PRIMO PASSO: CORTECCIA

Serie: Homines

C’era una volta un incapace. Fissava da basso, là dove stava poggiato coi piedi grandi e nudi, oltre il margine d’una lunga strada a cui mai nessuno aveva pensato di dare un nome. S’era messo a guardarseli ambedue poiché se ne rimanevano lì assieme a lui, e non lo portavano da nessuna parte. Un giorno si disse di non poter sopportare di più. Che la vita era ingiusta e cattiva. Capricciosa e pigra, diceva. Come due piedi che fingono di non potersi muovere. Si fece allora avanti d’un passo soltanto. Di uno e ben posato, perché tanto bastava a farlo diverso da com’era prima. Diventò brigante nel lampo di uno schiocco di dita. Prese la strada per sé. Lo fece perché era lunga e tanto vuota. Perché era muta e senza uno scopo. Perché se ne rimaneva là, dove lui stava poggiato coi due piedi grandi e nudi che non si muovevano. Perché era diritta e infinita. E non aveva un nome. L’incapace attese a lungo, ma nessuno arrivò mai. Il tempo trascorse di molto, e lui invecchiò di un poco. Dunque attese ancora. Perché i suoi piedi non si muovevano. Perché erano pigri e capricciosi come la vita che scorre. E non lo portavano da nessuna parte. La strada no. Lei non invecchiava. Rimaneva così com’era perché così era stata da sempre.

C’era una volta una strada lunga e infinita. Veniva calpestata da due piedi grandi e nudi che non portavano da nessuna parte. Così rinunciò a proseguire. E presto dimenticò fin dove era in grado di condurre. Ciò le stette bene. Perché era muta e senza uno scopo. Era diritta e tanto vuota. E nessuno le aveva mai dato un nome. All’alba di un nuovo mattino, qualcosa cambiò. L’incapace scorse un qualcuno di mai visto prima. Costui procedeva in avanti, sopra alla strada. Se ne stava composto e ben seduto su di una sella ornata in oro bianco, e i suoi piedi non si muovevano. Rimanevano là, trasportati dall’aria, e lo portavano ovunque volesse andare senza aver bisogno di sembrare vivi.

Allora quando quello gli fu abbastanza vicino, lui volle farlo fermare. L’incapace, dunque, gli parlò della strada. Gli disse che era lì da molto tempo, e che nessuno le aveva mai dato un nome, perché non portava da nessuna parte. L’uomo di canto suo, trasse le briglie a sé. Dopodiché osservò i due piedi grandi e nudi dell’incapace, e gli domandò il motivo per cui questi non si muovessero da lì dove stavano. Lui rispose che era colpa della vita. Perché era pigra e capricciosa. Era cattiva e tanto ingiusta. Come le strade che smettono di proseguire, e che ti fanno divenire brigante nel lampo di uno schiocco di dita.

Serie: Homines
  • Episodio 1: PRIMO PASSO: CORTECCIA
  • Episodio 2: SECONDO PASSO: LIBRO
  • Episodio 3: TERZO PASSO: CAMBIO
  • Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Fiabe e Favole