Progetto Heisenberg

Vi hanno mai spiegato come funziona il teletrasporto? Da vivo, vieni inserito in grossi cilindri, scansionato e disintegrato atomo per atomo, poi ricomposto a destinazione con gli atomi presenti in quel luogo. In poche parole, si muore e si rinasce.

Stando al Principio d’Indeterminazione di Heisenberg non è possibile conoscere contemporaneamente la posizione e l’impulso precisi di ogni particella. Ma si è trovato il modo di sopperire parzialmente il problema: il cervello viene teletrasportato solo come organo, non come mente e coscienza. Questo non permette solo di ricomporre correttamente il corpo, ma di riprogrammare, in un secondo momento, il cervello del soggetto ridotto ad un vegetale.

Il Progetto Heisenberg è nato nel momento in cui nella società si sono formate tre nette divisioni: la gente comune, i criminali e i meritevoli. Questi ultimi sono coloro che nel corso della vita hanno apportato dei benefici all’umanità, come invenzioni nel campo della tecnologia, della medicina o premi Nobel per la pace. I criminali costruiscono un nuovo mondo per loro, teletrasportati dalla Terra a Proxima Centauri B.

Lì, i primi pionieri criogenizzati sbarcati, hanno costruito i Laboratori di Reinquadramento in sincronia con la Terra. Tra le mura di quelli di Proxima Centauri B i cervelli dei criminali vengono riprogrammati per i lavori forzati. Non è concessa loro la possibilità di ricordare chi sono, quali crimini hanno commesso e la gravità.

La Terra continua ad essere abitata dal ceto comune e prospera grazie ai benefici dei meritevoli.

Così, errore di reinquadramento quale sono, osservo da lontano i lavori di costruzione: mi interrogo non tanto sul fatto, ma sulla sua moralità.

“Non ti annoi a trascorrere così le tue giornate, compagno?” domanda il vecchio.

“No. Procedono con tanta velocità che è come guardare uno spettacolo” rispondo.

Il vecchio si siede a fianco a me e contempla in religioso silenzio.

“Non avrei potuto trovare un alleato migliore. Chi meglio di te, ex spia del governo, avrebbe potuto fottere il sistema di controllo dei laboratori?” dice con sorriso beffardo.

“Presto potremo mettere in atto la tanto agognata inversione di marcia. E tu sarai a capo di tutto, com’è giusto che sia.”

Il vecchio sorride e si sfrega le mani rigose e consumate. I suoi occhi vitrei si abbassano riflessivi.

“A capo di tutto, io? Io, che con il mio genio ho creato il teletrasporto… questo mondo mi spetterebbe di diritto, secondo logica. Ma no, non sarebbe giusto. Io, più di tutti quei criminali, meriterei i lavori forzati avendo commesso il crimine peggiore di tutti: ho distrutto le loro esistenze.”

Avete messo Mi Piace6 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi

Discussioni

  1. Ciao Mary! Che stile!👏🏻 Qui ho riscontrato una voce narrante ancora più salda e carismatica, capace di approfondire il giusto e di delineare tutto un universo in pochissime battute. Un racconto brevissimo e perfetto😊

  2. “In tre, quattro paragrafi hai delinato un mondo che potrebbe ospitare infinite vicende.”
    Chi lo sa… magari potrebbe essere un buon punto di inizio per una futura serie. 🤔

  3. Ma sai che aspetto le tue risposte per sapere se è tutto vero quello che ci racconti nella prima parte del racconto? Ma sai che io non ci capisco niente e nemmeno sono all’altezza? Forza Mary, aspetto di essere buttata di sotto 😅 siamo in quattro sulla torre, la scelta ricade per forza su di me! Bravissima come sempre

    1. Ti dirò la verità: ho dovuto impegnarmi per studiare il funzionamento del teletrasporto e non sono riuscita immediatamente a mettere il relazione quest’ultimo con il Principio d’Indeterminazione di Heisenberg. 😅
      Detto ciò, non è assolutamente vero che non ne sei all’altezza, anzi! Sulla torre c’è posto per tutti, perché c’è sempre da imparare. ❤

  4. Ho trovato molto originale la tua visione di teletrasporto, che si stacca dal “comune” (nella letteratura e filmografia Sci-fi) strumento di spostamento dal punto A al punto B, senza particolari implicazioni, a qualcosa che trasferisce la materia di cui è composto il corpo, ma non il pensiero, la coscienza.
    In tre, quattro paragrafi hai delinato un mondo che potrebbe ospitare infinite vicende.
    Ed il dialogo finale è… la ciliegina sulla torta! 😉

  5. Questo testo mi ha ricordato tanto il racconto “L’imitatore” di Fabio Fernandes, che si inserisce nella corrente della fantascienza moderna sudamericana.
    Ne hai ripreso efficacemente il concetto del teletrasporto: la persona viene fisicamente uccisa e poi ne viene costruita una nuova da un’altra parte, riprogrammandone il cervello.
    Bello anche lo spunto sulla suddivisione classista della società, che dà un senso di profondità alla storia.

  6. Un’utopia così impossibile da diventare quasi attraente.
    I meritevoli… Se ne sente parlare da tanto in Italia che quasi non ci facciamo più caso. Il governo dei migliori. Il Jobs act. La meritocrazia.
    E poi, si scopre che i meritevoli sono i parenti dei potenti, i loro amanti, quelli scelti perché utili. Gli stolti. E un piccolo manipolo di intelligentini manipolabili a fare da vetrina, magari recuperati dalla spazzatura dove le loro stesse scelte li avevano mandati, oppure acquistati dall’estero a suon di milioni come calciatori stranieri.
    Grazie Mary, molto ben scritto.

    1. Mi fa molto piacere che il racconto ti abbia portato a riflessioni su situazioni, purtroppo, reali. E non posso che essere d’accordo con te. Ma, dopotutto, la scrittura serve anche a far pensare. 😉