Potresti volare con me dappertutto e scherzare con le stelle

Serie: Le Wendy


Le Wendy sono bambine allevate per restare pure fino al giorno del loro tredicesimo compleanno

Afferro entusiasta il bastoncino di zucchero filato che porge il venditore. La nuvola rosa fluttua davanti al naso mentre procedo tra i banchetti di tiro a segno e le bancarelle.

Un giostraio annuncia il vincitore degli autoscontri. Il nome pronunciato mi è familiare, provo a concentrarmi per ricordare dove l’ho già sentito. Improvvisamente la musica di un carillon copre ogni suono.

Lo zucchero filato sfuma davanti ai miei occhi mentre la voce dell’Assistente mi riporta alla cruda realtà:

«È ora che vi alziate! Ha inizio un nuovo giorno!» chiude con uno scatto il cofanetto interrompendo la danza della ballerina.

L’Assistente Marla07 saluta tutte le Wendy col sorriso mentre le sfrecciano accanto dirette ai bagni, i piedini immacolati saltellano sulle piastrelle bianche e nere. Le risate riecheggiano lungo il corridoio.

«WendyX2009, dovresti raggiungere le tue sorelle. Come mai sei ancora a letto?»

«Stavo facendo un bel sogno.»

«I sogni sono importanti, raccontami.»

«Ero al luna park.» indico la finestra accanto al letto. Lontano si scorge la ruota panoramica che si staglia immobile contro il cielo coperto di nuvole.

Marla07 inclina leggermente il capo, la coda di cavallo segue il movimento ondeggiando lievemente.

«La nostra sognatrice… Non nasceva un esemplare come te da almeno cent’anni.»

«Quando potrò andarci?»

L’Assistente rimane immobile a fissarmi, apre la bocca ma non emette alcun suono. Il dispositivo che imita il respiro umano deve avere un guasto, eppure non è stata richiamata in assistenza.

«Nel sogno indossavo delle scarpette di vernice rossa, come quelle di Dorothy. La protagonista del libro che Marla003 ha letto ieri sera.» riprendo a raccontare, la bocca di Marla07 si richiude con uno scatto producendo un rumore sinistro. «Potrò indossarle?»

«Non ti serviranno per vivere avventure. Tutto ciò di cui hai bisogno è la camicia da notte incontaminata come il tuo corpo. Non desiderare altro, è importante che ti preservi pura fino al compimento dei tredici anni.»

«Domani è il nostro compleanno» indico le mie sorelle che rientrano in camera. 

Camminano in fila indiana appoggiando i piedi solo sulle piastrelle bianche. I movimenti sono sincronizzati al secondo. Gli occhi azzurri socchiusi, il labbo segnato dagli incisivi che si intravedono appena.

Marla07 si volta ad osservarle «Tu sei diversa da loro, sei unica»

«Siamo tutte uguali» stesse guance paffute, stessi occhi, labbra carnose, lunghi boccoli chiari…

«Tu non replichi Wendy, tu sei Wendy» Marla07 gracchia Tu sei Wendy con voce robotica. Il guasto sembra estendersi, anche i movimenti perdono fluidità. Alza la mano per accarezzarmi il volto ma rimane sospesa inerte a mezz’aria.

Le mie sorelle restano immobili a fissarla, attendono il permesso per andare in mensa a fare colazione.

A questo punto è inutile sperare di portare a termine la conversazione. Appoggio i piedi sul freddo marmo e noto solo ora l’ombra sbucare da sotto il letto. Apre il palmo sopra la testa e lo muove a destra e sinistra. Rispondo al saluto con un gesto breve.

Esco dalla camera, la luce del corridoio sfarfalla. Scorgo l’Assistente Marla01 bloccata davanti ad una finestra, le dita artigliano l’aria. Il tecnico non si è presentato per portarla in assistenza. 

L’ombra mi raggiunge e saltella da una piastrella all’altra mentre riappare e scompare ad ogni intervallo di buio. Ha la decenza di non seguirmi in bagno.

Rinfrescata e profumata ritorno sui miei passi, le mie sorelle sono ancora immobili come le ho lasciate. Il petto si alza e si abbassa in sincrono.

«Andiamo a mangiare» tutti i sette i visi si voltano contemporaneamente verso di me.

L’Assistente Marla05 giunge alle me spalle proprio in quel momento.

«La colazione è pronta!» esclama prima di procedere in testa alla piccola carovana.

Chiudo la fila di Wendy in modo tale che Marla05 non possa notare il mio amico. Lui felice esegue un’elegante piroetta imitando la ballerina del carillon. Ridacchio cercando di non farmi udire, l’ombra tremola e sfuma.

Marla05 si volta e mi scruta alzando un sopracciglio. Non dice nulla. Mi fa cenno di aumentare il passo e, senza attendere un riscontro, torna a camminare spedita verso la fine del corridoio seguita dalle docili paperette.

L’ombra accompagnatrice riappare nitida. Ora ha uno spuntone in cima alla testa, immagino sia una piuma appuntata su un cappello.

L’ombra senza padrone mi indica una porta chiusa alla mia destra, vuole che la segua. Non posso, è importante che io raggiunga Marla05 e completi la routine giornaliera. Cerco di spiegarlo a gesti ma lui non demorde e scivola sotto la porta.

Clack!

L’ha aperta.

Marla05 procede spedita verso la mensa, non scorgo più le mie sorelle.

Un suono ritmato giunge dalla stanza, ricorda un cuore che batte.

L’ombra riappare in corridoio e mi esorta ad entrare.

Sospingo leggermente la porta, la stanza è in penombra. Una lampada illumina la struttura ovale sospesa al centro di essa. Piccole bolle d’ossigeno scivolano lente sul vetro verso la superfice. 

In quel liquido giace immobile, come la Bella Addormentata del libro, un corpo identico al mio.

Su una targhetta di metallo vi è riportata la scritta “Wendy. Campione Madre

*Il titolo è una citazione tratta dal libro Peter Pan (James Matthew Barrie)

Continua...

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