pinQuino e la natura

Serie: RACCONTI DA QUARANTENA - SECONDA PARTE

Sopra una piccola isole sperduta nell’oceano, tra le coste antartiche del gigantesco continente di ghiaccio e le rocciose, deserte, desolate lande del Sud America, si è stabilita in modo perenne una simpatica colonia di pinguini.

Difficile dire a quale delle diciotto specie riconosciute dal Congresso Ornitologico Internazionale appartengano gli esemplari di questa colonia di pennuti incapaci di volare, ma abilissimi nel nuoto e cultori delle relazioni sociali.

Il capo branco è un pinguino molto alto e grasso, delizia per i cacciatori di adipe, con una macchia in testa come fosse una corona disegnata sul lucido pelo. Aveva conquistato il diritto di essere capo dopo aver sconfitto in battaglia lo sfidante, un tipetto tutto piume e ossa che si era poi dileguato e nessuno più sa dove si trovi.

Beh, questo capo è un pinguino molto rispettato e temuto, riesce a catturare, da solo, i pesci e i crostacei necessari alla sopravvivenza dell’intera colonia, prende decisioni risolute e determinate, ha dimostrato di avere forza e competenza.

Eppure, una minaccia si sta per abbattere sul suo mondo e sulla sua colonia.

Negli anni ha deciso infatti che per tutelare la salute del prodotto alimentare fresco, i pesci debbano essere portati nel nido solo dopo un’accurata procedura di sanificazione ed imballaggio, in sacchetti di plastica monouso che devono poi essere conferiti nel centro di raccolta rifiuti dell’isola.

Poi, ormai qualche hanno fa, decise per un piano nazionale d’industrializzazione in grado di portare sull’isola i maggiori investitori esteri, promettendo però delle misure poco rigide nella gestione delle emissioni e una tassazione agevolata.

Infine, aveva accolto le richieste per un uso massiccio di pesticidi per l’eliminazione dei fastidiosi insetti attratti dall’odore sudicio del pelo sfeniscido.

Per questo motivo, in un isola ormai colma di rifiuti, è stato soprannominato pinquino, il volatile più contaminante al mondo.

Di colpo però, ecco che nella ridente isola, un tempo bellissima, piena di biodiversità, valori e splendore accade qualcosa. Il ghiaccio posto sotto al centro di raccolta dei rifiuti, sciolto a causa del riscaldamento provocato dai gas serra, si rompe, riversando nel mare le tonnellate di plastiche accumulate da anni.

I pesci, già avvelenati dai pesticidi muoiono soffocati, i crostacei pure.

Il cibo sta finendo e la colonia è preoccupata.

Tutti a chiedere consiglio al capo, tutti a volere una decisione.

Pinquino non sa cosa fare, è spaventato, arrabbiato, deluso.

– Ehi, capo – dice infine una voce – Non sarebbe meglio siglare utti i protocolli internazionali, chiedere aiuto in questa emergenza e ricominciare poi una vita più serena?

Il capo ci pensa.

Una notte, due, tre. Ma il tempo scorre e se ammette di aver sbagliato farà una figuraccia!

Ma se va avanti così, morirà tutta la colonia.

Accetta.

Firma un decreto con cui mette al bando la plastica monouso, si impegna a ripulire il mare e chiede intanto aiuto per far arrivare i pesci dal nord.

Firma una legge per eliminare i pesticidi e ridurre le emissioni.

Tra cinquanta anni, si spera, quell’isola tornerà ad essere meravigliosa. Il primo passo era da fare ieri, il secondo oggi.

La nazione che distrugge il proprio suolo distrugge se stessa.

(Franklin Delano Roosevelt)

Serie: RACCONTI DA QUARANTENA - SECONDA PARTE
  • Episodio 1: DroNedario, agente scelto!
  • Episodio 2: CangOro e la ricchezza
  • Episodio 3: Alla scuola del Pesce Palestra
  • Episodio 4: pinQuino e la natura
  • Episodio 5: Ragnolino, amico vero!
  • Episodio 6: il vestito di Sartaruga
  • Episodio 7: tonTo combina guai!
  • Episodio 8: La metamorfosi di lombrUco
  • Episodio 9: giVaffa… e la volgarità
  • Episodio 10: La rinascita di ornitoZinco
  • Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Fiabe e Favole

    Responses