Polvere di stelle

«Guarda che bello».

«Che cosa c’è?».

«Ma sì, papà, guarda: c’è la polvere di stelle».

«Figlio mio, ancora credi a queste cose! Quanti anni hai?».

«Do-dodici».

«E ancora ci credi? Io alla tua età davo da mangiare alla mia famiglia, mica credevo a queste sciocchezze».

«Ma papà, non è una… sciocchezza. È vero».

«Finiscila, se non vuoi che ti gonfi di botte».

«Papà… è la polvere di stelle».

«Finiscila, ho detto!».

«Ma…».

«Non mi vuoi ascoltare! E allora…».

«Perché piangi?».

«Non vedi? Mio padre mi ha picchiato».

«Perché l’ha fatto?».

«Per colpa vostra».

«Come? Non può essere colpa nostra, noi esistiamo, hai fatto bene a parlargliene, noi esistiamo!».

«Non è vero, non è vero! Volete che io sia picchiato da mio padre. Siete… cattivi».

«Ti sbagli. È lui, semmai, che ha torto. Se è così stupido da non capire…».

«Con chi stai parlando?».

«Zitti! Andatevene».

«Con chi stai parlando, ti ho detto!».

«Ne-nessuno».

«Non rompere di nuovo con quelle scemate della polvere di stelle e altro, o sennò… A quanto pare le botte che ti ho dato ‘sto pomeriggio non sono servite a nulla. Ne vuoi altre?».

«No, papà, ti prego».

«Penso proprio che ne hai bisogno».

«Tuo padre è proprio…».

«Non lo dire».

«Ah, parli pure sottovoce. Hai così tanta paura di lui?».

«Avete visto da voi cosa mi ha fatto».

«Pensiamo che lui si sbaglia grosso e anche tu ti sbagli di grosso, ci pensiamo noi».

«Vi prego, no…».

«Ehi, grand’uomo, ehi, grande padre, vieni, vieni che ti facciamo vedere cosa significa picchiare tuo figlio!».

«No, vi ho detto».

«Silenzio. È la corruzione in te che parla».

«A quanto sembra non sei stanco di essere picchiato, eh? Non vuoi che faccia un fratello con tua madre? Ma se mi provochi, non mi tiro indietro. Oh! E voi… Tu cosa saresti?».

«Siamo la polvere di stelle, e ti sei comportato molto male con tuo figlio».

«Non ci credo. Voi… non dovreste esistere!».

«Ti sbagli di grosso».

«No, no, nooo!».

«Che brutta storia».

«Ha ragione, signore».

«Meno male che l’incendio non si è diffuso alle altre case».

«Sarebbe stata una strage».

«Le vittime?».

«Un ragazzino di dodici anni, Rodolfo Bernardi… è morto soffocato in camera sua. Anche suo padre, Walter Bernardi, un tipo che raccomanderei al carcere».

«E la madre?».

«C’è una cosa strana».

«Sarebbe?».

«Che strana fine che hanno fatto gli occhi di Walter Bernardi. Sono… scoppiati».

«Scoppiati?».

«Sì. Come se avesse visto una luce fortissima».

«Mi rifiuto di crederci».

«Vedi, adesso sei in salvo».

«Avete ragione: è bella, la polvere di stelle».

«Invece tuo padre… Ha avuto quel che si meritava».

«È finito all’inferno?».

«Sì, ma non piangerei per lui, al tuo posto».

«No che non piango. Sono felice. È così bello stare qui, in mezzo al cielo».

«E c’è anche di meglio».

«Che cosa?».

«Di meglio oltre a noi, oltre la polvere di stelle».

«Ma che cosa?».

«Vieni con noi a guardare».

Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. La severita` di un padre e la tenerezza che suscita un figlio, col suo bisogno di credere in qualcosa di impalpabile e di invisibile ai piu`, come la polvere di stelle. Agli occhi di un adulto che ha smesso di credere nelle favole e forse anche nella magia di quei momenti in cui, guardando in cielo una stella cadente, si dovrebbe esprimere un desiderio. Quanto sia giusto per un genitore reprimere le fantasie di un ragazzo che non e` piu` un bambino, ma non e` ancora pronto ad affrontare la realta` nuda e cruda della vita, difficile da stabilire. Troppo dura la reazione del padre che picchia suo figlio per impedirgli di inseguire le sue fantasie. E spietata la soluzione vendicativa, che lo uccide col fuoco e gli fa scoppiare gli occhi. Violenza chiama violenza ma, nell’ immaginario di ognuno, tutto e` lecito. E forse, quando non ci puo` proteggere in altro modo, le fantasie possono aiutare a lenire la sofferenza dei colpi subiti con le botte o con parole che feriscono l’ anima.
    Un racconto ben scritto – tra il reale e il fantasy – e toccante, che induce alla riflessione.
    Bravo Kenji.

  2. Un racconto molto diverso rispetto a quelli che ci proponi. Confesso che mi sono salite le lacrime agli occhi, sia per la situazione narrata che per il finale. Anch’io credo esista qualcosa al di là della polvere di stelle.

  3. Questo racconto è veramente una sorpresa, un tocco di agrodolce. Perfetti i dialoghi che sostengono tutta la struttura e molto interessanti i cambi di scena in cui la prospettiva muta. Triste la storia del bambino, ma con un meritato riscatto nel finale lasciato aperto all’immaginazione del lettore. Davvero molto bello.

  4. Caro Kenji, un racconto che mi stupisce con piacere. Un cambio di registro importante ed inatteso, con buoni risultati. Congratulazioni !