Piccolo Koan narrativo

Il vuoto alle mie spalle fa più paura del vuoto che mi sta davanti, inseguo l’ombra di una promessa sbiadita. L’aria che sposto non mi appartiene. Qual è il peso specifico di una cosa che non esiste più?

Sto correndo.

“Are you in a hurry?”

Chiede il vecchio dalla lunga tunica rossa.

“Yes. I have to reach something.”

“Do you? Really?”

Ma che vuole questo?

“You can only reach what you already have.”

– risponde il serpente con la barba azzurra.

“Che barba zen!”

“Where are you running to?” chiede il fauno con il cappello verde.

“I’m running home. They are waiting for me.”

“Home is already there.”

“Ma cosa dici. E’ là. Non è qua.”

“Are you still mourning?” chiede la bambina con la falce.

“Still.”

“So, it’s a mad run, isn’t it?”

“Yes, running so madly.”

Rallento, mi fermo. La corteccia della betulla si stacca in sottili strisce orizzontali,

simili a carta.

“What is my name?” –

“Your name is river.”

“Where do I come from?”

“You came from silence.”

“What is my teaching?”

“Meditation.”

“What’s the goal of meditation?” chiede il principe con i fiori nei capelli.

“There is no goal.”

“Will you spread the news?” chiede la donna cornuta.

“Yes!”

“To whom will you spread the news?” chiede la sibilla con la coda di sirena.

“To one-self.”

Ora cammino.

                                                                                 ***

Versione in italiano

Il vuoto alle mie spalle fa più paura del vuoto che mi sta davanti, inseguo l’ombra di una promessa sbiadita. L’aria che sposto non mi appartiene. Qual è il peso specifico di una cosa che non esiste più?

Sto correndo.

“Hai fretta?”

Chiede il vecchio dalla lunga tunica rossa.

“Sì. Devo raggiungere qualcosa.”

“Davvero? È così?”

Ma che vuole questo?

“Puoi raggiungere solo ciò che già possiedi”

– risponde il serpente con la barba azzurra.

“Che barba zen!”

“Dove stai correndo?” chiede il fauno con il cappello verde.

“Sto correndo a casa. Mi stanno aspettando.”

“La casa è già lì.”

“Ma cosa dici. È là. Non è qua.”

“Sei ancora in lutto?” chiede la bambina con la falce.

“Ancora.”

“Quindi è una corsa folle, non è vero?”

“Sì, una corsa così folle.”

Rallento, mi fermo. La corteccia della betulla si stacca in sottili strisce orizzontali, simili a carta.

“Qual è il mio nome?” –

“Il tuo nome è fiume.”

“Da dove vengo?”

“Sei giunto dal silenzio.”

“Qual è il mio insegnamento?”

“La meditazione.”

“Qual è il fine della meditazione?” chiede il principe con i fiori nei capelli.

“Non c’è alcun fine.”

“Diffonderai la notizia?” chiede la donna cornuta.

“Sì!”

“A chi diffonderai la notizia?” chiede la sibilla con la coda di sirena.

“A sé.”

Ora cammino.

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