al destino che attende Helena, mi dico: No, non posso farle questo. E invece posso.?
Fantastico capitolo Dario, sei davvero molto bravo e mi stupisci sempre! ?
Mi diverte molto questa serie e poi è scritta stupendamente.
Grazie Dario, corro a leggere il prossimo capitolo!! ??
Andrea, ti ringrazio. ?
Espressione che ho adorato: “…quei quattro capelli aggrappati alla nuca come sopravvissuti”. Bellissima.
Ciao Tiziano, questa serie riserverà non poche sorprese ?
Però, non mi aspettavo che facessi fuori la signora. Colpone di scena!!!!!
Bella scelta quella di approfondire i personaggi anziché avanzare nella storia. Ma spero non in stile Martin, cioè prima ci fai affezionare e poi me li fai crepare con una stoccata di penna XD
Ahahah…Alcuni vivranno, altri chissà. Ciao Daniele!
Beh, partiamo innanzitutto dal titolo: “Pesci leggendari per clienti spocchiosi”. Geniale! Ahahah 🙂
Nulla da ridire sulla tua scrittura o sulle tue ambientazioni, come sempre notevoli. Bellissima la frase finale: “occhi che sfumano nel vitreo abbandono della morte.”
Curioso di leggere il prossimo episodio, anche per capire in quale mondo vuoi condurci! 🙂
Ciao Giuseppe! Un mondo distopico, oscuro ma assolutamente plausibile; ecco dove ti porterà questa mia serie?
Seguiremo le vicende di Helena e di Hugo, il boss…Hugo boss, ok adesso che ho rivelato questa cavolata, vado a nascondermi. ?
Scherzi a parte, ho in serbo un sacco di sorprese!
Questo secondo episodio mi ha piacevolmente sorpreso, mi aspettavo Helena come protagonista invece lo è stata solo in parte, un bel colpo di scena, da lasciare senza fiato.Un ambiente dark distopico innovativo.
Ciao Ely, non posso anticipare nulla, ma Helena ricoprirà un ruolo a dir poco fondamentale in questa storia.?
Ed ecco che proprio quando l’aristocratica stava per dirci chi/cosa fosse Helena, quel guascone di Markus la uccide 🙂 Chissà di cosa è capace Hugo se si arrabbia? Bei personaggi, pieni di elementi distonici. Episodio d’intrattenimento molto godibile. La trama non è avanzata rispetto all’episodio precedente, ma ci ha permesso di conoscere meglio Hugo e di capire che Helena ha qualcosa di riconoscibile e di molto misterioso.
Ciao Massimo. La trama non prosegue, ma questo è un episodio fondamentale…Quello che succede nel mercato rimane nel mercato, ma stavolta è un’aristocratica ad averci lasciato le penne! Che faranno i nostri bizzarri “eroi” ??
Ah, ok, ora è più chiaro l’intento. Forse sul finale ci sarebbe stata bene una “ramanzina” di Hugo nei confronti del gesto di Markus (io ho capito che è stato Markus ad accoltellare, non Hugo), senza svelare niente, ma per ribadire al lettore che dopo quello che è successo dovranno aspettarsi possibili reazioni. Giusto per far capire al lettore che si tratta dell’incidente scatenante. La butto così, come possibile spunto di riflessione.
Hai ragione Massimo! Diciamo che il prossimo episodio partirà proprio in questo modo.
Lo confesso: immaginavo Helena intenta banchettare con le budella di qualcuno, scopro invece che le piace il pesce. Le tue ambientazioni sono un marchio distintivo, dark al punto giusto. Attendo di scoprire dove mi porterà questo tuo nuovo mondo.
Ahaha, ciao Micol! La storia che ho in mente é molto più complessa; sì oscura, ma in maniera molto differente. Pur svolgendosi in un mondo immaginario, posso rivelarti che sarà piuttosto verosimile.?